PAOLO 2 -PARTE PRIMA-

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PAOLO 2 -PARTE PRIMA-

Messaggio  Admin il Mar Giu 15, 2010 4:14 pm

Il 6 gennaio Licia scrive al prof. Cuomo e la dott.ssa Imola:

Il giorno 23 dicembre, ho preso appuntamento con Paolo a Bari e lui aveva il compito di recarsi in treno e di guidare sua madre e sua sorella. Ho precedentemente chiesto alla mamma di videoregistrare tutte le fasi della mattinata:
1Impostare la sveglia il giorno prima;
2Scendere all’ora prestabilita;
3Comprare i biglietti e pagarli;
4Obliterare;
5Recarsi al giusto binario;
6Prendere il treno e monitorare le fermate fino a scendere a quella giusta.
Durante l’incontro precedente al 23 dicembre ho dedicato un po’ di tempo proprio alla trascrizione punto per punto delle fasi che ho appena scritto. Paolo e io seduti attorno al tavolo, abbiamo pensato a tutto quello che c’è da fare per prendere un treno, partendo dalla sveglia mattutina e insieme abbiamo scritto ogni passaggio.
Questo foglio poi lui l’ha portato con sé la mattina del 23 assieme al nostro diario di viaggio grazie al quale ha potuto controllare tutte le fermate. È andato tutto benissimo!!! Appena il papà di Paolo potrà, vi manderà il video, ma la mamma mi ha detto che ha visto Paolo sicuro di se stesso e felice dell’impresa tanto che mi ha confidato che si fiderebbe a fargli prendere il treno totalmente solo. In effetti è quello che ho progettato per il futuro prossimo.
Durante queste vacanze abbiamo comprato anche il registro contabile su cui deve annotare le sue entrate e uscite anche se i genitori ad oggi non gli hanno ancora dato una paghetta in quanto Paolo non assolve al suo dovere e dimentica quasi sempre di occuparsi della raccolta differenziata. Abbiamo inoltre cominciato a realizzare il listino prezzi: abbiamo ritagliato molti prodotti di uso quotidiano dai volantini delle offerte, abbiamo incollato i pezzi, scritto i prezzi vicino e incollato le relative monete/banconote che avevamo precedentemente stampato da un sito e poiché erano in bianco e nero le abbiamo colorate noi. Questo listino è ancora in fase di preparazione. Devo dire che da quando abbiamo cominciato questo lavoro, se chiedo a Paolo di passarmi le monete che formano per es. 1,60 euro, lui riesce a ravvisarle con pochi problemi; molto spesso usiamo la calcolatrice quando lo vedo incerto. Spero di essere riuscita a portare avanti durante le festività i programmi di cui avevamo parlato nell’ultima supervisione.
A presto.

Il prof. Cuomo ed Alice rispondono a Licia:

Gentilissima Licia,
sicuramente il lavoro stai procedendo molto bene e pian piano penso che si matureranno ed evolveranno sempre più le situazioni e le competenze per Paolo. Tutti i casi che si stanno trattando nella ricerca-formazione-azione, nel momento in cui vedono una coerenza con i protocolli concordati, stanno dando esiti positivi. UN'ATTENZIONE!
Un'attenzione che devi avere, molto forte, sta nel pilotare i genitori alla coerenza con i protocolli concordati e pertanto devi forzare la mano (prendendoti le responsabilità).
Il prof. Cuomo ha sempre ricordato che non state lavorando solo per i casi che seguite, ma state formandovi per un auspicato futuro Ruolo di Coordinamento. Per tale ruolo bisogna non fare sempre buon viso a quanto dicono i genitori. E' indubbiamente importantissimo guadagnarsi la fiducia delle famiglie ma nello stesso tempo non bisogna assecondarle (sul momento sembra che ne abbiano piacere, ma successivamente vedono la non Professionalità dell'Operatore). Due esempi in cui tu dovevi afferrare la debolezza ed intervenire: 1. non dare una quota di danaro perchè il ragazzo non realizza la sua responsabilità nella raccolta differenziata è INGENUAMENTE SBAGLIATO in quanto non lascia alcuna traccia (ed in tutti i modi il ragazzo non lavora, non assolve le responsabilità che deve invece imparare a prendere) Invece bisognerà: *DARE LA PAGHETTA E PORRE UNA MULTA QUANDO NON SI FA LA RACCOLTA DIFFERENZIATA!!!* In tal modo il ragazzo nota quanto perde e deve averne contabilità (quindi lavorare)!!! 1.perchè usare soldi stampati per poi colorarli? Ciò è estremamente infantile!!! E' molto meglio usare (anche per gli esempi) i soldi veri (tanto non è che occorrano dei miliardi o vanno a male se rimangono attaccati sul listino). *Pertanto via i soldi colorati (che sono usati nella scuola dell'infanzia) e usare i soldi veri tenendoli lì attaccati, sul listino prezzi, con il nastro adesivo!!! *Fatti rispettare nel tuo ruolo e prenditi le responsabilità.
Ciao e complimenti per i livelli che state raggiungendo con Paolo
Alice Imola
Nicola Cuomo
P.S. UTILIZZARE LA CALCOLATRICE MOLTISSIMO IN QUANTO E' LA CALCOLATRICE CHE DOVRA' UTILIZZARE PER LE AUTONOMIE E L'INDIPENDENZA QUINDI SOLO E SOLTANTO CALCOLATRICE PER I CONTI DI GESTIONE DEL LISTINO!!!

Il 2 febbraio Licia scrive circa il progetto Bancomat

Progetto Bancomat

Ho progettato di cominciare con Paolo un percorso che lo porti ad avere un bancomat personale da utilizzare in piena autonomia e indipendenza quando se ne presenta la necessità.
Intendo innanzitutto far comprendere al ragazzo il valore e l’utilità del bancomat. Intendo fargli notare che suo padre (a cui Paolo è profondamente legato e che rappresenta per lui un modello da imitare) ne ha uno, che io stessa ne ho uno e che è uno strumento molto usato dagli adulti ed è anche molto comodo per due motivi:
· Col bancomat non portiamo i contanti in tasca;
· Teniamo sempre sotto controllo le nostre spese e i nostri risparmi.

In questo modo voglio indurre il ragazzo a desiderare di avere un bancomat, quando mi avrà manifestato questo suo volere, procederò con il progetto, certa che non sarà qualcosa di imposto dall’esterno, ma sarà pianificato da lui stesso che avrà deciso di averne uno.
A questo punto mi reco nella banca dove la sua famiglia ha già un conto aperto oppure in una Posta (nel caso si decidesse per un banco posta; questo dipenderà dai costi di gestione e quindi verrà deciso dai genitori e da me).
Chiederemo assieme la documentazione necessaria per ottenere la carta e la compileremo con molta attenzione. Attiveremo tutti i servizi utili, per es. quello di notifica tramite sms delle spese effettuate.
A questo punto Paolo avrà il suo bancomat che potrà utilizzare in diversi modi: potrà prelevare la sua paga settimanale (dopo le opportune prove fatte insieme a me. Io, infatti, avrò la furbizia di prelevare o fare il saldo o versare con la mia carta in sua presenza, prima dell’inizio di questo progetto per suscitare in lui il desiderio di averne una e durante il progetto per dargli l’esempio); potrà versare i suoi risparmi; potrà effettuare delle spese pagando direttamente con la carta; potrà controllare il suo conto tramite la stampa del saldo..
Quando sarà diventato esperto, potrà effettuare delle operazioni anche per suo padre, il quale non avendo tempo e modo di prelevare, chiederà a Paolo di farlo complimentandosi e ringraziandolo per il piacere ricevuto dal figlio e sottolineando che fortunatamente ci sono due uomini in famiglia che si occupano delle cose pratiche!

PROGETTAZIONE
Il mio progetto è finalizzato al possesso e all’utilizzo del bancomat, ma per giungere a questo obiettivo devo prima suscitare in Paolo il desiderio di averne uno con le modalità che ho sopra descritto.

PIANIFICAZIONE
Se il mio progetto funziona e viene messo in atto con le giuste strategie (utilizzare il bancomat in sua presenza dicendo che senza non potrei proprio stare; facendogli notare che gli adulti ne hanno uno..), Paolo pianificherà in tutta libertà di averne uno e ne farà una più o meno esplicita richiesta che sia la famiglia che io saremo pronti a cogliere. La sua pianificazione continuerà tutte le volte in cui il ragazzo riterrà opportuno fare uso della carta in virtù delle esigenze che si presenteranno di volta in volta.

SIMULTANEITA’
Paolo imparerà a gestire simultaneamente il bancomat e i soldi in contanti: se arriverà a risparmiare 40 euro e sa che gliene servono 20 per le spese quotidiane, ne verserà solo 20 tenendo a disposizione gli altri contanti. Allo stesso modo, se ha bisogno di 18 euro per fare l’abbonamento mensile del pullman e ha in tasca solo 8 euro, ne preleverà 10.
Questa è una simultaneità che gli permette di avere sotto controllo contemporaneamente soldi “virtuali” e soldi contanti e regolarsi di conseguenza.
Se farà acquisti e pagherà con la carta, dovrà simultaneamente vedere l’importo della spesa, capire se ha abbastanza contanti in tasca e se non sono sufficienti, utilizzare la carta per pagare.

SUCCESSIONE
Paolo effettuerà tutte le operazioni allo sportello nella giusta successione:
· Prendere la carta dal portafogli;
· Inserirla nella giusta fessura;
· Inserire il codice;
· Scegliere l’operazione da fare: prelievo o versamento o saldo;
· Effettuare l’operazione scelta;
· Prendere la stampa;
· Concludere riprendendosi la carta.
Questa è la successione delle micro fasi necessarie, oltre al fatto che il ragazzo tutte le volte che pianificherà di utilizzare il bancomat, lo farà per un motivo ben preciso che rappresenterà uno dei nodi di un filo più lungo e articolato. Per es. decideremo di andare al cinema, ma per far questo, sceglieremo prima il film su internet e vedremo il costo. Andremo al cinema a Bari e quindi preleverà i soldi necessario per il biglietto del treno e per il ticket del cinema.

L’8 marzo Licia, scrive al prof. Cuomo e la dott.ssa Imola, circa la pianificazione di alcune attività da fare con Paolo:
PAGARE UNA BOLLETTA


Ho progettato di iniziare con Paolo un percorso con l’obiettivo di imparare a pagare una bolletta presso gli uffici postali.
Tenendo conto del contesto e delle caratteristiche di Paolo, intendo recarmi alla posta del suo paese almeno 2 o 3 volte per pagare delle mie bollette dicendogli che i miei genitori mi hanno chiesto di fare questa commissione perché proprio non ci potevano andare e che di solito quando svolgo questi servizi mi compensano con dei soldini per ringraziarmi.
In questo modo voglio:
1.Offrirgli un modello di comportamento da riapplicare;
2Suscitargli il desiderio di rendersi utile in famiglia stimolando la sua motivazione ricordandogli che dopo sarà ricompensato economicamente e che è bello rendersi utile in famiglia; del resto tutti gli adulti pagano le bollette e quindi è giusto che lo faccia anche lui.
Prevedo di andare in posta nel primo pomeriggio perché di solito ci sono meno persone e quindi si aspetta meno tempo, questo per non rendere noioso il tutto e per evitare che venga meno l’entusiasmo, che perda il filo e che non ci voglia più tornare.
I possibili blocchi che ho preventivato conoscendo Paolo sono:
1Quale tasto schiaccio all’inizio;
2A quale sportello vado;
3Quanti soldi porto;
4Cosa mi rilasciano, cosa devo portare a casa.
1 Per superare questo blocco la mia strategia è leggere attentamente cosa c’è scritto sulla macchinetta e premere il tasto relativo all’operazione che dovremo compiere. Fotograferò poi il suo dito che preme il tasto giusto che sarà sempre lo stesso, cioè quello dei pagamenti.
2 Leggere cosa c’è scritto sul nostro tagliando e focalizzare la nostra attenzione sullo scorrimento dei numeri relativi alla nostra lettera. La sua attenzione sarà sicuramente attivata ad ogni bip che segna lo scorrimento di tutti gli sportelli, ma lui tralascerà tutto ciò che non lo riguarda per concentrarsi sul suo turno. Possiamo utilizzare come strategia per capire quando è il nostro momento quella di chiedere chi c’è prima di noi cosi puntiamo quella persona e sappiamo che dopo di lei tocca a noi. Quando arriva il nostro turno stiamo attenti a guardare simultaneamente il numero, la lettera e il numero dello sportello a cui ci dobbiamo rivolgere.
Prevedo che Paolo come suo solito, abbasserà la testa e parlerà a bassissima voce, per evitare o per contenere questo, credo siano utili gli esempi che gli darò portandolo con me a pagare le mie bollette e l’esperienza che acquisirà con il tempo. Del resto è successa la stessa cosa quando abbiamo fatto le prima volta i biglietti del treno. Oggi lui compra i biglietti da solo e con un tono di voce sicuro proprio perché ne ha fatti cosi tanti che non ha più ansie e timori.
3. Prima di andare in Posta prepariamo a casa i soldi giusti da portare considerando 1.10 euro di commissione. Contiamo i soldi insieme e ci accertiamo che siano esatti e nel caso non avessimo i soldi esatti, calcoleremmo con la calcolatrice il resto che avremo. Una volta allo sportello diamo in successione il bollettino, poi i soldi e aspettiamo che l’impiegato faccia le sue operazioni: non dobbiamo andare via perché il nostro compito non è ancora finito. Anche questo momento verrà fotografato da me.
4. Dopo aver dato bolletta e soldi prendiamo la ricevuta di pagamento che daremo poi ai genitori; la ricevuta non si butta via perché è un documento importantissimo che attesta il pagamento effettuato infatti contiene la data e l’ora dell’operazione. Prendiamo quindi la ricevuta e l’eventuale resto, fotografo questo passaggio e andiamo via.
È chiaro che quando andremo in Posta, i suoi genitori gli faranno notare che sono impossibilitati ad andarci e che la bolletta sta per scadere quindi è necessario che se ne occupi Paolo; inoltre lo ricompenseranno concedendogli l’eventuale resto o dandogli dei soldi. Gli faranno notare che ha fatto una cosa importantissima e che se non ci avesse pensato lui non avrebbero saputo come fare; non mancheranno di sottolineare che sta diventando come suo padre abile ed efficiente nelle faccende burocratiche e tecniche.

PIANIFICAZIONE
Quando arriva la bolletta a casa, aprirla e scrivere sul calendario la scadenza cosi Paolo saprà già quando andare a pagare senza che nessuno lo inviti a farlo. Lo pianificherà da solo in base alla scadenza.
ATTENZIONE
Paolo userà attenzione per scegliere il tasto giusto alla macchinetta e porrà attenzione allo scorrimento dei numeri
SIMULTANEITA’
Paolo dovrà guardare simultaneamente i vari display per cogliere il suo numero coerentemente con la lettera e tenere d’occhio la persona che sappiamo essere prima di noi.
SUCCESSIONE
Dovrà svolgere tutte le operazioni in successione: prendere il biglietto, aspettare il turno, dare il bollettino, poi i soldi, prendere la ricevuta e infine il resto.

La dott.ssa Imola, dopo un confronto con il prof. Cuomo, risponde a Licia:

Carissima Licia,
nel confronto con il prof. Cuomo è emerso di base che assolutamente non va data alcuna ricompensa né premio in danaro per l'aiuto dato da Paolo. I complimenti e il riconoscimento di aver fatto qualcosa di adulto e utile per tutti quindi non solo per i genitori, ma anche per lui deve essere il premio.
Indubbiamente una persona più adulta e che aiuta in questi servizi si merita una paghetta più alta. Pertanto il mettere in rapporto la paghetta con i servizi domestici è stato, in seguito alle riflessioni fatte con il prof. Cuomo, un'azione che nella complessità dell'intervento è sfuggita o è stata fraintesa.
LA PAGHETTA VIENE DATA PERCHè SI E' UTILI COMPLESSIVAMENTE A TUTTE QUELLE AZIONI CHE SONO VANTAGGIO RECIPROCO DELLA FAMIGLIA pertanto sia il pagare le bollette che l'immondizia o altri servizi sicuramente, portando un vantaggio reciproco a tutta la famiglia, si riversano su una paghetta più consistente, ma i riferimenti di danaro non vanno calibrati riferendosi a mansione per mansione.
Le mansioni e i doveri vanno citati ma se diventano un sistema producono i seguenti rischi:
1. lo faccio solo se mi paghi
2. siccome non ho bisogno di soldi non lo faccio
Ci sono delle azioni che vanno messe in atto nella famiglia in maniera indipendente dal danaro in quanto queste sono costituenti la sopravvivenza serena e funzionale del nucleo familiare.
A tale proposito, abbiamo sottolineato in più circostanze che nella "paghetta", per far comprendere il valore e l'entità delle spese bisogna contare tutte le spese personali del ragazzo.
Ne elenco alcune:
dentifricio, spazzolini, shampoo, barbiere, lamette da barba, eventuali profumi, creme, (tutto ciò che riguarda la cosmetica relativa alla pulizia e all'igiene personale), calzini, maglioni, scarpe, ed altro di consumo, anche se non frequente, ma permanente.
Solo in tale dimensione il ragazzo capirà gradualmente quanto costa alla famiglia ed in particolare per le spese relative ai cosmetici ed a quei prodotti per la pulizia personale questi dovranno essere acquistati da lui per due motivi fondamentali:
1. aver molte cose da acquistare ed avere in mente - ricordare - che stanno per terminare
2. rendere più corposa la paghetta, ma di una corposità funzionale alle esigenze di vita quotidiana (altrimenti la paghetta serve solo per pizze, caffè e gelati... e questo solo è da evitare)
Pertanto la nuova regola non è un premio diretto ma un riconoscimento diretto della competenza ponendo in differita la ricaduta della partecipazione ai bisogni familiari sulla paghetta la quale va estesa comprendendone le spese personali sopra elencate.
Per quanto riguarda l'utilizzo delle macchine elettroniche per il turno in posta, riflettendo tale apprendimento non è semplice come fare la fila in biglietteria, in stazione,ma può risultare per Paolo complessissimo.
Abbiamo analizzato come si risolvono questi problemi anche per altri tipi di handicap e abbiamo trovato che le Istituzioni pubbliche mettono a disposizione "corsie preferenziali" e facilitate per le persone con deficit (cfr. leggi) per esempio anche chi non vede una organizzazione come quella della posta può complicargli la vita. A tale proposito è bastato fornire una informazione ai dirigenti degli uffici i quali nel momento in cui si presenta una persona con deficit gli semplificano l'operazione. Come, continuando negli esempi, nelle stazioni ferroviarie e negli aeroporti vi sono uffici dedicati a persone con deficit ed è previsto un personale per l'accompagnamento.
La semplificazione che va concordata con le strutture tipo Poste, Ferrovie,... è la stessa cosa che mettiamo in atto quando evitiamo di fare calcoli, divisioni o moltiplicazioni con grandi numeri fornendo la calcolatrice: saper fare un'operazione con grandi numeri a mano porterebbe via tantissimo tempo ed anni di didattica mentre con l'uso della calcolatrice l'operazione diventa rapida, precisa, funzionale e si ha più tempo per insegnare alla persona con deficit a risolvere i problemi. Pertanto se l'operazione è molto complessa e produce confusione in Paolo è preferibile parlare con il direttore della posta e richiedere procedure semplificate. Inoltre mentre tu hai inviato la pianificazione per Paolo, manca la pianificazione per te. Difatti la pianificazione poteva prevedere per Licia: apprendere il meccanismo per la fila è complesso: quali possono essere le possibilità alternative? e tra queste possibilità vi è quella del percorso facilitato come spesso si fa per le donne che aspettano un bimbo.
Per quanto riguarda la complessità per Licia sta nel fornire molteplici spiegazioni e perdere molto tempo circa un percorso complesso che può essere risolto attraverso un'informazione agli impiegati e quindi divenire problema superabile (servizi per disabili ci sono in stazione, aeroporto ed in altre strutture istituzionali: informati per il servizio disabili sia in stazione che in aeroporto).
La simultaneità delle problematiche, per l'operatore Licia, in questa specifica situazione è estremamente complessa, non facilmente gestibile, pertanto vanno cambiati i termini del problema cfr. Gestalt
Tra le altre cose l'operazione postale è una tantum e nella vita si può risolvere con modalità automatiche (tramite banca) di pagamento delle bollette, pertanto l'occasione pagamento delle bollette va utilizzata solo e soltanto se questa presenta circostanze per l'apprendimento trasferibili in altre circostanze.
Quella della superabilità o della complessità dei problemi deve diventare un'abitudine per una profonda analisi da parte dell'operatore in quanto come sottolinea la Gestalt certi problemi vanno eliminati quando il doverli superare richiede uno sforzo e una fatica incongruente con gli obiettivi che si vogliono raggiungere. Questo è un allenamento che dobbiamo continuare a fare in gruppo anche perchè il rischio di un giudizio soggettivo del problema è grande. Quello che la ricerca ci fa emergere è che è stato perfettamente inutile insegnare ai bambini con deficit per anni le 4 operazioni ed è stato estremamente utile introdurre la calcolatrice ed insegnare ai bambini a saper risolvere i problemi.
Ciao
Alice Imola
Nicola Cuomo

Il 30 marzo la famiglia Gianneli scrive al prof. Cuomo circa un incontro avvenuto con gli insegnanti della scuola della loro figlia Lisa:

Gentilie prof. Cuomo,
le invio una nostra nota relativa all'incontro avuto ieri con il consiglio di classe di nostra figlia Lisa. La situazione è alquanto difficile e complessa, avremmo intenzione di scrivere al Provveditore, potrebbe aiutarci?
Cordiali saluti
Famiglia Giannelli

In data 25 marzo 2010, si è tenuto presso il Liceo delle Scienze Sociali “San Benedetto” di Conversano, un Consiglio di Classe con l’obiettivo di concordare un PEI per nostra figlia Lisa. Erano presenti tutti i docenti del Consiglio, noi genitori e la dott.ssa Ieva, tutor della ragazza nell’ambito della ricerca-azione-formazione denominata il “Filo di Arianna” coordinata dal Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna con la finalità di cercare nuove prassi educative a sostegno dei soggetti speciali.
Siamo giunti a questo importante appuntamento con un unico desiderio: l’approvazione di un programma Educativo Individualizzato Semplificato con obiettivi minimi.
La nostra richiesta era ed è fortemente sostenuta dalla più totale convinzione che la ragazza, se opportunamente sostenuta, supportata e stimolata, possa raggiungere risultati equiparabili a quelli degli altri alunni. Inoltre, la nostra istanza è suffragata dal parere professionale della dott.ssa Ieva che lavora con Lisa.
Di fronte al nostro appello fatto nel pieno rispetto della Legge 104 del 5 febbraio 1992, del Decreto Legislativo 297 del 1994 e dell’Ordinanza Ministeriale n. 90 del 21 maggio 2001, abbiamo trovato un Consiglio docenti convinto della perentoria impossibilità di svolgere con la nostra ragazza, un PEI semplificato.
A partire dalla Preside, continuando con tutti i docenti e terminando con gli operatori della A.S.L. di Conversano, tutti erano unanimi nella loro decisione.
Noi abbiamo spiegato le motivazioni della nostra scelta e abbiamo suggerito le numerosissime modalità di attuazione del PEI da noi scelto, ma tutti i docenti erano convinti delle gravissime inabilità della ragazza e non riuscivano a scorgere un cammino formativo differente.
Abbiamo rammentato a tutti che il D.L.vo 297/1994 prevede anche la riduzione e/o sostituzione dei contenuti, preservando la medesima valenza formativa, ma ancora i docenti hanno sostenuto l’irrealizzabilità di questa semplificazione/riduzione che pure è prevista dalla Legge.
Le loro considerazioni si fondano su un’analisi che tiene conto solo ed esclusivamente di un sapere meramente nozionistico senza considerare i numerosi successi che la ragazza ha raggiunto nell’ambito dell’autonomia e della socializzazione. Nessuno ha apprezzato il coraggio di una ragazza che dal primo giorno di scuola ha viaggiato da sola per raggiungere l’ Istituto e ha cercato fin da subito di integrarsi in un nuovo gruppo classe.
A parere degli insegnanti solo un PEI differenziato può assicurare la crescita e lo sviluppo di nostra figlia mentre noi siamo convinti che esso rappresenti un imperdonabile passo indietro nel lungo cammino che abbiamo intrapreso già da un anno e che persegue il superamento dell’handicap attraverso l’inserimento sociale. Purtroppo il Consiglio non ha mostrato alcuna disponibilità a collaborare con noi in questo percorso.

Siamo rimasti, inoltre, profondamente rammaricati dalla constatazione che gli Operatori della A.S.L. hanno disquisito sulla nostra ragazza basandosi su una Diagnosi Funzionale risalente al 2003 (quando Lisa frequentava la scuola elementare!) senza mai averla vista in presenza. Essi sono giunti all’incontro senza neanche aver avuto l’onestà di guardare il Profilo Dinamico Funzionale redatto nel 2009 di cui la Scuola dispone regolarmente. Abbiamo quindi scoperto che tutto il materiale cartaceo, relativo alla ricerca-azione-formazione inclusa la nuova Diagnosi Funzionale del 2009, da noi personalmente portato a scuola con la preghiera di farne buon uso non è stato mai letto né lontanamente reputato di considerazione. Riteniamo questo comportamento deontologicamente scorretto oltre che superficiale e irrispettoso.
Alla fine del Consiglio abbiamo dichiarato di voler concederci un po’ di tempo per riflettere pur essendo convinti che se tutto il corpo docenti dovesse persistere nell’ostacolare la nostra scelta per Lisa non vediamo altra alternativa al cambio di Istituto.

Famiglia Giannelli.

Il prof. Cuomo risponde fornendo degli orientamenti:

Gentilissima fam. Giannelli.,
il documento da voi realizzato è opportuno.
Io non parlerei di "semplificazione", ma di "facilitazione".Tale facilitazione, come previsto dalla legge 104/92, è possibile grazie a "...Nell'ambito della scuola secondaria di secondo grado, per gli alunni handicappati sono consentite prove equipollenti e tempi più lunghi per l'effettuazione delle prove scritte o grafiche e la presenza di assistenti per l'autonomia e la comunicazione."[1] Per quanto mi riguarda vostra figlia Lucrezia e voi famiglia avete tutti i diritti per pretendere quanto la legge prevede ma è evidente che i Dirigenti e gli Insegnanti hanno dei grossi pregiudizi che hanno molto probabilmente prodotto una loro organizzazione istituizionale (accettata dalle famiglie locali) che non intendono mettere in discussione. Pertanto vi è il rischio che questo contesto scuola produca in Lucrezia, sul piano emozionale, stress a ansia, facendole perdere le sue competenze. E' ragionevole cambiare scuola! In tutti i modi rimane fermo il dato che nella ricerca-azione-formazione multi e interdisciplinare che stiamo conducendo sulla X Fragile abbiamo trovato un fronte pressochè unico da parte della scuola e degli insegnanti contro l'integrazione. Per tale motivo ritengo indispensabile un'organizzazione da parte dell'Associazione finalizzata a porre in atto difese legali per salvaguardare i diritti dei vostri figli. Non è possibile che le famiglie vengano prese in giro e subiscano questa "violenza nascosta".Ho sottolineato la necessità di riflettere per pianificare azioni legali anche nell'e-mail inoltrata trasversalmente della famiglia di Alberto.
Cordiali saluti

La dott.ssa Imola scrive a tutte le famiglie coinvolte nella ricerca:

Gentilissime famiglie,
abbiamo fatto alcune prove venerdì scorso e con skype siamo riusciti abbastanza bene ad interloquire, mentre con e-works ci sono stati dei problemi. Pertanto continueremo a parlare con i tecnici del programma e-works che ci permette di vederci oltre che parlare in un grande numero e nel frattempo potremmo incontrarci via skype soltanto ascoltandoci venerdì 19 marzo dalle 15:00 alle 16:00. Nel contempo, se riusciamo ad avere chiarimenti dal tecnico di e-works, possiamo provare anche l'altra possibilità di collegamento. Colgo l'occasione per riportarvi un messaggio del prof. Cuomo il quale sottolinea che il compito delle famiglie è quello di valutare permanentemente la qualità e gli interventi degli operatori amici che non ha la finalità di un mero controllo ma quello di avere dei feedback per meglio orientare il nostro percorso di formazione. Pertanto ciascuno di voi dovrà segnalarci i punti forti e i punti deboli circa le azioni che gli operatori-amici stanno mettendo in atto. Naturalmente i risultati delle azioni sono anche relativi alla partecipazione delle scuola, degli insegnanti, degli operatori del territorio. Pertanto è importante mettere in correlazione gli sforzi delle famiglie, degli operatori amici con le resistenze da parte delle istituzioni e da parte degli operatori che vi lavorano. Il prof. Cuomo sottolinea che le vostre segnalazioni devono essere costanti e vi invita a riflettere sull'e-mail inviata a l'operatrice Licia e fam. Tasselli circa il ruolo e le responsabilità dei nostri operatori.
Fateci sapere
Alice Imola







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