TERZA PARTE

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TERZA PARTE

Messaggio  Admin il Lun Mag 30, 2011 12:44 am

Il 21 febbraio un insegnante di Fabrizio scrive al professore Cuomo:

Gent. prof. Cuomo,
sono una insegnante della classe 2CT dell'ITIS Galilei di Arezzo, nella quale è inserito Fabrizio Nolo. Quest'anno nella classe ho tre ore settimanali, una delle quali di lavoro individualizzato con Fabrizio (sostegno), le altre sono due ore di Laboratorio di Tecnologie Informatiche con l'intera classe. In base alle Sue indicazioni e a quanto emerso in sede di elaborazione del
PEI abbiamo pensato di utilizzare tali ore per lavorare sull'acquisizione di specifiche competenze informatiche, che possano essere utilizzate da Fabrizio anche al di fuori del contesto scolastico. L'attività che viene svolta è prevalentemente laboratoriale; sia con la classe, che in modo individualizzato, Fabrizio lavora davanti al computer; ha imparato ad accendere il pc autonomamente, sa avviare il programma di videoscrittura, sa aprire un nuovo file, sa salvare il lavoro fatto in un percorso specificato. E' in grado di creare testi con Word, rispettando le specifiche richieste: sa copiare un breve testo e riesce a cambiarne il formato secondo ciò che gli viene richiesto. E' capace di aprire il browser per la navigazione in Internet e sa come fare per ricercare informazioni in rete (ha bisogno di essere guidato nella scrittura del testo); ha imparato a copiare immagini trovate in rete e a riportarle all'interno di un documento word. Abbiamo utilizzato insieme la posta elettronica, dove abbiamo creato un nuovo account per Fabrizio e stiamo lavorando attualmente per acquisirne l'utilizzo. Al fine di favorire l'acquisizione degli strumenti informatici, ho pensato di assegnare a Fabrizio piccoli lavori da fare a casa, con l'aiuto dell'operatore dott. Nocentini: apertura della posta, verifica della corrispondenza, eventuale risposta da inviare. Un altra attività che avevo pensato di proporre è l'utilizzo di un foglio
excel per la "gestione" delle piccole spese domestiche, in modo da abbinare
l'attività già prevista sull'uso del denaro, con la gestione informatica; nel foglio già impostato, Fabrizio potrebbe annotare, sempre con l'aiuto
del dott. Nocentini, le spese giornaliere e controllare il totale delle spese effettuate durante la settimana. I lavori fatti al computer vengono poi stampati a scuola ed inseriti nel raccoglitore (progetto raccoglitori) per la parte di informatica. Vorrei avere da Lei indicazioni sul modo di procedere in tal senso: ritiene adeguato il lavoro che stiamo portando avanti o pensa che si possano individuare obiettivi /modalità diversi su cui lavorare?
Per quanto riguarda le difficoltà di scrittura di Fabrizio, consiglia l'uso del pc per la videoscrittura? Può essere uno strumento di miglioramento o non è opportuno continuare?
RingraziandoLa per la Sua attenzione, saluto cordialmente.

Il professore risponde:

Gentilissima prof.ssa ,
e invio alcune ipotesi operative in coerenza al nostro stile metodologico di intervento sperando di poterle essere utile.
Distinti saluti
Nicola Cuomo

IPOTESI DI LAVORO:
Il progetto "amico" propone orientamenti relazionali all'Operatore che dovrà seguire Fabrizio (suggerendo l'atteggiamento che abbiamo sperimentato essere quello molto adeguato per offrire riferimenti da emulare) va posto in atto anche per il percorso scolastico. Si sono ritrovati due ambiti di base su cui orientare gli interventi circa la Scuola. Siamo nella Scuola superiore e si apre un ciclo che porterà Fabrizio verso il lavoro e i progetti per una vita autonoma ed indipendente (cfr.: collegamenti VAI). Pertanto questo percorso formativo si è pensato possa divenire quello in cui si organizzano, sistematizzano e si rafforzano le competenze di Fabrizio. Le due azioni naturalmente non sono nettamente divise ma, pur avendo responsabilità distinte, sono in sinergia. A Scuola. Fabrizio dovrà dilatare le possibilità di tirocinio e realizzare documenti (anche audiovisivi[1]) che si riferiscono all'ambito professionale per cui sta frequentando la Scuola Nel contempo il ragazzo necessita di strumenti e strategie di supporto facilitanti. Si è sempre consigliato una organizzazione della didattica che vada a ritrovare nella concretezza di raccoglitori la possibilità di fornire a Fabrizio riferimenti per una organizzazione mentale dei contenuti, delle nozioni tale organizzazione potrebbe essere evoluta nel percorso della
Scuola Superiore organizzando power point che Fabrizio utilizzerà nelle verifiche.
Non solo Fabrizio. Si potrebbe prospettare alla classe (tra le altre) una nuova modalità di valutazione che prevede una presentazione globale del percorso formativo attraverso il supporto multimediale di power point che vanno preparati nel corso dell'anno con l'utilizzo dei docenti quali consulenti. La responsabilità di preparazione del power point la si potrà dare a piccoligruppi (in cui vi è Fabrizio) anche se l'intero gruppo classe puntualizza (concordandolo con i docenti) i riferimenti essenziali (i punti forti, le nozioni chiave) che caratterizzano il percorso formativo. I punti forti e chiave nelle differenti discipline soffermandosi in quelli caratterizzanti le pratiche del tirocinio appositamente organizzate in brevi filmati(cfr.: nota 1). Il power point avrà schemi, immagini, punti chiave di riferimento, una sorta di presentazione globale a cui tutti si riferiranno e potranno approfondire singolarmente in relazione alla specifica preparazione diciascuno.Mensilmente si potrebbe pianificare la classe con una modalità "redazionale" per preparare i tratti di contenuti da organizzare nel power point per le verifiche. La classe quindi dovrà essere organizzata come una moderna redazione giornalistica che si confronta, mette a fuoco gli ambiti argomentativi e li organizza utilizzando sia i testi scolastici che la rete internet rilevando notizie, dati, documenti audiovisivi,. riguardanti il profilo professionale che si è raggiunto e che caratterizza il Corso. I ragazzi navigano in internet ormai tutti e vanno orientati per rilevarecontenuti anche utili per la scuola. La dimensione redazionale la tratteggio di seguito. In una redazione giornalistica ciascuno ha un ruolo ed una funzione in relazione alle proprie competenze e alla necessità del raggiungimento di un obiettivo comune: quello di realizzare il rotocalco. In redazione vi sono molte persone, ciascuno ha una propria responsabilità e competenze diverse, tutti devono collaborare per il raggiungimento delle finalità concordate. L'aiuto reciproco che si viene a determinare, in una classe che assume lo stesso stile organizzativo della redazione, propone sia legami affettivi che funzionali, il dover collaborare tutti, con competenze ed abilità diverse, per lo stesso obiettivo; l'aver bisogno ciascuno dell'altro, propone un riconoscimento delle capacità, dei "saper fare" di tutti. Cooperazione, aiuto reciproco, collaborazione, adattamenti reciproci l'averun ruolo utile e desiderato da tutti in relazione alle proprie competenze: scrivere il testo(se si sa scrivere o partecipare alla sua organizzazione se non lo si sa fare), navigare nella rete, organizzare il power point, fotografare, scegliere le foto(queste tutte attività in cui lecompetenze dei ragazzi si integrano reciprocamente e che permettono aFabrizio di partecipare) , inventare i titoli, comporre al computer, scannerare .....propone un senso di reciprocità e di collaborazione che sonoil fondamento culturale dell'integrazione. Il dover concordare uno stile e realizzarlo insieme propone di fatto cooperazione e integrazione. Come in una redazione di un rotocalco, a scuola, si potrebbe organizzare unincontro periodico in cui si sistematizza per essere progettato in power point, il percorso formativo da utilizzare nelle verifiche. Il progetto power point propone un'utilità per tutta la classe, in quanto sintesi dell'attività didattica, offrendo inoltre opportunità a vari livelli. Inoltre propone un nuovo modo di percepire l'Insegnante in quanto questi, nel percorso, viene considerato un Esperto Consulente. Per quanto riguarda l'organizzazione della classe per quest'anno certamente l'essere coesi da parte degli insegnanti in un progetto in cui convergono le differenti discipline penso che possa risultare anche utile per elevare l'interesse di tutti. In molte scuole hanno organizzato una serie di incontri con esperti nell'ambito psicologico i quali (puntando anche sul fatto di essere esterni e non portatori di altre materie da studiare e valutare) affrontando problematiche relative ai disorientamenti esistenziali (rilevando dai ragazzi stessi tematiche da affrontare sul piano delle argomentazioni psico-relazionali) hanno contribuito a far maturare il gruppo classe producendo atmosfere positive che si sono riversate nello studio, nel rendimento scolastico, nella tranquillità nelle relazioni. Argomenti che sono stati affrontati suscitando interesse e positività relazionali sono stati: sessualità, violenza, prepotenza, memoria, conflitto con i genitori,. Tali argomenti hanno avuto anche provocazioni attraverso film che spesso sono risultate estremamente efficaci in quanto hanno permesso di parlare dei propri problemi non mettendosi in gioco direttamente ma attraverso il riferirsi a personaggi dei film. Un parlare di altri che aiuta al parlare spesso profondamente di se stessi.
Colgo l'occasione per inviare i miei saluti.
Nicola Cuomo

Il primo marzo il signor Nolo, scrive alla prof.ssa che ha preso contatti con il professore e a quest’ultimo:

Gent.ma Prof.ssa,
sono lieto di poter rilevare il suo interessamento all'invito genitoriale di voler tenere in forte considerazione la preziosa consulenza e collaborazione gentilmente offerta al vostro Istituto dall'università di Bologna, dall'ambito di Pedagogia Speciale da parte del Prof. Cuomo e della sua equipe. Gradisco molto la sua iniziativa e certamente mi rasserena apprendere dalla sua e.mail il tratto di propensione partecipativa e collaborativa volta al miglior insegnamento possibile, ed alla strategia per conseguirlo, per mio figlio Fabrizio. Sia io, che come credo anche la mamma confidiamo e riponiamo piena fiducia nelle indicazioni e nell'operato del Prof. Cuomo; questo per farle sapere che ogni comunicazione del Prof. Cuomo ha già a priori il nostro consenso ed avallo, senza che sia necessaria alcuna vostra successiva verifica. Quanto verrà tratteggiato dal Prof. Cuomo al fine dell'isegnamento a Fabrizio e per la sua integrazione scolastica, per noi genitori è la cosa da attuare.
Detto questo, vorrei però fare due brevi ma importanti precisazioni.
La prima attiene alle capacità di operare sul mezzo informatico da parte di Fabrizio. Ho avuto modo di constatare che Fabrizio è ben disposto al suo utilizzo, ma ad oggi ha necessità dell'ausilio costante dell'adulto perchè non ha esattamente quelle competenze da lei indicate; non ha la padronanza che è stata descritta, ed ovviamente non sapendo leggere se non semplici sillabe e talvolta pure a stento, mi riesce difficile ritenere possibile la sua capacità di accedere e di navigare in internet ricercando pure delle informazioni, come quella di salvare dati ed immagini o di modificare i formati dei documenti. Certamente saprà accendere il computer ed avviarlo, ricosce le icone delle funzioni minime ed essenziali, copierà da un testo cartaceo su un file in word, ma null'altro di più. Non è in grado di svolgere funzioni superiori. Disconosce altre applicazionise e non sa operare in excel, anche perchè torno a ripetere legge solo sillabe non comprendendo però ciò che legge ed ha cognizioni matematiche molto ma molto minime se non del tutto assenti. E' vero invece che con l'aiuto costante di un adulto che lo indirizzi di volta in volta, riesce a compiere semplici lavori in word, ma ripeto non da solo. Ritengo importante questa precisazione per dare la giusta indicazione delle competenze informatiche di Fabrizio, affinchè il Prof. Cuomo possa con successo orientarci verso le giuste piste di lavoro da attuare, che come il Prof. Cuomo sempre ci ripete devono essere per i ragazzi con X Fragile soministarte esclusivamente secondo il metodo globale e mai con il metodo frazionato che non porterebbe assolutamente a nulla, ad alcun beneficio per questi ragazzi.
La seconda precisazione attiene al Dott. Nocentini. Vorrei per questo invitare la scuola a ritenere il Dott. Nocentini si un insegnante di sostegno per Fabrizio ma solo durante le ore di istruzione scolastica; al di fuori dell'ambito dell'Istituto il Dott. Nocentini non è il proseguimento della scuola a casa. Il dott. Nocentini lè l'operatore-amico di Fabrizio all'interno di un ambizioso progetto di ricerca-formazione-azione per un progetto di vita autonoma ed indipendente. Il Dott. Nocentini non è e non deve essere l'insegnante che va a casa, e per tali motivazioni è bene che la scuola non gravidi su di lui per competenze post lezioni didattiche che Fabrizio deve invece acquisire nelle ore di frequenza scolastica. Fabrizio riceve a casa e condivide con il Dott. Nocentini una amicizia, e le attività ad essa connesse, condotta e coordinata dal Prof. Cuomo per tutt'altre finalità, ed il tempo che il ragazzo e l'operatore-amico trascorrono insieme non deve essere quello dello svolgimento dei compiti a casa. Il dott. Nocentini ha ben altre funzioni, scopi ed attività da perseguire e progetti da realizzare. Tra l'altro proprio la vostra proposta sull'uso del denaro è uno dei progetti già in atto nel progetto di ricerca e giusto caso relativo all'uso del denaro ed alla lista dei conti entrate ed uscite. Ritengo quindi possibile una modalità inversa a quella proposta dalla scuola, e cioè che la scuola si adoperi per istruire Fabrizio sull'uso di un foglio di calcolo affinchè tale attività didattica possa essere di ausilio e sostegno al progetto che il Dott. Nocentni sta già portando avanti da qualche tempo con Fabrizio, all'interno del progetto di ricerca del Filo di Arianna; ma non il contrario, e cioè che le attività disposte dalla scuola le dovrà seguire a casa il dott. Nocentini. La famiglia paga l'intervento e l'opera del Dott. Nocentini per la realizzazione nel progetto di ricerca di quella amicizia fra ragazzo ed operatore-amico al fine di trasmettere competenze tramite l'imitazione comportamentale delle indipendenze e delle autonomie dell'amico, e non come un ausilio della scuola o un insegnante a domicilio; uno specialista torno a dire a carico dei genitori per attuare il progetto di vita autonoma ed indipendente, e nn per trasferire competenze didattiche alla famiglia o per sottrarre tempo alle attività di ricerca e del progetto del Prof. Cuomo.
Tra l'altro per Fabrizio sarebbe controproducente osservare che il suo amico (Tiziano) assume i panni dell'insegnante quando si incontrano per il progetto di ricerca, e potrebbe perdere la fiducia verso l'amico e quindi invalidare tutti gli sforzi finora compiuti. Io non intendo correre rischi del genere. Stiamo lavorando per far nascere un'amicizia e non un rapporto studente insegnante. Le finalità di tale amicizia sono quelle indicate dal Prof. Cuomo. Non deve essere confuso l'intervento scolastico consigliato dal Prof. Cuomo, con il progetto di ricerca del Filo di Arianna; perchè sono due cose nettamente diverse pur integrandosi per l'acquisizione delle competenze e delle autonomie da far raggiungere a Fabrizio.
Ritenendo di aver dovuto precisare quanto precede, Gent.ma Prof.ssa Luana, apprezzo la sua disponibilità e colgo l'occasione per porgere con cordialità il mio sincero saluto, rinnovando la mia totale disponibilità alla collaborazione e per gli eventuali ulteriori chiarimenti ritenuti utili al riguardo.
Un saluto particolare e con rinnovata e sempre viva stima al Prof. Cuomo e ai suoi collaboratori.
Alberto Nolo

Il 2 marzo il professore risponde:

Gentilissimo signor Nolo,
sappiamo benissimo il livello delle competenze di Fabrizio ed è per questo motivo che l'ambito di informatica per lui non è in questo momento assolutamente una materia da apprendere ma è per gli insegnanti una possibilità facilitante per far accedere Fabrizio ai contenuti, alle abilità, alle competenze.
Nella e-mail inviata all'Insegnante Luana Bartolosi si sottolinea che Fabrizio deve poter accedere alle nozioni, ai contenuti con ausili facilitanti: "...attraverso il supporto multimediale di power point" (o, aggiungo in questa e-mail, di altri programmi multimediali simili).
Evidenzio che Assolutamente Fabrizio non deve divenire un esperto di informatica (almeno per ora), per poter USUFRUIRE di power point come non deve divenire un radiotecnico per poter USUFRUIRE di un televisore, ma deve molto semplicemente poter USUFRUIRE dell'informatica quale strumento facilitante.
Il computer, l'informatica devono essere usati nella loro organizzazione tecnica e di base dagli altri, dai docenti, dai suoi compagni, lui deve USUFRUIRE DELLO STRUMENTO COMPUTER QUALE MEDIATORE SEMPLIFICANTE, una sorta di "protesi" per accedere, facilitato, ai contenuti (come previsto dalla legge che propone il PEI semplificato).
I programmi che abbiamo citato nella e-mail (ed altri equivalenti), quindi, sono da programmare soltanto da parte dell'Insegnante: Fabrizio deve poter USUFRUIRE, utilizzare; in internet devono accedere gli altri,... l'organizzazione progettuale deve essere il risultato di un progetto "redazionale". Fabrizio deve assistere ed essere implicato attivamente al processo di organizzazione del percorso facilitante, in modo da percepire, intuire, guardare, comprendere che lo si sta facendo per facilitargli l'accesso ai contenuti.
Il computer - l'apposita facilitata organizzazione delle nozioni - costituiscono, con l'insegnante, i mediatori (di persona e tecnologici) per accedere con grande semplicità ai contenuti. Come si sottolineava nella e-mail, conoscere "...attraverso il supporto multimediale di power point" ed altri programmi informatici come quelli che ha potuto osservare a Sesto Fiorentino.
Vi sono programmi che leggono, che si collegano facilmente tra loro in modo ipertestuale e mostrano foto, mostrano video, ... chi non sa leggere può ascoltare e nello stesso tempo guardare, fare, agire nella dimensione laboratoriale tanto risultata potente per i bambini con x-fragile, ...
Vi sono programmi che gli insegnanti devono conoscere in modo da implicare attivamente i ragazzi con difficoltà di comprensione nel percorso di apprendimento.
La preparazione dei percorsi sul computer può, a sua volta, divenire per gli altri, per i compagni di Fabrizio, un apprendere ad utilizzare l'informatica, apprendere in maniera utile in quanto possono produrre moduli tematici (divenendo un gruppo per la produzione di ausili didattici) di nozioni facilitanti l'apprendere del loro compagno Fabrizio.
In tale dimensione Fabrizio utilizzerà il computer come un televisore intelligente che gli parla, gli mostra, lo facilita.
Le faccio notare che l'organizzazione della classe che si propone alla Scuola di Fabrizio è redazionale ed in una dimensione laboratoriale, in cui è il gruppo a determinare la realizzazione in power point (o programmi similari).
Anche io utilizzo power point (o programmi simili) in congressi, in conferenze a lezione e non pretendo assolutamente che i presenti in sala siano esperti in materia informatica, io utilizzo i programmi, l'informatica, per far USUFRUIRE ai presenti della maggior possibilità di accessi ai contenuti.
I programmi, il computer (nel nostro caso) sono principalmente dedicati agli insegnanti, a chi li usa al fine di trasmettere in modo "semplificato" i contenuti, formare, insegnare,... uno strumento mediatore facilitante in quanto permette di presentare attraverso immagini, disegni, musiche, ... alcuni contenuti che potrebbero risultare di difficile comprensione senza accessi e supporti multimediali.

Per Fabrizio vanno integrati:

• i percorsi da lui vissuti
con
• i processi di apprendimento.

Pertanto i programmi informatici riporteranno (ricordo: appositamente organizzati dagli insegnanti) i percorsi di apprendimento organizzati con possibilità ipertestuali.
Si è sempre consigliato soprattutto (al di là dell'informatica) un'organizzazione della didattica che vada a ritrovare nella concretezza di raccoglitori la possibilità di fornire a ragazzi con difficoltà nell'apprendere riferimenti per una organizzazione mentale dei contenuti, delle nozioni.
Tale organizzazione ha la possibilità di poter essere evoluta, in particolare, nel percorso della Scuola Superiore (come ho scritto alla professoressa Luana Bartolo) organizzando power point che Fabrizio utilizzerà nelle verifiche.
A proposito delle verifiche riporto l'organizzazione del caso R. che fa riferimento ad una organizzazione cartacea delle nozioni (cfr.: "progetto raccoglitori") che può essere evoluto attraverso l'utilizzo del computer.

Le verifiche

La verifica degli apprendimenti di R. era un cerimoniale che vedeva implicata affettivamente tutta la classe; i suoi risultati erano anche risultati di un lavoro di collaborazione e ciascuno ritrovava i propri successi nei successi di R.
Vi era molta attenzione, R. assumeva un aspetto molto serio, gli veniva chiesto il "quadernone"-“raccoglitore” relativo alla verifica, lo cercava tra gli altri, lo appoggiava sul tavolo e: "R. cercami la pagina dove abbiamo raccolto le notizie sui primi uomini" R. ritrovava la pagina "cosa è scritto su in alto in grande? ". Ed R. a cui si era già ricordato nella richiesta del "cerca la pagina" che vi sarebbe stato scritto come titolo "I primi uomini", leggeva la frase titolo facilmente.
"Indicami dove abitavano". Ed R. indicava il disegno della caverna.
L'insegnante "Bravo, nella caverna"
"leggi cosa vi è scritto sotto"
"caverna"
"Indicami dove sono le armi" ecc...
"Trovami la pagina dei bambini indios..."
"Quanti bambini sono quelli? "
" Tre"
"Qual'è la loro casa?"
R. indicava e diceva il nome scritto sotto la figura: "capanna".
"Cosa mangiano?"
Ed, un po' aiutandosi con le figure incollate ed un po' con le didascalie scritte, R. rispondeva.
Il contesto - foglio del quadernone da lui stesso costruito (ritagliando e incollando) con l'aiuto del gruppo, nella sua complessità costituiva il sostegno della memoria e dei concetti di R. L'unità significante-foglio, nella sua strutturazione complessa, faceva sì che ciascun tratto richiamava altri tratti in modo da "suggerire", volta per volta, i significati delle situazioni, dei simboli, degli oggetti, del contesto.
L'apprendimento si fondava sulla relazione affettiva in quanto il "quadernone"-“raccoglitore” era il risultato del lavoro di R. con il gruppo dei compagni, e si poggiava sulla articolazione complessa del messaggio.
Una articolazione complessa per lo più manuale che oggi, attraverso la facilitazione dell’uso del computer, può divenire facilmente multimediale attraverso appositi programmi.
Una multimedialità che, lo sottolineo, deve essere organizzata e realizzata non da Fabrizio: lui ne deve usufruire.
Fabrizio va implicato a costruire le pagine del quadernone nei raccoglitori le quali possono divenire, scannerandole, slaide.

Fabrizio quindi può prevalentemente lavorare nel progetto “raccoglitori” (che riporto più avanti” per poi, senza molte spiegazioni informatiche, essere implicato a scannerare partecipando alla organizzazione del power point.

Progetto "Raccoglitori".

(cfr. relazione dell’incontro del 11 maggio 2010)
Per ogni area didattica, italiano, matematica, storia... (dal mio punto di vista nominerei quattro o cinque aree scientifiche chiave) si possono definire 4/5 punti chiave del percorso didattico. 4/5 riferimenti base che Fabrizio deve sapere in italiano, così in storia, etc.
Ogni punto chiave all'interno dell'area disciplinare va organizzato con immagini, didascalie, cartoline, documenti... in modo abbastanza sintetico (puntiamo sulla qualità e non sulla quantità dei dati); ogni punto chiave potrebbe anche essere registrato su cassetta in modo da fornire al ragazzo anche la possibilità di ascoltare se si stanca nel leggere (la cassetta potrebbe essere dinamizzata con sottofondo musicale. Cfr.: modalità utilizzata per l'apprendimento delle lingue). Inoltre, risulta fondamentale anticipare i contenuti che si tratteranno in classe, area disciplinare per area disciplinare. A tale proposito si potrebbero cercare videocassette, DVD, film e/o documentari che in maniera piacevole e globale introducano Fabrizio all'argomento.
Fabrizio in tal modo, avendo visto il filmato, ha la possibilità di riconoscere a scuola l'argomento. Anche i film visti andranno segnati nel raccoglitore.
I cinque raccoglitori conterranno ciò che Fabrizio (anche se in forma essenziale e facilitata) sa fare e/o conosce e potranno essere utilizzati alle verifiche in modo da presentarlo nella sua parte migliore(le facilitazioni sono previste e descritte nelle procedure di base nella legge 104/92).

Anticipare!

Le attività, i contenuti programmati dagli insegnanti andrebbero anticipati con una modalità non didattistica dai genitori attraverso occasioni che non devono fornire a Fabrizio la sensazione del prolungamento del tempo scolastico a casa, ma ugualmente essere da riferimento culturale. Gli insegnanti forniranno ai genitori i loro programmi e se per esempio si sta svolgendo in storia un percorso didattico sul Medioevo, i genitori potrebbero far vedere a Fabrizio un film su Robin Hood (senza far riferimento a scuola, il collegamento deve essere indotto e/o avvenire spontaneamente (se avviene) da parte di Fabrizio, così pure film o documentari su fiumi, foreste...
Risulta estremamente positivo per Fabrizio avere una continuità di fondo che permanentemente in qualche modo lo guidi sollecitando la sua attenzione.
La continuità di fondo va progettata ed attuata sia con ausili multimediali sia attraverso contesti, situazioni, eventi, avvenimenti, che Fabrizio deve riconoscere sia fisicamente, percettivamente che emozionalmente appartenenti ad un ordine del discorso, ad una trama, ad una vicenda, ad una successione sensata di eventi, a concatenazioni relazionali significative sul piano affettivo ed emozionale.
La continuità di fondo quindi va dal ragazzo riconosciuta e per far si che ciò avvenga deve essere anticipata.
Facciamo un esempio riferendoci al progetto raccoglitori che strutturalmente propone le condizioni per la continuità di fondo e occasioni per integrarsi nel gruppo a più livelli di competenze(modalità”redazione giornalistica”.
Prendiamo un argomento quello del medio evo, ho accennato prima al fatto che Fabrizio può vedere a casa un film su Robin Hood. In classe le immagini (foto, collage, ritagli di giornali, ...) dei castelli, delle armature, costituiranno la continuità di fondo insieme alle musiche, ai rumori del film(colonna sonora), ad oggetti. La multimedialità dei riferimenti, la complessità forniranno alla ragazzo numerosi appigli per la memoria, per evocare riconoscendo, l'ambientazione; gli aspetti emozionali collaboreranno a stimolare e sostenere l'evocazione della trama anche se non ricordata nei suoi aspetti logici, nei tratti sequenziali, ma globalmente, quanto basta per non far sentire estranei quegli ambienti, quelle atmosfere.
Fabrizio ha tempi brevi di attenzione ed una sola specifica attività rischia di divenire monotona se si prolunga nel tempo d'altra parte se si frammentano le attività in funzione dei suoi tempi di attenzione il rischio è quello di fornirgli contenuti frammentati, spezzettati, senza senso, senza i collegamenti che li concatenano (rischiando dei danni cognitivi) Inoltre il mantenersi su tempi brevi comporta un non raggiungere o raggiungere difficilmente o troppo lentamente l'obiettivo di estendere i suoi tempi di attenzione. La struttura della narrazione, la continuità narrante permette di avere delle diverse unità (quindi il lavorare sui tempi brevi) senza essere monotoni ne frammentari in un itinerario che ha uno svolgimento in tempi lunghi con numerosi e differenti quadri (unità significative interne alla trama) in contesti e situazioni diverse.
L'utilizzo della struttura narrativa ci permette di coniugare tempi brevi, diverse unità significative senza rischio di monotonia ne di frammentazione, con attività complessa e con tempi lunghi.

Sperando che la chiarificazione inviata orienti pe il meglio sul piano metodologico e operativo gli insegnanti invio i miei saluti.
Nicola Cuomo

Il 7 marzo il padre di Fabrizio scrive al professore Cuomo:

Gent.mo Prof. Cuomo,
sono il sig. Nolo A. papà di Fabrizio. Le scrivo per comunicarle cosa ho notato nel comportamento di Fabrizio al riguardo della domanda che le ha posto domenica mattina all’incontro di Sesto Fiorentino. La domanda ritengo che Fabrizio l’ha elaborata in realtà sabato pomeriggio, perché me ne ha parlato mentre cenavo con lui appunto sabato sera. In sintesi Fabrizio avrebbe voluto parlarle della cugina, anche lei affetta dalla sindrome, per chiederle se lei la poteva aiutare così come sta facendo con lui. Quando mi ha esposto questa sua intenzione e questa sua considerazione, le confido che mi ha commosso per la profondità del pensiero che ha elaborato, frutto esclusivo del suo pensiero. Io gli ho detto che era una domanda bellissima e che era stato bravissimo a pensare di fare questa domanda, e che certamente il giorno dopo l’avremmo esposta. Così gli ho detto di stare tranquillo, perché domenica mattina gli avrei dato una mano a porle la domanda, nel senso che avrei preso la parola per anticipare la sua volontà per poi passare la parola a lui; Fabrizio era molto entusiasta, non stava nella pelle al pensiero di poterle fare questa domanda. Domenica mattina, appena sveglio mi ha confermato che voleva parlare in aula e appena arrivati in aula mi chiedeva di sapere quando avrebbe potuto fare la domanda. Insomma era deciso e ben determinato. Sono più che sicuro che avrebbe parlato della cugina e in maniera molto chiara e sicura. Purtroppo gli eventi sono un po’ precipitati quando l’intervento della sig.ra F., al riguardo della scuola e dell’insegnante del figlio, ha un po’ agitato l’aula; ritengo che Fabrizio è stato molto influenzato da quel dibattere al punto che l’ansia ha preso il sopravvento. Difatti mentre la sig.ra F. parlava e continuava a sostenere le proprie idee, Fabrizio perdeva lucidità e serenità, e cominciava ad essere sempre più irrequieto dicendomi che la sig.ra F. doveva stare zitta e che sbagliava a parlare a quel modo. Insomma Professore, quando ho preso la parola per anticipare che Fabrizio voleva fare una domanda, Fabrizio anche se visivamente agitato per la discussione della F., si è comunque alzato e si è avvicinato a lei per farle la domanda in merito alla cugina, la domanda che mi aveva detto di voler fare, e le primissime sue parole sono state appunto pertinenti a quello che io sapevo voleva chiedere. All’improvviso però, ritengo che non sia più riuscito a contenere l’ansia che si era insediata in lui, e invece che andare avanti con la domanda per quello che voleva dirle della cugina, ha dirottato il discorso prendendo l‘argomento della scuola e dicendo che gli insegnanti non capiscono niente e che devono fare quello che lei indica, altrimenti kaputt per loro (ma questo lo ha mimato con la mano portandola al collo come per recidere) . Quando lei ringraziandolo per la domanda gli ha dato risposta, Fabrizio era felice e molto gratificato per essere stato tenuto in considerazione, ed ho notato che l’argomento della cugina era stato rimosso dal suo pensiero; Fabrizio ormai ce l’aveva contro la scuola e gli insegnanti. Ecco io ho notato, come è bastato poco per fargli perdere lucidità; forse sbaglio a dire che ha perso lucidità, perché forse è meglio dire che l’ansia lo ha turbato ed ha inquinato i suoi pensieri. Le ho esposto questa mia osservazione, per sapere da lei se la mia deduzione è plausibile, ma anche per chiederle in questi casi come è preferibile comportarsi. Fabrizio era molto agitato per quanto accaduto e dispiaciuto per quello che ha sentito le è stato detto, anche perché di lei ha una fortissima considerazione e non tollera chi ne parla diversamente da come lui la percepisce. Può darmi chiarimenti a questo proposito? Al perché una domanda, che sembrava fosse molto consolidata nella volontà di Fabrizio ad esporla, è stata annullata come un niente dall’ansia predominante portandolo sull’argomento che lo ha infastidito? La ringrazio, e mi scuso per la lunghezza dell’esposizione ma ci tenevo a narrare dettagliatamente gli eventi.
Con l’occasione le porgo distinta cordialità. Buona serata.
Alberto Nolo

L’8 marzo il professore risponde:

Gentilissimo signor Nolo,

l'osservazione e l'analisi che ha fatto risulta molto interessante per la ricerca che stiamo portando avanti.
Come lei saprà per la ricerca la mia ipotesi, dopo aver osservato i comportamenti dei bambini e delle persone con x fragile ed averli messi in relazione con contesti, situazioni ed atmosfere relazionali differenti, è quella che ha portato alla denominazione della ricerca-formazione-azione "Il Filo di Arianna".
Metodologicamente quando ci si pone di fronte ad un tipo di deficit non mi lascio influenzare dalle ipotesi già esistenti (pur tenendone conto) perchè il già esistente viene considerato in primo piano solo per comodità del ricercatore. La comodità del partire da ipotesi già formulate è una trappola da cui il nostro pensiero bisogna che si difenda, di fatti studiosi del pensiero scientifico come Feyerabend sottolineano che anche le teorie e le ipotesi scientifiche non sono esenti da pregiudizi e spesso accade che: "La prima teoria adeguata ha il diritto di precedenza su tutte quelle successive, anch'esse ugualmente adeguate. Sotto questo aspetto l'effetto della condizione di coerenza è abbastanza simile a quello dei metodi più tradizionali usati dalla deduzione trascendentale, l'analisi delle essenze, l'analisi fenomenologica, l'analisi linguistica. Essa contribuisce alla conservazione delle teorie vecchie e familiari non perché abbiano dei vantaggi reali ad esempio, una maggiore fondazione osservativa rispetto alla nuova teoria proposta o una maggiore eleganza - ma solo perché sono vecchie e familiari" [1].
Il e il mio staff abbiamo preferito formulare un'altra ipotesi che non partiva da quella già collegata alla x fragile che era quella dell'ansia.
Siamo partiti da un'altra ipotesi che le osservazioni ci suggerivano, quella di una grande sensibilità emozionale e di una debolezza da parte degli affetti da x fragile di mantenere il filo del discorso, del pensiero, nel momento in cui la grande sensibilità emozionale veniva sollecitata da condizioni contestuali e da eventi particolari.
L'ipotesi quindi, allontanandosi dal paradigma ansia, andava a considerare un'intelligenza oltre le misurazioni del QI, ma avendo un'altra considerazione dell'intelligenza quale maturità e saggezza (di fatti come lei ha constatato, suo figlio, considerando le problematiche della cugina, collegandole con il nostro percorso scientifico, ha dimostrato una maturità e una saggezza di gran lunga superiore ai ragazzi della sua età che magari sanno risolvere equazioni e hanno un patrimonio di nozioni scolastiche più ampio).
Il partire quindi da una considerazione relativa alla sensibilità emozionale ci ha fatto pensare che il bambino e la persona con x fragile si perdano in un labirinto dove i pensieri si accavallano e la persona non riesce a mantenere il filo del discorso, del pensiero, passando da un'argomentazione ad un'altra avendo la sensazione di averne conclusa una ed iniziata l'altra.
Il comportamento di Fabrizio è molto coerente alla nostra ipotesi, ma non è coerente a quella dell'ansia perchè una condizione di ansia bloccherebbe, mentre Fabrizio è passato da un discorso all'altro in una situazione fortemente emotiva (il contrasto provocato dal dibattito Fiorello ha disorientato anche altri ragazzi con x fragile presenti perchè hanno sentito nell'intervento il rischio di una rimessa in discussione di un sistema di ricerca organizzato a loro vantaggio. Tale rischio è stato percepito intuitivamente e saggiamente: le inoltrerò l'e-mail dell'insegnante della famiglia Tabacchi e la mia risposta così potrà liberamente giudicare la mentalità dell'insegnante che io avevo già percepito quale avversa alla cultura).
In relazione alla ricerca-formazione-azione "Il filo di Arianna" si raccomanda di stare molto attenti ad interpretare i comportamenti dei ragazzi con x fragile sempre partendo dall'ansia. Le caratteristiche dell'ansia sono legate ad un blocco, ad una ridondanza, ad un ripetere pensieri con allarmi non reali.... Il collega Gianni Biondi quando porge un esempio pratico per comprendere cos'è l'ansia e come si manifesta riporta l'esempio di una persona che sta per intraprendere un viaggio di 3/4 ore in auto e dice: se la persona mentre guida pensa "speriamo di non forare" e lo pensa uno o due volte questo tipo di pensiero propone una prudenza, una speranza, un timore, ...., che si basa su una possibilità realistica. Se la persona al contrario per tutto il percorso di 3 ore torna sempre sul pensiero "speriamo di non forare, speriamo di non forare, speriamo di non forare, speriamo di non forare, speriamo di non forare, speriamo di non forare...." questa condizione è rappresentativa di uno stato d'ansia.
Nella sua interessante osservazione notiamo una saggezza, notiamo uno spostamento da un ambiente mentale da un discorso ad un altro, ma francamente non ritrovo le caratteristiche dell'ansia, mentre ritrovo invece i requisiti di un'alta sensibilità e lo spostamento da un discorso all'altro penso che sia un'ulteriore riprova della validità della mia ipotesi "Il filo di Arianna".
Grazie alla sensibilità emozionale ci troviamo di fronte ad un problema che è quello del disorientamento coniugato con un pregio che è quello della maturità e della saggezza di Fabrizio.
Se ci allontaniamo dalla chiave interpretativa dell'ansia ritroviamo gli strumenti per orientare le ipotesi di intervento sul piano della pedagogia speciale: interventi che devono tendere a fornire gli strumenti per supportare il mantenimento del filo del discorso, per poter utilizzare la saggezza e la maturità per il potenziamento affettivo e cognitivo dei ragazzi.
Se Fabrizio a Sesto Fiorentino avesse avuto in mano una scaletta fatta di parole o di immagini del primo discorso, tale scaletta l'avrebbe portato a non spostarsi dall'ambiente mentale cugina all'ambiente mentale insegnanti (i due ambienti cugina e insegnante avendo un collegamento nella richiesta di aiuto hanno prodotto la possibilità di spostamento).
Questa riflessione proprio perchè di carattere generale, con la sua osservazione penso che debba girare tra le famiglie della ricerca in modo trasversale.

Ringraziando per la collaborazione invio cordiali saluti

Nicola Cuomo

Il 25 marzo, Tiziano, operatore-amico di Fabrizio, scrive al prof Cuomo raccontando un episodio:

Sabato 5 marzo ho incontrato Fabrizio fuori dalla scuola con un compagno di classe, quando mi ha visto mi è venuto incontro dicendomi che aveva perso il borsello, era agitato e continuava a nominare le cose che aveva dentro. Subito l'ho rassicurato sul fatto che poteva capitare di perdere il borsello, e che prima di denunciare lo smarrimento dei documenti dovevamo essere stati sicuri di non averlo lasciato a casa. Siamo entrati dentro la scuola e con molta calma abbiamo ricostruito tutto il percorso da scuola-casa fatto , ipotizzando dove poteva averlo perso.”Fabrizio è molto preciso e geloso delle sue cose personali, e dotato di una buona memoria, quindi era sicuro di averlo preso dalla sua scrivania, dove lo tiene abitualmente, e di averlo messo nella tasca anteriore destra”. Mi chiedeva se mi era mai successo anche a me, ed io gli ho raccontato un episodio di quando ho smarrito il portafoglio e come ho fatto per denunciare lo smarrimento dei documenti, rassicurandolo che è una cosa spiacevole, ma che può accadere. Fabrizio era molto preoccupato non tanto per i soldi, ma per i documenti, codice fiscale e carta blu. Dopo aver ricostruito il percorso abbiamo deciso di uscire per andare a vedere dove poteva essere caduto e dove saremmo andati il lunedì successivo a denunciare lo smarrimento dei documenti. Durante il tragitto gli ho raccontato di quando ci sono andato io a denunciare lo smarrimento, e che ci sono andato con un amico, e che dopo circa venti giorni mi sono arrivati i documenti nuovi. Dopo queste rassicurazioni Fabrizio si è tranquillizzato limitandosi nel raccontare l'accaduto in modo ripetitivo come spesso fa. Una volta ritornato dentro la scuola Fabrizio ha continuato le sue lezioni riuscendo a contenere l'ansia per l'accaduto, riuscendo a lavorare senza ripetere continuamente cosa gli era accaduto e le conseguenze possibili.
Alla fine dell'orario scolastico mentre stava rientrando a casa (ci impiega circa 15- 20 minuti a piedi ) , mi ha telefonato al cellulare dicendomi se potevo chiamare io la mamma e spiegargli cosa era accaduto, io l'ho rassicurato di non preoccuparsi che avrei chiamato la mamma. L'ho subito chiamata dicendogli cosa era accaduto e mi sono raccomandato di non sgridalo ma di sostenerlo come avevo fatto io.
Dopo circa due ore Fabrizio mi ha chiamato tutto euforico dicendomi che i vigili gli avevano riportato il borsello con dentro tutto, anche i soldi.
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