SECONDA PARTE

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SECONDA PARTE

Messaggio  Admin il Gio Giu 02, 2011 10:45 pm

Il 28 aprile la mamma di Lorenzo scrive al professor Cuomo e la dott.ssa Imola:

Gentilissimi Cuomo e Alice
Buongiorno, e grazie della mail e concordo con quello che mi avete scritto ,porre questo difficile problema alle Famiglie per me significa condividere e insieme si può lottare contro a dei muri e sensibilizzare chi il problema non ce l'ha. Non mi ricordo dell'evento dell'Avv.Nocera e CodaCons non ero presente si potrà ripristinare l'evento in un'altra occasione.
Pregiatissimo Prof.Cuomo desidero un consiglio da lei per un altro problema ieri ho incontrato la Neuropschiatra per la diagnosi funzionale di Lorenzo per la documentazione da consegnare alla commissione invalidi per la revisione accompagnamento e pensione , mi ha detto che Lorenzo rientra nei gravi ,io mi sono sentita una botta nello stomaco e gli ho chiesto se c'è un'altro termine da scrivere . Io non sono d'accordo per far scrivere questo termine:GRAVE secondo me il grave è un terminale! Cosa ne pensa ed eventualmente propongodi far circolare questa mail alle famiglie soce
Grazie per l'ascolto e aspetto la vostra risposta.

Il 28 aprile il professore risponde

Gentilissima signora,

per quanto riguarda il termine "grave" questo se è definito in relazione alla irreversibilità della sindrome di suo figlio questo può essere accettato in quanto la x fragile non è reversibile.
Per tale immutabilità del proprio stato di patologia si ha diritto ai benefici della legge.
Per quanto riguarda le competenze sul piano delle autonomie, della socializzazione e degli apprendimenti che si possono raggiungere pur avendo la x fragile, con adeguati interventi sul piano dell'educazione e della Pedagogia Speciale in particolare, gli studi e le ricerche attuali se tradotte in "buone pratiche", strategie e strumenti mediatori e facilitanti l'apprendere, non si possono pensare limiti se non legati alla Professionalità di chi progetta gli interventi per lo sviluppo dei potenziali cognitivi ed affettivi dei bambini e delle persone con x fragile.

Pertanto due sono i criteri da tener presente:
- quello della x fragile che si può definire "grave" in quanto irreversibile;
- quello dello sviluppo dei potenziali cognitivi ed affettivi e delle competenze nell'ambito delle autonomie, della socializzazione e degli apprendimenti che sono soggetti a sviluppo e potenziamento di buon livello e di qualità assolutamente imprevedibili e sono subordinati all'adeguatezza degli interventi ed alle capacità professionali ed ai progetti in tempi precoci, medi e lunghi.
Nella seconda dimensione non possiamo utilizzare il termine "grave" in quanto il percorso di sviluppo è subordinato alla progettualità, agli eventi, .... alla professionalità di chi interviene sul piano riabilitativo, educativo e didattico.

Concludendo:

A mio avviso se la documentazione è finalizzata per usufruire dei benefici previsti dalla legge certamente la definizione di "grave" va legata alla sindrome x fragile in quanto irreversibile e producente situazione di salute permanentemente in stato patologico ma assolutamente non va legata alle possibilità di sviluppo potenziale sul piano cognitivo ed affettivo.


Mi faccia sapere e confronti le mie riflessioni con Albertini
Saluti
Nicola Cuomo


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