TERZA PARTE

Andare in basso

TERZA PARTE

Messaggio  Admin il Ven Giu 03, 2011 12:30 am

Il 1° dicembre la mamma di Nereo scrive al professore Cuomo:
Buongiorno,
Vi scrivo perche' ho bisogno di trovare il mio "filo di arianna" : più passano i giorni più aumenta la confusione intorno a me e gli unici che possono aiutarmi siete sicuramente Voi

Un piccolo riepilogo :
Nereo ha quasi otto anni ed è figlio unico. E' un bimbo forte e sveglio (troppo sveglio.. per essere trattato da malato) parla poco e male, fa un sacco di suoni ma poche parole di senso compiuto, ha difficoltà di motricità fine, tende ad avere atteggiamenti autistici sempre più importanti man mano che cresce.
La diagnosi dell X Fragile l'abbiamo avuta un anno e mezzo fa (la diagnosi precedente era Disturbo Pervasivo dello Sviluppo) ci siamo immediatamente iscritti come famiglia alla Associazione X Fragile e abbiamo iniziato a seguire da lontano - via forum - il progetto Filo di Arianna
Abbiamo dato adesione a questa seconda annualità; io ed il papa' crediamo di aver capito la filosofia generale del progetto ma...forse l'abbiamo capita solo noi ??? non riusciamo ad andare avanti

Nel dettaglio :

1/ OPERATORE/AMICO MIRIAM
L'operatore/amico di Nereo ha rinunciato all'incarico questa mattina .. per cui sono a piedi ! Meglio cosi, se l'operatore non se la sente è meglio che lasci ... Io non intendo lasciare il progetto , mi prendo solo qualche giorno per trovare una nuova persona

2/TERAPIE (PSICOMOTRICITA' E LOGOPEDIA)
Due mesi fa ho ricontattato la Neuropsichiatra Asl chiedendo di fissare un’appuntamento per discutere delle prospettive che si aprono x Nereo alla luce di questo nuovo progetto, ma ...la signora mi ha scaricato.
Siamo in pessimi rapporti da sempre con la neuropsichiatra Asl di Nereo; se fosse stato x Lei non avremmo avuto la diagnosi di X Fragile,i suoi suggerimenti furono: "per la logopedia bisogna aspettare che Nereo parli e l'unica cosa che serve è la musicoterapia" .
Nereo fu visto da un neuropsichiatra privato all'eta' di 6 anni,specialista che ci permise di trovare la sindrome X fragile. Il consiglio di questo specialista fu : prima psicomotricità e poi logopedia.
Nereo iniziò a seguire delle sedute di psicomotricità circa un anno fa;all'inizio le sedute di psicomotricità piacevano molto a Nereo, ora si sta un pochino stufando... comunque allego relazione della psicomotricista che si è mostrata molto interessata al progetto.
Per quanto riguarda la logopedia sino ad oggi Nereo non ne ha mai fatta .ora ho trovato una logopedista (privata, tramite Asl come già detto non trovo disponibilita') che vedra' Nereo domani ..Vi faro' sapere cosa mi dice

3/ SCUOLA
Nereo va tre giorni a settimana alla scuola elementare (frequenta la classe 2) e due giorni a settimana al centro educativo speciale comunale (CESM) dove lavora con un insegnante individuale (a questo CESM vanno bimbi con disturbi pervasivi dello sviluppo)
Diciamo che dalla scuola elementare non ho ricevuto ancora segnali di interesse sul progetto mentre dal CESM si sono mostrati interessati.
Ad ottobre chiesi agli insegnanti della scuola elementare una relazione su cosa fa Nereo ma - ad oggi - gli insegnanti non mi hanno ancora dato nulla... forse stanno prendendo tempo?? comunque mi hanno fissato un appuntamento per giovedi 2 dicembre .. Vi faro' sapere.
In compenso - come dicevo - gli insegnanti del CESM si sono mostrati interessati al progetto, mi faranno avere a breve la relazione delle attivita' svolte da Nereo .
Io e l'operatore (anzi ex operatore) siamo state al CESM qualche giorno fa a parlare del Filo di Arianna, avevamo pensato insieme alla responsabile pedagogica del CESM di convocare una riunione tra insegnanti scuola primaria, insegnanti CESM, neuropsichiatra Asl (se vorra' venire) psicomotricista , educatore/amico e noi genitori di modo che tutti operino allo stesso modo con Nereo secondo gli indicatori del Filo di Arianna
Il dubbio pero' e' questo : ha senso che Nereo continui ad andare al CESM ? forse no, perche' ai CESM vanno solo bimbi con problemi e quindi manca quel supporto importante che è "la classe" e quindi gli insegnanti CESM non potrebbero lavorare secondo le Vostre indicazioni ...
Secondo la Vostra esperienza, cosa devo fare ? Rinunciare al CESM e chiedere che Nereo rientri a tempo pieno alla scuola elementare ? Chiedendo piu' ore di sostegno ?


4/CASA E TEMPO LIBERO
E' diventato compito abituale di Nereo e papa' sparecchiare la tavola, spazzare per terra, asciugare e ritirare le posate ..
ho fotografato Nereo mentre fa queste attivita', ho incollato 4 foto su una unica facciata con piccole didascalie, ho messo queste foto in un album ad anelli azzurro con scritto fuori " NEREO "
Ho anche fotografato Miriam e Nereo che lavorano con il pongo al tavolino; Miriam e Nereo hanno incollato le foto e Miriam ha scritto piccole didascalie, hanno messo le foto nello stesso album ad anelli azzurro

Nereo guarda queste foto ogni tanto da solo; non vuole guardare queste foto con papa' o con me che tentiamo di leggere le didascalie ..io faccio fatica a fare delle attivita' in casa con Nereo .. non mi vuole piu' tra i piedi ..eppure da solo poi non fa nulla se non guardare la tv

Nereo non ha fatto grandi attivita' con l'operatore/amico .. forse va bene cosi ..che l'operatore abbia deciso di lasciare .. confido nel fatto che continuando a cercare trovero' quello che mi serve

A presto e grazie per il Vostro lavoro

Cinzia

Il 2 dicembre il prof. Cuomo e la dott.ssa Imola rispondono alla signora Cinzia:


Gentilissima signora Cardelli,
a nostro avviso bisognerebbe semplificare, mettere ordine, alla complicata, almeno a noi così sembra, situazione intorno a Nereo.
Il fatto che l'operatrice Miriam Bertuzzi abbia rinunciato all'incarico, certamente propone un dover ricercare un altro operatore disponibile, nel contempo puntualizziamo alcuni elementi per chiarire e facilitare l'organizzazione intorno a Nereo.
Le ho inviato una relazione il 29 luglio, dove è stata tratteggiata la struttura metodologica dell'incontro e alcune raccomandazioni generali circa gli orientamenti che dovrebbero caratterizzare le relazioni con Nereo. Ho sottolineato che il percorso di intervento deve essere caratterizzato da una dimensione attiva, vissuta e non passiva-subita. Per aiutare la famiglia e gli operatori nel valutare le situazioni adeguate attive e vissute ho inviato una griglia, mettendo in evidenza che Nereo deve essere implicato nei processi, valorizzando anche le sue pur minime competenze per evitare che abbia la sensazione che intorno a lui tutto appaia e scompaia magicamente. A tale proposito, si consigliava non di organizzare tutto prima senza Nereo, ma di organizzare con lui implicandolo così nei processi. Inoltre sottolineiamo l'importanza di un intervento logopedico che, per quanto riguarda le nostre ricerche, è da prevedersi in maniera molto precoce. A tale proposito, si consigliava un confronto con un collega dell'ambito della fonologia. Naturalmente la relazione è da consegnare e far leggere a tutti gli operatori sia dell'area sanitaria che terapeutica che educativa. Si sottolineava nella relazione del 29 luglio, che "...il parlare è una potenzialità che matura e si sviluppa nella relazione con gli altri, il parlare matura in relazione alle sollecitazioni, all'imitazione e al desiderio di comunicare con altri...". A tale proposito, Nereo ha bisogno di comunicare e parlare entrando in relazione con bambini senza problemi di linguaggio. Tale dimensione è certamente più adeguata. Lei mi scrive che per 2 intere giornate lascia la scuola e va presso il CESM. Da quanto riusciamo a dedurre, si incontra con bambini con gravi problemi. Tale condizione non è adeguata per due motivi:
1. il bambino viene separato di suoi compagni di scuola per quasi 2/5 del tempo
2. le due giornate con bambini con gravi problemi ed in una situazione separata presentano più rischi che benefici (oltre che a essere fuori legge). Sul sito internet abbiamo letto che il CESM propone attività con un gruppo di compagni di classe, quindi a nostro avviso gli operatori del CESM potrebbero concordare un percorso nel contesto scuola con gli altri visto che questa è una loro competenza. Pertanto Nereo deve frequentare, come è suo diritto, l'intero orario scolastico, e se vi sono supporti per favorire l'integrazione e per supportare gli apprendimenti, nella dimensione di integrazione-inclusione prevista dalla legge, questi ben vengano. Pertanto:
Percorso di logopedia
Rimanere nel contesto scuola (l'insegnante di supporto provvederà a calibrare l'intervento educativo in modo adeguato per Nereo).
Relativamente alle piste di lavoro, dovreste procedere a utilizzare quanto consigliato nella relazione del 29 luglio 2010.
Lei inoltre mi riporta che Nereo risulta molto interessato all'organizzazione dell'album fotografico, ma rifiuta la relazione con lei. Per valutare le motivazioni che possono stare dietro, ci dovrebbe inviare una videoregistrazione in modo da poter avere un riferimento per poter valutare: Il perchè dell'interesse da solo,il perchè del rifiuto a farlo con gli altri. In attesa di sviluppi, le ricordo che la nostra relazione deve essere consegnata a tutti gli operatori, unitamente alla lettera di collaborazione in relazione alla ricerca, che allego. In attesa,
Nicola Cuomo
Alice Imola

Cfr lettera convenzione interistituzioanale ausl

Il 20 dicembre Giovanna, nuova operatrice-amica di Nereo scrive alla dott.ssa Imola:
Gentilissima Alice,

buongiorno.

Credo, d'accordo con la famiglia, che sia arrivato il momento per noi di strutturare gli incontri con Nereo.
Da inizio mese ci siamo visti con regolarità due volte a settimana e abbiamo passato il tempo con gioco libero (dove sono riuscita ad inserire indicatori di attenzione, tipo il colore, la grandezza, il peso e la posizione di alcuni oggetti di casa rispetto alla nostra) e con delle passeggiate, tra il centro commerciale e l'oratorio.
Da sottolineare che il bambino non è in salute dalla settimana di Mantova, oggi vede di nuovo un dottore.

Pensando quindi a che tipo di attività proporre a Nereo, il pensiero più forte è quello di aiutarlo nello sviluppo del linguaggio, avete delle indicazioni da darmi in merito?
Potrebbe aiutare praticare un gioco racconto... una cosa del tipo decoriamo insieme una scatola che diventa la fonte, nella quale collocare una serie di immagini e foto (la mia, la sua, la foto della mamma, il supermarket, alberi, il pullman, il pane ecc) in modo che si possano raccontare storie scegliendo l'immagine su cui narrare e la successiva per far progredire il discorso. Iniziare raccontando la storia vera di quando siamo andati a comprare il pane per papà fino ad inventare storie possibili che poi si possono mettere in pratica (comprare il biglietto e prendere il pullman, la gita in campagna ecc) il tutto con l'obiettivo che il bambino sia sempre più autonomo nel raccontare storie, che diventi un mezzo per rispondere a cosa ti va di fare oggi. Certo le uscita raccontate con i disegni, nel momento in cui sono agite possono diventare tema di album fotografici, un modo per creare un legame tra il desiderio di fare, fare e ricordare di aver fatto.
Ho letto le indicazioni del progetto collage, un dubbio tra tutti: prendendo delle riviste per cercare figure non è detto che si riesca a trovare ciò che serve, fantasticare di cose del tutto indipendenti dalla vita reale del bambino... se mi dite che per Nereo è utile si fa, ma lui mi sembra del tutto estraneo al mondo magico. La mia idea è avere un tot di immagini come servono come detto prima e aggiungerne con riviste per avere l'esercizio della manualità come detto nel progetto collage. Certo è che avere delle immagini pronte riporta al nodo essenziale che il bambino non viene reso protagonista e dal nulla si ritrova con del materiale. Magari posso preparare dei fogli con le immagini che inserite nelle riviste sono comunque da ritagliare. Infine, si potrebbe prendere un album di fogli grande così ogni collage diventa una pagina del libro, qualcosa che rimane è maneggevole e può essere ripreso dal bambino.
Sicuramente questa idea fa acqua da tutte le parti, attendo indicazioni (la mia idea di racconti ha fatto si che la mamma di Nereo mi fornisse il materiale sul progetto collage).

Altra attività che vorrei mettere in moto è quella della creazione di un calendario settimanale, una struttura con i giorni della settimana scritti, la possibilità di allegare ad ogni giorno l'immagine dell'attività più significativa del giorno (la piscina, i cuginetti, me, il parco giochi ecc)e un indicatore visivo per segnare il giorno della settimana che ogni mattina Nereo con la mamma prima e da solo poi può aggiornare. La mamma di Nereo dice che il bambino ha un'idea dello scorrere dei giorni, che ogni giorno si fa qualcosa e la domenica si può far niente e riposare con papà, quello che a lui manca è il rendersi conto della durata delle varie attività: la giornata di scuola può durare 4 ore o 8 ore non importa, appena si rientra a casa si fa merenda anche se sono le 14 e non le 16. Che si può fare in questo? credo che indicatori del tipo immagine grande significa attività più lunga non funziona, insomma serve un'idea. Forse grandi orologi di cartone con orari fissi e ad ogni orario l'immagine corrispondente? così da confrontare, se l'orologio di Nereo alle 16 fa vedere la merenda, vuol dire che bisogna aspettare che quello di casa segna le 16 per fare merenda... ma non mi convince.

Per Natale gli prendo uno xilofono così possiamo giocare con i suoni e con la voce (attività che gli piace, era un classico gioco al centro estivo cantare con intonazioni diverse la stessa canzoncina)

Se prima del progetto macedonia iniziamo a preparare la merenda per tutti?usando tutti gli accorgimenti previsti dal progetto originale con il vantaggio di avere un riscontro immediato. adesso non la capacità di seguire un progetto così complesso perchè troppo lungo e faticoso come tagliare la frutta, preparare una cioccolata calda con il preparato inizia a tenerlo fermo e concentrato su una attività non troppo lunga è divertente perchè giri giri e lo prendi anche sulla golosità.

Insomma c'è voglia di fare e di fare bene, aiutatemi
Ci tengo anche a farvi sapere che non so praticamente nulla del lavoro dell'operatrice precedente, dei suoi progetti di lavoro e degli obiettivi che si era prefissata, c'è qualcosa che devo sapere?

a presto
Giovanna

Il 22 dicembre Giovanna scrive al professor Cuomo
:

Gentile prof Cuomo
inoltro la mail inviata alla dott.ssa Alice qualche giorno fa
aggiungo solo alcuni appunti nati dall'osservazione dell'incontro che ho avuto ieri con Nereo.
Ho trovato il bambino in salute, vispo e allegro, non succedeva da prima di Mantova.
Ho portato il preparato per la cioccolata in tazza e il latte, ho avuto successo il bambino ha collaborato nella preparazione, finito di preparare invece di mangiare è scappato a giocare (dopo un pò comunque l'ha provata, ne abbiamo lasciata anche per il papà). a stimolazioni del tipo “che bravo. Nereo mi ha aiutata a preparare una cioccolata buonissima” non sembra reagire.
abbiamo provato a giocare con delle foto di alcuni oggetti di casa, non ha funzionato, inoltre la foto a cui ha dato meno attenzione è quella che ci ritrae entrambi.
il suo album con le foto per sparecchiare e spazzare il pavimento (due sequenze distinte) è vero che lo sfoglia da solo ma solo come esercizio nel senso che gira in continuazione le pagine senza guardare le foto, anzi la pausa nel movimento la fa nelle pagine bianche con la didascalia mai sulle foto.
io gli ho portato in regalo uno xilofono, abbiamo giocato a suonare e "cantare", gli ho mostrato la differenza del suono prodotto tra battere e strofinare le bacchette, mi chiedeva di strofinare, lui non ha mai provato. forse immaginate già che batte le bacchette sullo strumento senza scegliere un tasto ma si muove quasi casualmente, ho provato a mostrargli che ogni tasto fa un suono diverso ma non me lo ha lasciato fare.

sono venuta a sapere che qualcuno ha utilizzato il gioco dei tre dadoni per iniziare a comporre frasi, vorrei provare con Nereo
Servono tre dadi di colore diverso dove applicare immagine e nome di soggetti/predicati/complementi, solo un dubbio: li porto a casa sua pronti e gli dico che gli regalo un gioco nuovo o li dobbiamo costruire insieme? forse inizio a portarli poi cerchiamo immagini altre per modificarli e ampliare il gioco.

credo di aver chiesto tutto, solo vorrei sapere del prossimo appuntamento in skype

distinti saluti
Buone feste
Giovanna

[color=red] Il professore risponde all’operatrice:[color=red]ntilissima Giovanna,
per quanto mi riguarda certamente sarebbe meglio donare i dadi in relazione alla magia del Natale.
Per quanto riguarda le misure dei dadi, la loro organizzazione (intercambiabilità delle faccie per poi porle in sacche differenti,... le combinazioni paradossali e divertenti delle frasi che ne risultano ), ecc. ecc.. si consulti con la dott.ssa Alice Imola.
Colgo l'occasione per augurarle prossimi felici festività.

Nicola Cuomo

Il 27 dicembre la dott.ssa Imola risponde alla mail dell’operatrice Giovanna
:

Gentilissima Giovanna,
va benissimo l'ipotesi del costruire racconti da leggere insieme per potenziare il linguaggio di Nereo.
Importante è che le immagini che userete siano concatenate tra loro da una narrazione (cfr. progetto album in lettera-relazione prof. Cuomo) e che siano significative di eventi vissuti emozionalmente da Nereo. Il documentare con foto le fasi di esperienze che piacciono a Nereo, per esempio l'andare a far visita alla nonna portandole un dolce, comprare il pane per papà, portare il pane secco alle papere del laghetto (ovviamente questi sono tutti esempi)...
Le attività di Nereo, fotografate, possono divenire gli episodi che, come in un romanzo, propongono un ripercorrere il concatenamento degli episodi, degli eventi ed in questo ripercorrere una trama, organizzare la propria storia fatta di sentimenti, che trascinano nei ricordi, con le emozioni, gli apprendimenti.
Fotografare Nereo quando svolge attività significa anche fargli scoprire le tracce che lascia agendo, spostando, modificando. Queste tracce fatte di situazioni vissute, di particolari materiali ed affettivi del contesto determinano un "ancoraggio" con gli eventi, con gli ambienti che marcano il mio esserci, questo "effetto esistenza" fatto di un oggetto, un sapore, di odori, di colori, ..., particolari che trascinano una catena di ricordi che permetteranno la "lettura" di nuovi, sconosciuti contesti. L'evocazione è un ripercorrere le proprie competenze, i saper fare, avendo come riferimento il ricordo, la memoria emotiva.
Per il bambino, poter rileggere le proprie azioni, gli avvenimenti che lo hanno visto attivo in una narrazione, in una trama , significa offrirgli la possibilità di ritornarvi sopra, per riflettere, meditare, interpretare, pensare.
Molte volte si ricevono consigli dell tipo "parlategli molto", ma non si sa di cosa parlare e come. L'organizzazione dell'album propone un parlare di eventi vissuti, di cui se ne sente la forza emozionale, l'album propone una narrazione, sequenze di eventi in un itinerario che ha un inizio, un intermezzo e una fine. A tale proposito bisognerebbe eliminare un colloquio che definiamo "a denominazione". Un colloquio cioè che di fronte ad una immagine, ad un disegno, ad una foto richiede: "Che cosa è questo? Dove siamo? Come si chiama questo? ...".
Un itinerario di questo tipo è un interrogatorio a flash, le domande non hanno senso, sono soltanto una richiesta di parole slegate tra loro. E' necessario quindi eliminare tale modalità di richiesta ed inserire il parlare insieme in un percorso narrativo.
Il guardare insieme a Nereo le foto dell'album con la modalità narrativa propone la stessa condizione che ritroviamo quando leggiamo un romanzo, la trama degli eventi lega avvenimenti ad avvenimenti, in un concatenamento che propone un percorso logico ed emozionale.
In un romanzo, quando la trama ha una forza interna, ogni episodio pur avendo una sua autenticità, originalità, si collega con altri formando un sistema che può essere percorso e ripercorso dal ricordo; si comprende l'avvenimento che si sta leggendo perchè i precedenti ne costituiscono i presupposti; si ipotizza il futuro probabile evento in quanto è possibile intuirlo, dedurlo, prevederlo e quando non lo si prevede in qualche modo lo si riconosce quale accadimento aderente alla narrazione, anche se potrebbe risultare per noi non coerente, alla trama, ai presupposti descritti.
Nereo deve poter comprendere quanto gli accade intorno e per poterlo fare dobbiamo fargli percorrere gli eventi quotidiani in un sistema come quello della narrazione.
Sfogliando insieme l'album si potrà inziare con il "ti ricordi quando siamo andati a compare il pane per papà? e ti ricordi come era felice papà? guarda che bel sorriso che ha!". Nereo stesso potrà usare l'album insieme a mamma e papà per raccontare loro le cose che fa con te e viceversa, le immagini e le didascalie lo aiuteranno a spiegare all'interlocutore l'episodio vissuto che, fuori dall'interrogatorio, evolverà la conversazione, il lunguaggio, fornendo a Nereo quel pensiero e quel ricordo che a causa del suo deficit ancora difficilmente sostiene.

PROGETTO CALENDARIO

Il tempo e lo spazio necessitano di segnali per valutarli, controllarli per comprenderne la convenzionalità.
L'altro aspetto del tempo e dello spazio sono i ricordi e le emozioni che gli eventi, le persone, gli oggetti ... provocano ed evocano.
Avere una organizzazione che permetta a Nereo di ricordare gli avvenimenti nel tempo e nello spazio, significa potenziarlo cognitivamente, significa organizzare una memoria di circostanze, di occasioni che testimoniano la sua presenza originale ed attiva nella storia famigliare.
Organizzare una agenda, un diario, un calendario delle attività di Nereo significa, nel tempo, costruire una memoria della sua esistenza, significa offrirgli l'opportunità di una sua storia.
Una storia che è fatta di aspetti sia razionali che emotivi, di competenze e di emozioni, di razionalità e di fantasia, una storia che in tutti i modi, per valere la pena di essere vissuta, deve avere come sfondo il piacere di esistere e l'emozione di conoscere.
E' con questi presupposti che dobbiamo organizzare, progettare le occasioni e gli strumenti per lo sviluppo cognitivo ed affettivo di Nereo e le strategie vanno progettate e proposte con l'attenzione a non intaccare la sua dimensione affettiva profonda assediandola e preordinandola, ma offrendogli opportunità per costruirsi una memoria autentica "in modo da incorporare le esperienze" in modo originale.
L’agenda-calendario potrebbe essere organizzata con un foglio da dividere (come in un planning settimanale d’agenda) in verticale sei colonne (una per ciascun giorno della settimana). Potrebbe essere applicato su una tavoletta di sughero in modo da poter usare delle puntine per attaccare immagini e didascalie, oppoure plastificato e usare velcro adesivo.
Il grande foglio agenda-calendario avrà quindi una colonna per il lunedì, una per il martedì, una per il mercoledì,…
Le giornate potranno poi essere divise tra colazione, pranzo e cena per essere organizzate in macro categorie. I giorni inoltre potrebbero avere colori diversi (lunedì giallo, martedì rosso....) per creare anche una sorta di ritmo emozionale: il martedì-vado a comprare il pane per papà ROSSO, il giovedì-viene Giovanna VERDE… questo dà un ritmo, che può anche essere anche suonato, come un pentagramma, o sullo xilofono che gi hai appena regalato.
Le colonne avranno in alto (in corrispondenza all’inizio colonna e nome del giorno) un simbolo segna giorno che si potrà spostare (per esempio una freccetta rossa) e quando il simbolo è sulla colonna potremo guardare insieme cosa si farà quel giorno. Alle 7:00 (e si potrà disegnare un cerchio raffigurante un quadrante di un orologio con lancette – quadrante analogico) colazione (e vi sarà un disegno o una foto corrispondente); alle 8:00 (e vi sarà il quadrante con le lancette alle 8:00) si va a scuola, alle 13:00 si torna a casa e si pranza….
Andando dall’alto verso il basso si potrà sapere cosa si farà in quella giornata in successione e per immagini chiave.
Il foglio calendario andrebbe a costituire un riferimento concreto con immagini e didascalie per capire il prima, il durante, il dopo nella giornata; il prima e dopo nelle differenti giornate.
Tutte le mattine va spostata una freccia che indica la giornata, tale spostamento evidenzia dove siamo, dove eravamo e dove saremo, gli impegni di ieri, di oggi e di domani.
I contrassegni, all’interno della colonna della giornata, "i segnatempi" possono essere foto o disegni che ricordano l'impegno, possono essere piccole frasi o simboli; affiancato al numero dell'ora si può disegnare il quadrante dell'orologio con le lancette posizionate sull'ora dell'impegno in modo da poterlo confrontare con il proprio orologio ("quando le lancette del tuo orologio saranno nella stessa posizione del disegno allora ... ").
Per fornire il vissuto del passare del tempo si potrebbero utilizzare clessidre: “quando la sabbia sta per finire nella parte superiore dovrai terminare di lavarti i denti, …(a scuola) controlla il tempo di lettura quando la sabbia va nella parte bassa termina di leggere un tuo compagno e può iniziare un altro,…”.
Per quanto riguarda la macedonia, è solo un esempio, tu devi cogliere la struttura dell'attività e riportarla in quelle che ritieni più adeguate per Nereo. E' giusto non coinvolgerlo in attività troppo lunghe e con troppe fasi, così come non è indispensabile conivolgerlo in tutte le fasi. Nereo non deve obbligatoriamente partecipare a tutte la singole parti di una procedura, ma inizialmente anche soltanto a quelle principali, così come non necessariamente una macedonia deve essere fatta per esempio per 10 persone e con 7 tipi differenti di frutta. Preparare una mecedonia per 2/3 persone fatta di banane (facili e veloci da sbucciare) e di kiwi anch'èssi facili da fare a pezzettini e che la mamma può aver pelato prima perchè sapeva che dovevate preparare la mecedonia per merenda può essere un'attività dai tempi non troppo lunghi e che comporta il tagliare (pezzi più piccoli, più grandi), mettere insieme (le banane gialle e i kiwi verdi), il condire (quanti cucchiai di zucchero), mescolare, sporzionare (uguali dosi per 3 ciotole-3 persone) e poi pulire.
Ciao, ci vediamo in supervisione
Alice Imola

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