RISPOSTE ALLE GRIGLIE DA PARTE DELLE FAMIGLIE

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RISPOSTE ALLE GRIGLIE DA PARTE DELLE FAMIGLIE

Messaggio  Admin il Ven Gen 08, 2010 3:48 pm

FAMIGLIA DI MICHELE

FAMIGLIA:
Composta dalla mamma separata dal padre da un anno,dalla sorellina di 5 anni e dai nonni.

PUNTI FORTI:
Michele ha risposto bene alle regole che con tanta fatica ,ho cercato di fargli capire,è stato necessario avere toni risoluti e non cedere al pianto e ai capricci.
Adesso ha il suo personale dvd, di quelli portatili, che Michele è perfettamente in grado di prendere da solo accendere infilare la spina e rimettere a posto.
Sta prendendo senso il cartellone delle attività, che per ora è usato soprattutto per le regole,sto infatti ancora facendo le foto che mi serviranno per queste cose,e scegliendo le più adatte.
Ultimamente è anche più affettuoso,slanci di abbracci chiamandomi sempre Mamma!
Si è dimostrato adeguato alle situazioni,se preparato con anticipo con semplici concetti.
Michele ha incominciato anche in questo periodo ad andare a catechismo,per lo più si tratta di una occasione in più per stare con gli altri bambini,dove l’adulto fa da moderatore di tali occasioni,dopo una prima resistenza,adesso Michele ci va volentieri.

PUNTI DEBOLI:
La forte iperattività di Michele, rende difficile catturare la sua attenzione,soprattutto in quelle attività che a lui non interessano. Mentre per esempio gli piace cucinare la pasta,che facciamo come modalità di gioco, non riesco ad implicarlo in altre,come il fare la macedonia apparecchiare, preparare la pizza, spazzare ecc., usando lo stesso tono di gioco o dicendo semplicemente ”Michele mi aiuti per favore che la mamma è davvero stanca!!!” non ho ricevuto nessuna risposta in questo senso,un totale disinteresse a tutte queste attività, che tra l’altro sono certa Michele è in grado di fare. Ho quindi mollato un po’ la presa,in tale senso,per non diventare ripetitiva e noiosa,aspettando che Michele mi dimostri in qualche modo,un’apertura.

RESISTENZE:
In questo progetto sono io in prima persona ad essere coinvolta, spesso ho dubitato delle mie capacità di giudizio,cadendo nell’errore di vedere le difficoltà di Michele,e non lasciare spazio alle sue capacita.
Oggi mi rendo conto che invece riesco a vedere meglio ciò che Michele riesce a FARE,ma tengo conto che il lavoro da fare su me stessa è ancora molto lungo e difficile.
Il gruppo familiare non ha sempre risposto adeguatamente all’importanza reale della ricerca,o per disinteresse,o per voluta ignoranza di andare oltre ai soliti concetti.
Di fatto risponde meglio di tutti in maniera del tutto incosciente,mia figlia,che si è adeguata perfettamente alle nuove regole,dimostrando al fratello un affetto incondizionato.

OPERATORE AMICO

PUNTI FORTI:
Con il tempo, Pamela e Michele hanno instaurato un rapporto di amicizia, che piano piano si sta evolvendo. Pamela arriva a casa sempre con un bellissimo sorriso,salutando sempre Michele con toni dolci e sicuri. Michele la prende per mano e la porta in camerina sua, per condividere con lei, la musica,il cantare e battere le mani a tempo. Fuori casa,ha in più occasioni,dimostrato il suo interesse al gioco con gli altri bambini,in contesti diversi e meno conosciuti.
Tra noi intercorre un dialogo aperto,fatto di telefonate frequenti e scambio di e-mail,consolidandosi un rapporto più profondo.

PUNTI DEBOLI:
Pamela sta facendo come me,un lavoro su se stessa ,cercando di capire Michele,ed entrare nella sua logica.
Le difficoltà più grandi sono il riuscire a catturare l’attenzione del bambino in nuove attività e svolgerle con la modalità di gioco.

RESISTENZE: niente

SCUOLA: due insegnanti di sostegno, un’educatrice scolastica

PUNTI FORTE:
Michele quest’anno, dimostra di andare a scuola senza resistenze, entra da solo, ed esce più tranquillo. Abbandonato il sistema delle unità di lettere, si è passati piano piano ad un insegnamento più globale,ed ad una maggiore capacità di rispettare le regole ,al contrario dell’anno passato,dove Michele era più apatico e sotto il controllo dei farmaci,spesso si addormentava a scuola in uno stato di torpore apparente. Adesso controlla meglio le sue emozioni,dimostrando più o meno interesse nelle attività proposte. Migliorate le capacità nell’uso del pc e la manualità fine.

PRUNTI DEBOLI:
Michele dimostra la sua difficoltà con i tempi di attenzione,questo lo rende davvero un tipino forte, e i tempi in classe sono ancora ridotti di parecchio,e il rapporto con i compagni è a mio parere,molto altalenante,migliora senza dubbio, se è l’adulto che fa da moderaratore, coivolgendo gli altri con attività di gruppo,che per il momento sono ancora scarse a mio giudizio,si concentrano nelle ore di musica,in palestra e nella ricreazione.

RESISTENZE:
Gli insegnanti ,si dimostrano più aperti,ma certo una visione della ricerca più attenta è necessaria, con una più forte partecipazione di pensiero con scambi diretti di informazioni tramite e-mail o telefonica.

FAMIGLIA DI FILIPPO

FAMIGLIA:

PUNTI FORTI:
Il confronto tra i genitori. La continua messa in discussione, intesa inter-personale e quindi più capacità di mettere in atto le indicazioni scientifiche.

PUNTI DEBOLI:
Non tutti vogliono o possono collaborare nello svolgere le attività con Filippo, far comprendere ai parenti il modo di relazionarsi con Filippo, i componenti della famiglia hanno spesso atteggiamenti non adeguati.

RESISTENZE:
Ricominciare a scrivere (relazioni e osservazioni), scemare le cattive abitudini.

OPERATORE AMICO:

PUNTI FORTI:
La capacità di svolgere il proprio ruolo con naturalezza e essere entrata velocemente a far parte della famiglia, la fantasia che ha nel proporre a F. nuove attività, la capacità di riproporre giochi noti con diverse modalità, le idee che ci suggerisce nella quotidianità. La voglia che mostra ad imparare e migliorarsi nelle sue competenze

PUNTI DEBOLI:
L’insicurezza ad esprimersi in una lingua che non gli appartiene.

RESISTENZE:
non ne vediamo

SCUOLA:

PUNTI FORTE:
L’unico punto trovato è quello che permette a F. di socializzare con altri bambini.

PUNTI DEBOLI:
Scarsa preparazione degli insegnanti. Attaccamento al proprio metodo. Faticano a mettersi in discussione. Falsa modestia. Difficoltà di accettare le critiche.

RESISTENZE:
Mancanza di collaborazione iniziale. Atteggiamento ostile nei confronti delle novità.

RICERCA:

PUNTI FORTI:
Le competenze dei responsabili e dei ricercatori, grazie alle quali attraverso attente analisi si tracciano delle linee guide per i bambini- ragazzi di oggi e di domani.

PUNTI DEBOLI:
Dover conciliare problemi familiari con i tempi necessari per i vari incontri

RESISTENZE:
non le trovo

FAMIGLIA DI PAOLO

FAMIGLIA:

PUNTI FORTI:

Concetto essenziale:”non arrendersi e che una vita non si boccia mai”
• REGOLE
• DISCIPLINA
• EDUCAZIONE
Capisaldi della nostra famiglia.
• ATTEGGIAMENTO POSITIVO E MAGGIORE APERTURA NEI CONFRONTI DELLE COSE E DELLE PERSONE.
• AUMENTATA AUTOSTIMA PER LE NUOVE COSE IMPARATE; SOPRATTUTTO PER COME SONO STATE INSEGNATE; VIVENDO OGNI SITUAZIONE IN MANIERA MOLTO MORBIDA ALLONTANANDOSI DA QUELLA CHE E’ LA FORMAZIONE TEORICA E SPESSO ARIDA.
• MAGGIORE TRANQUILLITA’ DOVUTA ALLA POSSIBILITA’ USUFRUIRE DI RIFERIMENTI SCIENTIFICI IN PRESENZA DI PROBLEMI DI OGNI GENERE.

PUNTI DEBOLI:

In alcuni casi eccessiva severità o meglio essere fin troppi pianificatori della vita dei ragazzi.

RESISTENZE:

timore di un’eventuale delusione: nel senso di aver investito tanto sia a livello materiale che livello interiore.

OPERATORE AMICO:

PUNTI FORTI:

• COMPETENZA
• BUONA PREPARAZIONE
• BELLA PRESENZA
• SIMPATICA
• PRECISA
• TESTARDA
• CAPACITA’ DI IMPORSI NELLA GIUSTA MANIERA E NELLE SITUAZIONI DOVUTE.

PUNTI DEBOLI:

• POCA ESPERIENZA
• LE PRIME SETTIMANE SI E’ NAVIGATO A VISTA: NON AVENDO PURTROPPO DEI
RESISTENZE:
NON CI SONO RESISTENZE EVIDENTI; ANCHE IN QUESTO CASO TIMORE DI NON AVER RAGGIUNTO UNA CONFIDENZA TALE DA CREARE UN RAPPORTO BASATO SULLA PIENA FIDUCIA. ( A VOLTE UN PO’ PENSIEROSA POCO SICURA DI SE’)
SCUOLA

SCUOLA:

PUNTI FORTE:

• BUON AMBIENTE,
• CLIMA DI RISPETTO PER I NOSTRI RAGAZZI.
• OTTIMO RAPPORTO ISTITUTO-ALUNNI –GENITORI

PUNTI DEBOLI:

• PERSONALE POCO AGGIORNATO, SOPRATTUTTO “AGGIORNAMENTO SPECIFICO PER I NOSTRI RAGAZZI”, LONTANI DAL CAPIRE CHE POSSONO DIVENTARE UNA RISORSA PER TUTTA LA CLASSE
• INCAPACITA’DEL GRUPPO DOCENTI DI CREARE GRUPPI DI LAVORO IN MODO DA FAVORIRE INTEGRAZIONE E SOCIALIZZAZIONE.

RESISTENZE:

• INSISTENZA DA PARTE DI ALCUNI INSEGNANTI NELL’AFFERMARE CHE IL RAGAZZO A VOLTE NON VUOLE SEGUIRE LA LEZIONE CON LA DOVUTA ATTENZIONE.
• SCARSA PROPENSIONE ALL’APPROFONDIRE METODICHE DI INSEGNAMENTO PIU’ ADATTE.

RICERCA:

PUNTI FORTI:

• OTTIMA COLLABORAZIONE E INTESA TRA
• AREA PEDAGOGICA
• AREA NEUROLOGICA
• AREA DI PSICOLOGIA CLINICA.
• PROFESSIONALITA’ SIA TEORICA CHE PRATICA

PUNTI DEBOLI:

• SEMBRA A VOLTE DI NAVIGARE A VISTA COME GIA’ DETTO PER L’OPERATORE. NATURALMENTE SI COMPRENDE CHE UN PROGETTO SCIENTIFICO HA BISOGNO DI ESSERE SVILUPPATO.
• COMUNICAZIONI CON SKYPE ’ O ALTRA FORMA, DEDICATE DI PIU’ AL SINGOLO SOGGETTO ATTRAVERSO L’INTERAZIONE TRA OPERATORE GENITORI

RESISTENZE:

A VOLTE SEMBRA DI ESSERE IN UN CONTESTO INQUISITORIO;
NON E’ FACILE ESSERE GENITORI, SPECIALMENTE PER BAMBINI/RAGAZZI X-FRAGILE.
PERTANTO CHIEDIAMO PIU’ ATTENZIONE ANCHE PER NOI.

VORREMMO RICORDARE CHE:
-NOI SIAMO QUELLI CHE VIVIAMO TUTTI I GIORNI CON I NOSTRI FIGLI;
-CHE NOI VORREMMO IL MEGLIO PER LORO;
-NOI SIAMO QUELLI CHE SIAMO IN ANSIA SE LORO NON STANNO BENE;
-NOI SIAMO QUELLI CHE SOFFRONO PER I PREGIUDIZI E I FENOMENI DI BULLISMO CHE I NOSTRI FIGLI SUBISCONO;
-NOI SIAMO QUEI GENITORI CHE NON DORMONO PER IL LORO FUTURO;
-NOI SIAMO QUELLI ATTENTI AI RISULTATI SCOLASTICI,
E TANTO ALTRO , VORREMMO PARLARE DI PIU’ CON I NOSTRI OPERATORI.

- COSA SARA’ IL “DOPO RICERCA? UN BELLISSIMO RICORDO?

FAMIGLIA DI ALESSANDRO

FAMIGLIA:
PUNTI FORTI:
Guardare il bambino in maniera diversa, aver capito che qualunque cosa gli si voglia far fare si deve partire dalle sue potenzialità, abilità, altrimenti si è perdenti in partenza. Il bambino si demoralizza facilmente, è questo quindi uno dei motivi della sua oppositività. Che all’estremo sfocia in aggressività. I suggerimenti e consigli sono stati utili, mettendoli in pratica si vive in famiglia, un clima di maggiore serenità. E’ aumentata la sua capacità di attenzione, di esprimersi, e crediamo anche la sua autostima.

PUNTI DEBOLI:
All’inizio la sensazione che avevamo era di scalare una montagna rocciosa ma adesso ogni suo piccolo progresso ci dà la carica per andare avanti.
La sindrome ci aveva creato una sudditanza psicologica, tanto da attribuire ogni sua reazione a tale disfunzione, la sua mancata partecipazione alla vita familiare per noi era un sintomo della sua incapacità di relazione.

RESISTENZE:
Non aver coinvolto tutti i parenti, e non aver spiegato loro le nuove strategie che stiamo portando avanti, il progetto, la sindrome.
Non seguiamo alla lettera i suggerimenti che ci arrivano. Scarso scambio di informazioni con le altre famiglie

OPERATORE AMICO:

PUNTI FORTI:
Ha conquistato Alessandro con la sua simpatia e dolcezza. Dal punto di vista teorico è molto preparata, ha partecipato in maniera attiva alle riunioni scolastiche dimostrando la sua professionalità e mettendo in chiaro ai docenti le linee guida del progetto scientifico. Ultimamente la vediamo più carica e motivata, forse sente anche “Voi” più presenti.

PUNTI DEBOLI:
Difficoltà ad abbandonare le teorie, poca elasticità pratica ed ad elaborare strategie adatte al bambino, e a mettere in pratica i suggerimenti. Riteniamo che l’impegno di occuparsi di due soggetti con la sindrome X fragile sia troppo difficoltoso, in quanto il grosso del lavoro e da farsi nel tempo libero ad elaborare gli incontri, i suggerimenti, a preparare a tavolino progetti e strategie adatti al bambino. Se escludiamo gli impegni personali, altre attività lavorative, lo studio, il tempo a disposizione per i due ragazzi è molto limitato.

RESISTENZE:
Deve abbandonare il suo orgoglio, accettare le sconfitte, e immedesimarsi di più nelle difficoltà del bambino. Come genitori non possiamo sentirci dire” Con Paolo è più facile”. Ci saremmo aspettati di sentire con Alessandro sono più stimolata a lavorare perché è un bambino difficile da gestire.

SCUOLA

PUNTI FORTI:
Almeno la maestra di sostegno si è messa in discussione, accetta i suggerimenti e consigli proposti, quando il bambino la mette in difficoltà. Si confronta e collabora con la Dott.ssa Licia, organizzando anche progetti casa-scuola. Ha compilato un diario giornaliero sul comportamento di Alessandro, nei vari contesti scolastici. Le mamme degli altri compagni preferiti di Alessandro hanno accettato di accompagnare i propri figli a casa, per il progetto natalizio. Alessandro è più attento e propositivo; chiede di poter colorare gli stessi disegni degli altri compagni, anche se sono più difficili, li imita invece di disturbarli. Và dalle maestre a chiedere se ha fatto bene il suo lavoro. Le maestre si meravigliano che proponga lui di fare puzzle, di colorare e forse iniziano a vederlo con occhi diversi.

PUNTI DEBOLI:

All’arrivo a scuola, Alessandro abbraccia e saluta tuti i compagni, dopo la mensa è il momento più critico, in quanto comincia a stringerli forte, li spinge, e quindi molti rifiutano di giocare con lui. E’ un momento di “gioco libero”. La maestra di sostegno, quindi, propone nuove attività (pittura, collage, esercizi ginnici), con 2 3 bambini, in altra aula, ma Alessandro esprime il suo disappunto, diventando aggressivo con la maestra e con i suoi compagni, nonostante il gruppo sia formato dai suoi amichetti preferiti. In questo frangente la maestra ha difficoltà ad attuare strategie.

RESISTENZE:
Sin dal primo anno di scuola materna, per le insegnati curriculari, Alessandro non era un loro “problema”, era il “fantasma diturbatore”. Dall’inizio della ricerca, sembra ci sia più collaborazione, più voglia di conoscere le metodologie, le strategie, spesso a loro dire già utilizzate, ma non si smuovono dalle loro abitudini, (far fare gioco libero dopo la mensa per fare stancare i bambini).
Abbiamo notato, per esempio, che nella preparazione del presepe in classe, non c’era un coinvolgimento dei bambini, l’attività era svolta dall’insegnante mentre la maggior parte dei bambini, Alessandro compreso, correva libera in aula.
Un altro giorno è successo che un gruppo di bambini si è trincerato dietro le sedie per non farlo giocare, la maestra curriculare che chiacchiera con le colleghe, Alessandro è steso per terra che piange, e striscia dei piattini nervosamente, e la maestra di sostegno ci dice “ il bambino è particolarmente nervoso, che cosa è successo a casa?, non guardando il contesto classe.

RICERCA:

PUNTI FORTI:
Aggiornamento continuo, scambio di informazioni utili alla famiglia. Ultimamente la supervisione degli Operatori, è più continua e presente. Aver avuto la possibilità di una attenta valutazione al San Raffele, con tecniche, e cortesia mai conosciuta fino ad oggi.
Grazie ai continui suggerimenti, il nostro modo di pensare, è cambiato: non vediamo Alessandro come un bambino con capacità limitate come ci era stato sempre descritto nelle diagnosi, ma evidenziamo i suoi punti di forza, riuscendo ad ottenere anche ottimi risultati dal punto di vista del rispetto delle regole, che accetta volentieri. Il suo tempo libero mentre prima era solo dedicato alla tv, wii, etc, oggi è sempre coinvolto nelle attività di casa, aiutando anche nella preparazione dei dolci, della tavola, con lo stupore di noi tutti.

PUNTI DEBOLI:
La possibilità di confrontare i ragazzi che partecipano alla ricerca, con altri ragazzi con la sindrome, che non partecipano alla ricerca, ma che hanno altri programmi, terapie, che potrebbero essere monitorati parallelamente con gli stessi test fatti al San Raffaele, per poter riuscire alla fine della ricerca a valutare le diverse situazioni, abilità.

FAMIGLIA DI ALBERTO

FAMIGLIA:

PUNTI FORTI:

1 la presenza del fratello di 15 anni
Ricaduta su Alberto:
costituisce per lui un validissimo esempio

2 l’aver creduto fin da subito alle potenzialità del progetto e l’essersi subito messi al lavoro
Ricaduta su Alberto:
ha avuto dei miglioramenti quasi immediati e costanti
(a volte sorprendenti!)

3 la volontà di applicare le metodologie dettate dalla ricerca anche nella vita quotidiana e non solo nelle ore in cui c’è Silvia
Ricaduta su Alberto:
gli ha permesso di interiorizzare meglio i vari contenuti e di superare più in fretta alcune sue problematiche

4 la scarsa presenza dei nonni (a causa di problemi di salute) che altrimenti avrebbero contribuito, anche se involontariamente, a limitare l’applicazione delle giuste metodologie
Ricaduta su Alberto:
ha rispettato le regole, ha consolidato alcune autonomie…

5 il fatto di abitare in campagna
Ricaduta su Alberto:
ha la possibilità di essere circondato da un ambiente tranquillo e ricco di contenuti

PUNTI DEBOLI:

1 la difficoltà, a volte,
ad entrare in questa nuova ottica di pensiero e di azione

2 abitare in una zona in cui non ci sono bambini con cui giocare

3 avere, a volte, poco tempo da dedicargli a causa del lavoro, degli impegni familiari…

RESISTENZE:

Da parte del padre che sostiene la ricerca solo passivamente: contribuisce alle spese, mi permette di partecipare agli incontri, mi aiuta in casa se sono impegnata nella preparazione del materiale… ma, salvo in pochi casi o momenti, ha difficoltà a mutare il suo modo di relazionarsi con Alberto o quelle abitudini che possono limitare il suo miglioramento.

OPERATORE AMICO:

PUNTI FORTI:

1 il rapporto di intensa affettività che si è instaurato con Alberto fin dalla frequentazione del nido
Ricaduta su Alberto:
ha permesso di iniziare subito il lavoro senza dover perdere tempo prezioso, ha costituito e costituisce per lui un importante punto di riferimento e di appoggio a scuola


2 il grande interesse a ben riuscire in “quest’impresa” principalmente per il bene di Alberto e per una sua personale rivalutazione professionale
Ricaduta su Alberto:
ha potuto beneficiare quasi subito delle metodologie della ricerca

3 la costanza nel leggere e studiare il materiale e la determinazione nel cercare sempre la strategia più adatta
Ricaduta su Alberto:
gli ha permesso di percorrere strade sempre nuove e sempre mirate

PUNTI DEBOLI:

1 la mancanza del computer che ne limita l’autonomia e la crescita

2 la difficoltà, a volte, ad entrare in questa nuova ottica di pensiero e di azione

SCUOLA:

PUNTI FORTE:

1 la neuropsichiatria della Asl, durante il GLIC, ha puntualizzato alle insegnanti e agli operatori che ruotano intorno ad Alberto, che il bambino è stato inserito in un programma di ricerca e, quindi, tutti si devono attenere al protocollo per non inficiare i risultati. Ha ribadito anche che le indicazioni date non possono essere giudicate o interpretate, ma vanno eseguite e basta!

2 le insegnanti di Alberto, anche per la classe, usano un metodo multisensoriale, organizzano laboratori, lavorano sulle emozioni, lavorano sull’integrazione attraverso laboratori sulla favola...
Ricaduta su Alberto:
qualora le insegnanti imparassero a relazionarsi nei suoi confronti in maniera adeguata, avrebbe maggiori possibilità di integrarsi e di socializzare ancora meglio

3 l’insegnante di sostegno si è manifestata, fin dal primo giorno, ben disposta a capire, imparare, adeguarsi, seguire le indicazioni della ricerca..
Ricaduta su Alberto:
ha beneficiato anche a scuola delle metodologie dettate dalla ricerca

4 due volte la settimana Silvia è presente a scuola e può seguire Alberto in modo appropriato, ma, soprattutto, può controllare, in maniera diretta e affidabile, l’operato delle insegnanti
Ricaduta su Alberto:
può beneficiare anche a scuola delle metodologie della ricerca, ha un punto di riferimento di una grande valenza affettiva che lo ha aiutato e lo aiuta a difendersi dagli “assalti” , forse involontari, delle altre insegnanti.

5 la classe di Alberto è composta da 13 alunni veramente speciali che lo hanno accettato benissimo, lo coinvolgono nelle attività, lo invitano ai compleanni, lo aiutano se è in difficoltà, sanno aspettare i suoi tempi, lo invitano a giocare…
Ricaduta su Alberto:
si sente parte della classe, ha i suoi amici preferiti

6 forse, dopo il GLIC, qualcosa sta cambiando nel modo di fare delle insegnanti.
Ricaduta su Alberto:
mi sembra più sereno, quando esce da scuola desidera salutarle, a casa ha iniziato a nominarle

PUNTI DEBOLI:

1 le insegnanti non hanno ancora ben capito le effettive capacità di Alberto.

2 non hanno capito l’importanza della ricerca alla quale partecipa

3 non hanno colto la grande opportunità formativa e di crescita professionale che questo progetto potrebbe dare loro anche se hanno alle spalle “24 anni di esperienza”

RESISTENZE:

1 da parte delle insegnanti per la difficoltà di non vedere Alberto solo come colui che non sa determinate cose o non ha determinate competenze, ma anche come colui che sa alcune cose, che ha alcune competenze, che si sforza per migliorare.
Non riescono a dargli fiducia, a credere in lui, per cui lo mettono continuamente alla prova. Tirano continuamente in ballo anche le competenze che ha ormai acquisito.
Alberto percepisce queste cose e le ignora.

2 sembra che considerino l’equipe di ricerca, la famiglia e Silvia come dei possibili pericoli

3 hanno messo in atto strategie per escludere Silvia dalla programmazione settimanale


RICERCA:

PUNTI FORTI:

1 il non “ammaestrare”, come fanno altri metodi famosi, ma la volontà di aiutare i nostri figli a sviluppare la capacità di ragionare. Infatti “l’ammaestramento” va bene solo per una determinata azione compiuta in un determinato luogo e in un determinato tempo, mentre, se il bambino impara a ragionare, può usare questa sua capacità in qualunque situazione.
Ricaduta su Alberto: capacità di capire meglio il mondo che lo circonda, capacità di prendere l’iniziativa, maggiore autonomia…

2 il dare un senso alle cose fornendo al bambino la giusta motivazione per fare ciò che gli viene proposto. In questo modo, anche la lezione diventa un gioco, un momento di collaborazione…in cui il bambino si diverte, si rende utile…si sente protagonista e non si annoia.
Ricaduta su Alberto:
prolunga i tempi di attenzione, capisce di più e più in fretta gli argomenti, partecipa di più, aumenta la sua autostima perché riesce meglio…

3 la multidisciplinarietà e la multisensorialità degli interventi che permettono al bambino di non perdersi, avendo sempre con se “il filo di Arianna” e di potenziare la sua memoria, avendo a disposizione molti elementi a cui ancorarsi: suoni, movimenti, immagini, odori, colori, affettività…
Ricaduta su Alberto:
riduzione dell’ansia, maggiore partecipazione, interiorizzazione dei contenuti…

4 l’anticipare ciò che accadrà, attraverso le attività svolte in famiglia o con l’operatore amico così da limitare l’ansia dovuta ad una situazione sconosciuta o alla scarsa padronanza dell’argomento trattato.
Ricaduta su Alberto:
riduzione dell’ansia, migliore prestazione, aumento della propria autostima, maggiore predisposizione ad osare e a prendere iniziative…

5 le regole che forniscono al bambino dei punti fermi e che lo aiutano a destreggiarsi nelle varie situazioni rendendolo più sicuro. Infatti, senza le regole, il bambino è “schiavo” del caos, si isola e si rifugia nelle stereotipie che, a loro modo, hanno un ordine: il ripetere sempre la stessa azione o il dire sempre la stessa cosa…
Ricaduta su Alberto:
maggiore autonomia, maggiore sicurezza, migliore socializzazione…

6 l’accurata e frequente supervisione che ha permesso di capire ed entrare in questo nuovo modo di pensare ed agire, oltre che limitare al minimo gli errori.
Ricaduta su Alberto:
miglioramenti quasi immediati e costanti
(a volte sorprendenti!)

7 l’individualizzazione degli interventi che permette di risolvere in maniera concreta le effettive difficoltà del bambino. Infatti, per superare tali difficoltà, è necessario tener conto della singolarità del bambino e del contesto familiare e sociale in cui è inserito.
Ricaduta su Alberto:
miglioramenti quasi immediati e costanti
(a volte sorprendenti!)

8 il puntare su ciò che il bambino sa fare, sulle sue competenze.
Ricaduta su Alberto:
aumento dell’autostima, aumento dell’autonomia, maggiore partecipazione e coinvolgimento nelle varie attività…

PUNTI DEBOLI:

1 prima dell’inizio dell’anno scolastico, prevedere degli incontri (anche sul territorio) per preparare meglio il terreno e creare un ambiente di lavoro più accogliente e competente. A mio parere, gli insegnanti, soprattutto quelli meno abituati ad usare un certo tipo di tecnologia o a seguire un certo iter di lavoro, si sono sentiti soli ed impreparati.
So benissimo che volere è potere e, chi ha voluto, ha trovato il modo di chiedere e di capire, ma, spesso, il contatto umano fa la differenza; un conto è poter parlare con una persona che ti spiega e ti chiarisce le cose, un altro è trovarsi in mano un documento dell’Università che ti obbliga a seguire un certo tipo di lavoro con modalità di esecuzione, a volte, completamente diverse da quelle che avevi sempre usato.


FAMIGLIA DI GIORGIO

FAMIGLIA: mamma, papà, sorella

PUNTI FORTI:

Convinzione del Metodo e determinazione nell’applicarlo. Considerare Giorgio adulto capace di essere coinvolto nella gestione domestica della casa e quindi diventare indispensabile per la vita famigliare. Considerarlo capace di fare delle scelte che lo riguardano direttamente e quindi essere protagonista della propria vita. Essere entrambi estremamente convinti del progetto e uniti nel realizzarlo credere che gli si possa offrire una vita migliore.
L’essere riusciti in questi anni a creare una rete d’informazione,casa, riabilitazione , e a volte scuola,instaurando un clima di collaborazione e dialogo.

PUNTI DEBOLI:

Le difficoltà maggiori si sono avute nel mancato supporto progettuale concreto ed idee formulate in relazione all’età adulta di Giorgio, sentirci in un certo senso abbandonati con un progetto di rilevante importanza
Timore di poter commettere degli errori,e compromettere futuro di Giorgio, di non essere all’altezza, di non possedere le qualità sufficenti , le energie per gestire con rigore e soppratutto con coerenza le direttive del progetto .

RESISTENZE:

Combattere l’abitudine di fornire immediatamente le informazioni e le soluzioni ai problemi .
Cambiare modo d’approccio, trasformarsi da assistenti a mediatori , fornire le informazioni in maniera indiretta.

OPERATORE AMICO:

PUNTI FORTI:

L’amicizia con Giorgio . Lo stare con lui come appunto amico , cosa di cui Giorgio aveva bisogno . Con lui l’apprendimento è facilitato. Giorgio ha da poco ha iniziato un esperienza lavorativa che lo esalta molto, non vede l’ora d’andare a lavorare , di mettere in pratica quello che ha imparato , si sente utile responsabilizzato, gratificato e con Marco ha un rapporto di complicità e amicizia. L’aver conosciuto persone nuove e l’aver instaurato con loro un rapporto ha aumentato la sua autostima.
L’aver individuato qualcuno che accetti Giorgio a lavorare che si presti alle dovute commedie, che non abbia pregiudizi e resistenze nei confronti delle persone con disabilità.

PUNTI DEBOLI:

Cambiare mentalità non lavorare più in modo assistenzialistico , ma fornendo gli strumenti cognitivi , per una generalizzazione dell’informazione , sono gli ostacoli più duri da superare. Spogliarsi del bagaglio culturale dato dagli studi fatti e da esperienza lavorative precedenti.Si realizza con un po di fatica che non sono fondamentali gli obbiettivi , ma come si raggiungono questi , gli stumenti , le strategie che uso per farli rendere propri Quando ho incontrato Alessandro la prima volta nell’esperienza dell’isola d’Elba non riuscivo a capire, sosteneva che l’ansia si esiste ma ,che con gli strumenti adatti ,fornendo non un apprendimento meccanico , ma cognitivo il problema veniva superato. E mentre parlava non capivo perchè nonostante avessi fornito alcuni elementi cognitivi Giorgio si perdeva ,non riusciva in momenti d’ansia a recuperare le informazioni
Aveva perfettamente ragione, solo con un apprendimento cognitivo ed emozionale riesco a mantenere le competenze ad impadronirmene ed a generalizzare l’informazione.
Se ad un apprendimento solo emozionale o solo cognitivo mi dimentico di fornire una delle due componenti, il lavoro è fatto a metà , è come se fornissi un apprendimento meccanico , e appunto assistenzialista, l’emozione di conoscere, le condizioni, le atmosfere, le situazioni parallele ed indirette che ne facilitano l’apprendimento devono essere supportate da una componente cognitiva e viceversa Devo aggiungere che Marco si sta sforzando di comprendere il metodo e attuarlo nel modo mgliore, di capire meglio Giorgio e nel contempo, fare i conti con i tempi stringenti della ricerca ,e migliorare la sua capacità di cogliere spunti e occasioni d’intervento nei vari contesti

RESISTENZE:

Sopportare una madre esigente , e come dice Giorgio “Tosta “quale io sono.

SCUOLA:

PUNTI FORTE:

Essere un luogo di socializzazione.
I punti di forza di Giorgio sono la determinazione, la voglia d’imparare la curiosità e il voler essere come gli altri.

PUNTI DEBOLI:

La scuola si è rilevata come al solito lo scoglio più duro da affrontare in essa si sono riscontrate le resistenze più grandi in quanto presuppongono un cambiamento di mentalità ed approccio con la disabilità completamente diverso rispetto al passato e di conseguenza anche metodo d’insegnamento
Nessuna delle proposte fatte è stata accettata
In questi anni scolastici abbiamo appreso a nostre spese che anche l’educazione ed apprendimento scolastico dei nostri ragazzi dipende dalla famiglia, se noi genitori non conosciamo esattamente le capacità e potenzialità dei nostri figli ne limitiamo irrimediabilmente le capacità e le conoscenze, come è già stato detto molte volte gli insegnanti di sostegno che spesso vengono affidati a sostenere i nostri ragazzi il più delle volte sono inadeguati ed impreparati Inoltre spesso non sono disponibili ad ascoltare noi genitori ed a formulare assieme un buon progetto educativo e formativo . Alla luce di tutto questo la consapevolezza che la scuola il più delle volte è un luogo di socializzazione e non di apprendimento , in questi anni abbiamo educato i sostegni a capire e comprendere nostro figlio , il suo processo mentale di elaborazione delle informazioni , inizialmente in modo molto empirico , con succesi ed errori giungendo alle conclusioni odierne che emergono anche dalla ricerca, cioè il metodo migliore consiste nell’ apprendimento globale , e analitico.
Tentando di raggirare l’ostacolo rappresentato da una resistenza all’introduzione della ricerca abbiamo proceduto in maniera democratica, , semplicemente si è imposto il progetto raccoglitore, ancora non so se in modo corretto , ma almeno si e’ provato
Si è utilizzato un quaderno ad anelli con degli spaziatori di fogli colorati diversi secondo la materia, ogni materia ha un colore corrispondente al raccoglitore che c’è a casa.
Gli argomenti vengono letti , riassunti, scritti sul quaderno,poi riportati su Power Point utilizzando degli schemi sia fotografici che con frasi minime in modo tale che Giorgio possa avere un filo conduttore del discorso. Sul quaderno vengono incollate alcune foto o grafici. Giorgio così ha anche potuto notare che gli argomenti delle diverse materie si concatenano e alcuni sono in comune. Ad esempio , i contratti sono in comune in diritto economia le norme sull’igiene vanno bene per alimentazione, diritto , ristorazione , cosi come le altre normative, e certi diagrammi che si fanno in matematica vanno bene per tutte queste materie Italiano e storia si concatenano sia con la prima guerra mondiale che con la seconda e ad esempio la Belle Epoche è in comune anche con la sua tesina per l’esame che verte su Parigi (città cheGiorgio adora) la preparazione della quale è iniziata in occasione di un recente viaggio durante il quale ha fatto personalmente le foto che sta utilizzando .Abbiamo utilizzato anche la registrazione degli argomenti in modo che possa riascoltarli più volte quando vuole, per piacevolizzare la cosa si è utilizzato uno sfondo musicale ,e sembra che la cosa funzioni. Da notare che il registratore è munito di cartelle che vengono utilizzate per le diverse materie.
L’accettazione di tutto questo è stata possibile in quanto prima il lavoro è stato fatto a casa consolidato e poi un pò alla volta introdotto a scuola, le foto sono state accettate da Giorgio in quanto è stato lui a trovarle ed inserirle negli schemi Power Point rendendo così il lavoro adulto ,( perchè sia papà che sua sorella lo utilizzano), e una volta visto che riusciva da solo a ripetere la lezione senza tanta fatica ed a ricordare meglio, la cosa è stata accolta. La proff. di sostegno di fronte ad un evidente abilità di Giorgio nell’esporre la lezione con il supporto di questo metodo , non le rimasto che adeguarsi .Il metodo del raccoglitore proposto con il computer e con un programma power point ha superato le resistenze di Giorgio nell’utilizzo di foto da lui considerata infantile
Dal mio punto di vista si dovrebbero dare maggiori strumenti ai genitori fintanto che la scuola rimane semplicemente un luogo di socializzazione Aiutare i genitori a colmare quelle lacune che sono presenti in ambito scolastico ed assolvere il ruolo anche d’insegnanti, un ruolo che non gli spetta ma che, sono costretti ad attuare. Il problema è che finchè sono bambini il compito di fornigli le informazioni giocando, in modo divertente è molto più semplice, interpretare lo stesso ruolo quando sono adulti fornigli le informazioni in modo, adulto, con effetti speciali e senza incorrere nel rischio di trasformarsi in “aguzzini dell’informazione” èun’impresa, vengono a mancare gli spunti e il rischio di infantilizzare il tutto è dietro l’angolo Per i film ci stiamo organizzando. A scuola hanno riproposto un film sulla storia della cucina. E per italiano e storia ci stiamo organizzando

RESISTENZE:

Tutte quelle possibili , credere d’avere il mano lo scibile ,le conoscenze i metodi per insegnare , non accorgendosi d’essere alla preistoria della pedagogia.

RICERCA:

PUNTI FORTI:

Il nuovo approccio fornito facendo leva sulla responsabilizzazione, sulle emozioni, sul cognitivo “nascosto” Essere la prima ricerca che si occupa dei nostri figli e che evidenzia quello che noi genitori in questi anni abbiamo saputo e messo in opera in modo empirico , seguendo il nostro istinto , mettere in luce le nostre convinzioni dimostrando che le persone sono modificabili. Uno stimolo continuo a creare situazioni , contesti che possano stimolarli e continuare a credere che per apprendere non esiste mai un termine.

PUNTI DEBOLI:

Punti deboli un certo distacco operativo, per quanto riguarda gli adulti , dare più fiducia agli operatori, più idee e mezzi in modo che possano fornire alla famiglia più suggerimenti e piste operative.

RESISTENZE:

Cambiare significa anche credere che nella disabilità bisogna insegnare in modo che le persone siano indipendenti che non necessitino sempre di un sostegno , sono in grado di farlo basta dargli gli strumenti e credere che possano raggiungerli senza pregiudizi , cambiando mentalità e modo di lavorare. Questo è uno degli scogli più duri da far digerire , assieme alla paura della complessità e impegno richiesto, all’appagamento per percorsi scelti in precedenza che portano alla tranquillità e pace famigliare,assieme al non voler mettersi in discussione.

FAMIGLIA DI ENRICO (la madre è anche operatore-amico)

PUNTI FORTI:

Un forte interesse per il progetto, motivato dal desiderio di fare tutto il possibile per Enrico, per cui è ancora possibile fare qualsiasi cosa.
Enrico è così piccolo che tutto, insieme ad essere possibile, è ancora da fare, e questo in moltissimi ambiti.
Abbiamo trovato due parole chiavi che ci aiutano in questo mare magnum: attenzione e divertimento.
Attenzione vuol dire cercare di capire, stando insieme ad Enrico, i suoi gusti, i suoi interessi, i suoi modi di fare. Divertimento vuol dire fare forza su quello che gli piace per fargli notare delle cose, provare delle sensazioni, elaborare dei concetti, farlo sentire a suo agio nelle situazioni, farlo sentire felice e bravo a fare una cosa, anche se il progresso è solo minimo, anche se la parola non è detta ma solo indovinata.
Abbiamo avuto l’attenzione dell’asilo di Enrico, in cui abbiamo incontrato delle persone disposte a mettersi in gioco per nostro figlio e che si sono rese disponibili a partecipare al progetto.

PUNTI DEBOLI:

A volte ci sentiamo soli. I parenti e gli amici minimizzano e non solo non vogliono credere che Enrico abbia delle difficoltà, ma non vogliono neanche che ci crediamo noi.
Ci sentiamo lasciati soli anche da chi dovrebbe occuparsi della riabilitazione di Enrico, che continua a dirci che il bambino sta bene e che quindi non ci sono grossi problemi su cui confrontarsi.
Inoltre il nostro intervento deve essere così diffuso a tutti gli aspetti della crescita di Enrico (consapevolezza, linguaggio, psicomotricità, benessere, capacità di stare con gli altri) che spesso ci sentiamo stanchi e spersi e ci sembra di non avere il tempo di tirare il fiato.

RESISTENZE:

La principale è la tentazione di non crederci. Non credere che Enrico abbia poi tutte queste difficoltà, desiderare di vivere una esperienza di genitorialità normale, senza bisogno di progetti, di cure, di terapia, poterci prendere il lusso di sbagliare come genitori senza sentire che chissà quali conseguenze deriveranno dai nostri errori.

FAMIGLIA DI MAURO

FAMIGLIA: mamma, papà, un fratello (Angelo)

PUNTI FORTI:

1. Il Cantiere all’Elba del 2008 mi ha permesso di conoscere ed entrare in contatto con il Progetto Amico, tanto che Angelo ha iniziato a lavorare con Alessandro in ottobre. Viverlo in prima persona oltre che come genitore anche negli aspetti organizzativi
e di comunicazione al gruppo di lavoro è privilegiante.
2. Traggo molto insegnamento dalla lettura delle esperienze di ogni famiglia e dei commenti operativi della equipe.
Io e Mauro abbiamo una comunicazione empatica che mi ha spinta nel passato, in assenza di strategie appropriate, ad affidarmi all’istinto. Non senza correre rischi considerando la sua estrema sensibilità emotiva.
Dopo i tanti anni del fai da te finalmente un supporto scientifico per comprendere i miei figli e accompagnarli verso la vita indipendente con gli strumenti giusti.
3. I miei due figli, maschi, hanno un rapporto molto importante con il padre fino a imitarne i comportamenti.
Io, per emergere, devo giocare in campi diversificati e il Progetto Amico è la mia forza.
Ho scoperto, in questo ultimo anno, con stupore e soddisfazione, un desiderio non estinto di studiare, formarmi, non arrendermi.

PUNTI DEBOLI:

1. Timore di non essere all’altezza, di non possedere le energie e le qualità sufficienti per gestire con rigore e coerenza il futuro dei due ragazzi.
2. All’interno della famiglia madre e padre, pur perseguendo gli stessi obiettivi di benessere dei figli, non condividono le modalità. Ognuno si comporta come ritiene giusto.
3. Amarezza perché oltre 20 anni di vissuto con Mauro non hanno generato in me la capacità di comprenderlo e aiutarlo meglio.
4. Nello stesso tempo ho la consapevolezza che l’impegno e lo studio mi stanno dando ancora spazi per progredire

RESISTENZE:

Un pensiero “anarchico”: non dover pensare tutti i giorni al prof. Cuomo che è arrivato al punto di abitare i miei sogni.

OPERATORE AMICO:

PUNTI FORTI:

Mauro e Laura sono coetanei, si conoscono dalla scuola superiore. Mauro ha sempre avuto una preferenza per lei tra le compagne di classe e ha sempre cercato contatti telefonici dopo la fine della scuola. Ha accolto con entusiasmo il ritorno di Laura nella sua vita, dopo che i rapporti si erano rallentati per le diverse strade intraprese. Laura all’Università (Scienze dell’Educazione), Mauro nelle attività di volontariato e tirocinio. Sono entrambi scout. Questo pregresso ha favorito Mauro che è sempre un po’ reticente ad entrare in contatto con persone nuove. In generale sta meglio con gli adulti ma sta molto bene a casa sua, anche da solo.

PUNTI DEBOLI:
Laura ha accolto la mia proposta di collaborazione per istinto e credo anche per il desiderio di colmare quegli spazi di cui Mauro sentiva il bisogno ma che lei non aveva più il tempo di dargli per gli impegni di studio. Questo l’ha portata soprattutto nel primo periodo ad un eccesso di presenza nella vita di Mauro, con tante proposte e attività che lo hanno messo allo scoperto, lo hanno sottoposto ad un eccesso di stimoli che lo facevano andare in ansia. Laura non era pronta a far fronte a queste conseguenze o a valutare bene le proposte. Ha avuto reazioni istintive che hanno fatto emergere una figura diversa dall’amica che Mauro si aspettava. Ora si sta facendo più chiaro il rapporto e i continui richiami dei supervisori all’analisi delle situazioni, allo studio delle esperienze, alla riflessione, stanno facendo lentamente evolvere il rapporto in una amicizia tra persone adulte che possono reciprocamente fidarsi. In questa prospettiva Mauro potrà sentire di fare affidamento su Laura per affrontare ad esempio l’ambiente di lavoro che si sta progettando per lui.
Laura ha un po’ di difficoltà nel rientrare nei tempi stringenti della ricerca e deve migliorare la sua capacità di cogliere occasioni nei contesti.
Mauro è adulto, ritengo che il lavoro di supervisione con Laura, parallelamente al suo impegno attivo nella ricerca, sia da implementare.

RESISTENZE:

La responsabilità del lavoro di Laura è alta. Se la vedo in difficoltà ho la forte tentazione di farmi avanti con suggerimenti, l’esatto contrario di quello che prevede la ricerca.

LAVORO:

PUNTI FORTE:

Mauro ama stare con persone adulte che sanno apprezzare la sua presenza, ciò che sa fare, la sua buona volontà.
Dalla sua parte una famiglia che con tenacia ricerca sorveglia sperimenta.

PUNTI DEBOLI:

La ricerca di un contesto lavorativo dove queste caratteristiche di Mauro possano essere comprese è estremamente difficile. Dobbiamo creare con le nostre mani delle situazioni in cui ci troviamo di fronte persone, ipotetici colleghi, che non hanno nessuna preparazione per accogliere e considerare una opportunità un ragazzo con abilità diverse.
Quando affermano che è bravo, simpatico, che tutti gli vogliono bene, in realtà pensano che sia inadatto a qualunque ruolo lavorativo.
Ci sono anche amici veri che comunque sono in difficoltà nel rispettare i suoi tempi e le sue modalità.

RESISTENZE:

Nel mondo del lavoro le resistenze, i pregiudizi nei confronti delle persone con abilità diverse sono radicatissimi.
Il lavoro, fornire lavoro è un obbligo che si può disattendere ma non un diritto delle persone.

TEMPO LIBERO:

Mauro ha diverse attività che lo accompagnano da tempo. La palestra di judo che si è rivelata una disciplina molto adatta per le sue regole, il rispetto dell’altro nel combattimento, la necessità di concentrarsi.
L’attività con gli scout da 11 anni è una grande opportunità per la socializzazione con pari età e il percorso di autonomia.
Collabora con un gruppo di teatro da 3 anni. E’ sempre stato attratto dai personaggi dello spettacolo che imita con grande capacità.

RESPONSABILITA’ DELLA VITA QUOTIDIANA

Sa prepararsi da mangiare, fare la spesa. Usare il bancomat e ricaricare il telefono.
Predilige le operazioni dove non ci sia da chiedere direttamente a qualcuno.
E’ autonomo nel recarsi in qualunque punto della città, in bicicletta o a piedi.
E’ sensibile al bisogno altrui, riconosce le situazioni di debolezza in cui può essere lui a dare sostegno.

PROGETTO:

PUNTI FORTI:

Il Progetto Amico conferisce il potere di un kamikaze. La consapevolezza di richiedere il rispetto dei diritti accompagnata alla opportuna formazione e informazione è un’arma fortissima nelle mani dei genitori. Permette di smascherare le false collaborazioni di chi si dichiara sempre disponibile ma da cui non arriva alcun aiuto.
L’informazione che i costi del Progetto Amico sono a carico della famiglia è destabilizzante e aiuta a far comprendere che stiamo facendo sul serio.
La dimostrazione delle potenzialità del progetto attraverso i risultati ci fa guadagnare rispetto e muove al cambiamento dove siano persone di intelligenza e volontà.
Questo “accompagnamento” che garantiamo ai nostri figli è la migliore eredità che possiamo pensare per loro.
Lo stimolo continuo all’osservazione, all’analisi, alla velocità nel cogliere le occasioni nei contesti, all’uso della creatività arricchiscono i nostri i talenti.

PUNTI DEBOLI:

Suggerisco che vengano arricchite le piste per i ragazzi/adulti.
Meno plasticità perché più grandi?
Sono necessari tempi più lunghi per riscontrare cambiamenti?
Avere nel gruppo di ricerca solo due adulti non restituisce la stessa ricchezza di esperienze dei più piccoli.
Sarebbe interessantissimo conoscere anche esperienze con ragazze.

RESISTENZE:

Quelle incontrate e registrate da parte di famiglie:

• c’è chi è già appagato dai percorsi che ha scelto;

• chi è convinto che dopo una certa età non valga più la pena cercare strade nuove perché non c’è più spazio per cambiare e far cambiare;

• chi non condivide la necessità di investire di tasca propria per il benessere dei propri figli;

• spaventano la complessità e l’impegno richiesto.

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