PARTE QUARTA

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PARTE QUARTA

Messaggio  Admin il Mer Mar 31, 2010 3:31 pm

Il 10 novembre 2009 Marco scrive un possibile PROGETTO LAVORO GIORGIO:

Buongiorno, dunque come letto sulla lettera di Mauro che mi avete girato, vorrei impostare la presenza di Giorgio nel Bar come un esperienza "a specchio", nella quale lui possa porgermi "i ferri del mestiere", e gradulamente emanciparsi ed evolvere nel suo ruolo.

Vorrei inserire anche la dimensione cronologica in modo strutturato e non "random", ovvero non si va al bar "quando c’è bisogno o quando capita", ma piuttosto...... io e Giorgio abbiamo un impegno lavorativo "da calendario" e "da orario", sappiamo che "siamo baristi" (esempio) il martedì dalle 17 alle 20, se poi le cose procedessero, il nostro orario magari "cambierà" e il mese dopo saremo baristi dalle 15 alle 18 il sabato..e così via. L'impegno diventa il pretesto che rende imprescindibile l'attenzione al calendario e all'orologio.

Il sopraluogo/presentazione
sul luogo di lavoro è già spontaneamente avvenuto in più momenti, ma ve ne potranno essere ulteriori se necessario..
Ci ho spesso lavorato come aiuto ai miei due amici proprietari in occasione dell'inaugurazione e di feste , e conosco il locale. E' dislocato su due piani, con il bagno e una sala e il magazzino al piano di sotto. Separato da un ampia scala , circa sei gradini, c’è il piano di sopra con una sala piccola con tre tavolini e dall'altro lato un lungo bancone (può ospitare dietro 4 persone). Giorgio conosce già il posto "da cliente" e da amico. I due proprietari sono stati in precedenza ad una cena in pizzeria con noi e poi ci avevano invitato a visitare il bar. Giorgio inoltre aveva acquistato li' la sua prima "sprite" in indipendenza in un uscita con me,(come da report della giornata del 15 settembre che vi ho spedito).

Le opportunità di lavoro per Giorgio in quel contesto, potrebbero essere varie e tutte accuratamente ragionate sulle sue possibilità ,oltre che sulle preferenze che sembra accordare spontaneamente a certe mansioni (servizio,pulizia, riordino in generale). Andrebbero accuratamente evitati confronti con oggetti, materiali e situazioni potenzialmente pericolose. (coltelli,frullatore,vetri,). Giorgio potrebbe occuparsi ,in accompagnamento continuo con me, di alcune mansioni quali l'acquisto nel quartiere di ciò che è necessario al bar, previa compilazione di una lista. (lime aranci limoni menta, alcune lattine, frutta, focaccine e salumi per aperitivo e altre vivande varie ed eventuali). Inoltre potremmo occuparci del riordino, abbellimento e preparazione della sala di sotto e della sala di sopra. (addobbi, spazzare, preparare i sacchetti nuovi dentro i bidoncini spazzatura, cambiare la carta-mani e il sapone nei distributori in bagno, verificare se mancano lattine o altro nei frighi espositori e in caso reintegrare dal magazzino, preparare e pulire i tavolini, riempire i distributori di fazzolettini del bar. Preparare, nella cucina al piano di sopra, dei piattini per l'aperitivo, riempire dai sacchetti di patatine i cestelli di vimini per i tavoli. Non ultimo si potrebbe gradualmente iniziare l'approccio alla macchina del caffè. Giorgio già a casa sua e mia la usa e prepara il caffè in autonomia. La macchina del caffè al bar è all'incirca la stessa cosa, ma richiede più gesti e attenzione, nonchè una buona capacità poi nel servirlo al banco con tazzina, piattino, bustine di zucchero, latte.) Un altra mansione che spesso si deve svolgere è quella di andare in banca, o in negozi più grandi del quartiere per farsi cambiare le banconote e avere almeno 50 euro per dare i resti, tutti da 5 o in monete. Pian piano e in modo strutturato sarebbe auspicabile anche introdurlo all'uso del registratore di cassa, come" cassiere affiancato", in modo da lavorare molto sull'uso del denaro sulle sue forme (monete e banconote) e sulla responsabilità di non sbagliare un resto.

Potrei eseguire un monitoraggio permanente e relazionato, degli sviluppi o problematiche di Giorgio nelle sue mansioni, e a intervalli regolari, chiedere anche ai proprietari una personale relazione breve sul loro livello di soddisfazione nel lavoro svolto da Giorgio.
Il contesto è sicuramente protetto dalla posizione geografica, non centrale e non caotica. Si tratta di un bar di amici e abituali, nonchè negozianti della via che passano spessissimo per una pausa bibita o caffè o leggersi il giornale. I proprietari sono inoltre una sorta di "complici" presenti e accondiscendenti. Come vi ho detto, si sono già confrontati con un ragazzo con la x-fragile.
Non "si scomporrebbero" per nulla se Giorgio rovesciasse un cappuccino o mettesse i cucchiaini dove vanno le forchettine...o cose simili.
Mi piace pensare a questa ipotetica attività, come un percorso strutturato su un incontro a settimana per alcuni mesi, nel quale si parta da un livello mansionistico e di relazione col pubblico minimo, per poi se funziona andare a incrementare, fino a fare di Giorgio un aiuto barista -cameriere soddisfacente, magari pronto per una prossima esperienza altrove.

L'inizio di questa ipotetica attività dovrebbe scaturire da un bisogno-occasione.
Uno dei due proprietari "ci dice un pò preoccupato che suo fratello è impegnato alcuni giorni a settimana" come rappresentante di caffè,(attività che realmente svolge e lo impegna parecchio), e quindi lui si trova al bar da solo. Se due amici gli potessero dare una mano, non li pagherebbe ma gli offrirebbe ,per ora, "una bibita e un tramezzino" e tutta la sua eterna gratitudine di amico..
Sarebbe subito chiaro però, che visto che non siamo pagati, il lavoro si deve svolgere per noi in un clima di amicizia e non di controllo o di rigorosa verifica. (per intenderci, se ci viene voglia o bisogno di fare 15 minuti di pausa per qualche ragione,la facciamo quando vogliamo). Quindi serietà da ambo le parti sull'orario di arrivo e di fine, ma clima lavorativo comunque rilassato e amichevole.

Se può essere di utilità, aggiungo che personalmente conosco l'ambiente dei bar, le mansioni, i tempi, i pericoli, il confronto col cliente, non da educatore o da cliente, ma da barista, per avervi lavorato, diurno e notturno, per nove anni.

Mi sto anche informando con gli uffici e le persone competenti, sui possibili aspetti burocratici che poi vi riferirò se l'ipotesi si attua. Vi sono fogli e liberatorie che possono fungere da piccole assicurazioni lavorative e tutelare ambo le parti. Vi ripeto, ne ho parlato e me li hanno prospettati, ma non li ho ancora letti e verificati. Li usano i centri come il CEPIM quando mandano qualche ragazzo a fare esperienze affini a questa. Educatore e terapeuta del Cepim di G. che seguono Giorgio da anni, sarebbero ben contenti se lui potesse intraprendere un attività del genere.
Naturalmente vi espongo questa idea con la certezza che può essere arricchita, grazie al vostro supporto, di caratteristiche strategiche e che potranno emergere punti di criticità non trovati da me.
Di certo nel confronto con Andrea e Alice potremo evidenziare punti da approfondire o da correggere, sviluppare ulteriormente l'idea.
Ciò di cui sono sicuro è che per ora Giorgio smania di fare un attività del genere. Potrebbe magari cambiare idea in corso d'opera, ma per ora avvicinarsi ad un bar, poter servire o riordinare, mettersi "dall'altra parte " rispetto al cliente, lo attira molto e si vede, forse anche perchè finalmente potrebbe mettere "nel mondo reale" quelle competenze in cui è immerso da anni frequentando l'alberghiero, pur con tutti i limiti pratici che quella particolare scuola sembra volergli "preservare". Sono convinto che l'essere barista, "stare dall'altra parte del bancone" o comunque riconosciuto all'interno dello staff, possa essere un rinforzo automatico dato dal ruolo, capace di aiutare Giorgio negli aspetti di timidezza e di confronto visuale e verbale col pubblico. Naturalmente sul lavoro avrei intenzione di filmare i momenti, le mansioni svolte, e tutto ciò che può rappresentare materiale utile. Da parte sua il bar, oltre ad avere un piccolo aiuto settimanale gratuito, aiuta un soggetto nella sua crescita personale e lavorativa, facendosi quindi soggetto attivo di impegno sociale, anche a livello di quartiere.. Sono fermamente convinto che la presenza di Giorgio (e mia) può anche contribuire a portare nel noioso pomeriggio di bar un incremento di socialità, di conversazioni e perchè no? ..di allegria...

La dottoressa Alice Imola risponde:

Carissimo Marco,

ti faccio presente alcune attenzioni che il prof. Cuomo mi ha sottolineato di inviarti circa il tuo progetto al bar.
Innanzitutto partiamo dalla motivazione del lavoro. Il tuo amico deve chiedere un favore deve avere una dimensione realistica e pertanto deve produrre un esplicito accordo che tu scriverai per mantenerlo in una memoria scritta) il quale prevede:
1. la richiesta di un piacere (per i motivi che tu hai esposto)
2. il pagamento con euro veri del tempo di lavoro: “non vi posso dare molto in quanto questo è un bar dove non c’è un grande giro di affari però il lavoro va pagato e vi pagherò” (i soldi li daranno i genitori al barista il quale li darà a Giorgio, naturalmente Giorgio non dovrà sapere di questo accordo e a lui dovrà apparire tutto reale, anche la cifra dovrà essere realistica tipo 5 euro l’ora)

Per quanto riguarda gli eventuali errori, versare un cappuccino, rompere un bicchiere, questi andranno conteggiati e tolti dalla paga.
La dimensione educativa deve essere chiaramente regolata ed assolutamente Giorgio non deve fare a suo arbitrio e quando gli pare di fatti ti riporto quanto noi riteniamo per Giorgio, profondamente da non fare “Sarebbe subito chiaro però, che visto che non siamo pagati, il lavoro si deve svolgere per noi in un clima di amicizia e non di controllo o di rigorosa verifica. (per intenderci, se ci viene voglia o bisogno di fare 15 minuti di pausa per qualche ragione, la facciamo quando vogliamo).” Assolutamente non bisogna far quello che viene in testa, ma bisogna sottostare alle REGOLE del contratto. Il favore sta nel fatto che voi avete dato la vostra disponibilità.
Lo stare alle regole non significa assolutamente escludere un clima estremamente rilassato e amichevole.
Per quanto riguarda la responsabilità di cassa per ora la toglierei dal progetto.
Per quanto riguarda l’uso di coltelli ed altro del genere…. non capisco perché. A casa Giorgio non usa tali attrezzature? Se non le usa, perché? Se non le usa bisogna immediatamente che a casa utilizzi coltelli, forchette e altro che TU pensi siano pericolosi per Giorgio, ma che noi facciamo utilizzare a bambini piccoli (a proposito di trattare da adulto Giorgio).
Per quanto riguarda i tempi di realizzazione di questo progetto dovrebbero essere rapidi.
Concludo ribadendo le regole e il pagamento.
Aspettiamo le videoregistrazioni di questo progetto.
Un saluto

Alice Imola
Nicola Cuomo

Il 29 novembre 2009 Marco scrive un resoconto sui primi contatti di Giorgio con il bar dove ha cominciato l’esperienza lavorativa:

Questo resoconto è riguardante due differenti giornate (Novembre 2009, giorni10 e 14).
Nella prima di queste, come d'accordo, abbiamo realizzato presentazione e avvicinamento di Giorgio al Bar di G. dove lavorerà e abbiamo fissato con orario e giorno il suo primo impegno di prova.
L'invito a Giorgio si è svolto come ci eravamo ripromessi in supervisione. Giorgio è passato con me al bar per un’aranciata e il proprietario, Simone, si è lamentato del fatto che stava cercando un aiuto per il bar 2 ore la settimana al venerdì, dato che proprio in quel giorno il fratello è molto impegnato.
Mi sono "sforzato" di pensare se conoscevo qualcuno e nel frattempo mi sono informato su quale figura cercava ,con quali mansioni. Le mansioni erano proprio quelle relative ad un aiuto nelle pulizie, nel ricarico dei frighi, della spesa nei negozi circostanti. Giorgio non faceva che alzare la mano ,seduto dall'altra parte del bancone...e dire "io ! io ! io !”
Noi abbiamo detto : tu ? ma,sei capace?
Lui si è detto capace. Simone ci ha riflettuto un pò e dopo gli ha concesso di fare una prova. Al che Giorgio sorrideva ed era entusiasta. Siamo andati nel call center della via a comprare un foglio,su cui abbiamo scritto che Giorgio si impegnava per venerdì 20 alle ore 16, per una prova di un ora. Nel foglio abbiamo aggiunto che se avesse passato la prova era previsto poi un reale contratto di un incontro settimanale. Giorgio ed il proprietario lo hanno firmato. Lo abbiamo imbustato e portato a casa.

Il giorno della prova Giorgio si è presentato molto "gasato", dicendo...andiamo a lavorare? e lo ripeteva spesso cercando conferma. Ci siamo recati dal giornalaio ,di fronte al quale ci siamo guardati e gli ho chiesto "ti serve qualcosa?" (aspettava che chiedessi io..)
Lui ha detto "...AMT...biglietto". Il giornalaio gli ha dato il suo biglietto. Alla fermata del bus abbiamo fotografato insieme il cartello sul fianco del bus che porta al bar. Abbiamo realizzato anche al ritorno un intorno percorso -foto della strada per il bar (abbiamo fotografato tutti i punti salienti ). Fatto questo lavoro sul percorso siamo entrati al bar e Giorgio ha svolto insieme a me le sue mansioni. Indossati i guanti usa e getta ci siamo dedicati a pulizia e riordino, per un ora, complice il padrone del bar che non aveva, dopo il concerto serale ,nè spazzato nè portato via bicchieri. Il palco era ancora pieno di cavi e di aste microfoni da sistemare. Abbiamo cambiato tutti i sacchetti dentro i bidoni del locale, ricaricato nei due diversi banconi tutti i bicchieri di plastica, lavato il bagno, pulito gli specchi e cosi via.

La spesa è stata poi affrontata così: il padrone del locale, con Giorgio a fianco ha scritto una piccola lista...: arance ,lime,mazzi di menta, cannucce e altri items. Gli ha parlato dei prezzi, gli ha consigliato di chiedere lo sconto come lui fa sempre da quel fruttivendolo. Ci ha indicato i due migliori negozi, dove si reca sempre . Nei negozi ho cercato di fare da "modello" per Giorgio, che comunque ha parlato e partecipato all'acquisto, ha tenuto la lista ,guardato i frutti e scelto con me, ha portato i sacchetti ed era responsabile di pagare e dei resti. Non aveva mai sentito e visto i lime e non conosceva il nostro fruttivendolo (complice pre avvisato). Ha portato il resto con scrupolo al principale. Lui, molto contento del suo aiuto, gli ha rinnovato l'impegno per il venerdì successivo, giorno nel quale firmerà anche il contratto.

Sto iniziando a fare fotografie e piccoli girati specifici mentre Giorgio svolge una mansione, in modo da portarli in visione al prossimo incontro.

Il 30 novembre 2009 il professor Cuomo risponde:

Gentilissimo Marco,
mi sembra che Giorgio stia rispondendo molto bene. Continuare in questa direzione con serenità e prudenza verso un percorso che valuteremo insieme.
Va documentato e gestito con molta attenzione sia il momento del contratto che del pagamento.
Ci vediamo a Roma

Un saluto

Alice Imola
Nicola Cuomo

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