PARTE QUARTA

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PARTE QUARTA

Messaggio  Admin il Ven Apr 09, 2010 4:37 pm

Il 17 dicembre 2009 Laura scrive:

Salve a tutti!
vi invio un ipotesi di presentazione del progetto di "inserimento professionale" all'interno della struttura per presentarlo al personale.
In questi giorni sono andata sul posto (3 sopralluoghi per vedere meglio le dinamiche); segue la spiegazione della scelta della "sala da pranzo", con spiegati il ruolo dell'operatore e LA SCANSIONE DELLA MATTINATA (ORARIO DI LAVORO DI MAURO), più le mansioni che ho ipotizzato per Mauro.

fatemi sapere.....

STASERA MI INCONTRO CON I CAPI SCOUT, ENTRO POCO TEMPO ARRIVERà PROGETTO.

Progetto inserimento professionale all’interno della sala da pranzo
La scelta della sala da pranzo è stata fatta per motivi di “contesto” in quanto, all’interno della struttura vi sono presenti alcuni ambienti non idonei allo sviluppo di mansioni possibili per sviluppare schemi mentali che possano essere utili ai fini di una vita indipendente.
Per questo motivo il progetto iniziale, “lavanderia”, è stato eliminato poiché non corrispondeva, dopo un accurato sopralluogo, alle dinamiche che sono necessarie in un contesto di inserimento lavorativo.
Gli aspetti che non devono mancare all’interno dell’ambiente sono: spazi abbastanza ampi per permettere movimenti chiari e studiati, tranquillità, situazione di benessere psico-fisico per apprendere nuove mansioni e rapporti tra il personale il più possibile sereno.
Il “progetto amico” si propone di avvalersi ad un protocollo di ricerca da seguire rigorosamente. Le fasi che l’operatore deve svolgere sono le seguenti:
1. Più sopralluoghi nell’ambiente preso in analisi
2. Osservare le dinamiche che vi sono nel luogo stabilito, compreso il personale e gli ospiti
3. Ipotizzare le possibili mansioni che Mauro potrebbe andare a svolgere
4. Inserimento attivo dell’operatore ad apprendere le mansioni “imparando facendo”
5. Presentare il progetto ai responsabili della sala da pranzo e ai frequentanti
6. Inserimento di Mauro nella sala, orientandolo a specchio (non dicendogli fai così … e poi così …) avendo precedentemente appreso le modalità di lavoro da parte dell’operatore.

Perché la sala da pranzo?

La sala da pranzo è il luogo, all’interno della struttura, che più si addice allo svolgimento di mansioni possibili per Mauro. Innanzitutto per il contesto ambientale che offre tranquillità e servizio.
Principalmente il significato “servizio” si addice alle peculiarità di Mauro, in quanto il servire e il rendersi utile lo induce alla gratificazione lavorativa. Questo gli permette di essere motivato per apprendere meglio nuove nozioni.
La “tranquillità” è la linea di fondo che deve caratterizzare il ragazzo ad imparare con i suoi tempi e le modalità che costruirà insieme all’operatore.

L’ambiente è ricco di persone con altre problematiche, sarà cura dell’operatore individuare i soggetti meno vulnerabili (anche grazie alle informazioni del personale) che, almeno inizialmente, permettano a Mauro di lavorare.
E’ un lungo percorso che permette prima all’operatore, successivamente all’educando, di mettersi in gioco tenendo presente gli imprevisti e i pericoli che ci sono all’ interno del contesto lavorativo.
Non meno importante è la presenza di regole che sono necessarie per vivere e per costruire una vita indipendente attraverso “script” che vanno a susseguirsi durante il cammino professionale.

Dinamiche sala da pranzo

Dopo un accurato riscontro con la famiglia e i supervisori si è ritenuto necessario un inserimento graduale sia per il nuovo impiego, sia per il contatto diretto con i pazienti.
In merito a quest’ultimo, la fascia orario di lavoro sarà compresa nella mattinata (orario colazione, dalle 8 alle 11), in quanto il contatto iniziale tra Mauro e pazienti sarà molto limitato, concentrando il nostro lavoro sulle mansioni da imparare.
Potrà essere che in futuro Mauro ci sorprenda con un rapporto più profondo con gli ospiti, che potrà instaurare cammin facendo.

La sala apre alle 8.20 ma è necessario essere presenti prima (per le 8 circa), per preparare le bevande nei recipienti con una macchinetta ( thè, caffè, latte ).
Le persone arrivano alla spicciolata e variano tra le 8 e 18 persone (dipende dai giorni).

La sala è composta da 10 tavoli, con quattro posti ciascuno.
Ogni ospite ha le proprie abitudini e il personale è al corrente dei loro gusti.
In ugual modo, con il carrello, si passa tra i tavoli a chiedere la bevanda che vogliono durante la mattina.
Succede raramente che cambino colazione, dato che sono anziani e le abitudini sono restie a modificarsi.

Mentre gli ospiti si accomodano uno del personale si stacca per chiedere il pranzo e la cena del giorno dopo, con una tabella sulla quale si segna il menù di ciascun ospite.
Ogni persona, che risiede nella casa di riposo, ha le proprie abitudini quindi è necessario rispettarle ( non tirare via la scodella fino a quando l’ospite non se ne va, mettere i numero di biscotti necessario per ogni piatto e altre regole per il pranzo … tutte regole che a Mauro saranno fatte presenti).

Dopo che tutti gli ospiti se ne sono andati, inizia la fase sparecchiamento per preparare per il pranzo.
Con il carrello si passa per ogni tavolo a riporre le tazze sporche e le posate, successivamente togliere la sovra tovaglia e riporre quella pulita per posizionare i piatti e le posate e i bicchieri. Tutto il necessario per il pasto successivo.

Successivamente si passa al lavaggio delle stoviglie con la lavastoviglie che precede il posizionamento dei piatti e delle tazze per il giorno dopo.
Dopo aver lavato tutto il reparto lavaggio (lavandino, bancone ) si passa alla pulizia dei bagni.

Mansioni progettuali

• Fare conoscere Mauro al personale e agli ospiti
• Spiegazione a Mauro di quello che andremo a fare (già iniziato nei mesi precedenti)
• Inserimento nella sala:
inizialmente fargli notare le persone che andremo a servire (già prese in considerazione dall’operatore che durante il suo lavoro avrà già conosciuto e informato) che potrebbero accogliere Mauro facendosi servire da lui.
• Riempire le teiere con le bevande per la colazione.
• Servire, conoscendo prima il tipo di bevanda che gli ospiti prenderanno.
• Una volta finita la colazione, passare col carrello per togliere le tazze e le posate sporche.
• Lavaggio stoviglie e sistemazione bancone
• Preparazione per il pranzo:
togliere le sovra-tovaglie, lasciando la tovaglia base. Ad ogni ospite corrisponderà un posto, grazie ad una busta nominativa posta di fianco al piatto di ognuno.
• Inizio apparecchiamento con le posate e i piatti nei posti assegnati.
• Distribuzione pane (tagliato o meno, a secondo dei gusti degli ospiti).
• Distribuzione frutta (mela, pera, banana, arancio a fette o intera)
• Distribuzione acqua frizzante e naturale nelle brocche (con riempimento brocche attraverso un distributore di acqua).
• Controllo dei tavoli per verificare che ogni cosa sia apparecchiato nella modalità corretta.

Queste sono le modalità, messe in ordine sequenziale, delle possibili mansioni di Mauro.
- Alla preparazione dei tavoli seguiranno “tabelle di lavoro” utili per la visualizzazione della successione del processo lavorativo.

Nei mesi lavorativi, oltre alla procedura, si instaureranno rapporti sia con il personale, sia con gli ospiti.
Relazioni che verranno valutate e discusse in sede di tutoraggio dell’operatore.

Avvisi al personale e agli ospiti

E’ importante per Mauro sentirsi a suo agio e utile agli altri. Per garantire questo è necessario:

- Dare tempo e spazio alle mansioni di Mauro
- Mai sostituirsi a lui (“poverino non ci riesce quindi ci penso io”) ma saperlo indirizzare portandolo all’obiettivo.
- Farlo sentire un collega come gli altri, se si ha bisogno di qualcosa coinvolgerlo, sempre che non stia facendo altro.
- Cercare di finire i compiti iniziati senza lasciarli a metà.
- Garantire (almeno nei primi tempi) la successione dei compiti sopra descritti.
- Gratificarlo anche con gesti semplici … “Grazie Mauro … che giornata piena di lavoro ci meritiamo un caffè … che ne dici?”.

Laura scrive un Progetto Natale più strutturato:

Per Natale vogliamo cogliere l’occasione per invitare i nostri amici a casa di Mauro, preparando una cena per farci gli auguri (organizzata per lunedì 21 dicembre). Inoltre andremo a vedere tutti insieme il film di Natale che a Mauro piace molto (quasi un rito andare al cinema in questo periodo).
Ma per arrivare a vedere il film tanto desiderato passiamo, prima, per alcuni step:

• Innanzitutto chiamare gli amici e aspettare le conferme attraverso una telefonata. Abbiamo iniziato a chiamare la settimana scorsa, in modo tale da avere il tempo per organizzarci.
HO PENSATO DI CHIAMARE SOLO LE TRE PERSONE CHE MAURO AVEVA RICHIESTO, COSì DA NON CREARE ULTERIORI TENSIONI E DISORIENTAMENTI (come era successo al compleanno).

• Per far sì che ci sia una preparazione abbiamo scelto il menù dal suo ricettario (fatto da lui), riproducendolo su un cartellone (fatto da Mauro) posto su un piedistallo costruito con degli scatoloni, per fare in modo che, al momento della cena, gli invitati vedano il menù (anche scherzoso e ironico).
Sull’agenda ci siamo segnati che il 21 mattina, giorno della cena pre-natalizia, andremo a fare la spesa, così che il cibo sia fresco.

• Per ringraziare i nostri amici abbiamo preparato dei ricordini molto semplici: scatoline colorate da noi con, all’interno, un augurio da parte di Mauro.
Particolarità del BIGLIETTINO di Natale è che riporta anche frasi diverse di film famosi che preferisce Mauro (da Sordi, a Totò, a De Sica..).

• Preparazione dell’albero di Natale e addobbi per la casa, anche per creare un po’ di atmosfera
( questo Venerdì).

• Il 21 sera, cena con cinema in cui lui sarà aiutato da me nella preparazione a “specchio” del cibo.

• Durante la serata scatteremo foto per poi fare un album di Natale, che gli regalerò.
L’album potrà essere suddiviso per momenti (AMICI, FAMIGLIA, SCOUT, LAVORO…) sarà iniziato con foto della serata del 21 (che metterò io) e poi lui potrà continuare con foto che farà o che faremo in futuro.
Potrebbe essere un’ idea per la riorganizzazione dei momenti della vita quotidiana e di momenti di convivialità.

La dottoressa Imola risponde:

Carissima Laura,
mi sembra che vada tutto molto bene. Assicurati che gli invitati per il 21 dopo la conferma effettivamente vengano per evitare, come tu sai, una forte delusione in Mauro.

Ciao ci sentiamo il 19 dicembre via Skype.

Alice Imola

PROGETTO SCOUT
Il 21 dicembre 2009 Laura invia il progetto educativo concordato con il gruppo scout di Mauro (la prima parte è una presentazione, per loro, del" progetto amico" nella seconda parte vi sono gli obiettivi concordati insieme che saranno sviluppati e verificati durante l'anno):

Il progetto ha come obiettivo il benessere e l’autonomia del ragazzo affetto da sindrome x-fragile.
Tutto questo si sviluppa all’interno di una ricerca dell’università di Bologna in collaborazione con “l’associazione sindrome x fragile” con sede a Milano, la quale unisce genitori di tutt’ Italia volenterosi di battersi per i diritti dei propri figli.
Questo percorso interseca tutti gli ambiti della vita di una persona, dalla scuola, alla casa, al tempo libero fino ad occuparsi dell’ambito professionale. Soprattutto si preoccupa di interagire con gli enti e i servizi che frequenta il ragazzo reso protagonista nella ricerca.

Il dialogo tra gli enti tocca all’ operatore-amico che, seguendo un protocollo di ricerca, si preoccupa di fare da mediatore tra famiglie e enti, lavorando sempre a stretto contatto con ragazzo e la sua famiglia.

Punti fondamentali del “progetto-amico” (riferimento al libro di Cinzia De Pellegrin, “L’emozione di conoscere e il desiderio di esistere”- Verso una vita autonoma ed indipendente con l'emozione di conoscere ed il desiderio di esistere
Cosa fare, come fare e perché: strategie e buone prassi nell'ambito della pedagogia speciale. ETS 2009)

• Stabilire fin da subito il tipo di relazione che ci deve essere tra operatore e ragazzo.
Da qui l’importanza di diventare complici all’interno di un rapporto amicale (amicizia vera e autentica)

• Dare l’esempio cooperando. Confidarsi reciprocamente e una volta stabilito il mio rapporto con lui sostenersi a vicenda

• L’imitazione / orientarsi a “specchio”

• Cercare di non servire le persone con deficit

• Mai anticipare le azioni che la persona deve fare ma lasciargli il tempo necessario per raggiungere l’obiettivo.

Tutto questo rientra in un percorso dettato da dei tempi che non possono, o a volte non riescono ad essere i nostri, quelli di una vita frenetica e a volte non meditata.
L’operatore deve cercare di identificare l’essenziale per farlo diventare indispensabile per una vita indipendente poi.

Da qui l’importanza dell’ “IMPARARE FACENDO” proponendo esperienze concrete nella vita di tutti i giorni.

“Non c’è bisogno di essere disabili per essere diversi, perché siamo tutti diversi”

I capi si rifaranno a questo metodo cercando di seguire, per quanto possibile, il protocollo (punti citati sopra).

I punti fondamentali concordati insieme sono:

• Cercare di coinvolgerlo il più possibile nelle riunioni di preparazione delle attività(una volta a settimana). Nel caso in cui lui non possa essere presente bisogna chiamarlo per informarlo sulle decisioni prese in riunione, facendo uso del suo quaderno (scout).

• Un capo potrebbe preparare con lui qualcosa da portare a riunione, per non farla diventare troppo pesante ( per esempio un gioco che coinvolga tutte le persone della staff o qualcosa da mangiare).


• Durante le attività della domenica dovrà già sapere il ruolo (i ruoli che assumerà dovranno essere pochi, anche uno, ma ben strutturati e chiari) che dovrà avere durante l’attività (avendo già concordato tutto a riunione).


• Dare importanza alla continuità degli eventi per non interrompere un cammino che sta percorrendo. Sulla sua agenda andrà fissata volta per volta la riunione, più l’attività che dovrà avere settimanalmente.

Il 21 dicembre la Dottoressa Alice Imola risponde:

Carissima Laura, facci sapere come si sviluppa.
Buone feste




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