X Fragile - Il Filo di Arianna
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Messaggio  Admin Lun Mag 30, 2011 12:33 am

Il 20 gennaio la dott.ssa Imola invia la documentazione richiesta


Il 29 gennaio la professoressa di Fabrizio scrive al prof Cuomo inviandogli il PEI:

Gentile Prof. Cuomo,
Le inviamo per conoscenza il P.E.I., formulato dal Consiglio di Classe di F.N.-
Nella riunione di ieri il padre di F. ci ha parlato di eventuali compiti da svolgere a casa.
Noi ad oggi abbiamo dato al ragazzo poche cose (as es. tavole di disegno da finire), perché F. non è autonomo nello svolgimento dei compiti e quindi ci sembrava, dopo sei ore di lavoro a scuola, una fatica inutile e forse anche frustrante.
Le chiediamo quindi la cortesia, di consigliarci delle attività adeguate e gratificanti per F.
Noi avevamo pensato a piccole ricerche da realizzarsi attraverso il p.c., con foto da dare poi ai compagni di classe, ma chiediamo a Lei ulteriori idee.
Attendiamo una gentile risposta.
Distinti saluti
PEI
ALUNNO

FABRIZIO NOLO

CLASSE

2^ C TECNOLOGICO


a. s. 2010/2011


VALUTAZIONE INIZIALE

Fabrizio è un ragazzo di sedici anni affetto da sindrome di “X fragile”.
Attualmente frequenta, a seguito di ammissione per aver raggiunto gli obiettivi previsti nel P.E.I dello scorso anno, la seconda classe di questo Istituto Tecnico Industriale.
Per questo anno scolastico Fabrizio usufruisce del sostegno per 21 U. D. settimanali su 32 ore curriculari.
L’alunno è seguito da tre docenti di sostegno e dal Dottor Tiziano Nocentini, nominato dalla scuola con incarico di assistenza alla persona.
L’orario settimanale è così diviso:
-Professoressa……n° 6 ore. Discipline seguite: 2 ore italiano, 1 ora matematica, 1 ora chimica, 1 ora biologia, 1 ora fisica.
-Professoressa ……. n° 5 ore. Discipline seguite: 3 ore di biologia, 1 ora di disegno, 1 ora di matematica
-Professoressa … n° 1 ora. Disciplina seguita: 1 ora matematica
-Dottor Tiziano Nocentini n° 9 ore. Discipline seguite: 2 ore italiano, 2 ore inglese, 2 ore chimica, 2 ore disegno, 1 ora diritto.
La classe è composta da 22 alunni di cui uno è ripetente.
Il ragazzo è ben inserito nel gruppo classe anche perché non ci sono state sostanziali modifiche sia per quanto riguarda i ragazzi sia per i docenti che sono quasi gli stessi dello scorso anno scolastico ( sono cambiati solo tre insegnanti).
La classe è stata localizzata in un’aula dove era presente la LIM per dare la possibilità ai docenti di utilizzare, volendo, una didattica alternativa da integrare a quella tradizionale attraverso collegamenti interattivi che rendono più appassionante e vivace la lezione frontale.
I genitori hanno partecipato con assiduità ed interesse agli incontri con la scuola mostrandosi sempre attenti alle attività didattiche proposte al loro figlio.
Hanno operato in modo tale che Fabrizio venisse sostenuto e aiutato nell’autonomia ed il loro rapporto di fiducia nei confronti dei docenti ha consentito di instaurare un efficace rapporto scuola-famiglia.
Il Consiglio di classe , all’inizio dell’anno scolastico, ha accettato di collaborare con l’Università di Bologna e precisamente con il Dottor Nicola Cuomo , per un progetto sperimentale sullo studio della X Fragile , facendosi carico di progettare una programmazione basata sul metodo “Emozione di conoscere” creato appunto dal professore per l’analisi di casi come quello di Fabrizio.
Anche per quest’anno , per il raggiungimento di risultati sia didattici sia educativi è necessario elaborare un piano di intervento personalizzato che definisca in termini specifici gli obiettivi, i metodi e le tecniche atti a promuovere l’apprendimento.
Il piano, condiviso da tutto il consiglio di classe è mirato soprattutto a :
1) aumentare i tempi di attenzione e di partecipazione delle attività scolastiche;
2) migliorare e modulare l’uso del linguaggio verbale attraverso il contenimento degli stati ansiogeni;
3) stimolare lo sviluppo delle capacità di esplorazione del proprio ambiente e di relazione tra i fatti
per comprendere le relazioni tra la causa e l’effetto;
4) promuovere lo sviluppo dei concetti fondamentali e delle competenze strumentali per la comprensione di contenuti più complessi;
5) avviare Fabrizio ad attività pratiche.

Programmazione generale educativa

- Migliorare l’ autonomia personale
- Facilitare una maggiore comprensione delle consegne
- Favorire una maggiore tranquillità interiore cercando di diminuire gli stati d’ansia
- Accettazione di ambienti e situazioni nuove
- Promozione di una partecipazione attiva e motivata alla vita scolastica
- Consolidamento delle capacità di socializzazione
- Promozione della fiducia in sé e delle proprie capacità
- Sviluppo di un ordine mentale e materiale
- Sviluppo del rispetto della convivenza civile
- Educazione al senso del dovere
- Acquisizione di abitudini igienico sanitarie e socio comunitarie


La METODOLOGIA che sarà utilizzata in ogni area è l’analisi del compito, ossia la scomposizione dettagliata del processo lavorativo o di insegnamento unendo all’aspetto teorico quello visivo e la ricerca sistematica della natura delle singole fasi (perché faccio ciò), al fine di stabilire le capacità che, per la esecuzione di esse, si richiedono.
La componente relazionale sarà al centro dell’attenzione oltre alla concretezza di ogni operazione.


Programmazione generale didattica


La programmazione didattica seguirà, a grandi linee, la programmazione della classe ,scegliendo di volta in volta argomenti adatti e facilmente schematizzabili. Tutta la programmazione si baserà su concetti che possono avere un risvolto pratico per dare la possibilità a Fabrizio di assimilare concetti che lui ritrova nella vita pratica e nelle sue esperienze personali.
La programmazione avrà però dei punti base che sono i seguenti:
-potenziamento delle possibilità espressive e comunicative
-rafforzamento delle strumentalità e delle abilità di base
-consolidamento delle abilità tecniche ed operative
-costruzione di un metodo di lavoro
-rispetto dell’organizzazione del tempo scuola (lezione frontale, ricreazione, lavori di gruppo)
-uso di materiale in modo corretto ed appropriato

Il lavoro da svolgere sarà diviso in aree:
-area linguistico-espressiva
-area logico-matematica
-area tecnico-pratica
-area dell’autonomia
-area psicomotoria
Area linguistico-espressiva

Dall’esame del percorso svolto da Fabrizio nello scorso anno scolastico è emerso che l’allievo si esprime con frasi stereotipate e spesso ripetitive utilizzando comunque frasi semplici con un lessico ristretto e fortemente legato al suo vissuto.
Fabrizio legge sillabando e facendo molti errori per cui non è in grado di comprendere un testo, se pur semplice, attraverso la lettura personale e di conseguenza non è in grado di individuare i fatti inerenti agli argomenti in maniera autonoma.
Anche nella scrittura i problemi sono importanti : scrive in stampatello a caratteri grandi, con una scrittura irregolare posponendo i fonemi; non rispetta il rigo del quaderno. Il copiato non è completamente autonomo e non è in grado di scrivere frasi semplici in autonomia.
Per questi motivi gli obiettivi proposti sono i seguenti:
Obiettivo generale: partendo dalle positività di Fabrizio e cioè dalla sua capacità di ascolto e di rielaborazione orale e dalla sua ottima memoria (anche visiva)l’obiettivo primario è quello di promuovere le capacità di comunicazione verbale e di comprendere espressioni verbali altrui legate ad argomenti di interesse personale ma anche di interesse generale ( argomenti semplificati di didattica curriculare)
Obiettivi specifici:
  • Ampliare il lessico
    Riconoscere gli elementi di base di un messaggio
    Mettere in ordine di tempo le frasi di un racconto (sequenzialità)
    Verbalizzare situazioni concrete
    Descrivere immagini e oggetti
    Avviare alla organizzazione di un discorso fissando le idee chiave
    Aumentare i tempi di attenzione all’ascolto
    Organizzare i contenuti riferiti al vissuto

Contenuti:
  • Descrizione di brevi e semplici esperienze vissute in famiglia
    Brevi racconti letti attraverso narrazione creativa ampliando gli aspetti descrittivi associandoli a fatti vissuti. Comprensione e scomposizione del testo

  • Analisi di fatti avvenuti legati alla realtà e al vissuto
    Incremento del tempo di permanenza in classe durante le lezioni


Mezzi:
  • Libri figurati
    Immagini tratte dalla LIM
    Films
    Percorsi e visite a luoghi conosciuti
    Appunti facilitati estrapolati dalla lezione del docente curriculare
    Testi facilitati
    Internet


Con Fabrizio è fondamentale privilegiare la lezione dialogica, individualizzata, lasciando però degli spazi, in classe , all’ascolto di argomenti che vengono trattati con mezzi di comunicazione visiva (la LIM). Per raggiungere obiettivi nella scrittura si rende necessario lavorare su esercizi di collegamento di frasi basandosi soprattutto sul collegamento tra semplici frasi riconoscibili visivamente (associazione tra figura e parola).




Area logico-matematica

Fabrizio sa collegare la quantità alla cifra numerica all’interno della decina. Ancora non ha ben chiaro il concetto di quantità soprattutto se l’esempio non è collegato alla realtà. Non ha acquisito il concetto di uguaglianza, disuguaglianza e corrispondenza. Sa riconoscere invece le figure geometriche piane e sa rappresentarle graficamente con l’aiuto di strumentazione adeguata.
Per quanto riguarda l’area logico matematica è necessaria una programmazione individualizzata proponendo a Fabrizio esercizi su:
 Localizzazione degli oggetti nello spazio (davanti/dietro, sopra/sotto, dentro/fuori)
 Riconoscere oggetti dell’ambiente secondo la forma
 Confrontare le dimensioni (grande, piccolo, lungo, corto ecc.)
 Raggruppare e classificare
 Confrontare i raggruppamenti rispetto alla quantità entro la decina
 Relazione e corrispondenze
 Relazione d’ordine (dal più grande al più piccolo ecc.)
 Relazione nello spazio (prima e dopo ecc.)
 Spostamento lungo i percorsi
 Riconoscimento di maggiore, minore e uguale
 Addizioni e sottrazioni entro la decina
 Rapporto tra spazio e tempo

Mezzi:
 Testi facilitati in dotazione presso la scuola
 Regoli
 Pallottoliere
 Materiale scolastico di uso comune (penne, matite ecc.)
 Giochi (gioco dell’oca, tombola)

La programmazione deve basarsi sempre sulla concretezza facendo riferimento all’aspetto visivo e deve essere sempre finalizzata allo svolgimento di operazioni pratiche.


Area tecnico-pratica

Fabrizio sa, in autonomia, effettuare le operazioni di accensione e spegnimento del computer. Sa inoltre cercare file, aprire cartelle e navigare su internet.
Nelle ore di disegno, l’alunno svolge tavole di geometria piana usando l’attrezzatura adeguata ( righe e squadre , compasso, colori) ma deve essere sempre guidato dal docente .Lavora con precisione e riesce a fare dei disegni corretti e tecnicamente buoni. Anche nell’uso dei colori Fabrizio è preciso e rispetta i limiti dei disegni.
Obiettivi:
 Uso corretto del computer per la copiatura di testi
 Uso corretto di attrezzatura necessaria per lo svolgimento di tavole ( sempre più complesse) per il miglioramento della manualità e della cordinazione
 Potenziamento dell’attenzione
 Osservazione di fatti e fenomeni tecnologici
 Potenziamento dei momenti di riflessione nei laboratori
 Sviluppo del desiderio di partecipazione ai lavori di gruppo


Contenuti:
 Esercitazioni di impostazione e scrittura per l’uso del pc
 Tavole di disegno
 Esercitazioni pratiche laboratoriali

Mezzi: personal computer, tavole semplificate, attrezzature di laboratorio.



Area dell’autonomia

Fabrizio è un ragazzo autonomo . Viene a scuola da solo utilizzando la bicicletta nei periodi più caldi oppure raggiunge la scuola a piedi.
Nel plesso scolastico si muove senza alcun problema perché ha preso ampia conoscenza della scuola. Sa gestire la sua persona e chiede in autonomia di poter uscire di classe rispettando i tempi di uscita e andando dove ha chiesto di andare.
Durante l’intervallo interagisce con tutti rispettando i tempi dell’intervallo.
Fabrizio sa riconoscere la scansione temporale in base agli impegni giornalieri. Possiede un orologio analogico a lettura facilitata, ma trova difficoltà a leggere l’ora.
Non conosce bene l’uso del denaro ma riconosce le monete e collega la quantità al pezzo monetario. Non sa comporre una cifra

Obiettivi:
 Ampliamento delle conoscenze della realtà ambientale
 Uso e potenziamento dell’orologio
 Uso del denaro


Area psico-motoria

Fabrizio segue con i compagni di classe le lezioni di educazione fisica. Oltre a questo la scuola, come lo scorso anno scolastico, ha programmato un percorso di educazione fisica integrata. Il venerdì mattina alle prime due ore Fabrizio va in palestra dove viene fatto un lavoro con un’operatrice inviataci dalla provincia di Arezzo a seguito di un progetto fatto dal CSA, dalla scuola e dall’Istituto di riabilitazione di Agazzi. In palestra si lavora per un’ora sulla postura,sulla spazialità, sugli schemi motori di base e sulle capacità operative. Alla seconda ora invece, insieme ad una classe quinta, viene svolto un lavoro di attività integrata giocando a pallavolo, pallacanestro pallamano ecc. Rispetto allo scorso anno possiamo notare movimenti più fluidi e più coordinati. Fabrizio partecipa attivamente a tutti e due i momenti di lavoro mostrando interesse e coinvolgimento.
Alla fine della lezione , come tutti gli altri ragazzi, Fabrizio si occupa della sua igiene personale.
Obiettivi:
 Migliorare l’integrazione col gruppo
 Migliorare gli schemi motori
 Stimolare alla partecipazione di sport di gruppo
 Insegnare l’igiene personale dopo una qualsiasi attività fisica

Progetto cucina
Anche per questo anno scolastico Fabrizio frequenta il corso di cucina al quale ha già partecipato lo scorso anno scolastico.
Il corso di cucina, fatto in collaborazione con altre scuole superiori presso la cooperativa “la Tappa” di Arezzo prevede un incontro alla settimana e la partecipazione di altri due alunni della stessa scuola.
Il corso è tenuto da una cuoca professionista che Fabrizio conosce dall’anno precedente.
I ragazzi sono accompagnati dal Dottor tiziano Nocentini (che collabora con la nostra scuola) e durerà fino al mese di marzo.
L’importanza di questo corso è legata agli obiettivi trasversali che sono perseguiti:
 Aspetto igienico-sanitario
 Ascolto delle consegne , divisione delle mansioni, presa visione del processo di trasformazione degli elementi che vengono uniti, presa visione delle singole fasi, visione del risultato finale
 Rispetto dei tempi
 Sviluppo della manualità
 Potenziamento del lavoro di gruppo e rispetto del lavoro altrui
 Condivisione del risultato (dalla teoria alla pratica)
VERIFICHE

Le verifiche faranno riferimento a quelle fissate con la classe ma saranno adattate alle capacità dell’alunno. Saranno privilegiate le verifiche a risposta multipla (privilegiando l’espressione orale attraverso la lettura e la spiegazione fatta dall’insegnante per comprendere il tipo di consegna e facilitare la risposta)

VALUTAZIONE

Nella valutazione si terrà conto dei livelli di partenza, dei ritmi di apprendimento, delle osservazioni sistematiche comportamentali e cognitive, degli obiettivi fissati dal Consiglio di Classe e dei risultati delle verifiche

Il 30 gennaio il papà di Fabrizio scrive:
Stim. mo Prof. Cuomo,
sono il sig. Nolo A. papà di Fabrizio,
il giorno 27 u.s. ho partecipato al consiglio di classe per la definizione del PEI di Fabrizio. La scuola nella persona della Preside ha esordito dicendo che in effetti sono in ritardo per la definizione di questo importante documento, ma pare siano orientati verso una buona prassi. Avrei avuto diverse cose da precise e rilevare nei confronti della loro oratoria, hanno pure detto che la convenzione è arrivata in ritardo, ma ho preferito tacere per evitare successive e conseguenti ripercussioni negative nei confronti di mio figlio. Insomma carissimo Prof. Cuomo il PEI non mi soddisfa appieno, perchè per quanto in esso indicato e a confronto con quello dello scorso anno pare emergere una regressione di mio figlio mentre per altri aspetti pare che mio figlio non abbia alcuna difficoltà (pensi che hanno scritto che Fabrizio conosce il denaro, legge l'orologio, ed è in grado di utilizzare internet e di navigarci, beh magari fosse vero !!!). Ritengo non sia la attuale condizione di Fabrizio; credo abbiano un pò pasticciato. Alla fine del consiglio di classe pur firmando il documento, ho chiesto e posto la riserva di poterlo mettere alla Sua attenzione in virtù del progetto di ricerca cui è inserito Fabrizio. La Preside si è impegnata ad inviarlo a Lei, tramite il suo personale, nel giro di qualche giorno appena, accettando la mia richiesta di integrare questo PEI con le indicazioni e gli orientamenti che Lei riterrà opportuni.
Ho anche sollecitato gli insegnanti a contattarla per esprimere le loro osservazioni e per ricevere ausilio nelle eventuali difficoltà didattiche verso mio figlio. Prof. Cuomo da parte Sua ci sono difficoltà se gli insegnanti la contatteranno singolarmente? Le chiedo questo perchè la Prof.ssa F-, la coordinatrice del sostegno, sentito questo mio invito agli insegnanti si è inserita con la scusa di voler gestire lei questi auspicati contatti,
Come può pensare questa Prof.ssa di esprimere lei le sensazioni e le impressioni personali che ogni singolo docente avverte e nota nell'insegnamento a Fabrizio; ritengo non sia possibile comunicare per interposta persona, anche perchè un contatto diretto velocizza la comunicazione e permette un immediato riscontro e approfondimento, oltre a garantire ulteriore chiarimento. Il passaggio indiretto proposto dalla F., può solo creare fraintendimenti comunicativi, dare interpretazioni soggettive, e rallentare notevolmente l'attività di collaborazione e quindi i benefici per Fabrizio.
A mio avviso solo una diretta e celere comunicazione ed immediata verifica, fra l'Università ed i docenti di mio figlio,possono portare utilità e miglioramenti nella vita scolastica e di integrazione di Fabrizio; non è sostenibile l'idea della Prof.ssa F., anche perchè a prescindere dalle eventuali motivazioni addotte, ciò comporterebbe un rallentamento notevole e compromettente i possibili miglioramenti di Fabrizio derivanti dal Suo prezioso contributo collaborativo. Queste sono le ragioni per le quali Le chiedo se per Lei ci sono difficoltà per il contatto diretto con gli insegnanti.
Gent. mo Prof. Cuomo, mi scuso per questa lunga comunicazione, ma fare una sintesi di questi argomenti non mi è stato possibile.
In ultimo, la scuola mi ha detto che Le ha inviato un consistente fascicolo pur non precisandomi i contenuti dello stesso; può darmi conferma di questo loro invio?
Attendo le Sue determinazioni al riguardo.
Un sincero e sentito saluto con un grosso grazie sia per l'attenzione che per quanto riterrà di poter fare in favore di mio figlio Fabrizio.
A presto.
Alberto Nolo


Il 31 gennaio il professore risponde:

Gentilissimo signor Nolo,

la sua chiarezza ci è utile per evitare di incorrere in modalità di intervento che potrebbero essere congelati, bloccati o distorti.
Ne abbiamo avuto prova di una lettura burocratica del rapporto con noi proprio quando io mi sono messo a disposizione in attesa della convenzione mentre la scuola attendeva la convenzione come una sorta di "sacro sigillo".
tutt'oggi la convenzione deve attendere che si riunisca il consiglio di Dipartimento in quanto essendo un atto formale necessita di una votazione dell'organo responsabile. Ciò non toglie, come ho sottolineato sempre che la mia disponibilità è corrente.
Per quanto riguarda il rapporto con gli insegnanti io non ho alcun problema a rispondere a ciascuno di loro e se la prof.ssa F. proprio ne vede la necessita potrebbe ausiliari i suoi colleghi nell'inviarci le domande di ciascuno e nel ridistribuire le risposte.
Il tutto sarà inviato per conoscenza anche a lei che potrà fare le dovute controverifiche.
Ad oggi ciò che abbiamo ricevuto da loro via e-mail è il PEI in data 29 gennaio.

Cordiali saluti

Nicola Cuomo



Il 1 febbraio il professor Cuomo invia la sua risposta:

Gentilissima prof.ssa F
e componenti del Consiglio di classe dell’alunno Fabrizio Nolo,

per quanto riguarda la programmazione generale educativa (Metodologia) le nostre ricerche hanno fatto emergere che per persone con x fragile vanno eliminate quelle procedure formativo-didattiche frammentate a favore di una dimensione sistematica e laboratoriale, pertanto vi sconsigliamo quello che nel PEI è definito “scomposizione dettagliata del processo lavorativo o di insegnamento unendo all’aspetto teorico quello visivo e la ricerca sistematica della natura delle singole fasi (perché faccio ciò), al fine di stabilire le capacità che, per la esecuzione di esse, si richiedono”.
Di fatti per le persone con x fragile la scomposizione propone conflitti e disorientamenti cognitivi (cfr. Filo di Arianna).
A tale proposito riporto dalla lettera-relazione relativa all’incontro con la famiglia dell’11 maggio 2010 (in allegato) il progetto raccoglitori che fornisce un esempio concreto di sinergia facilitante tra gli aspetti organizzativi e quelli di contenuto fornendo anche la tessitura di collaborazione (compiti a casa) tra scuola e casa.
Il progetto “raccoglitori.
Esempi operativi di integrazione di autonomie, socializzazione ed apprendimenti parallelamente al lavoro in classe.
Il percorso di apprendimento per Fabrizio deve avere la caratteristica di essere fondato sulla qualità, non sulla quantità, con l’obiettivo di fornire la struttura portante del contenuto .
Le conoscenze scolastiche, se sono organizzate compilativamente in modo rettilineo e sommatorio (dove ogni contenuto posto in successione va sommato agli altri), non propongono alla persona con deficit lo stare in argomento con gli altri e, man mano che il gruppo classe procede, l’alunno con deficit si troverà sempre indietro in relazione alla linea sommatoria organizzata. L’essere fuori argomento o meglio il rimanere indietro proporrà uno sfasamento sempre più evidente ed incolmabile.
Al contrario, l’obiettivo che si vuol raggiungere mettendo in atto una didattica integrata è quello di far rimanere l’alunno con necessità speciali in argomento(compito di base dell’Insegnante specializzato per il sostegno). Ciò va a significare il ricercare gli elementi chiave che identificano un contenuto didattico.
Un esempio è dato dalla seguente pista di lavoro denominata: “progetto raccoglitori”.
Il “progetto raccoglitori”: un archivio delle competenze e delle conoscenze di Fabrizio.
Coerentemente ai principi sopra accennati si potrebbe strutturare una pista che potremmo denominare dei "Raccoglitori".
Per ogni area didattica, italiano, matematica, storia... (dal mio punto di vista nominerei quattro o cinque aree scientifiche chiave) si possono definire 4/5 punti chiave del percorso didattico. 4/5 riferimenti base che Fabrizio deve sapere in italiano, così in storia, etc.
Ogni punto chiave all'interno dell'area disciplinare va organizzato con immagini, didascalie, cartoline, documenti... in modo abbastanza sintetico (puntiamo sulla qualità e non sulla quantità dei dati); ogni punto chiave potrebbe anche essere registrato su cassetta in modo da fornire al ragazzo anche la possibilità di ascoltare se si stanca nel leggere (la cassetta potrebbe essere dinamizzata con sottofondo musicale. Cfr.: modalità utilizzata per l'apprendimento delle lingue). Inoltre, risulta fondamentale anticipare i contenuti che si tratteranno in classe, area disciplinare per area disciplinare. A tale proposito si potrebbero cercare videocassette, DVD, film e/o documentari che in maniera piacevole e globale introducano Fabrizio all'argomento.
Fabrizio in tal modo, avendo visto il filmato, ha la possibilità di riconoscere a scuola l'argomento. Anche i film visti andranno segnati nel raccoglitore.
I cinque raccoglitori conterranno ciò che Fabrizio (anche se in forma essenziale e facilitata) sa fare e/o conosce e potranno essere utilizzati alle verifiche in modo da presentarlo nella sua parte migliore(le facilitazioni sono previste e descritte nelle procedure di base nella legge 104/92).
Le attività, i contenuti programmati dagli insegnanti andrebbero anticipati con una modalità non didattistica dai genitori attraverso occasioni che non devono fornire a Fabrizio la sensazione del prolungamento del tempo scolastico a casa, ma ugualmente essere da riferimento culturale. Gli insegnanti forniranno ai genitori i loro programmi e se per esempio si sta svolgendo in storia un percorso didattico sul Medioevo, i genitori potrebbero far vedere a Fabrizio un film su Robin Hood (senza far riferimento a scuola, il collegamento deve essere indotto e/o avvenire spontaneamente (se avviene) da parte di Fabrizio, così pure film o documentari su fiumi, foreste...
Risulta estremamente positivo per Fabrizio avere una continuità di fondo che permanentemente in qualche modo lo guidi sollecitando la sua attenzione.
La continuità di fondo va progettata ed attuata sia con ausili multimediali sia attraverso contesti, situazioni, eventi, avvenimenti, che Fabrizio deve riconoscere sia fisicamente, percettivamente che emozionalmente appartenenti ad un ordine del discorso, ad una trama, ad una vicenda, ad una successione sensata di eventi, a concatenazioni relazionali significative sul piano affettivo ed emozionale.
La continuità di fondo quindi va dal ragazzo riconosciuta e per far si che ciò avvenga deve essere anticipata.
Facciamo un esempio riferendoci al progetto raccoglitori che strutturalmente propone le condizioni per la continuità di fondo e occasioni per integrarsi nel gruppo a più livelli di competenze.
Prendiamo un argomento quello del medio evo, ho accennato prima al fatto che Fabrizio può vedere a casa un film su Robin Hood. In classe le immagini (foto, collage, ritagli di giornali, ...) dei castelli, delle armature, costituiranno la continuità di fondo insieme alle musiche, ai rumori del film(colonna sonora), ad oggetti. La multimedialità dei riferimenti, la complessità forniranno alla ragazzo numerosi appigli per la memoria, per evocare riconoscendo, l'ambientazione; gli aspetti emozionali collaboreranno a stimolare e sostenere l'evocazione della trama anche se non ricordata nei suoi aspetti logici, nei tratti sequenziali, ma globalmente, quanto basta per non far sentire estranei quegli ambienti, quelle atmosfere.
Fabrizio ha tempi brevi di attenzione ed una sola specifica attività rischia di divenire monotona se si prolunga nel tempo d'altra parte se si frammentano le attività in funzione dei suoi tempi di attenzione il rischio è quello di fornirgli contenuti frammentati, spezzettati, senza senso, senza i collegamenti che li concatenano (rischiando dei danni cognitivi) Inoltre il mantenersi su tempi brevi comporta un non raggiungere o raggiungere difficilmente o troppo lentamente l'obiettivo di estendere i suoi tempi di attenzione. La struttura della narrazione, la continuità narrante permette di avere delle diverse unità (quindi il lavorare sui tempi brevi) senza essere monotoni ne frammentari in un itinerario che ha uno svolgimento in tempi lunghi con numerosi e differenti quadri (unità significative interne alla trama) in contesti e situazioni diverse.
L'utilizzo della struttura narrativa ci permette di coniugare tempi brevi, diverse unità significative senza rischio di monotonia ne di frammentazione, con attività complessa e con tempi lunghi.

Nel progetto raccoglitori le diverse aree pur essendo identificabili in un raccoglitore propongono al ragazzo momenti di intersezione sia all’interno che tra loro.
La fisicità dell’organizzazione nei raccoglitori assume una fondamentale importanza sia nella fase di preparazione che in quella di utilizzo dei raccoglitori stessi ed è per questo che sono consigliati nel formato ad anelli. Di fatti il dover organizzare in maniera longitudinale area per area i contenuti ed il poterli scomporre per determinare altre unità significanti sia all’interno dei raccoglitori stessi che tra loro, questa fisicità, questa concretezza organizzativa che costruisce e ricostruisce le diverse forme di utilizzo dei contenuti propone un modello all’architettura cognitiva del ragazzo. Uno dei problemi che stanno emergendo per le persone con x fragile sta nell’apprendere porzione per porzione i contenuti e tali monadi non sono utilizzati dai ragazzi affetti da x fragile per nuove sintassi .
Tali monadi rimangono congelate e a se stanti. È come apprendere il gioco degli scacchi apprendendo le mosse e i movimenti uno ad uno senza sapere le regole generali e le finalità del gioco. Anche la LIM può produrre in ragazzi come Fabrizio la stessa condizione dell’apprendimento degli scacchi a monadi: un apprendimento mnemonico.
L’utilizzo della LIM risulterebbe valido non tanto nell’apprendere il percorso già confezionato, ma nel partecipare al processo di organizzazione del percorso, nel partecipare al progetto che porta al risultato finale. Il progetto raccoglitori propone, proprio per il suo processo organizzativo, non solo il conoscere il prodotto finale, ma viverne il percorso.

Le problematiche che Fabrizio dimostra nella lettura e nella scrittura molto probabilmente denunciano modalità di insegnamento di tale competenza in maniera frammentata ed analitica (e ritorniamo al gioco degli scacchi). Il leggere e lo scrivere non sono solo questi i veicoli per accedere alle conoscenze ed in attesa di un progetto sul leggere e sullo scrivere differente (quanto dimostra Fabrizio è il risultato di progetti, sono i progetti che devono mutare le sue modalità di approcciarsi alla lettura e la scrittura), il ragazzo può accedere ai contenuti ascoltando leggere, vedendo film, video, documentari, altro… un accedere ai contenuti attraverso percorsi facilitati e con supporti adeguati (cfr. progetto raccoglitori).
Il fatto che lui sia al secondo anno deve produrre una riflessione negli insegnanti relativamente alle metodologie utilizzate.
Bisogna anche stare attenti ad avere un progetto unitario concatenato e con un senso di base che sul piano metodologico funga da processo omogeneo formativo. Intorno a Fabrizio vi sono moltissime figure e se queste utilizzano approcci metodologici differenti il rischio è quello di frammentare anche nella dimensione metodologica il processo di apprendimento del ragazzo.

Per quanto riguarda l’area matematica da quanto leggo ho la sensazione che il ragazzo stia ripetendo per l’ennesima volta quanto proposto nella scuola elementare e nella scuola media. Bisognerebbe passare al far rientrare l’aritmetica e la matematica in percorsi funzionali attraverso itinerari operativi: l’uso del danaro, in percorsi concordati con la famiglia ed in funzione di una paga settimanale. L’uso del danaro comporta acquisire capacità di calcolo in una dimensione pragmatica ed operativa in una dimensione che integra apprendimenti all’autonomia e alla socializzazione.
Autonomie, Socializzazioni e Apprendimenti valutano l'efficacia dell'intervento relativamente al loro gradiente di implicazione ed integrazione reciproca, per cui: ogni autonomia deve produrre competenze in relazione alla socializzazione e agli apprendimenti; la socializzazione competenze negli ambiti delle autonomie e degli apprendimenti; gli apprendimenti competenze negli ambiti della socializzazione e delle autonomie.
E' inoltre fondamentale ipotizzare percorsi in cui il ragazzo è un agente attivo e non subisca passivamente quanto pensato, organizzato dagli altri per poi dimostrare di aver capito ripetendo più o meno "tale e quale" passivamente.
I percorsi vissuti propongono: una spiegazione, una anticipazione delle attività, l'ausilio di mediatori, il desiderio di fare e di conoscere, l'incontro con l'errore come un accidente non negativo ma positivo da affrontare superare (ed in questo superare vivere il "piacere di conoscere").
Nozioni di movimento, di linguaggio, di misurazione, di orientamento nello spazio e nel tempo... è possibile acquisirle nell'ambito degli eventi quotidiani e per questo legati alla vita "emotiva-relazionale", affettiva del ragazzo, rendendo gli apprendimenti profondi, spontanei e desiderati.

L'autonomia nell'acquisire autonomie non è solo l'apprendimento di contenuti, ma acquisire coscienza dei percorsi, delle modalità, delle tattiche e delle strategie che si sono utilizzate per raggiungere mete, obiettivi.

Anche le cognizione di tempo e spazio andrebbero rigiocate in una topologia funzionale che trova la verifiche nel sapersi orientare, andare a casa di…, al negozio per… attività che propongono anche un orientarsi nel tempo attraverso l’ausilio dell’orologio e della consapevolezza interiore del tempo in funzione al fare. Tali presupposti li ritrovate nella lettera-relazione in allegato.
La lettera-relazione propone molti spunti che possono orientare il PEI secondo le prospettive della ricerca-formazione-azione “il Filo di Arianna” e nel contempo determinano una condizione di cooperazione tra casa e scuola.
Sottolineo che le riflessioni e le risposte come queste di carattere progettuale ed operativo (non quelle di carattere privato) saranno inviate sia alla scuola che alla famiglia e si prega di fornire copia a tutti gli insegnanti.

Colgo l’occasione per inviare i miei saluti

Bologna, 01/02/2011

Nicola Cuomo


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