X Fragile - Il Filo di Arianna
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Messaggio  Admin Gio Giu 02, 2011 10:44 pm

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Il 5 novembre il dottor Davolio invia a Pietro un “riassunto” della supervisione skype:
Supervisione skype
Pietro – Lorenzo
30 ottobre 2010
1.
Un consiglio è stato quello di partire da ciò che non può evitare di fare anche se non vuole, ad esempio il mangiare. Far mancare quello che gli piace in casa e "costringerlo" ad uscire se vuole comperarlo per mangiare: in modo da eliminare l'effetto magia e da cominciare ad inserirlo nel processo di quella situazione (ho fame, vado a fare la spesa, cucino, mangio). Quindi proporre una attività con una finalità chiara che faccia riferimento ad una sua necessità forte. Creare la necessità di uscire o di fare qualcosa.
La proposta di Pitero di uscire per andare a fare la spesa (con la fame del ragazzo e col frigorifero vuoto) troverà più disponibilità da parte di Lorenzo che non verrà vissuta come “quello che mi obbliga sempre a lavorare” ma come quell’amico gentile che di fronte ad un mio problema (ho fame e il frigo è vuoto) mi aiuta, mi accompagna, mi da consigli per riuscire.
Se il ragazzo ha fame ma non vuole fare, non deve mangiare. Solo cosi possiamo fargli capire che è agente delle propria vita, che le proprie azioni hanno delle conseguenze e che deve agire se vuole ottenere qualcosa. È consapevolezza di esistere.
Allargando a macchio d’olio questa situazione si creeranno le giuste basi per introdurre il listino prezzi e il progetto album.
Vediamo come reagisce il ragazzo di fronte a questa nuova ipotesi progettuale e poi facciamola evolvere.

2.
Dalle descrizioni di Pietro emerge che per Lorenzo l’uso del denaro non è collegato a necessità e che viene presentato come infantile al ragazzo (la mancia”, “ quando viene santa Lucia”, si soldini”, ecc…)
Bisogna innanzitutto iniziare ad avere nei confronti di Lorenzo un atteggiamento da persona adulta anche nel linguaggio che si usa con lui e affidandogli delle responsabilità anche se minime o inizialmente semplici.
Non sono sempre gli altri che aiutano me, ma anche io aiuto e sono utile agli altri, quindi proporgli il denaro come retribuzione al fatto che lui collabora in casa e aiuta la madre.
Bisogna stare attenti a non dare assolutamente alcuna ricompensa né premio in danaro per l'aiuto dato da Lorenzo.
I complimenti e il riconoscimento di aver fatto qualcosa di adulto e utile per tutti quindi non solo per i genitori, ma anche per lui deve essere il premio.
Indubbiamente una persona più adulta e che aiuta in questi servizi si merita una paghetta più alta (adeguata alle sue necessità a patto che aiuti).
Pertanto non mettere in rapporto diretto la paghetta con i servizi domestici ma per risultare che LA PAGHETTA VIENE DATA PERCHè SI E' UTILI COMPLESSIVAMENTE A TUTTE QUELLE AZIONI CHE SONO VANTAGGIO RECIPROCO DELLA FAMIGLIA

Le mansioni e i doveri vanno citati ma se diventano un sistema producono i seguenti rischi:
1. lo faccio solo se mi paghi
2. siccome non ho bisogno di soldi non lo faccio

Ci sono delle azioni che vanno messe in atto nella famiglia in maniera indipendente dal danaro in quanto queste sono costituenti la sopravvivenza serena e funzionale del nucleo familiare.
A tale proposito, abbiamo sottolineato in più circostanze che nella "paghetta", per far comprendere il valore e l'entità delle spese bisogna contare tutte le spese personali del ragazzo.

Ne elenco alcune:
dentifricio, spazzolini, shampoo, barbiere, lamette da barba, eventuali profumi, creme, .... (tutto ciò che riguarda la cosmetica relativa alla pulizia e all'igiene personale), calzini, maglioni, scarpe, ed altro di consumo, anche se non frequente, ma permanente...
Questi dovranno essere acquistati da lui per due motivi fondamentali:

1. aver molte cose da acquistare ed avere in mente - ricordare - che stanno per terminare
2. rendere più corposa la paghetta, ma di una corposità funzionale alle esigenze di vita quotidiana (altrimenti la paghetta serve solo per pizze, caffè e gelati... e questo solo è da evitare)

Pertanto la regola è che i soldi che si hanno a disposizione non sono un premio diretto per ogni cosa che si fa ma un riconoscimento diretto della competenza ponendo in differita la ricaduta della partecipazione ai bisogni familiari sulla paghetta la quale va estesa comprendendone le spese personali sopra elencate.



In data 18 aprile avviene presso l’università di Bologna un incontro della famiglia di Lorenzo, dell’operatore con il professore Cuomo

Il 18 aprile la mamma di Lorenzo scrive al professore Cuomo:

Gentilissimo professor Cuomo,
in relazione al confronto avuto con lei, le voglio sottolineare con questa email la grande difficoltà di implicare la scuola di mio figlio Nicola, gli insegnanti a mettere in atto i progetti che via via concordiamo sia negli incontri in presenza sia attraverso il progetto amico.
Gli insegnanti pur avendo ricevuto da me i progetti e pur avendo avuto un incontro io con l'operatore e l'assistente sociale incontro in cui anche l'assistente sociale ribadiva che è diritto della famiglia concordare gli orientamenti, le piste di lavoro e le pratiche che mio figlio deve seguire ho ricevuto una risposta negativa. Pertanto ne consegue che è difficile per me convincere gli insegnanti a seguire il percorso consigliato per le persone con x-fragile in relazione alla ricerca "Il Filo di Arianna".Gli insegnanti intendono proseguire ed agire secondo il loro esclusivo modo di vedere il percorso didattico. Una modalità che mi porta anche a non consegnare le lettere relative ai consigli che scaturiscono dalla ricerca per il timore che queste lettere-relazioni vengono interpretate quali giudizi contro l'insegnanti. Pensando che questa situazione possa essere comune ad altre famiglie chiedo di poter trovare risoluzioni o modalità comuni per superare il fronte di opposizione all'innovazione didattica ed alla cooperazione quando questo fronte di opposizione si viene ad determinare.
Personalmente mi sento sola nel richiedere i diritti di cui mio figlio necessità.
cordiali saluti
p.s. non potendo io presenziare all' incontro di Sesto Fiorentino richiedo che lei possa esporre il problema alle altre famglie per cercare una condivisione verso la condivisione del problema.

Il professore risponde:

Gentilissima signora,
purtroppo quanto lei sottolinea è stato ed è comune a molte famiglie. Pertanto in seguito all'incontro con l'operatore amico le invio un progetto che immediatamente va ad utilizzare un tempo fuori dalla scuola pur rimanendo con la speranza di implicarla. Pertanto sicuramente girerò la sua e-mail al gruppo delle famiglie della ricerca-formazione-azione inviando anche la lettera-relazione del progetto "fuori-scuola".Sicuramente bisognerà affrontare ed approntare in maniera serena e in coerenza con la legge un percorso che vada a difendere i diritti allo studio dei nostri ragazzi sostenendo anche giuridicamente le famiglie. Non so se lei era presente quando con l'avv. Nocera e la responsabile CODACONS , offrimmo gli spunti alle famiglie per iniziare un percorso di difesa del diritto allo studio. Girando la sue e-mail e la lettera-relazione quindi chiedo alle famiglie di far richiesta già dal prossimo incontro a Sesto Fiorentino di un porre in primo piano la problematica.
Cordiali saluti
Nicola Cuomo

Il 26 aprile il professore invia alla famiglia la relazione contenente il progetto personalizzato per Lorenzo:

Gentilissima famiglia,

in relazione all’incontro del 18 aprile 2011, invio alcuni punti chiave emersi dal confronto.

I contatti con la Scuola e gli Insegnanti non sono ancora maturati in una collaborazione operativa, pertanto, in attesa che ci sia un concreto e dimostrato desiderio di cooperare, anche in base alla legge 104 [1], si è deciso nell’incontro di organizzare in maniera molto meticolosa il progetto amico. Pertanto si realizzerà un itinerario molto operativo, relativamente ai due pomeriggi in cui l’operatore-amico interviene.


Si sono scelte tre aree di intervento che si svolgeranno nelle tre ore di ciascun pomeriggio. Le tre aree sono:

1 -l’autonomia nel svegliarsi, lavarsi, vestirsi, prepararsi per uscire;

2 –L’orientarsi e l’avere responsabilità nell’acquisto in particolare di beni di base per la famiglia: latte, pane, frutta, verdura, …;

3 –Gestire le pulizie della propria stanza e l’ordine degli oggetti in questa.

Il percorso relativo ai tre punti sopra citati dovrà essere molto preciso e ripetuto in un tempo medio lungo per valutarne gli effetti.
I tre punti inoltre sono stati scelti in quanto la madre li ha sottolineati come “desiderata” da raggiungere, ma poco possibili per suo figlio.


1 -l’autonomia nello svegliarsi, lavarsi, vestirsi, prepararsi per uscire.

L’operatore amico non ha la possibilità di intervenire in questo primo punto al mattino, pertanto l’itinerario formativo finalizzato alle autonomie viene differito il pomeriggio, al risveglio del ragazzo per il “riposino” pomeridiano. Le occasioni e le circostanze sono analoghe a quelle del risveglio mattutino e possono essere seguite e documentate dall’operatore-amico. E’ possibile inoltre valutare se, nel tempo (ed in quanto tempo), il ragazzo trasferisce le competenze acquisite nel pomeriggio al mattino, nel risveglio e nella preparazione giornaliera per recarsi a scuola (preparazione analoga a quella del pomeriggio).
La madre dovrà osservare e notare i cambiamenti, se avvengono, a causa dei transfer indotti dall’operatore-amico nei due pomeriggi settimanali del progetto.

Il risveglio pomeridiano di Lorenzo, quindi, dovrà essere gestito al fine di condurlo ad acquisire le competenze non in suo possesso autonomo[2].
E’ risultato molto importante ed efficace far capire ai ragazzi che si sta partecipando ad un progetto che vuol farli divenire autonomi ed indipendenti. Un progetto, in cui lo studiare consiste nel saper diventare autonomi. In questo studio molto importante, l’amico può aiutarci molto a far bella figura ed a superare le prove necessarie per ricevere livelli di diploma circa le autonomie ed indipendenze raggiunte.
Pertanto vanno elencati ai ragazzi (inviato a noi l’elenco) le abilità che bisogna raggiungere per ricevere i “crediti” per i diplomi e, senza molte spiegazioni, posti su di un cartello: in camera, in bagno, in cucina,…
L’elenco può essere anche correlato delle foto che evocano la performance che si deve acquisire.
Far notare a Lorenzo che stiamo proseguendo nei progressi e che si è passati o si sta passando dal… al…
- Avvertenza: non aspettare che Lorenzo presti spontaneamente attenzione a quanto gli si chiede (questa dovrà emergere nel tempo) ma indurlo, supportandolo, a procedere nell’attività.

Esempio degli elenchi:

In camera:
fermare la suoneria della sveglietta, ed in tempo rapido raggiungere il bagno,
lavarsi i denti…(per i tempi del lavaggio denti si è consigliato una clessidra).
Per quanto riguarda la doccia, se Lorenzo non percorre tutto il corpo nel lavarsi, si consiglia di usare un bagno schiuma che lui renderà molto spumoso con una spugna.
Il ricoprire il corpo di schiuma, successivamente porterà a poter eseguire il consiglio di far scomparire la schiuma dal corpo.
La visibilità della schiuma sarà utilizzata come riferimento da Lorenzo (consigliato dall’operatore-amico), sia nel “prima ricopri il tuo corpo di schiuma” che nel “poi togli tutta la schiuma dal corpo”.
Il determinare delle tracce visibili delle proprie azioni, propone un incominciare ad esercitare l’occhio a osservare ed a ricordare.
Anche nell’apparecchiare la tavola per la merenda potrà avere una foto con tutti gli oggetti già apparecchiati, e Lorenzo, se fa fatica a ricordare cosa mettere sul tavolo, potrà avere a disposizione la foto, utilizzandola a modi specchio-memoria di come e cosa dovrà mettere i piattini, le tazze, le posate sul tavolo.
La foto della tavola apparecchiata costituirà una memoria visiva che l’operatore-amico dovrà insegnare a Lorenzo ad utilizzare, poi, col tempo, gradualmente, non si avrà più bisogno della foto.
La foto della tavola apparecchiata diviene un riferimento globale che aiuterà, a specchio, a ricordare.
A colazione eseguire tutte le azioni che si devono mettere in atto tenendo sempre conto dei tempi.
Per allenare Lorenzo all’osservare si consigliano le seguenti piste di lavoro(l’operatore dovrà accompagnare Lorenzo a osservare non attendere solo che lui dica “voglio osservare”):

La lente
Per far soffermare l’attenzione di Lorenzo sui particolari, l’uso di una lente di ingrandimento può dar spunto a molte attività di osservazione.
Lorenzo può essere attratto da immagini, e con l’ausilio della lente si può indurlo a soffermarsi
sui particolari,
l’operatore, scherzando, gli può proporre di modificare le immagini e si possono disegnare i baffi,
la barba ai personaggi, attività che possono risultare molto divertenti e, oltre che a sollecitare il suo
osservare i particolari, gli forniscono l’opportunità di raffinare i segni grafici.
Lorenzo in tal modo si può esercitare a perfezionare le sue abilità oculo-manuali.
La lente di ingrandimento, si potrebbe regalare a Lorenzo per una occasione tipo gita, compleanno, onomastico,…
Lorenzo ha la necessità di potenziare la capacità di osservare, di memorizzare, riconoscere;
tale capacità lo porterà sempre più verso autonomie.
Osservare per orientarsi: Lorenzo come un turista (Lorenzo non sa spostarsi da solo) in quanto, non osservando, non riconosce i luoghi e di conseguenza fa fatica ad orientarsi.
Man mano, bisognerà portare il ragazzo a distinguere sempre più chiaramente
un luogo da un altro per condurlo a spostarsi da solo anche fuori casa.
Evolvendo la pista di lavoro sull’osservare si potrà introdurre la macchina fotografica.

Importanti le regole.

Bisogna porre alcune forti regole che hanno la finalità di eliminare condizioni isolanti o distraenti: per esempio le cuffie vanno assolutamente eliminate a favore di una radio accesa a basso volume se proprio Lorenzo vuol ascoltare la musica: la radio non ostacola il fare né propone condizioni di isolamento[3].

2 –L’orientarsi e l’avere responsabilità nell’acquisto in particolare di beni di base per la famiglia: latte, pane, frutta, verdura, ….

Lorenzo, come abbiamo concordato nell’incontro, dovrà iniziare a orientarsi conoscendo il circondario di casa.
Lorenzo dovrà iniziare a andare a far la spesa nel piccolo super mercato vicino casa.
Per insegnare a Lorenzo a orientarsi bisogna che, con l’operatore-amico, le prime volte facciano il tracciato da casa al supermercato. L’operatore-amico, chiacchierando, dovrà far notare alcuni punti di riferimento consistenti in vetrine di negozi, insegne, edicola, ed altro. L’operatore-amico dovrà notare quali dei riferimenti rimangono più impressi a Lorenzo e magari fotografarne quattro, per poi incollare le foto su di una striscia di cartoncino pieghevole a fisarmonica. Uscendo di casa, si apre il pieghevole e poi si osserva:
“ecco il negozio di musica (come mi piacerebbe imparare a suonare uno strumento, guarda quella chitarra come è bella,…), l’edicola (salutare l’edicolante), il portone di colore particolare,… sino a ritrovare (nella quarta foto) l’immagine del super mercato.
Naturalmente il percorso fa effettuato con le stesse modalità al ritorno, per ritrovare la porta di casa (nel tempo si daranno le chiavi se ha appreso il tragitto insegnando ad usarle).
La spesa per tutta la famiglia sarà il suo impegno, la mamma dovrà dirgli (e l’amico dovrà ricordargli): “meno male che ci sei tu ad aiutarmi, aiutami a ricordare di comprare due volte la settimana il latte, il pane, la frutta…”.
Il cambiare la direzione delle energie dal “ti aiuto” al “aiutami” (condizione che va evidenziata e ricordata tutte le volte a Lorenzo) significa determinare una forte energia che aiuta a sviluppare il desiderio di fare.
Pian piano si organizzerà una lista con i prezzi di ciò che si va ad acquistare ed, in modo non da maestrino, ma facendo leva sul: “ti insegno i trucchi per ricordare,… per fare bella figura…”, si organizzerà un listino sul tipo:

Lorenzo dovrà avere delle scadenze e degli impegni utili per la famiglia: "Ci devi aiutare, abbiamo bisogno di te, per fortuna che ci hai pensato tu".
L'avere l'impegno per acquistare, in giorni più o meno fissi, latte, pane o altro di uso comune, significa sentirsi utile (non sono sempre gli altri che aiutano, ma anch'io li aiuto).
L'uso del denaro per gli acquisti, propone un altro riferimento per ricordare che cosa e quando.
L'insegnamento del danaro non va legato a quello della matematica. Il denaro ha riferimenti, vissuti, utilizzi che non obbligatoriamente necessitano di "alte" competenze matematiche.
Non è indispensabile, per esempio, saper contare sino a 44 per riconoscere 44 EURO: basta riconoscere due "pezzi" da 20 EURO e quattro "pezzi" da 1 EURO, o i quattro "pezzi" da 10 EURO e i quattro da 1 EURO.
Inoltre, se si vuole dividere, non è necessario per esempio saper fare 44 EURO diviso 4 ma, tenendo in mente i "pezzi" del denaro, quattro insiemi formati da un "pezzo" da 10 EURO e uno da 1 EURO.
Per avere dei riferimenti circa il valore degli oggetti, "quanto costano", si potrebbero "costruire" insieme dei "listini prezzo" di quanto man mano si acquista.
Organizzare un "listino" con tre colonne, nella prima la raffigurazione di quello che si vuole acquistare (per esempio il latte), nella seconda il prezzo a cifre(€ 1), e nella terza colonna la fotocopia o il disegno o la raffigurazione del danaro che bisogna portare con sè per l'acquisto (una moneta da 1 EURO e quattro da 50 centesimi).
Prima di "andare a fare la spesa" si guardano i listini, si decide cosa comprare, si preparano i soldi.

3 –Gestire le pulizie della propria stanza e l’ordine degli oggetti in questa.

La propria stanza, i propri cassetti, le mensole,… dovranno essere l’oggetto dei doveri di Lorenzo.
Non solo l’ordine è importante, ma anche la pulizia.
Lorenzo dovrà pulire, con uno straccio, tutti i giorni i suoi mobili e spazzare per terra la sua stanza.
Si possono fotografare quattro o cinque mobili che Lorenzo deve spolverare, e il ragazzo, se non si orienta nel percorso da pulire, se magari ritorna sullo stesso mobile, potrà usare le quattro o cinque foto come carte da gioco:
- guarderà la foto,
- troverà il mobile da spolverare corrispondente alla foto,
e dopo averlo fatto girerà la foto facendo rimanere le altre foto visibili.

Quando tutte le quattro o cinque foto saranno rigirate, vorrà dire che ha trovato i mobili corrispondenti e li ha puliti.
Naturalmente, le prime volte sarà aiutato dall’amico, che gli presenterà l’artificio delle foto come un trucco per ricordarsi, per non sbagliare, per fare bella figura.

Il percorrere con le mani, lo straccio per spolverare i mobili, rappresentano un percorso che aiuterà Lorenzo ad interiorizzare mappe topologiche, facilitate dal fatto che i mobili sono intorno a lui. Il fatto che le mappe topologiche si chiarifichino nella sua mente, risulterà in tutti i casi una interiorizzazione di una organizzazione spaziale che, nel progetto, costituirà una matrice per ritrovare elementi ricorrenti tra l’organizzazione spaziale facilitata a quella dell’uscire fuori di casa a fare la spesa, …
I tre punti sopra espressi, rappresentano una strategia progettuale, finalizzata complessivamente a produrre sinergie per lo sviluppo ed il potenziamento cognitivo di Lorenzo.

Bisognerà che l’operatore-amico, costantemente per un paio di mesi, percorra il progetto, orientando e pilotando Lorenzo, e auspichiamo un cambiamento, che valuteremo di quale entità.

Lasciamo quindi per ora fuori la scuola dai nostri interventi, pur avendo fornito a questa la disponibilità e spunti operativi e lavoriamo sul possibile, sul da noi realizzabile.

L’operatore amico inizi immediatamente il progetto e si confronti permanentemente con il suo Tutor, a cui sarà fatta pervenire questa lettera-relazione.

Colgo l’occasione per augurare buone prossime festività.

Nicola Cuomo

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