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Messaggio  Admin il Ven Giu 03, 2011 12:25 am

Il 15 novembre l’ operatrice di Nereo scrive al prof Cuomo e alla dott.ssa Imola:

Gent.mi Dott.ssa Imola e Prof. Cuomo,
vi scrivo per aggiornarvi sul lavoro che sto svolgendo con Nereo. Abbiamo cominciato a fare insieme un'attività manuale col DAS, dando forma a dei semplici oggetti che Nereo riconosce e a dei "cibi" che vengono poi "cucinati" nelle pentoline di plastica, e che simbolicamente saranno la "cena" che N. con mamma e papà mangerà quando io andrò a casa. N. da circa 2 settimane ha cominciato ad approcciarsi al disegno, prima era una proposta che rifiutava e non lo interessava, un giorno invece, mentre stavo disegnando la piantina della sua stanza per avviare un'attività di orientamento, ha cominciato spontaneamente a scarabocchiare con i colori. Seguendo i consigli dati durante l'ultima supervisione a Bologna, ho proseguito questa attività con N. fornendo a N. un foglio con già disegnato un semplice albero (attorno al quale abbiamo disegnato l'erba, il sole, i fiori,..) o una casa, rispetto alla quale ha saputo collocare il cielo, il prato, la porta, ecc. La mamma di N. ha creato l'album delle attività che N. svolge in casa (sparecchiare e spazzare dopo la cena, attività di gioco col DAS con me,...), suddivise in 4 foto-sequenze. Mi sento di chiedervi, dato che è un aspetto abbastanza recente in N., se, quando scattano momenti di stereotipizzazione (N. tende a ripetere tra se paroline senza senso accompagnate da gesti e urletti...crediamo, io e la mamma, siano pezzi di cartoni animati...), devo interromperlo...? solitamente cerco di spostare la sua attenzione su aspetti "concreti e reali", ma a volte sembra che abbia "bisogno" di questi spazi... Rispetto ai contesti di vita... sono in costante contatto con la psicomotricista di N., dalla quale credo abbiate ricevuto una relazione sul lavoro che svolge con N., si è dimostrata molto disponibile a seguire la ricerca e se necessario a modificare in parte le attività che sta facendo con N. Venerdi ho accompagnato la mamma di N. all'incontro con l'educatrice e la presidentessa del CESM, dove N. trascorre 2 giorni alla settimana. Abbiamo riscontrato un'ottima disponibilità ad accogliere il progetto e seguirlo per quanto possibile, ci chiedevano se potrebbe essere utile che N. portasse al centro l'album, come possibilità di condividere e restituire maggiormente a N. quel "filo logico" delle attività quotidiane che svolge, fuori e dentro casa...? Ho richiesto all'educatrice di N. di poter essere presente una mattinata al centro, per vedere cosa fa N., soprattutto per osservare gli aspetti di vita sociale. Abbiamo chiesto all'educatrice di preparare una relazione sull'attività che svolge con N.
Rispetto alla scuola, siamo in attesa che ci venga dato il programma che hanno pensato per N., ma questa consegna non avviene, nonostante le ripetute sollecitazioni della mamma...

Grazie, buon lavoro
Miriam

La dott.ssa Imola risponde all’operatrice di Nereo:

Gentilissima Miriam,
per quanto riguarda il programma delle attività scolastiche, se non riuscite ad averlo dalle insegnanti, indagate con gli altri bambini e genitori della classe, chiedete a loro quali sono le attività che si fanno e che si faranno. E' importante, per poter lavorare sull'anticipazione, sapere quali sono le attività in programma! Per quanto riguarda il disegnare ti invio in allegato il progetto collage. Tieni conto che è fondamentale mantenere lo stile narrativo mentre fai il collage con Nereo, l'inventare una storia dei personaggi che avete ritagliato e che andrete ad incollare sullo sfondo. Non deve quindi essere un mero "dove mettiamo la casa? dove sta l'erba, sopra o sotto? Dove vanno gli occhi?". E' importante che il collage divenga lo sfondo di un vero e proprio racconto che potrete poi rileggere, cambiare, ricordare.... Come abbiamo sottolineato in supervisione, gli apprendimenti che vogliamo far raggiungere o verificare (concetti topologici sopra-sotto..., i colori, le forme...), non devono assolutamente avvenire in maniera diretta o essere fini a se stessi, ma inseriti all'interno di attività con chiaro senso e finalità per Nereo, caratterizzate dal fare e dalla dimensione narrativa. Per quanto riguarda invece l'uso del DAS risulta molto più adeguato riproporre la stessa attività ma per la preparazione di cibi VERI che il "cuoco" Nereo ha preparato per mamma e papà. All'interno della lettera-relazione è descritto il progetto macedonia, rileggilo. Ti allego inoltre un documento inviato l'anno scorso alle famiglie della ricerca proprio relativo al cucinare e all'atteggiamento dell'amico. E' importante che tu videoregistri quanto fai con Nereo, non solo per poter rivedere gli interventi e analizzare la tua modalità di intervento (oggi ha funzionato, ieri no, come mai? Mi hanno detto di fare il progetto macedonia, ma Nereo non ha voluto partecipare, come mai?) anche per poter avere una documentazione dei progressi di Nereo, per poter confrontare nel tempo il "prima" il "dopo" dell'intervento.
Un saluto
Alice Imola
Un esempio: il collage.

Sottolineo che il potenziare la mano e l’agilità delle dita è una attività che può risultare potente in quanto una buona manualità propone una regia integrante delle attività e delle esperienze in queste contenute. Una buona manualità propone il favorire l’integrazione sensoriale, una sorta di orchestrazione del percepire, del conoscere, dell’esplorare.
la manualità può divenire potente se le mani e le dita della mamma, dell’operatore, dell’insegnante si intrecciano con quelle di Nereo per lasciare segni nella memoria e nel vissuto con significato affettivo e cognitivo.
“…Le attività in cui Nereo è implicato o che si mostrano a lui vanno evidenziate anche integrando sensorialmente le azioni in modo che il toccare si integri con il vedere, il toccare ed il vedere si integrino con l’ascoltare,…
Una sorta di radiocronaca di quanto si fa insieme, una descrizione di quanto si fa con l’incrociare le mie dita con quelle di Nereo , sovrapporre la mano con la sua, muovendomi avendo un contatto corporeo stretto in modo che le azioni del movimento e gli stati emozionali passino anche attraverso il contatto tonico dei corpi.”. Nereo ha la necessità di toccare cose
molto piacevoli al tatto, in quanto deve potenziare il desiderio e l'emozione di esplorare.
Quando i bambini toccano ricordano maggiormente le cose piacevoli. E' importante che Nereo tocchi oggetti a tre dimensioni, e bisogna che queste cose siano piacevoli al tatto.
Per esempio si può realizzare un gatto a rilievo, si possono usare pezzi di pelliccia, oppure per fare un uccellino prendere un po' di piume (dal pennacchio per raccogliere la polvere). I diversi materiali che richiamano le connotazioni di quanto si vuol rappresentare, nel nostro caso il gatto e gli uccellini, propongono una significativa differenziazione.
Seguendo la pista di lavoro dei collage, si potrebbero realizzare paesaggi con giardino, animali diversi, alberi. In tal modo Nereo, potendo toccare e vedere figure con senso già precostituite, ha la possibilità di apprendere, in scala, rappresentazioni che l'occhio vede da lontano.
Attraverso i collages il bambino può aver accesso ad uno sfondo con senso su cui intervenire in modo da essere pilotato da quel senso-sfondo.

Tra le attività di manualità finalizzate all’espressione grafica si consiglia, quindi, di favorire i collages formati da sagome ritagliate da settimanali ed incollate su fogli (va bene anche fogli per la carta da pacchi).
I collages propongono un produrre facilmente attività grafica con senso.
Il bambino può partecipare dal solo reggere il foglio della rivista da ritagliare a ritagliare differenti figure dalle riviste: gattini, lettini, dolci, animali in genere, sfondi quali alberi,… e con un adulto incominciare ad incollare su cartoncini. Il risultato avrà senso e sarà un lavoro di espressione grafica in cui il bambino può esercitarsi a comunicare.
Si può apprendere non solo attraverso le parole ma anche attraverso il vedere, attraverso il sovrapporre le mie mani inesperte a quelle esperte della mamma, del papà, dell’insegnante per interiorizzarne la tonicità, la competenza nel movimento congiunto.
Se non si è in grado di ritagliare in modo preciso si può guardare la precisione degli altri aiutando: " Nereo aiutami, reggi questo foglio, voglio ritagliare questo bel coniglietto per incollarlo al collage che stiamo facendo; vieni, aiutami, tieni fermo il foglio che ritaglio". E attraendo l'attenzione del bambino: "Ecco che tagliamo, ecco qua, guarda come pian piano con le forbici seguo il profilo della testa, devo stare attento a non tagliargli l'orecchio ...".
Guardare mentre reggo il foglio (aiuto), guardare un altro che taglia significa osservare il movimento delle mani che sarà interiorizzato, per poterlo ricordare quando anch'io taglierò.
La manualità può essere sviluppata e quindi partecipare positivamente a produrre una maturazione dei potenziali cognitivi del bambino in situazioni piacevoli, dove il prodotto della mia manualità è desiderato, dove il risultato del mio fare dà come conseguenza felicità.
I ritagli da incollare possono essere grandi, piccoli, tanti pochi,… una attività piena di opportunità sia linguistiche che comunicative in genere.
I collage possono avere anche una integrazione con pennarelli, matite,… il risultato avrà sicuramente un significato visivo e comunicativo. Al contrario lo scarabocchiare con matite e pennarelli o l’unire puntini o il colorare figurine propone solo un monotono far segni.
Si possono ritagliare immagini e raggrupparle in sacchetti per categorie: gli animali, gli alberi, i bambini, la roba da mangiare,… L’avere divise per categorie immagini ritagliate snellisce i tempi della realizzazione dei collages (a volte la lentezza del ritagliare propone la rinuncia, fa perdere l’attenzione, il desiderio).
Si consiglia di iniziare dall’incollare tre quattro figure per poi crescere gradualmente.
I collages possono divenire un interesse per tutto il gruppo classe in cui è inserito Nereo, diventano interessanti anche per tutti i suoi compagni.
I bambini imparerebbero anche a creare, a distinguere e paragonare (questo gatto è simile a quello tuo,...questo albero è verde).
I collages potrebbero far maturare una pista di lavoro sull'ascolto di favole che sono rappresentate dai collages, in modo che ascoltando la favola tutti i bambini , come facevano i cantastorie, possono seguire le tavole principali della favola seguendo i collage corrispondente posti in sequenza narrativa
Si sottolinea che le attività che stiamo dando per spunti non hanno assolutamente e non devono avere il tono né creare le atmosfere della didattica, dell’insegnare. Bisogna allontanarsi dal far sentire odore di scuola o di contesto aula.
Le attività in una dimensione totalmente differente da quella del dopo scuola o della lezione in tutti i modi propongono un potenziamento cognitivo. Un potenziamento cognitivo che vuol incidere nell’architettura e nell’organizzazione dei potenziali di sviluppo della mente del bambino.
Si sottolinea che le attività devono essere delle occasioni e devono mantenere una atmosfera accattivante in una relazione con l’adulto fatto di intesa, di complicità,… un sapore quasi di segreto preparatorio a sorprese.
A. sicuramente non è in grado di prevedere ed anticipare il futuro se lo si presenta in una organizzazione logica. I concatenamenti logici, i passi consequenziali sono il suo problema che noi dobbiamo superare dandogli gli strumenti e le strategie per acquisire tale competenze: noi dobbiamo fornirgli il “filo di Arianna”(altrimenti constateremo quanto già sappiamo e cioè che: A. ha dei problemi).
Dobbiamo quindi evitare un approccio scolasticistico, produrre una condizione in cui il bambino preveda, interessarlo, implicarlo e nello stesso fornirgli quella architettura cognitiva che gli permetterà di comprendere ed impadronirsi dei concatenamenti logico-conseguenziali.
Una impresa non facile se ci mettiamo nell’ottica del maestro ma che diventa più facile se ci mettiamo nell’ottica dell’amico.
- Il maestro è colui che conosce molte cose e te le dice in modo che tu le impari.
+ L’amico è un simpaticone (è per questo che lo ritengo amico) che sa molte cose e che le fa.
- Il maestro insegna e verifica.
+ L’amico fa per il piacere di fare e guardandolo, guardando come si diverte mi fa venir voglia di fare anche a me.

Non sto a descrivere come un maestro presenta il come e perché fare una macedonia perché penso che sarebbe molto noioso leggerlo. Ma voglio tratteggiare come lo farebbe un amico simpatico e sono sicuro che voi lo sappiate fare meglio di me in quanto si sa che i ricercatori universitari sono pesanti, noiosi, ripetitivi, puntigliosi, … non certo amici simpatici.
Un amico vuol preparare una macedonia, una spaghettata, una pizza,… per fare una sorpresa a qualcuno. Una sorpresa divertente, piacevole in modo da passare dei bei momenti insieme.
Alessio mentre si perderebbe nel labirinto del maestro in una costruzione logica del processo e quindi gli sarebbe difficile prevedere le mosse e le concatenazioni future (anche, lo sottolineo, perché è uno dei problemi che comporta la x fragile) gli sarebbe estremamente chiaro e quindi prevedibile il sapere che si vuol fare una bella sorpresa per far star bene gli amici e per trascorrere una serena ed allegra serata.
Una previsione globale che si appella alle emozioni, ai sentimenti, una previsione a tutti gli effetti non una confusione di tanti passaggi ed azioni che porteranno ad un prodotto finale, in questo caso la macedonia. Una macedonia che rischia di avere il sapore di un problema di matematica.
L’amico non è come il maestro che dice ora ti insegno a fare una buona macedonia, a lui non interessa insegnare a lui piace la compagnia e quindi preferisce implicare, coinvolgere, affascinare,…
Per affascinare non userà degli schemi organizzativi logici ma delle modalità seduttive, accattivanti, di intesa intima. Il gatto e la volpe erano amici che portavano al paese dei balocchi.
Nel nostro caso il gatto e la volpe usano il loro saper attrarre ed affascinare non per condurre verso un paese dei balocchi ingannatore ma verso quel paese dei balocchi che è il conoscere, il sapere, il comprendere, il comunicare, il ricordare, il progettare, il prevedere,… l’essere autonomi ed indipendenti.
L’amico dice:
“voglio fare una bella sorpresa a dei miei carissimi amici che voglio bene, voglio che ci divertiamo e siccome oggi è caldo mi è venuta l’idea di preparare una buona e fresca macedonia con tanti buoni sapori, profumi e deliziosa frutta. Meno male che ci sei tu che mi aiuti.
L’amico non chiede:”vuoi aiutarmi?...Ti andrebbe di venire con me…?”.
L’amico è quello che passa da casa alle cinque del mattino e ti butta giù dal letto per andare a pescare insieme, per andare a funghi. L’amico è un po rompiscatole in quanto ci sveglia prestissimo ma dopo che ci ha bttato giù dal letto, dopo essere andati a pesca con lui, scopriamo che ha fatto benissimo e che abbiamo trascorso una splendida giornata grazie a lui.
Mentre ci buttava giù dal letto ci sentivamo invasi ma al fine della giornata siamo stati felici di quella levataccia.

Chi lo poteva prevedere!
L’aveva previsto lui, l’amico in quanto il suo piacere di vederci felici ci ha invasi e ci ha resi veramente felici.
Chi poteva prevederlo!
Solo l’amico!
L’amico non dice compreremo pere, conosci le pere?
Compreremo mele, conosci le mele?
Compreremo banane, conosci le banane?
Compreremo due pere, sai quante sono due pere?
Compreremo tre albicocche, sai quante sono tre albicocche?
Non confondiamoci chi parla in quel modo è un amico da perdere.
L’amico parla di bella frutta saporita, colorata e profumata. Non parla subito di quantità, di conoscenza di nomi, di colori, di grandezze,… quell’amico non ci vuol trascinare in una bella avventura ma vuol far vedere che lui conosce e noi no.
Poi quando saremo dal fruttivendolo dirà<:Belle queste ciliegie prendiamo più ciliege che albicocche, sono belle rosse mi attirano(posso assaggiarne una chiede al fruttivendola la lavo).
Belle rosse ciliege, Piccole e verdi perine, grandi e profumate banane,…
Dice l’amico:
“sicuramente i miei amici si leccheranno i baffi!”
I concetti di molto e poco, di grandi e piccoli, i colori,… sono presentati dall’amico in modo totalmente differente da come presenta le stesse cose il maestro.
Si va a casa e l’amico prepara una macedonia e noi lo guardiamo.
L’amico mentre prepara la macedonia canticchiando:
“… ora taglio le banane come tante ruotine,… tac una, tac l’altra, tac, tac, tac,…; ora taglio le pere ma un momento, queste le devo prima lavare e sbucciare,… laviam, laviam, laviam…”
L’amico canticchiando fa una radiocronaca di tutto ciò che fa.
Al termine porta via la macedonia lasciandone una coppetta ad A. in modo da farla assaggiare a lui ed ai genitori.
I genitori l’assaggeranno e chiederanno la ricetta in quanto è stata molto buona ma era poca.
I genitori diranno ad A.: “che buona questa macedonia dovrai chiedere all’amico di darci la sua ricetta la prossima volta che viene.”.
La prossima volta A saprà il percorso principalmente sul piano emozionale in quando prevederà il dove si andrà a finire: si andrà a finire in una situazione gradevolissima, si mangerà un prodotto che ha un percorso.
Successivamente riconoscerà il percorso in quanto lo si rifarà e questa volta per i propri genitori e con la partecipazione più diretta del bambino.
La ricetta potrà essere fotografata e:
“Attività semplici apparentemente come preparare una macedonia, fotografate, possono divenire itinerari per far evolvere il progetto "album".
Preparare una macedonia per la nonna o la zia o il papà può essere una attività che va a sollecitare i potenziali cognitivi **del bambino*.
In un progetto semplice come il preparare una macedonia ritroviamo manualità (lavare la frutta, sbucciarla, tagliarla a pezzettini); competenze logiche e di insiemistica (l'insieme dei pezzi delle banane sono rotondi e gialli, quelli della mela sono bianchi ed irregolari, quelli della pera sono lunghi, delle arance rossi e triangolari, ...).
Colori, grandezze, forme, quantità, insiemistica, ..., nel preparare la macedonia al papà che ha un significato forte affettivamente.
La macedonia la mangeranno tutti e vi sarà un riconoscimento evidente della bravura *del bambino* che sarà gratificato dai fatti.
Il progetto "Macedonia" ci porta a riflettere su quante opportunità per gli apprendimenti presenta una casa ed in special modo la cucina.
La pista del "prepariamo delle sorprese" potrebbe portare a organizzare, una volta la settimana, una sorpresa preparata dal cuoco *******. Il creare un clima di attesa periodica per la ricetta di *******, propone per **il bambino** sentirsi desiderato, sentirsi utile e oltre la macedonia ***il bambino** potrebbe preparare una torta, una pizza, ...
Le abilità cognitive, manuali, estetiche, logiche, ..., le occasioni di sviluppo linguistico che le attività di cucina comportano, sono interessanti in quanto propongono sollecitazioni nell'"area di sviluppo potenziale".
Con il progetto "Macedonia" l'album si può trasformare in un ricettario e il **bambino*** potrebbe, su fogli di cartoncino, incollare le foto dell'itinerario di preparazione. Prima ho lavato la frutta, successivamente l'ho sbucciata, ..., anche le quantità possono rientrare come esperienza: due cucchiai di zucchero, quattro bicchieri di farina, un cucchiaino di sale, ...
Ogni ricetta potrebbe avere, oltre che l'itinerario di preparazione, una lista fotografata o disegnata (scritta, anche se per ora non è la scrittura e la lettura l'obiettivo principale) degli ingredienti e delle dosi.
I colori che **il bambino*** ha imparato possono incominciare a prendere significato organizzando album di diverso colore ed attribuendo ai colori l'indicazione del contenuto: l'album rosso delle passeggiate, quello giallo delle scenette, quello verde delle ricette, ...”.

Quelli che vi inviamo sono spunti bisognerà che siano contestualizzati in relazione alla originalità del bambino e della famiglia.
E’ indispensabile documentare tramite video come si era preparata la macedonia prima dei suggerimenti e dopo i suggerimenti.
Questo prima e dopo servirà moltissimo per riflettere insieme a settembre e sarà di grande utilità per tutte le famiglie.
Ci raccomandiamo quindi di videoregistrare il prima dei consigli e il dopo.
Buon lavoro.

Nicola Cuomo
Alice Imola

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