X Fragile - Il Filo di Arianna
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Messaggio  Admin Mar Mar 30, 2010 12:00 pm

Filippo è un bambino di 6 anni. Il suo operatore-amico è Cristina.

17 maggio 2009, dopo un primo incontro di Filippo con la psicologa , il professor Cuomo scrive:

Gentilissima famiglia, mi sono confrontato con la dott.ssa Bacciaglia e credo che l'incontro sia stato utile per far tener presente alla famiglia la possibilità di una risorsa qualora ci fosse bisogno di aiuti per chiarire dubbi circa scelte che vanno ad interferire con emozioni più profonde (a livello di ricerca il prof. Gianni Biondi "Psicologo Clinico" avrà cura di supervisionare le famiglie coinvolte circa i rischi di quelle espressioni di ansia che frequentemente sono segnalate quali caratterizzanti le persone con X Fragile; penso che in sede di ricerca emergeranno alcuni protocolli per tenere sotto controllo e per cercare di superare tale rischio). Prendo due tra gli ambiti principali di attenzione che nel colloquio psicologico sono emersi:
1) La Scuola, i potenziali ed i rischi.

E’ emerso che il bambino complessivamente si trova bene e va volentieri alla scuola dell'infanzia. Ciò che mi lascia perplesso è:
• il fatto che il bambino non rimane per tutto il tempo a Scuola;
• il fatto che si è deciso di farlo rimanere un anno in più nella scuola materna.
La scelta di far rimanere un bambino un anno in più nella Scuola dell'Infanzia e nella Scuola Primaria è risultata nelle nostre esperienze di ricerca (salvo in casi eccezionali), una scelta con dei rischi. In particolare tale scelta il più delle volte risulta legata al pregiudizio che il bambino rimanendo nella Scuola un anno in più arrivi alla Scuola Primaria più pronto. Purtroppo questa diviene, il più delle volte, una profezia che si autodetermina in quanto, in relazione a tale pregiudizio, ci si relaziona con il bambino come se avesse una età inferiore proprio pensando che tanto rimarrà un anno in più nella Scuola Materna. Inoltre si tende a far giocare il bambino con compagni più piccoli o lo si tiene in Sezioni con bambini più piccoli. I contesti e le relazioni, essendo degli elementi di base per lo sviluppo cognitivo di bambini con bisogni speciali, purtroppo rischiano di influenzare in modo negativo la sua crescita in modo molto più significativo che in bambini senza patologie. L’osservare bambini più piccoli e meno competenti porta verso l'imitare competenze meno evolute. Al contrario bambini come Filippo dovrebbero stare con bambini più grandi sia perchè è possibile per lui imitare movimenti, linguaggio, agilità più evolute, sia perchè un compagno più grande può essere implicato più facilmente dagli insegnanti in un progetto educativo di supporto al compagno. In situazioni in cui bambini con bisogni speciali sono stati con bambini più grandi e più competenti i risultati sono stati qualitativamente migliori sia nell'ambito della maturazione delle autonomie che del linguaggio. Inoltre bisognerà tener presente che i suoi compagni di sezione (nell’ipotesi più fortunata che Filippo è stato ed è in una sezione con coetanei) se rimane un anno in più nella Scuola dell’Infanzia, scompariranno e il prossimo anno Filippo non li rivedrà. Già il fortificare un rapporto molte volte è difficile se poi il compagno scompare diventa difficilissimo. Sottolineo, salvo rari casi in cui si è valutato di far rimanere un bambino un anno in più nella scuola dell'infanzia, che solitamente è meglio seguire la linea dell'età e non quella dei pregiudizi legati a test o ad altri automatismi. - Uno dei motivi che al contrario, purtroppo, notiamo frequentemente presente nel trattenere i bambini come Filippo nella scuola dell'infanzia è l'assicurare al quadro degli insegnanti una stabilità di presenza in quel contesto lavorativo. Una comodità per gli insegnanti. - Altra scelta a scuola che va rimessa in discussione sta nel non far frequentare il bambino giornalmente per tutto il tempo di cui lui ha diritto (tempo pagato e con fondi anche speciali) tenendo come argomento il fatto che "si stanca". Se effettivamente il bambino necessita di un riposino si può preparare per lui un angolo che molte scuole dell'infanzia lo definiscono quale "angolo morbido" dove lui può riposarsi.

ATTENZIONE

Le famiglie devono tener conto che la legge 104 prevede supporti e risorse finanziarie per far sì che la permanenza a scuola sia facilitata e che vengano potenziate tutte quelle condizioni atte a favorire il massimo dei potenziali cognitivi ed affettivi (questo anche con finanziamenti ad hoc). Pertanto per questo primo punto va rimesso in discussione:
• sia il fatto che il bambino rimanga un anno in più nella Scuola dell’Infanzia,
• sia che rimanga a scuola per un tempo ridotto rispetto agli altri.
Bisognerà inoltre informarsi più rapidamente possibile sullo stile didattico che le future Insegnanti della Scuola Elementare mettono in atto per valutarne la flessibilità e l’adeguatezza per bambini come Filippo. La ricerca ci indica quale contesto adeguato per il superamento delle difficoltà di apprendimento e di insegnamento una classe dove gli insegnanti prediligono il lavoro di gruppo con riferimento alle pedagogie attive attraverso una didattica globale con forte attenzione oltre che ai contenuti da apprendere anche ai processi in un ambito cooperativo-attivo di ispirazione Freinet e degli ultimi orientamenti denominati “cooperative learning”.

Le autonomie


I tempi del controllo sfinterico possono essere anche lunghi ciò dipende da fattori che vanno tenuti sotto accertamento sia sul piano medico che su quello psicologico. In special modo per la storia di Filippo la cacca è un ricordo estremamente doloroso (andrebbe approfondita la storia della cacca di Filippo sul piano medico per comprendere se vi sono correlazioni tra la sua stitichezza e la sindrome). In tutti i modi il bambino non va forzato, ma tenuto controllato sul piano medico, cautelato sul piano psicologico e va aiutato a comprendere, sul piano educativo, come poter gestire la pipì e la cacca. Tutto ciò con grande attenzione e delicatezza in quanto la sensibilità di bambini come Filippo può far scattare sentimenti di vergogna o simili che possono peggiorare o ritardare la capacità di controllo sfinterico. La pipì e la cacca sono "strettamente collegati" con le emozioni e sicuramente la famiglia può avvalersi di consigli in tale area e nel contempo vigilare che non avvengano azioni "garibaldine" da parte di insegnanti, educatori, parenti .... che o con sgridate o mettendo in ridicolo il bambino pensano di risolvere il problema (la famiglia deve essere molto vigile che ciò non avvenga). Il "farsela addosso" propone derisione di gruppo e Filippo, proprio per la sua grande sensibilità, ne potrebbe avere danno. Altra attenzione che si lega ai pregiudizi tratteggiati nel punto uno (che spesso vengono portati come giustificazione di far permanere un anno in più nella scuola dell'infanzia bambini con bisogni speciali) è il non controllo della pipì e della cacca. Sembra che questo controllo sia un test sull'intelligenza. Assolutamente il controllo della pipì e della cacca non ha necessariamente legami con le capacità cognitive del bambino e non va usato il non controllo sfinterico come metro per il passaggio alla scuola elementare. Anche qui, purtroppo a volte devo rilevare, è la comodità di certi insegnanti che pensano di non avere la responsabilità educativa in tale settore. Con l’ausilio di una vigilanza sia sul piano medico che psicologico fornirò alcuni consigli per il controllo sfinterico immettendolo nel progetto educativo.

Concludendo

Fortificare il bambino sul piano dei sentimenti e delle emozioni specialmente quando sono in previsione eventi forti come il trasloco, il controllo sfinterico, la malattia di una persona cara,... è una attenzione preventiva che a mio avviso va tenuta. Per quanto riguarda il supporto di un operatore per le piste di lavoro ipotizzato, la famiglia si potrà mettere in contatto con la dott.ssa Alice Imola (e-mail aliceimola@yahoo.it); potrà intervenire lei personalmente in particolare per documentare il percorso utile per la futura partenza della ricerca. Colgo l'occasione per inviare i miei saluti

29 giugno 2009. La dottoressa Alice Imola, insieme a Cristina (operatrice-amica di Filippo), hanno trascorso 5 giornate a casa di Filippo. Scrive le prime riflessioni:

Carissima, come anticipato ecco le mie prime riflessioni circa le 5 giornate trascorse con voi e con Filippo, in seguito ad un confronto con il prof. Cuomo. Filippo dimostra moltissime potenzialità, si adatta bene ad ambienti e a persone nuovi connotati emozionalimente in positivo (la casa nuova, la mia presenza, quella di Cristina) e di prendere subito confidenza con loro. Si muove bene e con padronanza negli spazi della casa nuova ed ha una gran capacità di osservare e cogliere elementi che lo circondano (ricordo il tragitto in macchina e Filippo che osservava con attenzione il paesaggio).
Dobbiamo però evitare il rischio che questo suo essere attento a quanto gli accade intorno divenga un turbine che gli va a proporre una frantumazione dell'esperienza in tanti elementi, in tante monadi separate, dobbiamo evitare che quanto gli accade intorno divenga ogni volta uno spunto per "cambiar discorso".
Penso che per il momento vada trasformata la mia presenza da attiva e partecipata in passiva, in quanto la mia presenza attiva può avere dei rischi: - che Filippo si abitui a me per continuare quanto prima faceva turbinosamente, - che mi veda come una limitazione della sua "libertà" e mi rifiuti. In tutti e due i casi sarei eliminata dal gioco.
Risulta interessante a questo proposito osservare Filippo non solo a casa ma anche in altri contesti (psicomotricità, logopedia, ippoterapia...).
- casa: in questo contesto il mio ruolo è quello di osservare e cogliere le vostre modalità in quanto dobbiamo perfezionare la pista delle regole, puntando l'attenzione sulle relazioni che vanno "raddrizzate". Se Filippo trascorre del tempo con altre persone della famiglia (zii, nonni, cugini...) sarebbe opportuno coinvolgere anche loro promuovendo una riunione con tutti coloro che hanno a che fare in famiglia con il bambino e riflettendo insieme sulla pista delle regole.
- dalla terapista: è utile osservare le modalità di intervento in ambito terapeutico per valutare se anch'esse frammentano l'esperienza di Filippo oppure si mettono in atto azioni che fungono da "filo di Arianna". Sarà utile informare gli operatori anche tramite la relazione che avete ricevuto a loro indirizzata dicendogli che l'osservazione è parte della ricerca.
Il mio ruolo, lo sottolieno, non è quello della "maestra" che propone attività, ma di un'osservatrice per consigliare ad altri il come comportarsi, altri come i genitori e gli insegnanti che sicuramente hanno agli occhi del bambino un maggior peso, un maggior prestigio per consigliarlo e condurlo ad un agire corretto. Io non posso sgridare, rimproverare,... voi genitori si!
Sarà utile dopo queste prime osservazioni un nuovo incontro con il prof. Cuomo.
Ricordo che la lettera-relazione contiene alcune piste di lavoro che servono per fornirgli una disciplina ed un contenimento ai suoi atteggiamenti da “turbine”:
-il progetto armadio
-il progetto preparazione borsa
-la lente
-l’osservare con l’ausilio di nastro adesivo
-il proggetto macedonia
-le regole stesse sono un riferimento principale ora che stiamo scoprendo Filippo poco gestibile.
-l’appassionarlo ad ascoltare brevi racconti ed abituarlo a ascoltare ed a prevedere (PIMPA).

PROGETTO CALENDARIO-AGENDA:
Organizzare una agenda, un diario, un calendario delle attività di Filippo significa, nel tempo, costruire una memoria della sua esistenza, significa offrirgli l'opportunità di avere una sua storia. Una storia che è fatta di aspetti sia razionali che emotivi, di competenze e di emozioni, di razionalità e di fantasia, di dati e sensazioni una storia che in tutti i modi, per valere la pena di essere vissuta, deve avere come sfondo il piacere di esistere e l'emozione di conoscere. E' con questi presupposti che dobbiamo organizzare, progettare le occasioni e gli strumenti per lo sviluppo cognitivo ed affettivo di Filippo e le strategie vanno progettate e proposte con l'attenzione a non intaccare la sua dimensione affettiva profonda assediandola e preordinandola, ma offrendogli opportunità per costruirsi una memoria autentica "in modo da incorporare le esperienze" in modo originale. Un "foglio-agenda" settimanale da affiggere su di una tavoletta di legno, può essere una proposta utile e facilmente realizzabile. Il "foglio-agenda" può essere cambiato tutte le domeniche e nello stesso cerimoniale di sostituzione iniziare con il compilare il "foglio-settimana" successivo. Il "foglio-agenda" passato va conservato, raccolto in un album e va a costruire un percorso, una storia fatta di eventi, di segni che aiutano a ricordare gli avvenimenti passati e gli impegni che verranno. I contrassegni, "i segnatempi" possono essere oggetti o disegni a rilievo che ricordano l'impegno, possono essere parole in braille;qualunque simbolo che Filippo è in grado di riconoscere.

Proviamo a costruire il calendario
Il “calendario-agenda” deve avere la caratteristica di essere una struttura di base che propone un prima, un adesso, un poi. Una struttura di base che segue un divenire in modo che quello che è poi, man mano diviene l’adesso, il prima. Un itinerario mutevole e nello stesso tempo ricorrente. Prendiamo come unità di misura la settimana e la giornata, organizziamo su di un foglio di media consistenza (per esempio di cartoncino”bristol”) un planning settimanale come quelli delle agendine. Dividiamo il cartoncino in sette colonne verticali con bordo a rilievo (che rappresentano i sette giorni) ed in cima a ciascuna colonna scriviamo in stampatello a rilievo LUN – MAR – MER … Seguendo la linea verticale dividiamo la giornata per ora in sei parti, tre prima del pranzo e tre dopo il pranzo. Teniamo il momento del pranzo come momento mediano della giornata, momento conosciuto da Filippo. A questo punto ci troviamo di fronte a sette colonne che rappresentano i giorni ed a sei spazi nella giornata che rappresentano il tempo della giornata che va dal mattino alla sera. Il “foglio-calendario-agenda” va puntato sulla tavoletta di legno che dovrà avere in alto, in corrispondenza delle giornate un foro per ciascuna giornata. Il foro serve in quanto vi andrà infilato un pomello che giorno per giorno passerà dal LUN al MAR, al MER,… e così via per ritornare a conclusione (nel cerimoniale del lunedì mattina) di nuovo da capo sul LUN. In verticale vanno praticati altri sei fori (più piccoli di quelli precedenti) a sinistra di ciascun rettangolo rappresentante i sei momenti della giornata. I sei fori a sinistra di ciascuna giornata accoglieranno un pomello (più piccolo di quello della giornata) che sarà spostato man mano che si passa da un evento della giornata all’altro. Ci troviamo di fronte quindi a due movimenti il pomello grande che passa da un foro all’altro ogni mattina e il pomello piccolo che passa da un foro all’altro in relazione agli eventi della giornata. Il cartoncino sarà posto sulla tavoletta ed ogni mattina con Filippo (ponendo la mano sulla sua) si inserirà il pomello nel foro in successione. La base del pomello (quella che dovrà entrare nel foro) è bene farla appuntita in tal modo, in una sorta di obliterazione, Filippo forerà il “foglio agenda”: il foglio con sette fori in alto rappresenta la settimana compiuta (sarà bene rendere sensibile al tatto il punto dove si infilerà il pomello). Passiamo ora alla giornata ed al pomello più piccolo. Ritroviamo sei eventi forti in successione, simbolizzati a rilievo nei rettangoli, che caratterizzano la giornata di Filippo, per esempio: LA COLAZIONE (caratterizziamo il rettangolo con un simbolo che la identifica per es. il cucchiaino). Filippo prima di fare colazione infila il pomello nel foro (altra obliterazione)e poi va a fare colazione. LE ATTIVITA’ (caratterizziamo questo momento con un altro simbolo per es.: la creta) Filippo prima di iniziare le attività di creta infila il pomello nel foro successivo dove vi è il rettangolo con il simbolo che connota le attività e poi... IL PRANZO (caratterizziamo questo momento nel rettangolo del planning per es.: con il cucchiaio e la forchetta) Filippo prima di andare a pranzo infila il pomello nel foro successivo dove vi è il simbolo del pranzo e poi va a mangiare. Anche gli altri tre rettangoli saranno organizzati con una simbolizzazione a rilievo dell’impegno che dovrà svolgere Filippo (in seguito nelle differenti giornate si potranno inserire quegli impegni di Filippo non ricorrenti come il pranzo. Il “calendario-agenda” avrà quindi degli appuntamenti ed impegni ricorrenti nella giornata ed altri ricorrenti nella settimana ,per esempio il giovedì piscina. Il “foglio-agenda-calendario” al fine della settimana, con il completamento degli impegni, avrà sette fori grandi in alto, in orizzontale, e sei fori piccoli per ciascun giorno, in verticale.).

https://www.youtube.com/watch?v=MDWP4O2mPNc

Il 23 settembre 2009, dopo le giornate trascorse a Rimini, Cristina, operatrice-amica di Filippo, scrive al professor Cuomo:

Buongiorno Prof. Guardando le foto ed alcuni filmati di Rimini, ho pensato che posso far sviluppare oggi mattina le foto in quale è Filippo da solo o con altri. Ha moltissime foto in quale sta facendo macedonia, torta, pasta al sale, ecc.. Le porterò con me e voglio riuscire a fare un album che poi può far vedere alla mamma visto che lei non c'era in quei momenti. La mamma può ricordare insieme a Filippo "quanto era buona la macedonia... e la torta... ed il tiramisu...". Mi sembra un buon modo di riprendere un pò la relazione e introdurre poi un qualcosa per la prossima volta... Lei che ne pensa?
Grazie,
Cristina

Nello stesso giorno il professor Cuomo le risponde:

Carissima Cristina, penso che sia una ottima idea e quando vedrete le foto, facendo la voce accattivante, potrai dire "cosa rifacciamo per mangiare cose buone?". Non ti aspettare immediatamente l'attenzione di Filippo alle foto questa verrà molto lentamente nel tempo piuttosto organizza sul calendario (che la madre avrà in quanto progetto fatto con Alice) la tua prossima andata in modo che lui sappia quando ritornerai. Poi organizzerete il calendario in modo più pianificato ponendo gli eventi più dal bambino desiderato. E' importante far crescere il desiderio per poi, su questo organizzare il tempo e lo spazio, gli eventi. Il desiderio ricordati! In questo progetto non stiamo correndo i 100 metri ma i cento chilometri pertanto bisogna distribuire le energie per l'arco di un anno! I successi non subito ma il desiderio subito! ciao Nicola Cuomo

24 settembre 2009 Cristina scrive:

Buonasera Prof,
Solo adesso sono arrivata a casa... Da Filippo è andata bene direi. Mi è difficile fare un'attivita continuata con lui. Cambia interesse ogni 2 minuti anche se poi ritorna. Le foto di Rimini mi hanno aiutata molto. Adesso hanno messo il PC nella sua stanza ed era già acceso, su youtube. Avendo il touchscrean, mette da solo la canzone che gli piace, "il caffè della Peppina" di continuo. Sa anche ingrandire la finestra e alzare il volume. Non usa il mouse. Dopo 10 minuti ho dovuto chiudere scherzando con lui perchè mi sembrava che lo distraesse molto, anche se ogni tanto veniva e guardava come facevo l'album e incollava le foto. Ascolta la musica molto vicino allo schermo. Credo che, per essere la prima volta, è andata bene, nel senso che era curioso e voleva farmi vedere tante cose nella stanza, mi raccontava, gli sono piaciute le foto... Abbiamo messo una foto nella quale eravamo tutte e due sul calendario e ne abbiamo fatte delle altre... Forse la sera era un pò stanco... Abbiamo preso il prossimo appuntamento per venerdi 2 ottobre ad un orario da decidere appena torniamo dalla Spagna per vedere se si può fare piu presto. Per adesso, un piccolo resoconto. Ho anche filmato però la camera è stata un po’ ferma... per me era difficile stare anche dietro la camera... A domani mattina Cristina

I PRIMI GIORNI DI SCUOLA DI FILIPPO. Il 28 settembre 2009, la mamma scrive:

Il primo approccio di Filippo a scuola…….. Dopo aver noi genitori conosciuto gli insegnanti della sezione di Filippo ed aver descritto loro il bambino ed il percorso che sta facendo; producendo documenti che avrebbero potuto leggere per approfondire il progetto “il filo di Arianna”, abbiamo concordato con essi che potesse essere utile incontrare Filippo prima dell’inizio delle lezioni, per una prima conoscenza e per iniziarlo ai nuovi ambienti. Le nostre osservazioni … La prima impressione che abbiamo avuto il giorno stesso che abbiamo incontrato gli insegnanti senza la presenza di F. ci ha lasciato un po’ perplessi..:
 L’insegnante prevalente di età intorno ai 35-40 anni sposato in attesa di un bimbo (descritto dalla direttrice come uno tra i migliori maestri) dopo essersi presentato ci ha detto che sarebbe andato a prendere il banco che F. usava all’asilo per fare dei lavori con la maestra di sostegno, ( le anticipo che è un banco regolabile in altezza , rettangolare con i lati esterni lineari ed il lato di seduta con incavo, che ci avevano consigliato per agevolare il suo stare seduto più a lungo). Quindi avrebbe subito cominciato a discriminare F. mettendolo in prima fila con un banco diverso dagli altri. Ricordo che in quella occasione abbiamo detto che non era più necessario visto le nuove indicazioni e da lì, era cominciato l’introduzione al progetto.
Durante lo stesso incontro le domande tipo “cosa vi aspettate dalla scuola e da noi insegnanti” lasciava trapelare la voglia di mettere subito la mani avanti, preoccupandosi di chiarire che non poteva dare garanzie sulla sua presenza per gli anni successivi, entrando in polemica con i tagli e le ingiustizie. ( premetto che a differenza di altre classi quella di F. non supera i 18 alunni), insomma tutto tranne chiedere di F. Aggiungo inoltre che ha ritenuto opportuno distinguere i ruoli “io sono l’insegnante e voi siete i genitori ” usando la metafora del fiume e delle due sponde” prendendo così a nostro avviso le distanze; siamo d’accordo del rispetto dei ruoli, a patto che ci sia la disponibilità ad incontrarsi. Come inizio non è stato dei migliori ( senza nascondere i nostri pregiudizi) abbiamo pensato bene di dare e darci del tempo.
 L’insegnante di sostegno di circa 35 anni sposata senza figli, ci ha subito data l’impressione di essere molto interessata a F. chiedendo e informandosi sugli aspetti caratteriali ed essendo alle prime armi con questo lavoro, conta, o almeno ha dato questa impressione, di essere aiutata da noi e da questo progetto al quale si è subito interessata.
Suggerendo lei per prima l’importanza che F. incontrasse gli insegnanti prima del inizio delle lezioni.

 L’animatrice ha chiesto informazioni sull’ansia di F. e sulla sua capacità di gestirla ed eventualmente su come poterlo aiutare, anche lei interessata a questo progetto e apparentemente molto curiosa.
Gli altri insegnanti musica e inglese e religione non sono venuti all’ incontro. Descrizione del incontro di F. con gli insegnanti……. Premesso che F. nei giorni precedenti è stato ampiamente informato sulla scuola e delle novità che ci sarebbero state. Quella mattina intorno alle 9.30 partiamo per incontrare gli insegnanti, F. è sereno saltella, si ferma alla vista di due bandiere svolazzanti poste all’ingresso della scuola, richiama la mia attenzione dicendomi i colori delle bandiere. Incontriamo fuori l’insegnante Rossi (sostegno), che approccia F. presentandosi e salutandolo gli porge la mano, lui la guarda con circospezione e non ricambia il saluto, ci invita ad entrare, e nell’ androne incontriamo l’assistente comunale e l’animatrice, e il maestro Roberto, finalmente dopo i tentativi di tutti a salutarlo F. concede un “ CIAO.” F. comincia così a guardarsi intorno, e nota una grande mongolfiera disegnata sulla parete, incuriosito corre gridando “guarda mamma guarda” al che le insegnanti si avvicinano e colgono l’occasione per chiacchierare con lui, ero lontana e non ho potuto percepire bene, ma ho visto che ascoltava volentieri. Continuiamo la visita della struttura ed entriamo in classe, osserva attentamente, nota un’asta per chiudere le tende, la prende e con fare da maestrino comincia a fingere una lezione indicando qua e là sulla lavagna, la situazione risulta divertente e tutti ridono, proseguiamo andando in palestra, lì inizia a correre per tutto il locale, chiede aiuto ad una insegnante per salire sulla cavallina, corre a destra e a sinistra, è divertito; legge le lettere poste sul pavimento A – D, poi chiede al maestro “dov’è la B?” L’insegnante ride, e risponde “la devo applicare”, nel frattempo io e le insegnanti ci sediamo come gli indiani F.si unisce a noi e inizia battere le mani sul pavimento e dice “ anche io” (intendeva anche voi), inizia così un concerto piacevole. Infine si guarda le mani, gli facciamo notare che si sono sporcate, l’insegnante lo indirizza verso l’altro per le indicazioni, ma purtroppo era la prima volta anche per lei in quella scuola, F. che aveva già notato dove fosse il bagno le prende la mano e accompagnandola le dice “ecco qua”, lava le mani, beve alla cannella e dice andiamo a casa, saluta tutti dicendo “a domani”.

Il primo giorno di scuola

Filippo si alza presto, è un po’ teso, al contrario delle altre mattine, fa una scarsa colazione, fa resistenza a mettere il grembiulino blu, lo incoraggiamo lo indossa e si guarda allo specchio, tutti pronti si parte (mamma, papà e Filippo) in macchina gli viene chiesto quale affettato preferisse per il panino risponde “niente”. Arrivati a scuola, la confusione lo spaventa, non vuole entrare in classe , scende le scale e va in palestra; si posiziona sopra la lettera A, come gli era stato detto dal maestro il giorno prima. La musica è assordante lui si attacca a me, vengono chiamati i bambini per salire sul trenino per un viaggio lungo 5 anni, finalmente viene chiamato F. ma non vuole andare senza di me, la musica è molto alta, i genitori scattano foto, fanno filmini è un gran caos. Il treno parte F. scende e decidiamo di far fluire la massa, in aula inizialmente gira un pò, poi si accorge che i suoi compagni mangiano la merenda, e chiede “anche io” , sceglie il banco prende l’acqua, il panino e fa merenda, io decido di salutarlo, dicendogli che tornerò più tardi, lui rimane sereno. Un oretta dopo mi chiamano al telefono e l’insegnante mi riferisce che è stato tranquillo, finche non ha visto le altre mamme che arrivavano a prendere i loro bambini, me lo passano e lo tranquillizzo dicendogli che tra un po sarò da lui, al mio arrivo era contento, abbiamo salutato e siamo andati via.

Secondo giorno di scuola

La cosa che più ho notato, è stato il distacco che il maestro Giulio ha nei confronti di F. Dandomi l’impressione che non fosse suo compito accoglierlo, delegando alla maestra di sostegno o chi per lei. ( sarà una scelta o una sua difficoltà ?). Penso che potrebbe essere solo una questione di tempo, stiamo a guardare. Filippo và volentieri, inizia a comprendere la nuova tempistica, sia prima di andare a scuola che durante; ha delle difficoltà a restare in aula per tutta la durata della lezione. L’insegnante Silvia, racconta che F. preferisce andare nelle altre classi, quel giorno lei ha assecondato il bambino; le ribadisco che presto dovrà fargli comprendere la regola di stare il più possibile in classe. Il maestro Giulio annuiva guardandomi mentre parlavo. Chiedendo a Giulio come stava andando con F. con aria sorpresa guardava la collega ( forse per supporto o per rimprovero, comunque chissà perche), rispondeva , “va tutto bene, bisogna rispettare i tempi de bambino”. Quest‘atteggiamento avvalla ancora più la mia impressione.

Terzo giorno di scuola

Si alza sereno e fa colazione con più appetito, ci prepariamo e si lava quasi da solo ( le mani e il viso) ci vestiamo e si parte. Ci fermiamo in un alimentari per comprare un panino, F. entrando dice “buongiorno” (cosa che fa da poco tempo), si avvicina al banco degli affettati e dice “ un panino con il prosciutto”.
Oggi per la prima volta ha pagato lui con due monete da un euro ha preso il resto e dice “andiamo” Questa mattina F, ha deciso di portare con se topolino (un peluche) da far vedere alla maestra di sostegno. Entriamo a scuola ma invece di andare in classe si dirige in palestra, lo accompagno per accertarsi che non ci fosse nessuno, risalendo verso la classe comincia a preoccuparsi sapendo che da lì a poco sarei andata via, con la maestra lo informiamo che dopo il lavoro, sarei tornata a prenderlo, allora si rassegna e fingendo di piangere, mi saluta fino all’area esterna della scuola. Al ritorno la maestra mi riferisce che è stato tranquillo, per un tempo lungo è stato fuori dall’aula, è entrato poi di sua spontanea volontà per disegnare insieme agli altri bambini. Per tutta la durata del viaggio verso casa ha canticchiato.

Quarto giorno di scuola

Filippo va a scuola tranquillo e al momento del distacco vuole essere rassicurato, gli dico che andrò a prenderlo e che nel pomeriggio andremo dal cugino. A fine scuola gli insegnanti mi riferiscono che è sempre più bravo, sta di più in classe con i compagni, oggi ha disegnato un sole applicando dei pezzetti di carta gialla con la colla. Oggi chiedendo alla maestra come è andata, mi risponde volendo innanzitutto tranquillizzarmi, come se avesse già stabilito che fossi troppo ansiosa, quando in realtà non lo sono più di tutte le altre mamme nei primi giorni di scuola. Domanda..: sarà il loro pregiudizio nei confronti delle mamme di bambini speciali?

Concludo….. A proposito delle mie perplessità ho pensato di organizzare un incontro tra gli insegnanti, dirigente, referente dell’integrazione scolastica, noi genitori e della nuova operatrice amica Cristina, per ribadire i punti essenziali e per fornire più informazioni riguardo le originalità di Filippo. La data da fissare è entro il 10 Ottobre o dopo il 15. In attesa di suoi suggerimenti La saluto cordialmente

Il 30 settembre 2009, la mamma scrive a Cristina:

Gentilissima Cristina, ancora oggi non so quali saranno i giorni in cui Filippo inizierà le sedute logopediche,conto di fissare i giorni giovedi 1° ottobre. Filippo chiede spesso quando verrai a trovarlo,confermo la nostra disponibilità per il 2 ottobre,fammi sapere l'ora in cui arrivi.... Ieri ho invitato la mamma di Alberto in videochiamata SKYPE, è stato un bel confronto; ci siamo scambiate idee da mettere in pratica ,lei mi ha parlato di come ha facilitato l'integrazione scolastica del suo bambino,ha scritto una fiaba FLIC E LE MARGHERITE che narra le particolarità dei nostri bambini...
Credo che sia un'ottima idea,ho deciso di orgnizzare una merenda con i compagni di Filippo, offrendo uno spettacolo di clown per poi narrare la fiaba e regalare a ogni bambino un quaderno contenenti la fiaba e dei disegni da colorare. Che ne dici? A presto


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