X Fragile - Il Filo di Arianna
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PARTE TERZA

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Messaggio  Admin Mer Mar 31, 2010 3:30 pm

Il 29 novembre 2009 la famiglia Naldi scrive:

LA SCUOLA, UNO SCOGLIO…
COME FARE IL PROGETTO RACCOGLITORI?

Egr. Prof: Cuomo
Volevamo illustrarle i progressi e le difficoltà che incontriamo nel mettere in opera il progetto amico con l’intento da un lato di avere Sue indicazioni e dall’altro di poter fornire speriamo utili informazioni.

Partiamo dai successi. Giorgio è riuscito a prendere la corriera dalla abitazione di C. a G. e viceversa , dopo la seconda volta che utilizzava il mezzo. Questo è stato possibile perchè nella parte del tragitto cittadino ci sono parecchi punti di riferimento a lui noti anche dal punto di vista emotivo, case di amici, nonni ,cimitero, scuola di sua sorella, l’ambiente è amichevole se non familiare visto che il mezzo viene utilizzato sopratutto da gente del paese e vecchiette. In precedenza avevo fatto il tragitto in macchina con lui che mi indicava la strada su navigatore muto , ed avevamo visto il tragitto su google.
Altro grande successo:
Giorgio è riuscito a leggere a Roma al S. Raffaele, con una persona mai vista ne conosciuta;d’accordo, erano tutte persone molto gentili dolci e preparate, ma la cosa poi si è ripetuta a scuola con la sostituzione del sostegno causa malattia , anche qui con una persona gentilissima, amichevole, ma sconosciuta. Questo non era mai accaduto prima , in quanto lui è conscio delle sue difficoltà, si vergogna e in classe, e con persone sconosciute non legge, tanto che questo era con gli insegnanti uno scoglio; dimostrare le sue reali capacità e non che ero la solita mamma ansiosa che pensa di avere il figlio genio mentre non lo è, e che nonostante una lettura un po’ incerta , ha la comprensione del testo . Grazie alla Dott.ssa Bacetti abbiamo scoperto che con l’ausilio di un righello si può leggere da soli e che le righe in questo modo non si accavallano.

Altro traguardo da consolidare chiedere informazioni. Ci vorrà parecchio ma come siamo riusciti nell’andare a fare la spesa da soli si può fare anche questo. Nel ritorno con la corriera Giorgio aveva qualche difficoltà e come da suggerimenti abbiamo provato con l’indicazione della richiesta d’aiuto.
Incredibile: c’è riuscito!
Quando è arrivato a casa era euforico, contentissimo, era riuscito nell’impresa, mi ha spiegato che ha comperato il biglietto e gli ha chiesto di avvisarlo a C.
Certo questa è stata solo una volta ma c’è pur sempre un inizio.

Passiamo ai problemi . Come molti altri genitori anche noi sono 16 anni che lottiamo con la scuola per ottenere cose che per agli altri sono normali diritti per noi sono conquiste, un orario completo, il poter studiare tutte le materie, lo stare in classe l’usufruire dei laboratori, avere il sostegno all’inizio dell’anno e la continuità di questo, un educatore che non lo porti al bar o fuori la classe a vedere al computer le donnine nude o uno nullafacente seduto accanto. Dopo aver conquistato l’educatrice capace con lotta presso il responsabile della cooperativa e responsabile provinciale, continuità del sostegno non eccezionale ma decente con 18 ore annesse, rimane il problema attività pratica.
La lettera di collaborazione al progetto di ricerca è stata data al preside ancora a giugno, avevo individuato come già scritto in precedenza la possibilità di lavorare al bar della scuola il venerdì durante la terza fascia per un ora due.
Ho avuto la disponibilità dell’educatrice, la sua stesura di un progetto, e la conseguente richiesta al preside… Risultato… anche dopo l’ennesimo intervento del centro di riabilitazione assieme alle pressioni del sostegno dell’educatrice e nostre, la risposta del preside è stata…No!
Ieri, dopo l’ultima richiesta, la risposta è stata : “No perchè ci sono i ragazzi delle classi terze e seconde che ci devono lavorare. No perchè può sentire i discorsi dei professori e la cosa non va bene. No perchè deve essere inserito in un progetto più strutturato e articolato di autonomia magari frequentando Isforcoop inserendolo quindi in un progetto formativo lavorativo per una autonomia più completa (rinunciando magari a due giorni di scuola così risolviamo il problema ore disabili della scuola e magari in mezzo ad altri disabili peggio di Giorgio dai quali può imparare qualcosa) E poi signora per solo una o due ore alla settimana.”.

Per i banchetti è sempre no con bugia annessa “sa per uno all’anno cosa vuole” .

Su questo punto Le chiedo gentilmente una mano. In fondo al progetto di ricerca che Lei sta conducendo credo debbano collaborare tutti, scuola compresa se non addirittura in maniera entusiastica almeno supportarci nel processo di autonomia e non operando con la “segregazione”.

Per il progetto raccoglitore pensavo di farlo come compiti a casa . L’ho proposto al sostegno mi ha detto che è troppo infantilizzante , che di solito si usa per i bimbi (mentre il sostegno sono tre anni che tratta Giorgio da bimbo, che lo accompagna fuori la scuola e io assieme al centro di riabilitazione a lottare perchè sia trattato da adulto, e non penso si possa perdere a scuola o sulla scalinata della stessa).
L’obiezione al progetto è stata motivata dicendo che si sta già lavorando in quella direzione cioè concatenando le varie materie e trovando argomenti comuni fra di esse. Devo ammettere che questo è vero Alimentazione si collega a Ristorazione questa a Economia questa a Diritto e questo ha collegamenti con Storia Economia Ristorazione Traduzioni poi in inglese e francese sono collegate a ristorazione o a storia, forse la materia un po’ più isolata è italiano anche se con storia si fanno dei concatenamenti. Mentre per la matematica la continuità viene data da economia tra grafici, piani cartesiani, problemi di calcolo di interessi , percentuali , utili ecc.... Forse lavorando in Power point si può riunire di più la cosa . Come vedete la scuola è, e continua ad essere il nostro incubo.
Nel frattempo abbiamo risolto anche il problema con un “cretinetto” di un altra classe che rompeva a Giorgio e il problema dell’ educatore asino prontamente sostituito da una ragazza in gamba dopo aver interpellato il responsabile della cooperativa.
Per il bulletto Giorgio finalmente non si è autocolpevolizzato, ma è riuscito ad esprimere il suo disagio, confidandomi in macchina che c’era un ragazzo che rompeva l’anima, questo mentre facevamo benzina.
C’era un distributore automatico e io avevo solo 50 euro , alla richiesta di un prestito di 10 euro e al suo rifiuto gli proposi uno scambio, mi dai i 10 euro e a casa te ne do 20 euro. Purtroppo nel portafoglio aveva solo i 10 euro e non i 30 della paghetta . Alla richiesta di spiegazioni e dopo un po’ di giorni d’ascolto di Cristina D’Avena come musica rifugio il problema è emerso.
A scuola c’era un “cretinetto” che rompeva, però non sono riuscita a sapere se i soldi sono stati persi o dati al tizio. Certo che Giorgio i soldi non li ha mai persi , ma non si può mai dire. Conclusioni e domande: c’è una soluzione o una via da intraprendere che non ci costi le nostre sudate 18 ore di sostegno come ritorsione alla rottura di scatole per avere l’attività pratica? Riguardo al PEI questo di solito viene proposto verso la fine di novembre primi di dicembre alle volte anche a gennaio. Quando Giorgio era piccolo la fantasia di proporre modi divertenti nell’apprendere era molto presente, ora sinceramente mi trovo in difficoltà, come posso tradurre in modo adulto il progetto raccoglitore?
Mi viene in mente solo un discorso teorico del tipo: Supermercato:” Giorgio per favore vai al banco dei latticini e mi prendi latte formaggio… ecc?”. Ma sinceramente non mi piace molto e come viene sottolineato manca la parte costruttiva. Il ricettario con diversi raccoglitori per le diverse portate. La tesina su Parigi con i vari collegamenti per materie e il filo conduttore del viaggio Come detto rendere adulto questo progetto mi crea difficoltà.

Grazie rimaniamo in attesa Saluti

Il professor Cuomo risponde:

I PROBLEMI CON LA SCUOLA

In questa risposta alla famiglia Naldi, vengono fuori dei temi e degli ambiti problematici estremamente interessanti, in quanto i dati della ricerca che stiamo con voi conducendo fanno emergere come TUTTE LE FAMIGLIE hanno dei gravi problemi con la scuola. Una coincidenza al 100% che vede solo nelle sfumature ottimisticamente espresse in una speranza tratti positivi nella formazione e nella didattica realizzata nella scuola allo scopo di integrazione/inclusione.
Penso sia assolutamente indispensabile che nell'incontro di dicembre a Roma dobbiamo riflettere su come far valere i diritti delle famiglie e dei nostri figli anche sul piano della giurisprudenza.

Gentilissima famiglia Naldi,
e per c.c. a tutte le famiglie e operatori direttamente coinvolti nella ricerca,

come avete potuto notare il cambiare angolatura di visuale su le competenze di Giorgio porta a risoluzioni semplicissime e lampanti.
Il dito sul rigo può essere considerato una cosa da bambini e spesso gli insegnanti proibiscono questo, ma un righello non è un dito ma lo sostituisce.
Chissà quante volte gli insegnanti hanno commentato “il dito è da bambino!”. Un commento che non necessariamente deve essere esplicito con parole ma anche dire: “Giorgio tieni il dito che leggi meglio!” però con l’intimo significato, con un sottotesto anche nascosto che vuol dire “sei piccolo quindi tieni il dito!” può far evitare scoperte semplicissime come quella del righello.
Se si fosse detto da parte dell’operatore-amico: “sai io perdo sempre il segno quando leggo e leggerei meglio tenendo il dito da segnale, ma siccome non è da adulto vedi come faccio indico con la matita o con un righello in questo modo non se ne accorge nessuno”.
Anche il chiedere sull’autobus non è stato: “se non ti ricordi o non sei sicuro chiedi al conducente”. Il far acquisire tale autonomia nel chiedere informazioni sull’autobus è stato un consiglio confidenziale come quello del righello o della matita.
Si è detto: “Giorgio sai delle volte io mi distraggo e perdo la fermata in particolare in situazioni nuove ma non c’è problema. Per togliermi la preoccupazione sai cosa faccio? Chiedo al conducente”.
Si è detto a Giorgio e lo si è fatto vedere (l’operatore-amico ha chiesto lui, per se stesso, al conducente, di avvisarlo quando ci sarebbe stata la fermata giusta. Giorgio ha visto fare da un adulto, da una persona “amica”, da una persona che ritiene seria e che vuol consigliarlo bene e con competenza ed ha appreso e lo ha imitato senza vergogna.
La vergogna un altro sentimento, un’emozione che va a smontare la ormai forte ed unica etichetta dell’ansia per le persone con x-fragile. Un’etichetta che, le riflessioni specifiche che stiamo conducendo, grazie alla ricerca mirata sulla x-fragile, va relativizzata e posta in analisi ed indagine rigorosa con altre emozioni: vergogna, paura, felicità, timore,gioia, …
Il considerare da bambini, il dito sulla pagina, il chiedere al conducente, i raccoglitori,… propone uno schermo al non fare, al non pensare, produce il rimanere sempre fermi.
Se vi sono Insegnanti di Sostegno ed Educatori che giudicano il progetto raccoglitori infantile, LORO, in tutti questi anni cosa hanno prodotto, realizzato, inventato per far crescere sul piano cognitivo e dell’apprendere Giorgio? (personalmente ho uno studio pieno di raccoglitori e non mi sento infantile –anche se vorrei tornar bambino).
Lo sottolineo, sia la legge che il buon senso detta che non è Giorgio che deve adattarsi al programma scolastico (progettato dagli insegnanti) ma è il programma, sono le strategie che devono far si che il ragazzo non solo apprenda ma anche che si sviluppi cognitivamente e maturi affettivamente.
Giorgio ha la x-fragile, questo è uno stato immutabile, non dobbiamo ribadirlo sempre, la Scuola, gli Insegnanti, in base alla legge sull’integrazione/inclusione, hanno in classe Giorgio e quindi devono organizzare progetti finalizzati a superare gli handicap che il deficit propone.
Come voi avete visto i nostri interventi producono dei cambiamenti in positivo ma devono essere i nostri interventi a pilotare ed a guidare gli operatori e gli insegnanti se questi non seguono le direttive della ricerca, se non lo fanno noi non possiamo costringerli. Ma nel momento in cui si dichiarano contrari alle direttive della ricerca devono essere loro a dimostrare, a far vedere di avere nelle mani altre alternative che loro considerano adeguati ed efficaci, dimostrandolo.
Possibilità (altrettanto se non più valide di quelle che la ricerca propone), alternative didattiche che considerano adulte e si dimostrano estremamente efficaci e valide sul piano scientifico.
Le assicuro che se facessero ciò io ed i miei Collaboratori saremmo felicissimi in quanto darebbero un grande impulso alla ricerca nel settore.
Noi non possiamo assolutamente ottenere successi scolastici per Giorgio con quello che dicono gli Insegnanti se quanto questi dicono è fuori da qualunque controllo scientifico e operativo ed a noi, nella nostra esperienza scientifica, si rivela profondamente errato.
Gli stessi Insegnanti non si possono opporre con liberi ed arbitrari, personalissimi pensieri alle ricerche realizzate rigorosamente in modalità multi ed interdisciplinare ed a livello internazionale da Istituzioni abilitate a far ricerca scientifica. Gli insegnanti non possono liquidare il tutto con pregiudiziali pareri arbitrari e personali. Un generico opinionismo non si può opporre alla ricerca.
Grazie a Giorgio nella scuola (purtroppo con fatica) sta cercando di entrare l’innovazione, la ricerca scientifica, la rigorosità, le verifiche rigorose,… la documentazione, la sperimentazione,… Una fortuna insperata ed a bassissimo costo(grazie alla Convenzione tra Associazione e Università).
Oltre a quanto sopra detto con e grazie a Giorgio nella Scuola stanno entrando dei valori, tutto questo viene vissuta da insegnanti e dirigenti come una enorme disgrazia, come enormi grattacapi, è possibile che la ricerca, lo sviluppo scientifico possa, da degli insegnanti, essere considerato una disgrazia, cosa e come propongono il futuro ai loro studenti, sperano in un oscurantismo culturale, in un abbrutimento che dissolva e distrugga la cultura, la civiltà? E’ possibile tutto questo?
BISOGNA RIBELLARSI ASSOLUTAMENTE E NON SOLO PER GIORGIO MA ANCHE A NOME DI TUTTI I SUOI COMPAGNI (Giorgio è per fortuna seguito attentamente, ma i suoi compagni? Che fine faranno? Che fine faranno se nessuno spiega loro che Giorgio porta in classe valori ed è a questi valori che dovranno ispirarsi per vivere un futuro civile?).
L’obiezione al progetto motivata dicendo: “…che si sta già lavorando in quella direzione cioè concatenando le varie materie e trovando argomenti comuni fra di esse.”.
E’ una obiezione che è “PARENTE” alle scuse per non far partecipare Giorgio ai “banchetti”.
Quando lei sottolinea che “…è vero Alimentazione si collega a Ristorazione questa a Economia questa a Diritto e questo ha collegamenti con Storia Economia Ristorazione Traduzioni poi in inglese e francese sono collegate a ristorazione o a storia …”.
I collegamenti sicuramente vi sono sul programma in quanto le conoscenze ed i saperi si interconnettono, ma questo è risaputo (o almeno gli insegnanti lo dovrebbero aver chiaro), ma è anche vero che queste interconnessioni devono diventare patrimonio profondo degli studenti i quali, grazie ad Insegnanti Professionisti, lo ripeto GRAZIE AD INSEGNANTI PROFESSIONISTI, devono imparare, acquisire e far propri tali collegamenti.
Per far ciò è importante e fondamentale una Didattica e strumenti didattici finalizzati a far conoscere ed a far acquisire competenze interdisciplinari. Per ottenere tale didattica (i saperi e le conoscenze sono interdisciplinari anche senza la presenza degli insegnanti) è importante programmare in modalità congiunta, essere complementari, mettere in atto una didattica laboratoriale, tenere lezioni congiunte, fare seminari,… per far acquisire ad un normalissimo studente competenze interdisciplinari sono indispensabili progettualità e professionalità. Tale progettualità e professionalità già come esempio agito dagli insegnanti diviene un apprendere, da parte degli studenti, i quali grazie all’opera di formazione degli insegnanti, prendono consapevolezza di come è importante avere una visione sinergica e sistemica della loro futura professione. Una futura professione che non è né di matematico, né di italianista, né di geografo, né di giurista,… una professione che sarà relativo all’Istituto Alberghiero.
L’integrazione dei saperi e delle conoscenze formeranno un profilo professionale che pur non coincidendo in nessuna area specifica porterà gli studenti a diventare professionisti nel campo Alberghiero .
Se ci fosse tale dimensione didattica multidisciplinare per tutti gli studenti della scuola che frequenta Giorgio le posso assicurare non avremmo alcun problema a proporre un progetto di didattica integrata per lui. Purtroppo i collegamenti che vi sono nelle materie è frequente non divengano consapevoli degli studenti a causa di didattiche e di una organizzazione separata e frammentata di questa.
I collegamenti che sono nelle materie, gli insegnanti ed in particolare l’Insegnante di sostegno devono fare in modo che vengano compresi da Giorgio in quanto è lui che ha la x-fragile e non l’Insegnante Specializzata per il sostegno.
Se Giorgio non viene in possesso, non acquisisce i contenuti non si può colpevolizzare sempre e solo lui.
Purtroppo, come le ho accennato prima, gli insegnanti non le hanno dimostrato alcuno slancio nè curiosità sul piano dell'innovare la didattica anche grazie alla presenza di suo figlio e del collegamento con una struttura di ricerca come l'Università. Struttura di ricerca che a sua volta si integra con modalità multi e interdisciplinare con l'area neuroscientifica e psicologica in un'organizzazione rigorosa di ricerca.
Dai toni, dalle modalità e dalle argomentazioni che lei mi evidenzia che gli insegnanti hanno messo e stanno mettendo in atto nei vostri confronti sembra che questi siano i giudici unici delle regole del mondo.
Sembra anche che la possibilità di avere a disposizione un team di ricercatori multi e interdisciplinare sia il massimo delle disgrazie che possa capitare ad un gruppo di insegnanti.
Vi sono degli insegnanti che tutte le mattine vanno in classe e osservano nel contesto, negli studenti, tra di loro, tutte le negatività possibili ed immaginabili intorno alla scuola (non voglio indagare in altri settori).
Per quanto riguarda il ruolo dell’Insegnante Specializzato per il Sostegno questo deve essere un riferimento stabile per la realizzazione dei progetti di integrazione/inclusione .
Il gruppo degli insegnanti in relazione a tale presenza specializzata, hanno la possibilità di orientare adeguatamente quelle azioni opportune e valide per il progetto di integrazione/inclusione e per organizzare piani di lavoro adeguati al superamento degli handicap nella programmazione.
La specializzazione dell'insegnante di sostegno ed il suo ruolo determina la possibilità di: consigliare, informare i colleghi fornendo quegli spunti operativi utili all'ottimizzazione dell'integrazione/inclusione.
L'insegnante di sostegno è un insegnante specializzato e pertanto deve fornire orientamenti e mettere al servizio dei colleghi le sue competenze: la sua specializzazione.
L'insegnante di sostegno è una risorsa per gli insegnanti, un consulente permanente per verificare se il progetto educativo-didattico-formativo è adeguato a quanto prevede la legge, è il responsabile della qualità dell'integrazione/inclusione di Giorgio.
Una forte decisione!
dal mio punto di vista voi dovreste far cambiar scuola a vostro figlio e questo prima possibile in quanto non vedo speranze, dal mio punto di vista, di cambiamento di presa di posizione degli insegnanti che lei ha descritto .Il tergiversare, il prendere tempo, il portare argomenti personali circa i progetti di integrazione/inclusione senza far riferimento alla legge ed alle facilitazioni che questa raccomanda nelle procedure burocratico-organizzative, vi faranno trovare sempre in situazioni non a vostro favore.
La nostra esperienza (in quelli che sembrano, ma in realtà non lo sono, i migliori dei casi) ci porta a sottolineare che più o meno cercheranno di illudervi, vi faranno sembrare che sono accondiscendenti, questo per "rosicchiare" del tempo e per far ritrovare voi e Giorgio (dopo aver rosicchiato "tra poco è Natale"...."siamo appena tornati dalle festività natalizie"..."ora stiamo preparandoci per il carnevale"..."ci sono le festività pasquali"..."ormai siamo a fine anno") alla fine dell'anno senza aver assolutamente partecipato ad alcun progetto. Una tattica che gioca sull'illudere, sul mimetizzare e sul far passare il tempo con piccoli, costanti, furbini, espedienti.
Vi consiglio di cambiar scuola anche perchè difficilmente andrà dalla “padella alla brace” (mi sembra che già è nella “brace”).
Penso che questi insegnanti siano estremamente e profondamente convinti di quanto faranno. Pensano di stare nel giusto che equivale al: “già che li teniamo qui gli facciamo un piacere, cosa pretendono!”. Intanto prendono e portano a casa quello che chiamano “una miseria di stipendio”(che è realtà una miseria per chi lavora effettivamente).
Dovete cambiar scuola a vostro figlio perchè ormai l'esperienza trentennale di integrazione/inclusione e la legislazione, non possono accettare una presa di posizione così oscurantista, grezza, ideologica e arbitrariamente violenta degli insegnanti.
A mio avviso, come ho sottolineato ad altre famiglie nell’incontro a Rimini, bisogna far chiarezza e fin quando vi è la legislazione sull'integrazione/inclusione bisogna intervenire con qualità altrimenti bisogna cambiar le leggi ed esplicitare che i bambini e le persone con deficit vanno rinchiusi in istituzioni e strutture separate.
Se non siete del parere di far cambiar scuola in quanto vi può sembrare drastico, bisognerà purtroppo abbandonare l’illusione che questi insegnanti e questa scuola faccia di più e cercare di lavorare fuori scuola e con vostri Operatori.
Molte famiglie si sono organizzate per una qualità fuori scuola che è riuscita a compensare (anche molto bene, se non del tutto) le carenze scolastiche.
Per quanto riguarda gli aspetti didattici, quindi, che come avete potuto notare, in tutti questi anni, non hanno tenuto conto e non tengono assolutamente conto delle possibilità alternative esistenti per lo sviluppo cognitivo di ragazzi con x-fragile e che noi sino ad ora abbiamo proposto, dovete cercare di modificarle voi in modo che non siano di danno a Giorgio producendo una sorta di “TRADUZIONE METODOLOGICA” ed un potenziamento delle esperienze attraverso il progetto “amico”.
Si può dire a Giorgio (una verità non drammatica) che effettivamente gli insegnanti gradiscono più il lavoro sul computer e si possono costruire, per accontentarli nelle loro esigenze, con diversi programmi informatici, unità di lavoro, unità di documentazione che testimoniano dell’apprendimento e dell’aver studiato.
E’ consigliabile che tale progetto informatico (o altro di altro tipo) lo faccia l’Insegnante Specializzato per il Sostegno. In tal modo noi possiamo dargli dei consigli per perfezionarlo. L’Insegnante di Sostegno deve per contratto (come sopra ho accennato) mettere in atto quanto il suo ruolo gli richiede.
Pertanto si faccia avere le ipotesi ed il piano di lavoro comprensivo di metodologia e di modalità di attuazione di quanto programmato per gli apprendimenti di Giorgio, le strategie per il sostegno come è suo diritto e noi vedremo se vi sono possibilità di aiuto e/o se effettivamente le modalità consigliate sono efficaci e che quindi non hanno alcuna necessità di consigli e consulenze.
Un progetto che può anche non prevedere i “raccoglitori” (questi li utilizzeremo, se i suggerimenti degli insegnanti non sono di efficacia , in accordo con vostro figlio per meglio capire in profondità quello che la scuola e gli insegnanti gli richiedono).
Mi dispiace ma sia per voi che per tutte le famiglie non so cosa fare per far collaborare gli insegnanti: l’unica è cambiar scuola o tentare di agire per legge.

Il diritto allo studio e la difesa delle pari opportunità attraverso la legge.

Nella dimensione di legge (con avvocati) penso che bisognerà aprire un itinerario parallelo nella ricerca pensando ai modi per farlo. Indubbiamente è indispensabile, a mio avviso, che le Associazioni si pongano in cooperazione e si organizzino mettendo in sinergia risorse. A tale proposito ho già parlato con la signora Bertelli prima del suo viaggio in America, mi sono confrontato con l’avvocato Nocera e prenderò contatti con le Associazioni dei Consumatori.

Le Famiglie implicate in primo piano hanno tutte le stesse problematiche:
• i ragazzi stanno avendo evidenti miglioramenti ed anche i genitori ed i fratelli si sentono in un clima ed in atmosfere più serene
• a scuola vi è un fronte che da una parte non è competente e dall’altra non vuole che tale incompetenza venga allo scoperto agendo sui nascosti ricatti, su azioni di “mimetismo”(facendo finta che va tutto bene), dall’altra giocano sul tempo e sui rimandi(appuntamenti mancati, non aver ricevuto la data dell’appuntamento, malattie, rimandi …).

Il tutto “condito” o da una superbia dal viso di chi ne sa e ha molta esperienza o con la faccia da fatina buona. Tutto ciò produce “danno alla persona ed alla Famiglia”.
Da parte della Scuola in particolare sta emergendo una “disonestà intellettuale” furbamente gestita (se si usassero tali furbizie disgustose per progettare piani di lavoro adeguati avremmo la Scuola migliore del mondo).
Penso che nel prossimo incontro di Roma in contemporanea alle verifiche della ricerca dobbiamo pensare seriamente ad una ricerca-azione parallela sul come approntare la difesa dei Bambini e le Persone con x-fragile e le loro Famiglie dai danni causati da tali spesso mimetizzate pregiudiziali violenze.
Non è possibile che le Famiglie siano logorate da una permanente lenta tortura che illude e nello stesso tempo stronca e deprime. Una condizione che dura tutta una vita e che ci pone seri problemi pensando al dopo di noi. Dobbiamo riflettere, mettere insieme le persone giuste, ed incominciare ad agire con strategie anche sul piano dei diritti. Per far ciò dobbiamo liberare le famiglie da quella illusione che mimetizza condizioni ormai oggi insopportabili e che al primo momento di debolezza della famiglia o di forza dell’insegnante propone una durissima stroncatura.
Una trappola che si mimetizza nella speranza ed alla incredulità che si possano trattar male i nostri figli, una trappola che si muove lentamente e scatta quando è ormai troppo tardi e noi siamo diventati anziani.
Una trappola che scatta in particolare quando le famiglie non sono informate sulle possibilità di intervento oggi possibili e sulle potenzialità dei loro figli con x-fragile se gli interventi sono rigorosamente adeguati alla loro specificità ed originalità.
Le famiglie che hanno figli adulti ed esperienza del tragico percorso a scuola e nella riabilitazione devono informare di tali mimetiche trappole e delle possibilità potenti oggi attuabili con significativi successi in particolare con interventi precoci; le famiglie che hanno i bambini piccoli devono oggi aiutare a trovare strade per il diritto ad una esistenza di qualità dei bambini e delle persone con bisogni speciali, sostenere le famiglie che hanno i figli adulti e stanno andando verso una età avanzata in quanto i successi di questi danno spazio ad un positivo pensare al futuro.
Voi stessi, nella vostra e-mail, con un filo di stanchezza, vi accontentereste di: “…almeno supportarci nel processo di autonomia e non operando con la “segregazione”.”
Concludendo mi chiedete:
“… come possiamo tradurre in modo adulto il progetto raccoglitore?”.
Mia risposta:
“Il progetto “raccoglitori” è in modo adulto!”.

La vostra domanda invece mi sembra sia: “come possiamo fare per far fare a mio figlio quello che vuole e piace all’insegnante?”.
Molte volte vi è anche il fatto che la famiglia ha un substrato di convinzioni che sono coincidenti a quelli degli insegnanti. Pertanto paradossalmente succede che sono contro a quanto afferma l’insegnante, ma in realtà loro la pensano in modo identico all’insegnante. Anche questo aspetto va tenuto in forte considerazione nel percorso di formazione-ricerca-azione.

Io sarei tentato di rispondervi:

“chiedetelo all’insegnante, visto che ha tutta questa esperienza scientifica! Sia io che Albertini che Biondi ringrazieremo l’insegnante.”.

Come voi vedete sarei costretto a rispondere duramente, è evidente che l’Insegnante vi sta ricattando in modo da togliervi la fiducia nella scienza e quindi in tutte le possibilità di progresso che Giorgio può avere, perché per l’insegnante esiste solo la segregazione.
A questo punto, come ho accennato e fanno altre famiglie, ignorate la Scuola, se non ve ne sono di alternative, utilizzatela solo come luogo di incontro con coetanei e di socializzazione (se vi fidate ancora di questa Scuola – attenzione ai pericolosissimi che chiamate “cretinetti” - o altrimenti, io ve lo consiglio ancora una volta, cambiatela) e cercheremo di lavorare nel fuori scuola, nel tempo libero, nel e per il contesto lavoro.
Purtroppo dopo la Scuola il problema sarà della famiglia in quanto questa non ha continuità se non nei laboratori protetti per “gravi”.
Cercheremo di progettare insieme un fuori scuola compensatorio alla scuola.
Inoltre tale progetto dovrebbe coincidere con quello ampio che state architettando. Un progetto che va reso preoperativo prima possibile e Giorgio può aprire la strada in tale dimensione sperimentale.

Fatemi sapere

Cordiali saluti
Nicola Cuomo

p.s. non abbiamo alcuna registrazione di Giorgio che risulterebbe estremamente utile; di fatti se non ci inviate videoregistrazioni non possiamo procedere nelle riflessioni e nell'analisi nella nostra ricerca (vi ricordiamo che ciascuna famiglia in primo piano sta lavorando anche per le altre e se noi non abbiamo documenti visivi è inutile che una famiglia stia nel gruppo di ricerca).
In famiglia avete sempre detto che videoregistrate molto, pertanto aspettiamo in tempi rapidi videoregistrazioni che da una parte mostrino le competenze e dall'altro quelle situazioni che voi ritenete problematiche da superare.

ALCUNI CONSIGLI

Se accade ancora, o è meglio farlo accadere, che Giorgio ha i soldi e non vuol prestarli per la benzina: è adulto scendere e farlo camminare a piedi.
Per quanto riguarda il rendere adulto un progetto per la Scuola che frequenta Giorgio vi tratteggio alcune possibilità realizzate in altre Scuole analoghe.

Risulta importantissimo (anche per il tipo di scuola che Giorgio ha scelto) che il ragazzo aiuti in casa. I lavori domestici sono corrispondenti a quanto deve imparare per le competenze confacente al suo profilo professionale e utilissimi per il lavoro che dovrà fare in ambito Alberghiero.
Il cucinare, il saper consultare una ricetta, lo stare attento ai pericoli che l'uso dei fornelli possono comportare, il saper fare la spesa in modo adeguato, queste sono tutte abilità che sono oggetto di permanenti Corsi di Aggiornamento per i lavoratori in ambito alberghiero (come: Corsi di primo soccorso, prevenzione antincendio, sicurezza sul posto di lavoro, HACCP sulla sicurezza alimentare…).
Unitamente alle competenze prima elencate inoltre: saper usare le quantità(il tempo, i pesi, le proporzioni,…), il saper usare la lavastoviglie, l'apparecchiare e sparecchiare la tavola in modo adeguato, l'aver chiaro i concetti di igiene, il saper tenere in ordine il frigorifero e sapere quando determinati cibi vanno in scadenza, ...; il saper rifare il letto, il tener in ordine la propria stanza,…tutte competenze che si possono acquisire nella vita quotidiana, possono divenire i riferimenti di base per il suo futuro lavoro[1].
Anche l'andare insieme in pizzeria, al ristorante, al bar, in albergo, ... sono esperienze che il ragazzo deve fare e che i genitori devono marcare per rendere evidenti i comportamenti che bisogna avere nei luoghi di ristorazione e di albergo.
Il saper leggere un menu, il saper ordinare al cameriere, ...tutti percorsi di apprendimento utilissimi per Giorgio.
Le vacanze sono un laboratorio che bisogna sfruttare.

Anche a scuola bisognerà avere molta attenzione ai percorsi formativi di Giorgio sicuramente è più probabile che in un ristorante, in un albergo Giorgio sia implicato in attività ed in lavori che non siano dirigenziali o di responsabilità come la gestione della cassa. Pertanto bisognerà pensare non solo ai programmi nella loro interezza ma anche ed in particolare a che tipo di lavoro è più probabile per lui.
Il tirocinio dovrà essere un ambito più in primo piano per Giorgio pertanto bisognerà aumentare le ore di tirocinio perchè in tale attività il ragazzo apprende di più (le teorie dovrebbero fondarsi sull'esperienza, in tal modo Giorgio le comprenderà più profondamente, non meramente e passivamente a memoria perchè ne vedrà l'utilità).
Bisogna pensare: LE COMPETENZE CHE già possiede il ragazzo COME LE POSSIAMO FARE DIVENTARE COMPETENZE LAVORATIVE?
A scuola si possono selezionare degli spezzoni di film per vedere i bravi o non bravi camerieri, come ci si comporta in hotel, al ristorante,…
Sarebbe interessante lavorare sul teatro perchè il ristorante, l’albergo sono come un teatro e bisogna apprendere a drammatizzare.
Giorgio deve essere in grado di conoscere il calendario in modo funzionale perchè l'orientarsi nel tempo è fondamentale per lui, come pure deve saper utilizzare benissimo l'orologio per poter lavorare. L'uso del calendario e dell'orologio è diverso dal saper dire che oggi è lunedì ed ora sono le dieci, l'uso del calendario e dell'orologio significa saper organizzare il proprio tempo, il proprio lavoro, saper prevedere, saper progettare in piena autonomia ed indipendenza e non con qualcuno che ci fa da regia.
Il tempo e lo spazio necessitano di segnali per valutarli, controllarli per comprenderne la convenzionalità.
L'altro aspetto del tempo e dello spazio sono i ricordi e le emozioni che gli eventi, le persone, gli oggetti ... provocano ed evocano.
Avere una organizzazione che permette a Giorgio di ricordare gli avvenimenti nel tempo e nello spazio, significa potenziarlo cognitivamente, significa organizzare una memoria di circostanze, di occasioni che testimoniano la sua presenza originale ed attiva nella storia famigliare.
Organizzare una agenda, un diario, un calendario delle attività del ragazzo significa, nel tempo, costruire una memoria della sua esistenza, significa offrirgli l'opportunità di una sua storia.
Una storia che è fatta di aspetti sia razionali che emotivi, di competenze e di emozioni, di razionalità e di fantasia, una storia che in tutti i modi, per valere la pena di essere vissuta, deve avere come sfondo il piacere di esistere e l'emozione di conoscere.
E' con questi presupposti che dobbiamo organizzare, progettare le occasioni e gli strumenti per il permanente sviluppo cognitivo ed affettivo di Giorgio e le strategie vanno progettate e proposte con l'attenzione a non intaccare la sua dimensione affettiva profonda assediandola e preordinandola, ma offrendogli opportunità per costruirsi una memoria autentica "in modo da incorporare le esperienze" in modo originale.

INOLTRE…

Una dimensione formativa per tutta la classe e che propone opportunità per Giorgio.

L'agito, il fare, le situazioni, ... dovrebbero divenire contesti e situazioni su cui riflettere e sviluppare l'analisi, i ragionamenti per tutto il gruppo classe che andranno a caratterizzare la professionalità da raggiungere.
In altre esperienze a scuola, organizzando lavori di gruppo, si sono selezionati degli spezzoni di film per poter osservare contesti, situazioni, atmosfere, modalità relazionali, tipo di comportamento non verbale, atteggiamenti, modi di presentarsi ai clienti, modi di muoversi e comportarsi circa i ruoli nei differenti contesti alberghieri, di ristorazione.
Sono differenti i contesti e le modalità relazionali del personale al Grand'Hotel, all'albergo, alla pensione,... è differente il comportamento del personale se lavora al bar, tavola calda, mense, camping,...
I film propongono un soffermarsi su situazioni particolari, ritornare indietro, analizzare insieme, provare a simulare imitando,... i film possono proporre situazioni paradossali con ricchezza di particolari, ponendo primi piani che risultano estremamente significativi. Una modalità per approcciarsi al mondo del turismo, delle competenze alberghiere molto profondo e rilassato e proponente riflessioni ed opportunità didattiche interdisciplinari.
Il guardare i film interi, il selezionare le scene utili per la formazione, propone anche un utilizzo delle tecnologie informatiche, ciò rientra nella formazione all'uso di questi strumenti indispensabili per le future professioni.
La visione di film porta sicuramente a proporre delle simulazioni che possono essere videoregistrate e divenire oggetto di analisi e di valutazione del saper fare, del saper essere un professionista. Di solito i ragazzi, gli studenti sono ipercritici quando si rivedono nei video e accettano gli insegnamenti anche ipercritici dei docenti molto di buon grado partecipando attivamente alla ricerca di modalità per perfezionare le proprie competenze.
In altre situazioni gli stessi studenti hanno prodotto moduli didattici su tematiche formative: delle vere e proprie produzioni di "sussidi audiovisivi per la didattica".
Giorgio, in tale dimensione laboratoriale, sicuramente potrà trovare molte occasioni per inserirsi ed integrarsi nel progetto formativo.
Sarebbe interessante lavorare sul teatro immaginando il proprio futuro lavoro come rappresentazione al pubblico. Una professione che si svolge in contesti in situazioni che per lo più sono per il tempo libero, per la vacanza e pertanto devono produrre stato di benessere nei clienti.
Una professione che si svolge in modo adeguato se le mie competenze sono di alta qualità, se lo scenario, il contesto, le atmosfere, i modi relazionali che riesco a creare suscitano piacere.
L'albergo, il ristorante, la pizzeria, ... il bar,... divengono piacevoli e quindi attraggono la clientela, se sono molto competente e se sono in grado di creare contesti, situazioni, atmosfere di piacere, se sono un bravo regista, un bravo attore.
Le competenze curriculari divengono una sorta di testo da studiare approfonditamente per poterlo agire in scena.
Una metafora, quella del film, del teatro che propone un approccio allo studiare, alla formazione molto accattivante e che pretende sia dagli studenti che dagli stessi docenti una serietà di base che propone un'alta qualità formativa (in un settore delle professioni che potrebbe portare ancor più ricchezza in Italia di quanto ne produce ora).
Una metafora che propone e va a produrre negli studenti una forza di interesse nelle materie anche quando queste sono svolte nelle modalità più teoriche, più indispensabilmente e necessariamente nozionistiche.
Una forza ed un interesse che si produce in quanto tale momento teorico-nozionistico (che ho sottolineato indispensabile) viene letto, vissuto in funzione del fare, dell'agire, grazie alla rappresentazione che si ha in mente del proprio divenire professionista del futuro.
I film, la lettura di romanzi che descrivono in particolare momenti conviviali, viaggi, avventure legate al turismo, ... letture di descrizioni di personaggi, di caratterizzazioni che anche se non legate strettamente alla futura professione provocano sensibilità
nell'osservare: il nobile, il delinquente, il gentile, il timido, l'arrogante,... profili che si incontreranno come clienti. L'area linguistica si potrebbe legare all'area storico-antropologica analizzando nel tempo le modalità di viaggio (con quali mezzi di spostamento in quali tempi), di turismo e viaggio (cfr. esempio: Marco Polo; Il giro del mondo in 80 giorni, Goldoni le vacanze,...).
Anche l'analisi psicologica e sociale può rientrare per comprendere i contesti, le situazioni.
Come ho sottolineato nell'incontro l'occasione Giorgio potrebbe essere un'opportunità per sperimentare in una dimensione di "ricerca- azione- formazione" un percorso formativo originale che potrebbe essere documentato e divenire un riferimento per l'innovazione urgentissima nel settore formativo in questione.
Il guardare film per Giorgio diviene facilitante l'apprendere in quanto i film propongono un accesso multimediale ai contenuti proponendoli in forma analogica, in contesti, in situazioni. Il film proprio nella sua complessità multimediale è facilitante l'apprendere. Lo studio solo attraverso la lettura per Giorgio risulta sicuramente molto più difficile in quanto già l'azione del leggere di per se risulta una attenzione che rischia di distoglierlo dai contenuti che sta leggendo.
Il film togliendo la fatica del leggere sposta l'attenzione di Giorgio sui contenuti. A tale proposito consiglio anche l'educare Giorgio all'ascolto della lettura in particolare di brevi romanzi piacevoli (che potrebbero riportare itinerari di viaggio). Il leggere a Giorgio ed il commentare insieme chiacchierando sicuramente gli è utile in quanto lo aiuta a scoprire il come mantenere il senso di quanto letto. Ribadisco che è importante il leggergli in modo accattivante, soffermandosi nei punti forti della trama per farli fissare come elementi portanti del concatenamento narrativo. I commenti dovrebbero essere i rinforzi dei punti forti ma tali commenti andrebbero proposti non scolasticamente ma nella formula del "chiacchierare" insieme soffermandoci su questo o quell' episodio.
"Chiacchierando" con Giorgio , dovremo da una parte rinforzargli gli eventi narrativi precedenti concatenandoli agli attuali e anticipare quanto avverrà suggerendogli, senza che lui se ne accorga, esplicitamente, il proseguo della trama. Il ragazzo, pian piano, nel tempo, si impadronirà della struttura che porta alla costruzione narrativa.
La proposta sopra esposta è caratterizzato da uno stile formativo globale e sistemico. Uno stile didattico
-formativo attivo che fonda la sua organizzazione sulla complessità e non sulla semplificazione. Le nostre ricerche ci fanno emergere che i contesti e le situazioni didattico-formative che hanno fatto superare le difficoltà di apprendimento hanno come costante una organizzazione complessa dei
contenuti: più in una lezione, un contenuto è rappresentato da un insieme articolato e complesso di immagini, colori, schemi, suoni, giochi di parole ... più propone "appigli" per comprendere, per ricordare.
Si scopre che il definito "facile" non è sinonimo di "semplice" ed il definito "difficile" non è sinonimo di complesso; anzi in contrasto a certe credenze ed orientamenti educativo- didattici, si scopre che la complessità è facilitante gli apprendimenti.

Bisognerà documentare le competenze e le abilità di Giorgio in casa in modo che si possa dimostrare a scuola ciò che è in grado di fare.

Il 2 novembre 2009 Marco pubblica due resoconti di giornate, uno fra i primi incontri con Giorgio e uno a distanza di un mese:
15 settembre
Lla giornata è piovosa e Giorgio si fa trovare all'appuntamento accompagnato dalla mamma con ombrello sottobraccio e un grosso sorriso .Dopo i vari convenevoli mi comunica il suo grande entusiasmo per ciò che si farà nella giornata e ci diamo l'obiettivo di comprare una borsa, la desidera. Una grande borsa blu, della eastpack , che gli servirà per la scuola . Propongo a Giorgio un giro per i negozi del centro e del centro storico cittadino,in modo da cominciare a prender confidenza con le vie, e durante il cammino, spesso troviamo un punto…una" bandierina" da fissare, che può essere rappresentato dal nome strano di una via, da un negozio a lui già noto, da un elemento paesaggistico (esempio, piazza de ferrari è la "piazza della fontana",per i genovesi; in questo modo ribadiamo continuamente il percorso che stiamo facendo e che rifaremo tre ore dopo al ritorno. Visitiamo insieme molti negozi, commentiamo i prezzi e gli chiedo di aiutarmi a cercare un paio di scarpe che siano adatte per me, che abbiano un certo rapporto tra qualità e prezzo e che tengano bene la pioggia.
Giorgio manifesta mentre giriamo un forte ricordo nei confronti dell’ esperienza di Rimini. mi chiede continuamente delle ragazze. "dove sono? cosa FANNO ORA? COSA DICE DI BELLO LA LAURA? COSA FA , FUMA.....?"
Mi parla molto di loro e vuole che gli racconti per filo e per segno come è andata la festa. Dopo vari giri per il centro storico entriamo nel negozio dove hanno le borse che lui vuole. Il negozio ci è stato consigliato da un mio amico. Infatti prima di arrivare al negozio sono stato con Giorgio in una caffetteria-bar aperitivi dove a volte passo la serata e che conosco e frequento da 8 anni( i tre fratelli calabresi che lo possiedono sono miei cari amici. Dall'inaugurazione li ho anche aiutati frequentemente lavorando dietro al bancone, sia di giorno che di sera per due anni).Credo potrebbe essere una base piuttosto sicura e conosciuta per futuri incontri e attività.
L'amico era già stato avvertito e per anni aveva interagito anche con il ragazzo x fragile con cui lavoravo in precedenza, con giri in moto ,giornate al mare, ecc. conosceva quindi l'"universo x fragile", le piccole cose da non fare e quelle per relazionarsi meglio,anche non essendo ovviamente, il suo lavoro.
Entrati da lui abbiamo preso una sprite e ognuno ha pagato la propria. C’è stato subito un pò di "dibattimento" sul discorso delle monete, Giorgio era perplesso e ha pagato con due euro ma non aspettava il resto di un euro e se n'è andato fuori. Avevo chiesto al mio amico "quanto viene la lattina?..." e lui forte e chiaro ci aveva detto. "UNO".......
Il nostro amico ha fatto conoscenza calorosamente e Giorgio lo trattava dopo pochi minuti con estrema confidenza...anche troppa forse. Appena salutato mi ha chiesto di ritornare in quel bar quando ci fosse occasione. Il mio amico in realtà doveva rappresentare la figura dell'Esperto in negozi di borse.
Infatti ha fatto davanti a noi un paio di chiamate al cellulare ,chiedendo ad altri, a voce alta. Ci ha poi suggerito un posto nei dintorni. Giorgio nel negozio ha scelto da solo la borsa, colore e modello, anche forse grazie a un commesso ipergentile e molto rilassante che abbiamo trovato per puro caso .Arrivati alla cassa ha tirato fuori prima dieci euro,guardandomi per capire se bastavano. poi finalmente altri venti. poi gli ho suggerito di aumentare ancora per arrivare a 50 e si è fermato con decisione arrivato alla cifra. Ha preso la borsa e inserito scrupolosamente lo scontrino nel portafoglio, poi è uscito dal negozio, felice con la sua borsa sottobraccio. In seguito abbiamo fatto altri giri per la via a guardare negozio di scarpe..
Giorgio da tempo manifestava il desiderio di conoscere mia madre, pur non avendola mai vista o sentita...così, visto che si trova in zona, l'ho portato in un laboratorio di sartoria dove mia mamma lavora. Abbiamo affrontato un portone" ignoto " ,nei vicoli, lui con un pizzico di "tentennamento" ha salito le scale. Entrati dentro il clima è subito mutato, mia mamma ha conosciuto Giorgio e ha presentato me e lui alle altre signore"questo è mio figlio Marco, questo è un suo amico, Giorgio", invitandolo prontamente ad una futura cena da noi. Usciti fuori, Giorgio ribadiva costantemente questo invito ricevuto ed era molto soddisfatto. Dopo aver visto il mare insieme al porto antico siamo andati all'appuntamento con la madre. Giorgio mi ha chiesto che giorno ci saremmo visti ancora e, per la cena da mia mamma,"cosa doveva preparare lui di buono...."

16 ottobre giro in pizzeria

Giorgio si presenta accompagnato dalla mamma e in stato di evidente eccitazione: sorride, mi chiede:- alla cena la Dani c’è? la Betta cosa fa? dove è? e spiana un enorme sorriso. In realtà la prima delle due ragazze la conosce molto bene, abbiamo già fatto una cena insieme e la scorsa settimana lui ha visitato con me la sua casa. La Betta invece, l'ha vista solo una volta sporgersi dal bus e anche in fotografia. Appena l'ha vista l'ha già salutata con trasporto e anche a casa dei genitori ne parla sempre. In realtà, giunti all'appartamento lei chiama che ha un contrattempo e non potrà venire. Giorgio sente che lo dico e che la saluto ma ormai è in pieno clima "uomini che conversano" e sembra non curarsene. Siamo davanti ad un bar di amici, due di loro li ha già conosciuti, e lui interviene nella conversazione o sussurra pezzi di discorsi con ecolalie. Arriva al bar anche la Dani, si prende uno sgabello ed inizia a parlare del più e del meno con lui. Senza ansia Giorgio sopporta circa mezz’ora di discorsi e scherza, è a suo agio. Arrivata la Dany si è "appiccicato" a lei e parla con tutti ma usa sempre lei o me come "base". Il percorso di circa 15 minuti a piedi fino al bar si è svolto tra sorrisi, chiacchiere sulla cena ("dove andiamo?io mi siedo vicino ad andre!!Ma prendi sempre la pizza coi wurstel??,io invece cambio sempre pizza...")Anche mentre Giorgio cammina vi sono molte ecolalie, per lui abituali, anche se mutano a seconda di vari parametri.. la compagnia, l'orario, e altri che davvero per ora ignoro. Nei vicoli dopo due passi arriviamo in pizzeria dove lui con scatto felino si siede tra me e la Dani ,anche se ci eravamo proposti di disporci diversamente.
La cameriera arriva e gli amici(istruiti) non lo agevolano o quasi. Lui bofonchia, sguardo in basso ":::prosciutt....".e lei : "come?". lui ripete più deciso e lei capisce(intuisce) "prosciutto". Lei ci ha guardato più volte per conferma, ma abbiamo tutti ripetuto..: "non so che pizza voglia"....Poi Giorgio più convinto afferma "FANTA". Il resto della cena si svolge tranquillamente e Giorgio si gode la sua pizza con l'orecchio teso ma senza partecipare, solo ridendo quando vede ridere gli altri..
Lui mangia però parecchio voracemente, quasi ingozzandosi. sono tentato di dirgli qualcosa, ma non lo faccio...
Mentre ceniamo accetta come tutti noi di provarsi degli occhiali a specchio che circolano in tavola e per la seconda volta mi lascia fare 30 secondi scarsi di girato con la video camera . Riprendo lui "che fa il bello con gli occhiali", e gli altri che cenano con no, e riprendo gli altri in un momento scherzoso, sto cercando di "sdoganare" con Giorgio la telecamera, di farla passare come uno strumento che si usa spesso e non è collegato a riprese a fini didattici. Risate varie. Poi Giorgio mi dice "e' MIA" e con gesto deciso se la riprende mentre ancora filmo e la chiude...
Andiamo a pagare il conto e lui, in fila, mette come gli altri i suoi 10 euro,ma ne da venti anche se ha banconote da 10. Si va poi tutti in gelateria e lui indica il gelato che vuole, ma mette una riga di monete da 1 euro nel piattino, anche se il prezzo del gelato è 1,70. Dopo averlo mangiato quasi tutto e dopo due ore di compagnia,stiamo passeggiando insieme agli altri e lui comincia,vicino a me, a sussurrare: " vado, io sono stanco, io vado a casa.." Così mi do l'appuntamento e lo riporto dai suoi che lo attendono nel luogo prestabilito, con la macchina. Durante tutto il tragitto non fa che ripetere: "..che forte Andre, che simpatico Pietro, grazie per la serata, grazie ringrazia tutti per la bella serata, grazie mille, organizziamo?organizziamo?..."

Nel frattempo sto cercando di dare una struttura più comprensibile ad un ipotesi "progetto lavoro bar" per Giorgio, che , ripeto ,può essere anche un ipotesi,che poi viene scartata.
Esso non ha comunque, natura episodica e cercherò di proporlo davvero come circuito sistemico, in cui ogni elemento possa interagire con le altre parti, influenzarle, esserne influenzato. Come avete giustamente sottolineato, un progetto del genere coinvolge anche altri "enti" in gioco( prima fra tutte la scuola), ed anche su quel fronte mi sto muovendo, con il dovuto tatto..
Vi resoconterò passo per passo, sui risultati che emergeranno da questi confronti, e , appena pronto, vi manderò per iscritto un ipotesi di progetto sviluppato per punti,basandolo su quelli che mi avete inviato (sopraluogo, analisi delle opportunità di lavoro, presentazione e accompagnamento, monitoraggio.) Ci sentiamo comunque il 13 per aggiornamenti su tutto e supervisione. saluti. marco



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