X Fragile - Il Filo di Arianna
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PARTE SECONDA

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Messaggio  Admin Ven Apr 09, 2010 4:35 pm

Il professor Cuomo da alcuni consigli a Laura, sul progetto raccoglitori:

Per quanto riguarda il progetto raccoglitori sicuramente per Mauro dovrà essere rigiocato in funzione dello scopo per cui si vuole utilizzare: le esperienze nell'ambito delle autonomie, socializzazione e apprendimento negli ambiti casa, tempo libero e lavoro (la scuola per Mauro già non rappresenta un obiettivo). Per tale motivo, in particolare per quanto riguarda il lavoro dovremmo capire il tipo di lavoro, il contesto lavorativo, la sua organizzazione globale, le mansioni, .... Dovremmo cioè entrare, tramite la tua descrizione, nella conoscenza delle situazioni lavorative per ipotizzare sia l'utilizzo di ausili facilitanti come il raccoglitore, sia altri eventuali, sia i comportamenti più idonei da tenere. Ti posso anticipare che per qualunque tipo di lavoro sono indispensabili competenze concrete, non mnemoniche, circa:

1. il calendario (ricordarsi gli impegni ed il da farsi anche con l'ausilio di un'agenda);
2. il tempo (conoscere l'orologio in relazione funzionale agli appuntamenti, all'inizio e alla fine di un compito, in relazione a quale organizzazione risulta indispensabile per arrivare in orario ad un appuntamento, del tempo produttivo relativo a quanto si sta facendo...);
3. i pericoli (ogni contesto lavorativo propone dei pericoli e quindi Mauro dovrebbe averne coscienza onde prevenirli ed evitarli);
4. l'orientamento (saper raggiungere il luogo di lavoro, saper consultare una cartina, saper variare percorso, essere autonomo per alcune compere e spese di base...);
5. le regole (conoscere in autonomia ed indipendenza le regole del contesto lavorativo in modo da svolgere le mansioni e le responsabilità assegnate senza l'ausilio permanente di un operatore, non risultare molesto, nè di intralcio agli altri lavoratori,...);
6. l'uso del danaro (l'uso e il valore del danaro è strettamente legato al lavoro in quanto ne dà il valore: bisogna lavorare per avere i soldi, per poter vivere ed acquistare...);
7. la memoria (in modo autonomo e con l'ausilio di strumenti di supporto Mauro dovrebbe ricordarsi quali sono le sue mansioni, quando iniziare, quando smettere e il procedimento delle mansioni che gli sono state affidate; tale memoria comprende anche il comprendere e il ricordare le mansioni).

Come potrai dedurre da quanto sopra tratteggiato sono tutte competenze utili nel contesto lavorativo e che si possono acquisire nelle attività della vita quotidiana sia per poterle apprendere, sia per poterle tenere di rinforzo al loro utilizzo nel tempo di lavoro.

Per quanto riguarda le modalità di lavoro, la nostra metodologia comporta:

• sopraluogo: un operatore che analizza il contesto lavorativo nella sua organizzazione e complessità;
• analisi delle opportunità di lavoro: il ritrovare nel contesto lavorativo quelle mansioni possibili per Mauro (mansioni che devono avere la caratteristica di essere brevi, chiare, anche se diverse, concatenate con senso tra loro... per evitare un fissaggio di routine ed una perdita del significato globale della responsabilità lavorativa);
• presentazione e accompagnamento: presentare a Mauro il contesto lavorativo affiancandolo per il primo periodo facendogli comprendere in modo speculare quali sono le sue mansioni e responsabilità;
• monitoraggio: man mano lasciare Mauro sempre più in autonomia a svolgere il suo lavoro ponendosi in osservazione per eventuali aggiustamenti.

Di questo programma, che deve precedere e accompagnare l'inserimento lavorativo, devono essere informati (e formati e comprenderlo) sia il datore di lavoro che i colleghi di lavoro.

In attesa di una tua analisi contestuale inviamo cordiali saluti

Alice Imola
Nicola Cuomo

P.S. ATTENZIONI CIRCA IL PROGETTO RACCOGLITORI

Il progetto raccoglitori va analizzato e preso in considerazione per i suoi aspetti strutturali profondi provocatori di un passaggio tra:
1. l'esperienza concreta che produce una dimensione relazionale ed affettiva intersoggettiva tra persone in situazione, in contesti particolari
2.. una sua elaborazione di pensiero molto più evoluta provocatrice di riflessioni intrasoggettive.
Le due dimensioni vanno a realizzare quelle condizioni che maturano in un potenziamento reciproco tra il fare ed il pensare di fare, tra le azioni e il progettarle e valutarle.
Pertanto, mentre negli esempi noi ci rifacciamo agli aspetti scolastici, più chiari da comprendere e che occupano circa 20 anni di vita di una persona, l'ipotesi strutturale profonda che contiene la proposta raccoglitori si riferisce ad un itinerario sollecitante la maturazione e lo sviluppo cognitivo ed affettivo della persona; uno sviluppo che come afferma Vygotskij è nell'area di sviluppo potenziale la quale necessita di interventi mediatori e di strumenti facilitanti per potersi realizzare in pieno. Di fatti, in particolare persone con deficit necessitano di strumenti e strategie mediatrici e con questi vi sono ottime possibilità per superare gli handicap che i deficit propongono.
La materialità del raccoglitore, fogli, anelli...loro possibile riorganizzazione in diversi ordini categoriali funzionali agli obiettivi che si vogliono raggiungere propone visivamente, materialmente sia alla persona con deficit che agli operatori la possibilità di agire in concreto quanto dovrà divenire rappresentazione di pensiero.
La struttura materiale del raccoglitore può sembrare un'opportunità adulta quella di realizzarla in Power point in realtà in tal modo si salta l'implicare i ragazzi nel processo materiale e l'occhio, la mano, lo spostare le carte, l'incollare, l'organizzare gli oggetti e gli spazi, lo spostare, il ritagliare,... il modificare,... tutta la manualità necessaria nel progetto non viene vissuta.
Al contrario questo fare che può dare la sensazione di essere meno adulto del power point, va vissuto in quanto è tale processo che viene interiorizzato e propone supporti alla memoria e transfer in altre possibilità di acquisizione di competenze: dalla cucina, al tener in ordine un magazzino, dal servire a tavola, al prendere l'autobus,... le azioni materiali del raccoglitore sia quelle dirette al raccoglitore sia quelle contestuali al raccoglitore e preparatorie a questo, sono processi che provocano nell'organizzazione cognitiva strutture per transfer.
Il fare tutto in elettronica non propone questa enorme stimolazione che è iper sensoriale, iper relazionale e quindi iper mediale (oltre che ad essere iper affettiva).
L'iper medialità del Power point è esterna non è interna al pensiero dei ragazzi pertanto bisogna prima ed in parallelo lavorare con le mani, i piedi, il corpo, gli odori,... in azioni tra soggetti - persone e poi con l'elettronica
L'azione esterna, riportando quanto si è fatto materialmente con il raccoglitore in elettronica, in Power Point, diviene intra soggettiva, fa comprendere il meccanismo Power point in quanto si sono interiorizzate, rese pensabili le azioni esterne materiali intrasoggettive che il raccoglitore propone.
Inoltre la lentezza di poter consultare i raccoglitori, per esempio alle verifiche e agli esami di Stato o nella serena calma interpersonale in casa, permette di fornire una calma al ragazzo che per esempio nel prendere lentamente i raccoglitori, nell'aprirli, nel ritrovare la pagina ... in questa lentezza ritrova il tempo per organizzare la sua memoria.
Inoltre la stessa lentezza che si è posta nel costruirli proporrà, per esempio all'esame o nelle verifica scolastica, uno spazio evocativo importante e vasto pieno di appigli.
Le forbici che non si trovavano, il foglio caduto ecc.. diventano tutti micro memorie episodiche.
Inoltre l'uso del Power Point in verifiche e agli esami spesso incontra blocchi in computer non adeguati o in operatori non competenti (succede anche a noi agli esami di Laurea). In tale circostanza si può produrre una condizione di ansia disorientante se non si ha in mente un itinerario processuale concretamente vissuto. Tale vissuto di preparazione concreta del raccoglitore per poi poter essere trasferito in Power Point permette alla mente di ripercorrere l'itinerario concreto per quindi divenire un riferimento della memoria tranquillizzante.
L'utilizzo del computer e di Power Point quindi sicuramente è più snello e presenta il ragazzo più competente ed adulto, ma è necessario- indispensabile far percorrere il processo organizzativo al ragazzo in precedenza attraverso l'itinerario concreto di realizzazione del raccoglitore per poi divenire oggetto di transfer in Power Point. Il processo di transfer dal raccoglitore al Power Point è similare al passaggio tra pensiero intersoggettivo a pensiero intrasoggettivo ed è anche una verifica concreta per l'operatore del livello di comprensione della persona con deficit.

Laura risponde:

Gentilissima dott.ssa Imola,
innanzitutto volevo ringraziarvi per l’analisi ricevuta, sto provvedendo a studiarla nei dettagli.
Molte riflessioni SI STANNO SVILUPPANDO e come ribadite sempre, possono rivelarsi UTILISSIME A TUTTI. Soprattutto a me sottoscritta che sono alle prime armi e sono implicata nel caso preso in questione.
Mando il diario del 12 ottobre. STO PROVVEDENDO A MANDARVI ALTRI VIDEO DI MAURO CON DELLE SUE IMITAZIONI.
GRAZIE PER LA METICOLOSA ATTENZIONE.
Lunedì 12 ottobre 2009

Tra gli impegni scritti sulla sua agenda, oggi non era previsto un nostro incontro perché sapevo che aveva teatro. Ma dato che questo suo impegno era stato cancellato, lo sorpresi prima delle ore 15:00 con una chiamata. Gli chiesi se voleva venire con me a fare delle commissioni in città, visto che passavo vicino a casa sua. Mi rispose positivamente con grande entusiasmo.

In queste settimane di lavoro con Mauro e con la famiglia la “direzione progetto” si sta lentamente delineando.
Parlando con la mamma di Mauro, nei giorni precedenti, ho afferrato l’esigenza di porre inizio ad un inserimento lavorativo vero e proprio di Mauro. Da gennaio avrà un contratto regolare con la società per cui lavora.
Lui è inserito all’interno di una struttura comunale (Casa di riposo) dove il suo ruolo è quello di stare con gli anziani e di portarli nei vari luoghi in cui necessitano di cure. Inoltre fa volontariato in Caritas.
Tutte attività dedite al servizio dell’altro, ma purtroppo i ruoli che gli vengono assegnati all’interno di queste strutture (in particolar modo alla casa di riposo) non gli permettono di sviluppare e di continuare quel filo che con tenacia stiamo ricercando. La madre, infatti, mi ha confermato che quando Mauro è di turno, se non è seguito da una persona che gli è stata affidata all’interno della struttura, rischia di trascorrere l’intera mattinata in una stanza a confabulare tra sé e sé. In questo modo si rischia di rendere la sua presenza superficiale senza una mansione specifica per lui.
Per questo motivo sarebbe necessaria una figura in ambito lavorativo a lui conosciuta che gli permetta di continuare il “filo di Arianna”.

Oggi camminando per le vie della città tra i vari discorsi che abbiamo fatto gli ho introdotto a sua insaputa il discorso Casa di riposo: “ Mi piacerebbe vedere dove lavori/dove si trova…”; notando il mio interessamento si è proposto di farmi vedere la struttura una di queste settimane.

Il 21 ottobre 2009 Laura chiede conferma su come procedere alla dottoressa Imola e al professor Cuomo:

Salve a tutti! Vi scrivo delle ipotesi di lavoro per lavorare con Mauro domani! Aspetto al più presto vostre considerazioni.
Intanto vi segnalo 4 punti fondamentali:

1) Mauro partirà sabato 24 ottobre per gli USA e tornerà il 6 novembre.

2) La mamma di Mauro ha cercato di mettersi in contatto con la dirigente della casa di riposo ( luogo lavorativo di Mauro) ma non l'ha trovata. Mi metterò in contatto personalmente nei giorni successivi concordandomi con la famiglia.

3) Dal 24 al 31 ottobre io non ci sarò per un campo di formazione metodologica SCOUT (è un campo a cui non posso mancare che prima o poi dovevo fare e siccome ci sono lunghe liste di attesa ho saputo solo ieri sera che mi avevano accettato. Anche qui c'è un iter da rispettare) per questo motivo non potrò mandare relazioni, nè video. La famiglia Sartori ne è gia al corrente.

4) In ogni caso sarò presente alla supervisione del 24 mattina!

...in attesa di risposta, vi saluto e grazie! Laura

IPOTESI DI LAVORO:

Domani, giovedì 22 ottobre, Mauro dovrà andare in asl per fare la revisione dell’invalidità, attività che messa insieme alle altre lo destabilizza. Purtroppo e per fortuna questo è un periodo ricco di impegni in cui lo vede protagonista:
- Commissione invalidità
- Dentista
- Viaggio in America (ormai imminente)
- Controlli all’ospedale di Milano
- Pressione
Sono tutte esperienze che sta vivendo in queste ultime due settimane e sono arrivate come una scarica elettrica.
Ma ogni singolo evento va preso in maniera molto singolare.

Per domani avrei delle ipotesi di lavoro:
• Avviso già da oggi la mia presenza a Mauro che domani sarò in Caritas per filmarlo in un’attività che riguarda il suo servizio di volontario per poi farglielo vedere (gli ultimi filmati che ho registrato li ho sempre fatti vedere anche a lui, dato che gli piace molto rivedersi in tv ).

• Dopo il servizio mi proporrei di accompagnarlo in asl con la madre senza avvisarlo in precedenza, per partecipare con lui a questo momento forte fingendomi di avere un appuntamento alle 16.15 proprio in asl per portare dei documenti.
o Questa coincidenza può rivelarsi occasione di incontro e di dialogo sia durante il tragitto per raggiungere il luogo sia durante l’attesa per entrare nell’aula dove è riunita la commissione.

• Fino alle 18 lui avrà il tempo per restare con me( perché poi avrà judo). Potrà essere un’ opportunità per vedere e costruire, ovviamente con l’aiuto di internet, un itinerario con le attrazioni e i musei che potrà visitare durante la sua permanenza a New York.
o Attraverso le immagini costruire il percorso su fogli A4.
o Ho pensato a questa strategia perché finora lui collega questo viaggio alle cure che andrà a fare negli Stati Uniti e questo non lo tranquillizza molto.
o …E se invece questo si trasformasse in un’occasione interessante, fatta di immagini e parole proposte da lui che può portare in aereo o durante i giorni di alloggio negli Usa?

Per quanto riguarda il viaggio negli USA

Propongo a Mauro di portare con sè l’itinerario cartaceo per vedere giorno per giorno i luoghi che visiterà. Per non mettere in secondo piano le cure che sosterrà nella città americana, prima di partire potremmo scandire nella sua agenda giorno per giorno ciò che andrà a vedere assieme ai momenti di permanenza ospedale (dopo l’incontro di ieri sono consapevole di un miglior utilizzo di un’agenda settimanale piuttosto che quella giornaliera; riguardo all’agenda settimanale potrei regalargliela per Natale per poterne fare un miglior utilizzo rispetto all’agenda giornaliera, che aspetterei di finire almeno fino a dicembre, utilizzando l’espediente “regalo” per fargliela utilizzare) dato che la madre ha già fatto un programma per le settimane negli USA.
Angelo, il fratello di Mauro, prenderà con sé la videocamera. Anche Mauro potrebbe riprendere da sé parte dei luoghi che visiterà.
Infine potrei proporre alla famiglia di riprendere Mauro nei momenti salienti del viaggio.

Il 22 ottobre 2009 il professor la dottoressa Imola risponde:

Carissima Laura,
penso che il progetto vada bene poi vedremo al ritorno dall'America.
Potresti mantenere (se sarà possibile) una corrispondenza e-mail in modo da farti tenere al corrente di come sta andando e cosa sta facendo di bello.
La corrispondenza con l'America potrebbe mantenere viva la memoria e l'interesse per gli accordi.
Ci sentiamo.
Ciao, Alice Imola

Il 30 ottobre 2009 la mamma di Mauro dagli Stati Uniti scrive:

L'esperienza americana sta andando bene e questa mattina la Prof. che si occupa dello studio e ha messo a punto la metodologia mi ha detto di avere buone speranze che la cura arrivi in tempo per migliorare la qualità di vita dei ragazzi ormai grandi come i miei figli.
Questo, insieme al percorso interdisciplinare, mi fa pensare ad un futuro migliore.
Un caro saluto

Il professor Cuomo risponde:

LE RICERCHE NEGLI USA
Gentilissima Signora Sartori,
siamo molto contenti che tutto stia andando bene e le chiediamo di informarsi di quale è la cura per far cambiare le prese di posizione di ignoranza e di oscurantismo violento degli insegnanti.

La qualità di vita si ottiene anche nella relazioni, si realizza se vi sono percorsi formativi, una scuola adeguata, se una società è colta ed ha uno spessore etico e culturale che gli fa capire i valori della diversità. Come le abbiamo sottolineato negli incontri vi sono ragazzi "sanissimi" ed "intelligentissimi" che proprio a causa di questa intelligenza vivono un senso di malessere esistenziale a causa di insegnanti incapaci e violentemente ignoranti.
Lei deve tornare in Italia anche con questa cura che noi stiamo cercando di realizzare con la nostra ricerca.
Un essere sani ed intelligenti non basta se non vi è la cura dell'educazione, della cultura, dei valori, dell'accettazione della diversità,... Aspettiamo anche quindi questa parte di confronto dall'America.

Cordiali saluti

Laura, su consiglio del professor Cuomo, va a fare un sopraluogo nel luogo dove Mauro lavora:

Giovedì 22 ottobre

Oggi filmo Mauro nel suo lavoro in Caritas, attività che a lui piace molto perché è a contatto con persone piacevoli che lo aiutano.
A Mauro gli è stato affidato un Tutor, Silvio, un volontario del luogo .

Entrata nell’atrio Mauro mi vede, mi sorride (sapeva che dovevo venire in Caritas, l’avevo avvisato precedentemente) e mi fermo a parlare un attimo con il tutor. Nel frattempo Mauro si dirige verso un’altra stanza aspettando che arrivassero le persone a richiedere cibo.
E’ un centro che richiede molte mansioni, infatti, durante la mattina Mauro lavora in cucina e prepara da mangiare (domani cucinerà la crostata) con le cuoche del posto. Serve alla mensa durante il pranzo e al pomeriggio prepara borsine per darle alle persone che ogni giorno vengono al centro riempiendole di latte, frutta e verdura.-

Sotto richiesta del tutor, Mauro si dirige verso la stanza del cibo e affianca Silvio che gli spiega come riempire le borse: “ Mauro, allora prendimi per favore il latte, le mele, il pane……” mentre gli dà queste dritte Silvio riempie il sacco con altri alimenti.-

Finite le persone da servire parlo un po’ con Mauro del centro Caritas e così mi invita a visitarlo. Dallo spazio borsine passiamo allo spazio guardaroba, alla mensa, alla lavanderia, alla dispensa.
Mi accompagna nelle varie stanze come se fosse a casa sua. E’ un luogo in cui lui è a proprio agio e quindi non ha freni inibitori.

Arrivate le 15.30 gli dico che devo lasciarlo perché ho un appuntamento all’ASL e devo consegnare dei documenti ( non era vero, era un modo per creare una coincidenza di eventi: alle 16 lui ha un appuntamento per la commissione invalidi nel medesimo luogo, quindi per non appesantire il momento, per lui molto intenso, ho pensato di accompagnarlo) sentendo questa frase mi dice che anche lui deve andare all’asl e stupita mi propongo di accompagnarlo.

Presa la giacca ci avviamo a piedi verso l’ASL parlando di molte cose ricordandogli della coincidenza di oggi che addirittura non ci dovevamo vedere, se non per la registrazione del filmato.

Giunti a destinazione aspettiamo la madre che ci avrebbe raggiunto a momenti.
Nel frattempo ci sediamo sulla panchina e avverte l’avvicinarsi della partenza per gli USA. Molti discorsi durante il tragitto erano improntati su questo argomento “lunedì parto, ma quanto starei bene a casa mia” e per placare un po’ questo momento cerco di fargli capire che io vorrei essere al suo posto, e che non tutti hanno la possibilità di fare questo viaggio. Facendo anche riferimento ai luoghi che andrà a vedere (spiegati a me nei giorni precedenti dalla madre) e accennandogli che se voleva potevamo andare a vedere, tramite internet, questi luoghi prima di partire (lo faremo domani).

Durante i vari discorsi fatti sulla panchina gli ho chiesto se poteva dirmi l’orario perché avrei dovuto avere il mio fantomatico incontro per i documenti alle 16.30. Non sapendo il motivo per cui era lì all’asl gli ho chiesto a che ora avesse l’appuntamento e per che cosa.
Mi risponde che doveva parlare con delle persone che dovevano fargli delle domande alle 4.00.
Siccome mancava ancora mezz’ora mi sono proposta di accompagnarlo fino alla sala d’attesa e una volta arrivata la mamma ci siamo stupite dell’incontro.
Così insieme ci siamo recati nella sala della “commissione invalidi”. Durante l’attesa vagavano tanti discorsi dall’America, al documento che gli avevano ritirato per “l’esame commissione “, ai dvd.
Quando siamo arrivati gli hanno chiesto il documento d’identità e la sua paura era che non glielo restituissero. Ma confortato da me e la madre gli ribadiamo che glielo avrebbero restituito dopo il colloquio.

Arrivate le 16.30 mi avviai verso l’ ufficio per i “documenti”, salutando Mauro e chiedendogli se aveva voglia di accompagnarmi in città dopo il colloquio. Mi rispose positivamente. Fino alle 6 saremmo rimasti insieme perché poi avrebbe avuto judo.
Finito il colloquio gli chiesi come era andato, ma non mi rispose.
Era un po’ infastidito quindi abbiamo deciso di fare una passeggiata per le vie del centro quando a un certo punto mi disse che gli avevano chiesto in commissione che lavoro faceva e quanti anni aveva.
Allora gli chiesi cosa gli aveva risposto a loro e gli disse “Casa di riposo e Teatro”. Ormai era tranquillo è stato un momento di “interrogatorio” che a lui non piace molto.
Ormai era andata anche questa e ci avviamo per andare alla palestra chiedendogli dove si trovava, perché non lo sapevo e mi ha mostrato la via per arrivarci.

Ormai mancava poco alle 18.00 ci salutiamo… ricordandoci del nostro appuntamento di domani…

Il professor Cuomo risponde:

Carissima Laura
e per c.c. signora Sartori,

nel guardare la breve videoregistrazione ce ci hai inviato Mauro ci sembra molto informato dell'organizzazione a cui sta collaborando. Quello che non si riesce a capire bene sono le sue mansioni in quanto sono più che altro dirette dall'operatore della Caritas.
Per esempio si potrebbe organizzare delle "tabelle di lavoro" e sicuramente Mauro, in maniera autonoma potrebbe preparare i sacchetti da consegnare. Immaginiamo che (se la Caritas fa distribuzione di cibo) debba distribuire dei sacchetti con farina, riso, zucchero e latte oppure un altro tipo di confezione con biscotti e latte. Le due tabelle di lavoro ricorderebbero a Mauro che deve fare 10 confezioni in sacchetto dell'uno e 10 dell'altro. Le tabelle di lavoro possono essere organizzate o solo con scritto quanti pezzi vanno in ciascun sacchetto o con scritto e più fotografia raffigurante i pezzi che vanno nel sacchetto (questo è facilitato).
Per noi diventa difficile capire quale è la responsabilità e quali le mansioni di Mauro dal filmato pertanto aspettiamo il tuo progetto il quale avendo fatto un sopraluogo ed immaginato delle mansioni/responsabilità di Mauro potrà essere sperimentato e si potranno ipotizzare strategie facilitanti.
Ricordati che sono fondamentali i tuoi sopraluoghi su posto di lavoro insieme al tuo progetto.

Ciao
Alice Imola
Nicola Cuomo

Laura scrive il punto della situazione:

Salve a tutti!
vi scrivo il punto della situazione di quest' ultima settimana trascorsa, con delle ipotesi di lavoro per il rientro di Mauro dagli Stati Uniti.
Per quanto riguarda il "progetto Caritas" ci sto lavorando e questa settimana volevo andare al centro senza Mauro per parlare con il suo tutor perchè ci sarebbe un altro ambito, come quello della mensa (sempre all'interno del centro), che io non ho potuto osservare per questioni tempistiche.

Come detto in supervisione tra poco cominceremo a parlare in concreto di "ambito professionale". Inizieremo a interagire con la dirigente della casa di riposo e la famiglia pensava di chiedere aiuto alla psicologa che segue Angelo, poichè conosce la dirigente. Tale psicologa è stata informata riguardo al progetto e ricoprirebbe solamente il ruolo di collegamento tra me e la dirigente DELLA CASA DI RIPOSO: può essere una figura positiva o è meglio non inserirla nel nostro lavoro?

PUNTO DELLA SITUAZIONE:
In queste settimane sono accaduti molti eventi che hanno reso Mauro protagonista attivo dell’esperienza che sta vivendo, ricca di imprevisti. Vi avevo già scritto dei miei intenti durante queste due settimane di assenza di Mauro.
Durante la settimana, in cui pure io mi sono assentata, ho ricevuto delle chiamate dagli Stati Uniti da parte di Mauro. Stessa cosa negli ultimi due giorni.
Mi ha inviato anche una mail esplicitando la sua volontà di andare a vedere un nuovo film che uscirà a breve al cinema:
“ LAURA MI MANCHI TANTISSIMO QUADO TORNO ANDIAMO AL CINEMA A VEDERE GHOSTBUSTERS 3 UN GROSSO BACIONE DA MAURO. “
Facendo un passo indietro prima di partire abbiamo fatto “progetto agenda” con l’obiettivo di sapere quello che si andrà a vedere, rendendo partecipe anche la famiglia.
Venerdì 23 ottobre io e Mauro abbiamo fatto una sorta di agenda cartacea dove giorno per giorno veniva raffigurato quello che sarebbe andato a visitare durante il viaggio statunitense. Per arrivare a farla insieme mi sono mostrata interessata al suo viaggio, la mia curiosità in lui ha provocato l’interesse di farmi vedere, anche per mezzo del pc, i luoghi d’interesse segnati dal programma che aveva gia fatto la madre in precedenza.
L’agenda è molto semplice: è un quaderno con pagine bianche in cui noi abbiamo inserito i giorni e abbiamo scandito le giornate.
Per esempio guardavamo “26 ottobre, ospedale” e andavamo a vedere su internet l’immagine che raffigurava quel luogo. Oltre all’ospedale, inseriti nel programma c’erano anche luoghi di svago, tipo “Central Park” e andavamo a cliccare sull’immagine, pronti per scaricarla.
Era entusiasta del lavoro anche se ogni tanto ribadiva che sarebbe stato meglio starsene a casa.

La casa era piena di valige e questo gli metteva ansia. Data anche dal fatto che non conosceva il luogo che sarebbe andato a visitare infatti l’agenda avrebbe dovuto anticipare per quanto possibile il suo viaggio.

Vedremo al ritorno con i video e le impressioni della famiglia.

Momenti particolari

Durante questa attività vi sono stati momenti particolarmente intensi.

• Mentre costruivamo l’agenda Mauro mi chiedeva se potevo andare con lui. Non potendo gli risposi che sarei stata impegnata tutta la settimana al campo scout e sarà una buona occasione di confronto da sfruttare al nostro ritorno per vedere le foto di queste due diverse esperienze.

• Al momento del saluto, Mauro mi ha accompagnato all’ingresso come tutte le volte e abbracciandomi disse:“ LAURA MI MANCHERAI! CI VEDIAMO TRA DUE SETTIMANE…MI MANCHERAI TANTO” . In lui si vedeva questa “sofferenza del distacco” quasi da far scendere in lui le lacrime e da far commuovere me.

Sappiamo che Mauro è un ragazzo molto sensibile e come tutti, il problema del distacco provoca, anche se pur minima, una certa sofferenza.
Prima di partire si respirava l’aria di distacco e spaesamento. Paura di lasciare il proprio nido, paura dell’ignoto.
Anche durante le telefonate mi ha ribadito che ha il desiderio di tornare per vedere il film e di tornare a casa sua.

Vedremo al ritorno.


Programma per il suo ritorno

Per non appesantire troppo il suo rientro ipotizzavo, oltre che parlare con la famiglia, di vedere le foto del viaggio sue e mie in modo da evidenziare il fatto che entrambi siamo stati coinvolti in due esperienze.

Problema che sta sorgendo mentre scrivo queste righe:
ripensandoci a scout sta vivendo un momento di crisi in quanto ha appena concluso il cammino scoutistico con un rito che si chiama “partenza” (è presente in uno dei video che vi avevo mandato). E’ un momento molto importante per un ragazzo perché si trova a fare i conti con la “propria scelta di servizio”, cioè servizio all’altro in ambito scoutistico e non. Da questo momento in poi lui intraprenderebbe la strada per diventare CAPO ma non si sa ancora niente per quanto riguarda la sua collocazione all’interno delle varie fasce d’età (bambini-ragazzi-adulti) e i capi del suo gruppo stanno ancora decidendo, in lui questo crea uno squilibrio personale in quanto i suoi amici della sua età stanno per diventare capi.
Questo sarà un altro problema da affrontare.

Ritornando a noi, fargli vedere le foto della mia settimana scout non sarebbe una grande idea con tutto il retro sopra spiegato. Quindi rimarrei semplicemente sulla rielaborazione del viaggio, guardando anche i video e in qualche modo renderlo partecipe del suo viaggio e del suo ritorno a casa.



Ipotesi di lavoro

• Riordinare le valige: sistemare i vestiti nell’armadio differenziando i vestiti sporchi da quelli puliti.
Indurlo a fare questa attività facendo in modo che al momento del cambio non trovi vestiti puliti per cambiarsi. Che vada alla ricerca di quelli puliti per distinguerli.

• Verificare con la famiglia se è stata utilizzata l’agenda e in che modo e vedere i filmati fatti negli USA.

• Potrebbe essere utile fare un album di foto del viaggio negli USA con tutta la famiglia. Successivamente metterlo tra gli altri album che Mauro possiede già (ha un ripiano dove sono presenti tutti gli album da quando era piccolo fino ad oggi ).

LA CRISI CON IL GRUPPO SCOUT

Il professor Cuomo risponde:


Carissima Laura,

tu dici che Mauro “a scout sta vivendo un momento di crisi in quanto ha appena concluso il cammino scoutistico con un rito che si chiama “partenza”” e poi continui che “in lui questo crea uno squilibrio personale in quanto i suoi amici della sua età stanno per diventare capi”
Però da quanto possiamo capire il problema ce l’hanno gli scout e non Mauro perché molto probabilmente hanno dei dubbi sulla nuova collocazione di responsabilità che il suo stadio attuale nella gerarchia scout comporta.
Pertanto Mauro è vittima di una non chiarezza decisionale da parte degli scout. Questo ci deve fare molto pensare perché Mauro ha capito benissimo qual’è la gerarchia degli scout e voi, con i vostri cerimoniali, lo avete portato sempre più in alto: era vero o avete fatto finta nell’attribuirgli responsabilità superiori?A questo punto non si può scherzare perché è una sorta di “tradimento” che va a far perdere la fiducia in Mauro di tutto il percorso avuto con gli scout.
Questo somiglia molto alla preparazione della festa che ha messo in crisi Mauro quella sera a cena perché a premesse di un certo tipo bisogna giungere a conseguenze coerenti in particolare per persone con X fragile. Pertanto ora tocca a voi pensare al ruolo di Mauro in maniera coerente a quanto sinora messo in atto. Tu stessa facendo parte degli scout non puoi pensare che finora avete scherzato!
Lo stesso percorso scout, strutturalmente, somiglia al percorso del lavoro, che è centrale nel progetto che farai per Mauro. Le competenze del ragazzo, il suo ruolo, le sue attività devono essere realmente adeguati.
La nostra responsabilità sta nel ricercare e trovare le modalità più adeguate per lo sviluppo delle competenze di Mauro, assolutamente non un far finta che lui le abbia.
Anche alla struttura per anziano facevano finta che Mauro avesse un ruolo e poi nel confronto più serrato richiesto dalla signora Sartori si è scoperto che lo tenevano lì a non far niente.
Mauro è molto sensibile e queste situazioni sono per lui altamente mortificanti (ricordati della scena del rifugio nel gabinetto, del pianto, ….al ristorante).
Sia negli scout che nel percorso che progetterai nel lavoro dovrai stare molto, molto attenta a non cadere in queste prese in giro.
Quando tu dici ritornando a noi e che “fargli vedere le foto della mia settimana scout non sarebbe una grande idea con tutto il retro sopra spiegato” cosa vuoi dire, che metti tutta la spazzatura sotto il tappeto?Non in questo momento del ritorno dall’America, ma subito dopo dovrai chiarire con te stessa principalmente con gli scout a che gioco giocate: non è possibile che una struttura scout, proprio per i principi su cui si fonda vada a mortificare e a disorientare Mauro. Va chiarito il tutto prendendosi ciascuno le proprie responsabilità. Non è possibile girare pagina.

L’ESPERIENZA LAVORATIVA

Per quanto riguarda il proseguo delle attività ti ricordiamo che il momento centrale è il LAVORO. Vestiti sporchi ecc… assumono senso se sono collegati con il lavoro (un’amica va a rivoltare nella biancheria sporca e pulita dell’altra? Mi sembra più un lavoro da baby sitter, un’amica tutt’al più dice “sai sento un cattivo odore è meglio che ti cambi”)
Per quanto riguarda la psicologa per il rapporto con la casa per anziani ti ribadiamo che non ne vediamo assolutamente la necessità in quanto la competenza e la responsabilità è totalmente tua.

Il 5 novembre 2009 Laura scrive:


Carissimi,
nessuno sta scherzando con Mauro tanto meno la sottoscritta. La "Partenza" è una cerimonia che porta alla scelta del servizio e di fede e tutti devono prenderla, ovviamente ognuno con il suo percorso alle spalle. E' una tappa importante per il cammino scout perchè prepara la persona alla scelta del "servizio all'altro" sia dentro agli scout che fuori e Mauro ne è sempre stato vero protagonista fin dalla tenera età . Proprio perchè altruismo e sensibilità lo caratterizzano . Anche i capi, che io conosco, sono sempre stati molto attenti al suo inserimento (anche se non sono nel mio gruppo).
La scelta di prendere la partenza l'hanno ponderata insieme a lui e alla famiglia ormai agli inizi di settembre e proprio per questo lui ha accettato come il resto dei suoi compagni di viaggio. Io non c'ero quando i capi avevano discusso di questo argomento perchè non è il mio gruppo e se ne era parlato prima del "progetto amico".
A Mauro non si nasconde nulla e mai è stato fatto! Altrimenti non gli avrebbero dato la partenza. se volevano nascondere qualcosa allora sarebbe rinchiuso in casa senza fargli vedere la realtà delle cose.
LUI è NELLA REALTà E STA NELLA REALTà, STIAMO LAVORANDO TUTTI IN QUESTA DIREZIONE.
Infatti parlando con la mamma in precedenza discutevamo circa UNA DELLE TANTE POSSIBILITà di essere aiuto-capo nei lupetti (fascia bambini 8-12 anni) a lui piace molto e all'interno di questa fascia potrebbe sviluppare anche la sua creatività come solo lui sa fare. Questo implica, quindi, una continuità con il gruppo e lo staff con cui collaborerà, senza far perdere quei punti di riferimento che si sono venuti a creare negli anni. Però, qui sarà compito della staff farlo rendere partecipe e attivo, evitando di "dargli solo i cartelloni da colorare" ma MOLTO DI PIù!!! PRENDERE PARTE DELL'ORGANIZZAZIONE DELLE USCITE, I GIOCHI, LE VARIE ATTIVITà.. protagonista attivo.. con un "progetto-educativo ad hoc" per lui. Proprio in questi giorni mi sto mettendo in contatto con la staff del suo gruppo per parlarne.
Queste indecisioni dello staff sono dettate da questioni tempistiche. Mi spiego: dalla partenza in poi rimangono alcuni mesi(2/3 mesi) per collocare le persone che hanno preso la partenza nei vari servizi, uguale risulta per Mauro per il suo essere unico e speciale. E' un cammino che ha intrapreso fin da quando era bambino e per quanto mi riguarda credo sia stata molto ponderata come scelta, conoscendo la famiglia. Credo anche che Mauro era al corrente di tutto questo. SE HA FATTO QUESTO TIPO DI PERCORSO è PERCHè INSIEME ALLA FAMIGLIA IN TUTTI QUESTI ANNI SI è RITENUTO OPPORTUNO FARGLIELO VIVERE E CHE CONDIVIDO A PIENO. TUTTE LE RESPONSABILITA' IN AMBITO SCOUTISTICO NON SONO MAI SUPERIORI A QUELLO CHE UNO PUò DARE (per quanto riguarda il ruolo di capo). Ognuno è unico indipendentemente da dove può arrivare e tanto meno si danno responsabilità superiori a quello che uno può dare. Ognuno dà del proprio meglio nella misura in cui riesce ED è MAURO CHE CE LO INSEGNA E CHE L'HA INSEGNATO ANCHE ALLE PERSONE CHE LO FREQUENTANO.

INSIEME CON LA STAFF CERCHEREMO DI CAPIRE LE DIREZIONI DA PRENDERE TENENDO PRESENTE LE LINEE GUIDA DEL PROGETTO AMICO.



Il mio pensiero nella mail precedente era rivolto a un tassello molto importante della vita di Mauro che insieme alle altre cose permea il grande contenitore LAVORO. Mi stò mobilitando per capire che raggio d'azione abbiamo per l'inserimento lavorativo alla casa di riposo, la settimana prossima ho l'incontro con la dirigente per vedere la struttura stessa.
Nel frattempo mi sono informata e ho pensato alle fasi su cui è possibile lavorare:

1) capire quali ambienti sono consoni ( contesto ambientale e relazionale)

2) che tipo di ruoli può assumere all'interno dei vari ambienti della struttura

3) che tipo di relazioni può instaurare con il personale, se possibile

Informandomi per vie traverse gli ambienti presenti nella struttura con possibilità di inserimento sono: BIANCHERIA, LAVANDERIA, BAR, MAGAZZINO, CUCINA e probabilmente ci sarebbe l'aspetto ANIMAZIONE ma lo terrei in sospeso per capire come viene gestito.

In attesa del ritorno di Mauro, cordiali saluti Laura

MAURO è IN CRISI!


Il professor Cuomo risponde a Laura:


Carissima Laura,
tutte le attenzioni che tu hai descritto esserci da parte dell'organizzazione scout per Mauro la prossima volta esplicitale perchè tu scrivi che "Mauro negli scout sta vivendo un momento di crisi in quanto ha appena concluso il cammino scoutistico con un rito che si chiama "partenza" e poi continui che “in lui questo crea uno squilibrio personale in quanto i suoi amici della sua età stanno per diventare capi”.
Noi sappiamo quello che tu ci scrivi e dalla tua frase si comprende che Mauro è in crisi, quindi sta vivendo male questo momento, perchè intuisce che a differenza degli altri non può diventare capo. Pertanto se non vuoi che nascano dei fraintendimenti è conveniente che tu scrivi in maniera diversa. Noi capiamo quello che scrivi e non quello che pensi in quanto non possiamo leggere nel pensiero.
Rimaniamo in attesa sia del progetto che l'organizzazione scout ha previsto per Mauro, quello che tu dici sarà ipotizzato dal quella che tu chiami "la staff", sia del progetto relativo al lavoro.

Mauro ritorna dagli Stati Uniti e Laura scrive:

Salve a tutti!
MAURO è tornato venerdì scorso ed è molto più rilassato.

LA DIRIGENTE DELLA STRUTTURA DELLA CASA DI RIPOSO, CHIAMATA ORMAI LA SETTIMANA SCORSA, CI AVEVA RASSICURATO CHE IN SETTIMANA AVREMMO FATTO L'INCONTRO CON LEI PER PARLARE DEL PROGETTO, MA NON SI è FATTA SENTIRE!!!!!!!!!!!!
COME VEDRETE NEL DIARIO DI MERCOLEDì 11 NOVEMBRE, MAURO è TORNATO CON TANTA VOGLIA DI RICOMINCIARE E DI LAVORARE, COSì HO COLTO L'OCCASIONE E STAMATTINA MI SONO PRESENTATA ALLA CASA DI RIPOSO DA MAURO PER OSSERVARE ESCLUSIVAMENTE!!!!
IL SUO TUTOR SI è MOSTRATO DISPONIBILE NEL MOSTRARMI LA STRUTTURA E LE MANSIONI DI MAURO.

CHIARAMENTE QUESTO è SOLO UN INCIPIT POI AVRò BISOGNO DI PARLARE CON LA DIRIGENTE CON LA QUALE ANDREMO A FONDO ALL'ARGOMENTO!! CI HA RISPOSTO PROPRIO nella tarda mattinata E HA FISSATO L'APPUNTAMENTO PER MERCOLEDì 19.
Dovrò fare altri sopralluoghi, ma almeno ORA C'è L'IDEA DEL POSTO.

MERCOLEDI’ 11 NOVEMBRE 2009
Oggi è stata una giornata ricca di imprevisti.
L’intento era quello di parlare del viaggio negli USA e di fare una sorta di album con power point per rimettere insieme tutti i momenti, utilizzando l’itinerario cartaceo che avevamo fatto prima che Mauro partisse.

Entrata in casa era entusiasto del fatto di rivedermi tanto che la prima cosa che ha fatto è stata quello di darmi un pensiero, una maglietta blu scelta da lui personalmente.
L’ho ringraziato e subito si è diretto verso il salotto per raccontarmi come era andato il viaggio. Nel frattempo era arrivato Andrea, l’educatore di Angelo.
Sembrava di essere ad una riunione infatti subito ci abbiamo scherzato sopra.
Angelo ci dirige verso la cucina per fare il caffè ma inizialmente Mauro non lo vuole, poi vedendo che tutti lo desideravano, dopo circa un minuto, si dirige verso di noi dicendo a suo fratello che lo voleva pure lui.

La moca era solo per due e Angelo lo fa per Laura e Andrea. Nel frattempo Mauro rimane seduto aspettando che la moca finisca di fare il caffè per poi farselo per lui.
Ogni tanto Mauro provoca Angelo, specialmente in momenti di caos, alzando la voce e insultandolo a volte in maniera scherzosa, proprio come un tipico rapporto tra fratelli.

Una volta che io e Andrea abbiamo bevuto il caffè, spontaneamente Mauro si preoccupa di farselo da sé per lui . Intanto Andrea e Angelo se ne vanno dalla stanza perchè dovevano iniziare a lavorare, allora MAURO si siede di fianco a me e sorseggiando il suo caffè inizia a parlarmi della casa di riposo.

Stamattina è stato il primo giorno di lavoro dopo il viaggio.
Era molto entusiasta e rilassato rispetto a due settimane fa. Ha iniziato a utilizzare questi termini “IO LAVORO ALLA CASA DI RIPOSO E PULISCO LA PISCINA, CONTROLLO IL LIVELLO DEL PH.........”. (Filmato)
Prima di partire per gli Stati Uniti, della casa di riposo non ne parlava o meglio non ne voleva parlare, tanto che, al mattino, la voglia di andare in un ambiente pieno di anziani non lo entusiasmava troppo.
Oggi di sua spontanea volontà ha iniziato a parlarmi volentieri della struttura senza che io facessi nessun riferimento ad essa. Credo che sia anche dato dal fatto che, durante il soggiorno in America, volesse tornare e ricominciare in un luogo che è casa sua e che lo rende felice.

Proseguendo nella nostra chiacchierata gli chiedo di farmi vedere le foto del viaggio che ha sul computer. Mentre le guardiamo più di una volta spezza il discorso con l’argomento casa di riposo “se vuoi ti parlo della casa di riposo”.
Una volta capito che di foto non ne voleva proprio sapere mi invita a vedere la struttura che sta proprio dietro casa.
Con la scusa della mamma di andare a prendere dal tabacchino un francobollo che serviva a sua madre, abbiamo fatto una passeggiata affiancando la casa di riposo. Dall’esterno Mauro mi ha spiegato i suoi ruoli che ha dentro la struttura.

Salutandomi mi disse che potevo andarlo a trovare qualche volta. Infatti domani andrò a trovarlo.

ANALISI PRIMO SOPRALLUOGO CASA DI RIPOSO

La struttura è divisa in due settori:
• Il primo settore
è LA ZONA DI INTERESSE DI MAURO dove trascorre la maggior parte del tempo.
All’interno vi è una sala dove le fisioterapiste fanno abilità manuale per i pazienti della casa di cura con materiale cartaceo, ritagli e cosi via.
Un’altra stanza è adibita alle cure di idroterapia e vi è la piscina.
Un’altra stanza è adibita alla palestra per la fisioterapia con attrezzi, pedane e palloni.
In fondo a questa parte di struttura vi è un ufficio di segreteria.

• Il secondo settore
è diviso in 7 piani:
al piano terra: cucina, camere ardenti, cappella, lavanderia, guardaroba e un’altra palestra per la riabilitazione.
Al primo piano: è ubicata la parte amministrativa con i vari uffici, la sala da pranzo, il bar e la portineria.
Dal secondo al sesto piano: ci sono gli alloggi degli anziani, le sale da pranzo e gli ambulatori.

PRIMA ANALISI DI MAURO ALL’INTERNO DELLA STRUTTURA

Mauro all’interno della struttura lavora dalle 8.30 alle 11.00, nei giorni di martedì, mercoledì e giovedì.
Il suo attuale ruolo è quello adibito al primo settore e qui aiuta Libero, che è il suo “tutor”, il quale gli indica le mansioni da svolgere.
Qui Mauro svolge l’attività di spostamento delle carrozzine dei pazienti da un luogo all’altro: nella piscina, in cui si svolgono attività idroterapeutiche, Mauro ha il compito di pulirla e di misurare il livello del ph. Questo lo fa con uno strumento apposta che riesce autonomamente a maneggiare e legge il valore del ph, secondo la scala di colorazione indicato sullo strumento.
Inoltre accompagna gli ospiti nella palestra.
Il suo tutor ha spiegato che hanno tentato la relazione di Mauro con gli anziani ma a quanto pare non ha dato aspetti positivi e a lui non è servito.

Nel secondo settore Mauro, nella zona amministrativa, si reca solo quando deve fare fotocopie e qualvolta quando deve portare panni sporchi da lavare in lavanderia al piano terra.

Il professor Cuomo risponde:

Carissima Laura,

sicuramente l'entusiasmo di Mauro per il suo lavoro sta emergendo e penso non solo perchè voleva tornare in Italia.
Bisogna che tu parli con la mamma perchè è possibile che ne abbiano parlato insieme e inoltre devi indagare se gli hanno dato dei ruoli più chiari e che Mauro li vive come importanti, come una promozione rispetto ad un bighellonare senza far nulla di prima.
E' possibile che i dirigenti della struttura stiano ritornando sui loro passi e che stiano (dirigenti ed operatori), spinti dai tuoi sopraluoghi e dalla richiesta da parte della ricerca dei progetti, rivedendo un loro passato modo di relazionarsi con Mauro e che hanno fatto dei cambiamenti che Mauro ha notato.
Devi indagare e documentarti come fa una ricercatrice non puoi liquidare il tutto con il desiderio del ragazzo di tornare in Italia.
Mauro ti ha parlato di una sua mansione specifica che prevede l'uso di strumenti questo lo faceva anche prima?
L'uso di strumenti e l'avere una responsabilità per Mauro è una considerazione affettiva ed emozionale forte ed è per questo che noi dobbiamo saperlo.
Le attenzioni della madre di Mauro dimostrate per un inserimento con progetto, i tuoi sopraluoghi, forse anche sollecitazioni da parte del padre è possibile abbiano cambiato il contesto relazionale?
Informati!

Tieni conto che quei pochi tratti che tu ci descrivi della struttura contengono moltissime e importanti occasioni per Mauro.

ASPETTIAMO UN TUO PROGETTO!

Ciao
Alice Imola
Nicola Cuomo

Il 19 novembre 2009 Laura va all’appuntamento con la dirigente della casa di riposo e scrive un resoconto:

Salve a tutti!
stamane ho avuto l'incontro con la dirigente DELLA CASA DI RIPOSO. Abbiamo parlato del progetto e di come la presenza di Mauro possa essere inserita in un ambiente ricco di stimoli, in modo tale da permettergli la costruzione di schemi mentali che possono ricadere anche nella vita quotidiana.
Tra gli ambienti descritti precedentemente vi era la lavanderia. Discutendone stamattina è emerso che all'interno di questo ambiente vi sono vari passaggi molto interessanti:

1) Lavanderia 2)Guardaroba 3)Paziente

Queste 3 macro aree racchiuderebbero a loro volta delle micro aree su cui possiamo lavorare.
VARIE IPOTESI:
1. la lavanderia, luogo in cui vengono lavati i panni sporchi: Mauro potrebbe caricare e scaricare il carrello dividendo la biancheria lavata (mutande, canottiere, ecc.) da quella sporca. Una volta lavata e stirata si pone tutto nel guardaroba.
2. il guardaroba evolverebbe l'abilità di ordinare i vestiti nel modo adeguato. Vi è la numerazione dei capi e ad ogni numero corrisponde un paziente.
3. dopo aver ordinato il guardaroba e diviso i vestiti/biancheria nel carrello si porta l'occorrente al paziente con cui si può instaurare una relazione, per quanto possibile.

Ovviamente è un contesto molto rigido dove non tutti i pazienti sono disposti a relazionare e ad accettare le novità; nella struttura, però, ci sono alcuni personaggi che potrebbero stimolare e instaurare un rapporto con Mauro. A sua volta Mauro può rivelarsi l'occasione per strappare un sorriso ai pazienti del loco.

POTREBBE ANDARE COME SEQUENZIALITà DI AZIONI?

Abbiamo pensato alla lavanderia anche per il tipo di personale che vi è in quell' ambiente. SONO TUTTE DONNE CON UN PASSATO DI ASSISTENZA E POTREBBERO LASCIARE UN RAGGIO DI AZIONE VASTO SIA PER ME CHE PER MAURO; UNA VOLTA IMPARATA LA PROCEDURA (lavanderia, guardaroba, paziente) a Mauro potrebbe essere delegato il compito con una propria autonomia.

Come detto altre volte, all'interno della struttura le regole sono molto rigide e bisogna rispettare dei tempi. Il primo dicembre ho un altro incontro con una responsabile che mi seguirà per spiegarmi quello che si fa all'interno della lavanderia.

I prossimi sopralluoghi saranno svolti entro dicembre, l'affiancamento da gennaio in poi, fino a quando si arriverà all'autonomia (gennaio-giugno circa).

Cosa ne pensate di queste ipotesi?

Attendo un vostro riscontro. Grazie, Laura

Il professor Cuomo e la dottoressa Imola rispondono:

Carissima Laura,

prima di introdurre Mauro nella lavanderia è necessario che tu comprenda bene le regole della lavanderia ed il suo funzionamento. Tu dovresti da sola andare a vedere come sono organizzati e impadronirti quindi della struttura organizzativa e quando la conoscerai bene dovrai far finta di conoscerla con Mauro.
Tu avendo una conoscenza profonda darai sicurezza a Mauro.
Pertanto i passi sono:
1. prima tu da sola
2. tuo apprendimento dell'organizzazione in profondità
3. organizzazione del progetto (che ci manderai) avendo piena conoscenza dell'organizzazione lavorativa e delle relazioni possibili e con chi
4. nostro OK
5. inserimento alle nuove responsabilità di lavoro da parte di Mauro.
Inoltre ti avevo chiesto nella precedente e-mail di approfondire del perchè dell'interesse di Mauro dopo il suo ritorno in quanto non ci sembrava sufficiente la ragione del desiderio di tornare in Italia (attendo la tua risposta a ciò).


Il 24 novembre 2009 Laura scrive:

DIARIO
Giovedì 19 novembre 2009


IL LAVORO ALLA CARITAS - L’ANTICIPAZIONE

L’obiettivo di oggi è di costruire le tabelle di lavoro per riempire le borsine da dare agli ospiti del centro “Caritas”.

Sono andata alle ore 14 da Mauro al centro per vedere come faceva a riempire le borsine per la seconda volta. Con la scusante “foto”, abbiamo fotografato gli alimenti che sarebbero stati distribuiti agli ospiti.
Come avviene il procedimento?
La persona arriva al bancone, si registra e attende la borsa di plastica con il mangiare. Qui entra in gioco Mauro.
Deve riempirle! Con lui vi è un tutore che gli dice sempre quello che deve mettere. Ma con le foto che oggi abbiamo fatto sarà Mauro a spiegare a Silvio l’ordine degli alimenti da mettere, nelle volte successive.

Alle ore 15 torniamo a casa e inizia lo scaricamento delle foto sul computer ma abbiamo un problema: la stampante si inceppa e le foto non vengono scaricate.
Allora Mauro, notato il problema, inizia a disegnare/scrivere quello che viene introdotto nelle borsine.
Con l’ausilio della macchina fotografica ha potuto vedere gli alimenti, messi poi in successione tramite i disegni/scritte con colori diversi. La verdura col verde, il latte con l’azzurro, il formaggio con il giallo…. Ad ogni foglio corrispondeva un numero(da 1 a 6).
Attenzione! non usiamo un cartellone ma dei fogli A4 per poi rimetterli nella successione corretta.

1) LATTE
2) PASTA
3) VERDURA
4) YOUGURT
5) FORMAGGIO
6) UOVA

Ho notato che l’utilizzo dei fogli fosse più funzionale per riordinare gli alimenti, per passare successivamente all’unione di tutti questi fogli con lo scotch.
Attaccato con una pinzatrice abbiamo messo una borsina di plastica attaccata alla tabella, che rimanda alla borsina vera e propria della Caritas.
Mauro ha attaccato il lavoro in camera e a tratti ripeteva tra sé e sé la successione dei prodotti.
Martedì 24 novembre 2009
RIORDINARE
Per restare sempre nell’ambito “fare ordine” oggi abbiamo sistemato la camera da letto. Mauro è solito a dire “ guarda che casino che c’è qua” anche quando non c’è confusione. Allora ci siamo messi alla prova.
Ha una scrivania e accanto a questa vi sono tre mensole in ordine. Invece sotto vi sono dei cassetti, i quali lasciano un po’ a desiderare. Iniziamo la pulizia dalle mensole.

Innanzitutto abbiamo suddiviso le cose che servivano e gli oggetti che erano da buttare (cartacce, pezzi di plastica, pile ecc.). Una volta svuotati gli scompartimenti, abbiamo visto che erano pieni di polvere (stava già rimettendo gli oggetti sullo sporco) e gliel’ho fatto notare: “Guarda quanta polvere!”. Così si è diretto verso la cucina per andare a prendere uno straccio.
Una volta pulito gli suggerisco, visto che già prima c’erano ricordini scout su una delle mensole, di fare uno scompartimento solo per scout ( con foto, oggetti che gli ricordavano campi estivi..e cosi via). Con un altro piano dedicato alle ricette e all’ ex scuola (con raccoglitore di ricette e vari quaderni) e l’ultima, dove c’è la televisione, dedicata allo spazio “giochi in dvd”.

Lo stesso abbiamo fatto per i cassetti:
1) Uno spazio per il teatro, con i vari copioni che utilizza durante i suoi laboratori e il “festival letteratura”, con relativa targhetta che utilizza durante l’evento e vari coupon.
2) Uno spazio per la tecnologia con le macchine fotografiche, che già prima aveva ma che ha poi ordinato, con i vari cavi e obiettivi e le prese delle batterie per i cellulari.
3) Uno spazio riservato agli oggetti in più che rimanevano, tra cui le istruzioni della play station.

Ad ogni scompartimento abbiamo dato un nome, con un’etichetta attaccata alle mensole e ai cassetti, così che, attraverso la visualizzazione, saprà riconoscere lo scompartimento adeguato.
Ovviamente gli ambiti si riferiscono ai suoi punti di forza che permeano la sua vita quotidiana: teatro, scout, cucina, tecnologia, giochi, e foto legate ai ricordi di vita vissuta.

L’ANTICIPAZIONE

Le settimane stanno procedendo e ci sono molte cose in pentola, spero di elencarle tutte:

1) L'entusiasmo di Mauro di tornare in Italia o meglio al lavoro: parlando con la madre è sorta una nuova figura in campo lavorativo. E' una collega del tutore di Mauro e pare che abbia parlato con Mauro della sua posizione lavorativa accennandogli la parola "stipendio", già prima di partire per gli USA. Fino a qualche giorno fa "l'idea stipendio" poteva sembrare uno stimolo per andare al lavoro, ma non negli ultimi giorni poichè questo fattore sta avendo dei risvolti inizialmente non molto positivi, anzi preoccupanti da parte di Mauro. In questi giorni Mauro, andando tra una stanza e l'altra della casa fa molta attenzione ad accendere le luci e a spegnerle (atteggiamento che non aveva mai avuto). Tanto che oggi, mentre eravamo insieme (ormai erano le 17 e c'era buio) quasi non voleva accendere la luce e mi ha detto: " Laura va che si spende se accendo, dopo devo pagare la bolletta". Lo stipendio potrebbe essere sia una molla per lavorare e di responsabilizzazione ma anche una preoccupazione personale da non sperperare.
Atteggiamento molto buono del "senso del risparmio" da parte di Mauro ma non vorrei che "lo stipendio" risultasse fonte di preoccupazione. QUESTA è SOLO UNA RIFLESSIONE PERSONALE CHE VOLEVO PORTARVI COME IPOTESI.

2) Ho ricevuto i vostri punti di lavoro prima di introdurre Mauro nel luogo lavanderia, ma prima del 1 dicembre non vi è la possibilità di andare in loco innanzitutto perchè una delle responsabili con cui dovrò parlare è in ferie e la dirigente non mi dà l'autorizzazione per entrare.
Tal giorno io verrò iscritta nell'elenco dei volontari per poi poter accedere (spero quando voglio) nella struttura per studiare a fondo le dinamiche e l'inizio del progetto inviato in precedenza.

3) VISTO CHE NELLA LAVANDERIA UNO DEI TANTI ASPETTI è L'ORDINE ( il saper costruire delle successione attraverso script mentali) OGGI, MA GIA LA VOLTA PRECEDENTE IN CARITAS (con le tabelle di lavoro), ABBIAMO INIZIATO A RIORDINARE IN AMBITO DOMESTICO LA CAMERA DA LETTO PARTENDO DALLA SCRIVANIA E DAGLI SCAFFALI ANNESSI.
QUESTO POTREBBE ESSERE UN PRIMO PASSO VERSO L'AMBITO LAVORO: L'ANTICIPARE UNA SITUAZIONE CHE SI POTRà TROVARE IN CASA DI RIPOSO.
INOLTRE, MI SONO PERMESSA ANCHE DI PIEGARE I VESTITI DELL'ARMADIO, A SPECCHIO CON Mauro (dato che sarà una cosa che gli servirà anche in casa di riposo) NON L'HO MESSO NEL DIARIO PERCHè VORREI RIPRENDERLA CON PIù CALMA NELLA VOLTE SUCCESSIVE PER POI ANALIZZARLA. CI SIAMO PIù CONCENTRATI SULLA PULIZIA DEGLI SCAFFALI IN SCOMPARTIMENTI .

Queste sono ipotesi di inizio progetto. Cosa ne pensate?


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