GIORGIO 2 -PARTE SECONDA-

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GIORGIO 2 -PARTE SECONDA-

Messaggio  Admin il Mar Giu 15, 2010 4:23 pm

9 Marzo Marco risponde alla mail:

Ricevuto, ho letto tutto con attenzione e da subito mi regolerò di conseguenza, sia nel discorso con la famiglia che sul role play e le foto. vi aggiornerò anche su come procede il lavoro sul bancomat, che venerdì proseguirà nell' incontro settimanale con Giorgio. se resta allora confermato l'incontro del 27 comincio a prenotarmi treno e tutto il resto.
Ci sentiamo sabato mattina su internet per la supervisione. buona serata.
Marco

15 marzo il prof. Cuomo scrive a Marco:
Carissimo Marco,
pensando di sostenerti nel tuo ruolo abbiamo mandato queste righe alla famiglia. Ciao
Nicola Cuomo
Alice Imola

Role playing, esercitazioni, business game sono alcuni degli strumenti di formazione del personale oggi più utilizzati. Ma cos’è il role playing, come funziona e a cosa deve il suo successo? Il role playing è un metodo basato sulla simulazione di una situazione, di un evento, sulla messa in scena. Proprio per il coinvolgimento dei partecipanti -chiamati a immedesimarsi, a vestire i panni di altri, a ipotizzare soluzioni- il role playing è considerato un metodo attivo. Può avere diversi obiettivi.

In organizzazione è usato principalmente per:

• Addestrare. Per esempio per dare istruzioni su come condurre la vendita di un prodotto può essere simulata l’interazione cliente-venditore.
• Selezionare. I candidati possono essere valutati in sede di selezione in base al comportamento mostrato in scenari possibili della vita organizzativa.
• Formare. In questo caso l’interesse è rivolto a aspetti meno prescrittivi e più personali, che lascino emergere non solo il ruolo, le norme comportamentali, ma la persona con la sua creatività.

Nei primi due casi siamo prevalentemente di fronte a role playing strutturati, cioè abbastanza rigidi e prescrittivi. Nell’ultimo caso invece si tratta di un role playing meno strutturato, più vicino all’improvvisazione.


Vediamo ora alcune caratteristiche del role playing:

DOVE E QUANDO Il role playing può essere usato in seminari, esercitazioni, corsi di formazione. Soprattutto nel caso di role playing coinvolgenti per i partecipanti, è necessario considerare la necessità di sviluppare un clima nel gruppo che permetta alla persona di sentirsi a proprio agio e quindi libera di esprimersi. L’ambiente fisico non richiede caratteristiche particolari se non quella di dare sufficiente spazio per muoversi, garantendo allo stesso tempo riservatezza.
CHI Oltre ai nostri partecipanti al corso abbiamo il formatore e eventualmente un assistente, una persona che aiuta il formatore nella direzione, osservazione, registrazione di quanto avviene e che, con una certa esperienza, può impersonare ruoli particolari (antagonista, doppio,...).
COME Possiamo considerare quattro fasi principali di un role playing.
-Warming up. Questa fase comprende .tutte quelle tecniche (brevi sketch e scenette, interviste, discussioni,...) volte a “riscaldare” l’ambiente, a creare, se non ancora presente, un clima accogliente.
-Azione. E’ la fase di gioco vero e proprio tra gli attori. Può comprendere tecniche particolari come l’inversione dei ruoli, il doppio (l’assistente si pone alle spalle dell’attore e prova a dare voce a ciò che l’attore sembra non riuscire a esprimere. E’ una funzione di sostegno, di accompagnamento).
-Cooling off. Opposta al warming up, questa fase serve per uscire dai ruoli e dal gioco, a riprendere le distanze.
-Analisi del role playing. Il role playing offre opportunità di apprendimento.

In primo luogo legate al momento della messa in scena, della drammatizzazione, grazie al coinvolgimento che viene stimolato; in secondo luogo legate la momento di commento, discussione, analisi di ciò che è avvenuto: delle parole, dei gesti, della postura, degli atteggiamenti, del detto e del non-detto. L’esistenza di questa fase dipende dalla presenza di diversi fattori: un gruppo che svolga la funzione di contenitore, la capacità e la motivazione dei partecipanti a mettersi in gioco, a scoprire lasciandosi scoprire, dalla capacità del formatore di intuire quale deve essere il livello di profondità delle interpretazioni a cui è opportuno fermarsi. Ogni interpretazione non richiesta o non tollerabile dai partecipanti indurrà delle difese, sarà pertanto dannosa. Il role playing può essere fonte di cambiamento, ma perché questo si verifichi bisogna riconoscere l’esistenza di una disfunzionalità nelle attuali pratiche di comportamento e riuscire a passare a una progettualità nuova, promuovere il cambiamento, ricostruire, in un clima collaborativo, rilassato, accogliente. In questo modo il role playing agisce sull’aspetto emotivo e cognitivo, sul sapere e sul saper fare, saper essere.


Per approfondire: www.e-ducation.it/documenti/role_play.pdf S. CAPRANICO, Role Playing, Milano, Cortina, 1997

L’11 maggio la Famiglia Naldi scrive al Prof. Cuomo e la Dott.ssa Imola circa un successo di Giorgio:

Carissimi,
Vi scrivo per evidenziare un altro piccolo passo avanti di Giorgio, non sarà un salto ma un passettino si . Domenica in occasione di una trasmissione televisiva hanno annunciato il concerto di Irene Grandi a Genova Dopo due secondi Giorgio è venuto a chiedermi se poteva parteciparvi , al mio assenso si è precipitato a prendere l'agenda dove ha scritto , nella giornata dell'evento l'appuntamento , poi ha preso un postit e vi ha scritto la data , l'ora, il nome della Grandi e lo ha attaccato al telefonino, così poteva comunicare a Marco l'avvenimento e chiedergli di parteciparvi; questo perchè dopo una chiamata il telefonino di Marco risultava spento. Il giorno dopo si è recato al banco posta a prelevare i soldi necessari.
Altro piccolo progresso è avvenuto la settimana scorsa quando ha preso il treno per incontrare Marco a Genova. Al suo arrivo nel posto prestabilito Marco non c'era ,ovvero c'era ma Giorgio non lo vedeva, così per la prima volta , in situazione di difficoltà mi ha telefonato chiedendomi cosa doveva fare,devo dire che la voce era tranquilla, mentre gli parlavo ha visualizzato Marco così in un secondo mi ha salutato ed è andato a lavorare. Questi piccoli passi avanti a mio parere evidenziano un cambio di pensiero e modalità di ragionamento nel risolvere i piccoli problemi della vita
Un cordiale saluto a tutti Famiglia Naldi

Il prof. Cuomo e Alice Imola rispondono alla famiglia Naldi:

Gentilissima famiglia Naldi,
e per c.c. a tutte le famiglie e agli operatori dato i successi che la fam. Naldi, Giorgio e Marco stanno raggiungendo
quelli che lei dice "non sarà un salto ma un passettino" e "...piccoli problemi della vita" nel confronto con il prof. Cuomo non sono condizioni mentali da vezzeggiativi riducenti (passettini), ma sono condizioni mentali che dimostrano che le ipotesi di intervento sul piano scientifico stanno risultando estremamente valide e che l'architettura cognitiva di Giorgio sta cambiando. La sua capacità mentale oggi è in grado autonomamente di avere una volontà e desiderio, di chiedere aiuto per affrontare un problema, di utilizzare strumenti cognitivi ed operativi per affrontare e risolvere un problema, questo senza ansie paralizzanti. Il contenuto-evento concerto di per sè è secondario, ma questo non ci impedisce di rilevare che strutturalmente, di fronte ad un problema scaturito da un evento Giorgio sa organizzarsi. SIAMO NOI ORA CHE DOBBIAMO PRODURRE E PROPORRE A GIORGIO EVENTI CON UNO SPESSORE E CONTENUTI PIU' AMPI E POTENTI. SI PUO' SAPER GIOCARE A TENNIS MOLTO BENE MA SE NESSUNO CI MANDA ALLE OLIMPIADI IL NOSTRO POTENZIALE DI ABILITA' SPORTIVE RIMANE LIMITATO AL NOSTRO CAMPO VICINO CASA. L'organizzazione cognitiva che Giorgio sta dimostrando di avere ci indica che possiamo mirare sempre, con la dovuta prudenza sempre più in alto.
Cordiali saluti
Alice Imola
Nicola Cuomo

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