X Fragile - Il Filo di Arianna
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QUARTA PARTE

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Messaggio  Admin Gio Giu 02, 2011 11:58 pm

Il 18 dicembre il papà di Walter scrive al professor Cuomo:
Gent.mo Prof. Cuomo,
ho un po’ di cose da chiederle, ma andiamo in ordine…
CALCIO:
Walter martedì è andato a calcio e si è fermato per tutte e due le ore di allenamento. Si è cambiato, ha fatto cambiare Silvio (educatore) e ha poi ricevuto in dono la divisa del San Martino, ma non l’ha indossata, lui si era già cambiato. E’ stato seduto per un bel po’ sulla panchina con Silvio, poi ha fatto una corsetta con gli altri e prima di finire, anche un paio di tiri e passaggi. Nello spogliatoio hanno poi fatto gli auguri di Natale con panettoni, ma lui è voluto tornare subito a casa e non si è fermato alla piccola festicciola… Forse un po’ troppo per adesso. Mi sembra che stia andando bene. Mi ha chiesto di essere fotografato mentre gioca. Può essere un aggancio per farlo fare poi a lui più avanti. Gli allenamenti riprenderanno a metà gennaio.
COLLEGAMENTI SCUOLA/CASA:
Come accennato a Mantova, sulla base degli argomenti che tratterà W. a scuola, ho pensato di fare delle attività di “rinforzo” a casa e nel tempo libero con Elisa. Qui di seguito gli argomenti individuati e le idee di attività. Mi dica se secondo lei vanno bene e suggerimenti per svolgerli al meglio…
Medioevo = abbiamo a Torino un piccolo borgo medioevale. Si potrebbe organizzare una gita con merenda più foto e riportare la giornata sulla sua agenda
Agenda = in antologia lavoreranno sul raccontare di se, quindi l’agenda credo sia un buono strumento. Altra cosa sono le lettere. Come aveva già suggerito lei durante un incontro, stimolare W. a scrivere delle piccole lettere o cartoline da inviare agli amici… Ma anche la posta elettronica. Gli abbiamo creato un indirizzo e qualche volta ha ricevuto mail da Chiara e dalla mamma, ma non risponde ancora alla mail.
Storia e Geografia: le esplorazioni geografiche = si pensava ai puzzle (visto che li ama tanto) a tema cartine geografiche, ma anche come suggeriva lei, i plastici (attendo istruzioni da lei… come anticipato a Mantova) e la scoperta del proprio territorio (come muoversi in città), già un po’ affrontato lo scorso anno con Chiara.
Rivoluzione Industriale = parlare delle auto e come vengono costruite. Magari comprare un modellino semplice da costruire insieme e poi organizzare una “gita” in Fiat
Cittadinanza = le regole “civili”, quindi il sapersi comportare adeguatamente in base alla situazione e al luogo. In più, parleranno della Costituzione etc… Visto che W. conosce bene i nomi di tutti i politici (li guarda al telegiornale e li memorizza), si potrebbe preparare un cartellone con le foto delle cariche più importanti e una sorta di semplice organigramma da portare poi a scuola e farlo spiegare a lui.
Lingue (inglese e francese) = piacciono molto a W.. Se usassimo i post-it di due colori diversi (per francese e inglese) e li attaccassimo a casa sugli oggetti, così da averli presente e memorizzarli bene?
Tecnologia = parleranno di alimentazione… E qui con W. andiamo a nozze! Pensavamo di fare video di cucina. A proposito di cucina, era partito finalmente il piccolo laboratorio di cucina con Elisa, ma ci hanno tolto la cucina! Cercheremo altro luogo.
Piccola annotazione scolastica… Si ricorda che a Mantova le ho raccontato di educazione fisica che non voleva farla? E che chiedendo aiuto per il salto in alto, il Prof ha coinvolto W? Bene, da lunedì era impaziente… Non vedeva l’ora che fosse giovedì per rifare ginnastica!
RIPETIZIONI:
Ora due piccole, ma credo importanti cose a cui vorremmo nel tempo porre rimedio. La prima sono le ripetizioni, W. tende sempre a farti le stesse domande, anche quando ha ricevuto la risposta, qualche minuto dopo te la richiede… Mi sembra che a volte sia anche un modo per dialogare con frasi di cui ha buona padronanza e che sente ripetere dai grandi… A volte questa ripetizione avviene anche nelle azioni, chiedendoti di fare le stesse cose nella stessa sequenza fatta magari il giorno prima… Le faccio alcuni esempi… Domande: “Come stai? Sei stanco? Hai sonno?”…. Azioni: guardare insieme al pc delle immagini e apre sempre le stesse e sempre nella stessa sequenza e pretenda che tu le commenti con le stesse parole usate il giorno prima… A volte si riesce a portarlo su altre cose, ma spesso si arrabbia se si cambia.
Infine, da un po’ di tempo, sta ri-succedendo che W. aspetti all’ultimo secondo prima di andare in bagno, e spesso ciò lo fa sporcare. Di solito è davanti al pc quando succede.
Ho lasciato alla dott.ssa Imola i filmati di Walter sul suo portatile. Sono alcuni spezzoni dove lui chiede di essere fotografato… Un momento di gioco, dove sono prima io a fare il cliente e poi è lui… Infine c’è la piccola spesa. Si può notare come lui chieda alla signora dei salumi, di raddoppiare l’omaggio (chiede 2 ciotoline anziché una, come proposta dalla signora) e di come lo richieda subito in cassa. W. aveva già i soldi in mano… Alla cassa ha sempre un po’ di fretta e non controlla il resto e non chiede le buste se necessitano… Dobbiamo lavorare su questo!

Credo di aver detto tutto. Forse ci si vede a gennaio a Bologna. Se sarà il 7, io non potrò esserci, ma mi collegherò con Voi attraverso skype.
Ne approfitto per fare gli Auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo a Lei, la sua famiglia e ai suoi collaboratori.
Cordiali saluti.
Gianluigi coralli

Il 19 dicembre l’operatrice di Walter scrive al prof. Cuomo:
Gentilissimo Prof. Cuomo,
invio a lei e ai suoi collaboratori, come concordato in supervisione, il foglio-agenda fatto con Walter per capire se è stato fatto nel modo corretto o si debbano apportare modifiche. Nei prossimi fogli coloreremo i giorni con colori diversi, a seconda degli impegni, come avete suggerito a Mantova.

Vorrei anche chiedere alcune cose: Walter tende a chiedere molto spesso le stesse cose, per esempio "Come si chiama tua mamma? e tuo papà? Tuo zio? Di che colore è il tuo phon?" e in macchina vuole sempre cantare le stesse canzoni (il ballo del qua qua, l'alligalli, etc). Come ci si deve comportare di fronte a queste stereotipie? Io cerco di spostare la conversazione su altri argomenti o mi metto a raccontare cose che mi sono successe, lui ascolta e poi incomincia di nuovo a chiedere le stesse cose o a chiedere di cantare insieme le stesse canzoni.

Altro quesito: molto spesso non arriva in tempo in bagno e si sporca le mutande di cacca; a volte accade mentre stiamo parlando o facendo qualcosa, in situazioni apparentemente tranquille, per esempio giocando o chiaccherando o mentre stiamo mangiando merenda. Da una ventina di giorni non è più capitato in mia presenza, ma siccome è successo spesso volevo chiedere consiglio.

Un altro comportamento che si è verificato spesso sono stati improvvisi schiaffi in faccia che Walter mi ha dato. Anche questi in situazioni (a mio avviso) prive di tensioni. Per fare un esempio, un pomeriggio, eravamo molto vicini a casa, di ritorno da un pomeriggio in cui lo avevo portato a vedere un locale in cui c'era una cucina che avremmo potuto utilizzare per realizzare delle ricette insieme; avevamo passato ore tranquille e stavamo parlando di quando ci saremmo rivisti la prossima volta, quando, improvvisamente, mi ha dato un violento schiaffo sul naso. Immediatamente mi ha chiesto:" Sei arrabbiata? Posso darti un bacetto?" e voleva abbracciarmi. In quel momento gli ho detto che ero molto arrabbiata e soprattutto triste e non gli ho permesso di abbracciarmi. In altre situazioni, dopo avermi dato uno schiaffo, ha chiesto subito se mi ero arrabbiata. Da una ventina di giorni a questa parte non è più accaduto nulla di tutto questo.

Concludo con un episodio positivo successo ieri. Ieri sono andata con W. e con Chiara, una ragazza che lo ha seguito per diversi anni, a mangiare in un fast food. Lunedì scorso avevo proposto il pranzo a W. e, insieme, eravamo andati a vedere il posto in cui ci saremo recati il sabato. A casa abbiamo poi segnato sul foglio agenda quando ci saremo visti, simulato l'ordinazione di cosa avremo mangiato e concordato una telefonata il giorno prima per ricordare l'ora in cui lo sarei passato a prendere. Il venerdì, prima che lo facessi io, mi ha chiamato lui e io gli ho ripetuto a che ora ci saremmo visti, dove saremmo andati e cosa avremmo ordinato. Quando sono andata a prenderlo però l'ho trovato a terra nella sua stanza, ancora in pigiama e non voleva uscire. Non sapendo come convincerlo, gli ho detto che era un peccato non uscire, perchè quel giorno il mio fidanzato ci aveva prestato la sua macchina, molto più bella della mia. Lui ha chiesto il modello e poi si è messo a piangere e ridere nello stesso momento, si è vestito e siamo usciti. Siamo andati a prendere l'amica che è venuta con noi e, arrivati al mc donald's, Walter si è comportato in modo del tutto adeguato. Mi ha abbracciato forte quando siamo entrati, mi ha chiesto di aiutarlo a scegliere il menù poi, da solo, ha ordinato, pagato e scelto il tavolo. Ha voluto anche sparecchiare per me e per Chiara. Sono state ore davvero piacevoli e vederlo contento e per niente ansioso è stato bellissimo. Spero che sia la prima di altre belle esperienze insieme.

Le porgo distinti saluti.
Elisa B.

Il 21 dicembre il prof. Cuomo risponde al papà di Walter
:
Gentilissimo signor Coralli,

complessivamente mi sembra che W. e noi stiamo procedendo verso un percorso positivo.

Calcio:
Si stanno rinsaldando le relazioni con il gruppo, bisogna mantenerle e farle crescere anche a distanza, attraverso: e-mail, telefonate. Il ricevere e-mail dal gruppo può stimolare W. a rispondere. Per questo periodo di feste, si potrebbero inviare (al fine di riceverne per fomentare il desiderio relazionale) foto e cartoline animate di auguri (mi dice che: “Gli abbiamo creato
un indirizzo e qualche volta ha ricevuto mail da Chiara e dalla mamma”… ha preso le e-mail dei ragazzi del gruppo calcio?).
Per quanto riguarda il fatto che W. non è voluto rimanere alla festa, penso che certamente ha intuito che nei festeggiamenti, essendo nuovo, forse aveva poco da dire e sarebbe restato ai margini (anche la possibile confusione è stata evitata).
Solitamente, la confusione propone disorientamento ed eccitamento, non a tutti determina uno stato di benessere: teniamone conto per W.

COLLEGAMENTI SCUOLA/CASA gli argomenti, le verifiche:
Si potrebbe prospettare alla classe una nuova modalità di verifica, che prevede una presentazione globale del percorso formativo attraverso il supporto multimediale di power point, che va preparato nel corso dell’anno con l’utilizzo dei docenti quali consulenti.
La responsabilità di preparazione del power point la si potrà dare a piccoli gruppi (in cui vi è W.), anche se l’intero gruppo classe puntualizza (concordandolo con i docenti) i riferimenti essenziali (i punti forti, le nozioni chiave) che caratterizzeranno l’anno scolastico.
I punti forti e chiave in matematica, geografia, storia, italiano,…
Il power point avrà schemi, immagini, punti chiave di riferimento, una sorta di presentazione globale a cui tutti si riferiranno e potranno approfondire singolarmente in relazione alla specifica preparazione di ciascuno. Mensilmente, si potrebbe pianificare la classe con una modalità “redazionale”, per preparare i tratti di contenuti da organizzare nel power point, le verifiche.
La classe quindi dovrà essere organizzata come una moderna redazione giornalistica che si confronta, mette a fuoco gli ambiti argomentativi e li organizza, utilizzando sia i testi scolastici che la rete internet, rilevando notizie, dati, documenti audiovisivi …
I ragazzi navigano in internet ormai tutti e vanno orientati per rilevare contenuti anche utili per la scuola.
Riporto all’attenzione: La dimensione redazionale.
In una redazione giornalistica, ciascuno ha un ruolo ed una funzione in relazione alle proprie competenze e alla necessità del raggiungimento di un obiettivo comune: quello di realizzare il rotocalco.
In redazione vi sono molte persone, ciascuno ha una propria responsabilità e competenze diverse, tutti devono collaborare per il raggiungimento delle finalità concordate.
L'aiuto reciproco che si viene a determinare, in una classe che assume lo stesso stile organizzativo della redazione, propone sia legami affettivi che funzionali, il dover collaborare tutti, con competenze ed abilità diverse, per lo stesso obiettivo; l'aver bisogno ciascuno dell'altro, propone un riconoscimento delle capacità, dei "saper fare" di tutti.
Cooperazione, aiuto reciproco, collaborazione, adattamenti reciproci, l'aver un ruolo utile e desiderato da tutti in relazione alle proprie competenze: scrivere il testo (se si sa scrivere, o partecipare alla sua organizzazione, se non lo si sa fare), navigare nella rete, organizzare il power point, fotografare, scegliere le foto (queste tutte attività in cui le competenze dei ragazzi si integrano reciprocamente e che permettono a W. di partecipare), inventare i titoli, comporre al computer, scannerare .....propone un senso di reciprocità e di collaborazione che sono il fondamento culturale dell'integrazione.
Il dover concordare uno stile e realizzarlo insieme, propone di fatto cooperazione e integrazione.
Come in una redazione di un rotocalco, a scuola, si potrebbe organizzare un incontro periodico in cui si sistematizza per essere progettato in power point, il percorso formativo da presentare per le verifiche.
Il progetto power point propone un'utilità per tutta la classe, in quanto sintesi dell'attività didattica, offrendo inoltre opportunità a vari livelli.
Inoltre propone un nuovo modo di percepire l’Insegnante in quanto questi, nel percorso, viene considerato un Esperto Consulente.
Ottima l’idea di un reportage al borgo medioevale, si potrebbe realizzare un power point da mostrare in classe.

Per quanto riguarda la geografia, il vecchio mappamondo può essere un regalo di Natale, insieme ad attività di costruzione di plastici che possono divenire degli sfondi interessanti da fotografare con il macro (le cartine vanno benissimo con i puzzle).
Sottolineo l’uso del mappamondo in quanto, erroneamente, si inizia la geografia dal particolare, dal quartiere, dalla propria città, dalla propria regione,… tale organizzazione della didattica poggia i suoi presupposti che il più vicino è molto più comprensibile, che il piccolo è più facile del grande,… al contrario per bambini come W., il partire dal mappamondo per immaginare i viaggi, le distanze, i percorsi,… (integrando il mappamondo con il planisfero) risulta più semplice e più comprensibile.
L’equatore ed i climi, la posizione delle foreste, la vastità degli oceani, i viaggi… avendo come riferimento il mappamondo, sono più comprensibili. Sul mappamondo posso evidenziare dove mi trovo io. Inoltre i navigatori satellitari (ormai inclusi gratuitamente nei telefonini) possono essere un riferimento interessante per le mappe: vicino casa mia, man mano che mi allontano,…lo schermo del navigatore mi segnala graficamente i tragitti…
Tra gli strumenti per viaggiare ed orientarmi, anche la bussola è uno strumento magico. Pertanto tra i regali di Natale è possibile includere il mappamondo, una lente d’ingrandimento per osservare meglio i particolari sul mappamondo, una bussola.

Il viaggiare e le avventure.

La parte fantastica dei viaggi può essere lo sfondo che va a fomentare l’interesse per la geografia, partendo dai film di pirateria, a Cristoforo Colombo, a Robinson Crusoe, a G. Verne… questi possono essere film da vedere insieme. Come il classico “Tempi Moderni, Charlot”.
Per il Medio Evo - è infinito il genere - vi sono numerosissimi film a partire da Robin Hood…
Per l’organizzazione politica dell’Europa va benissimo l’idea del cartellone e può trovare in internet anche molti brevi e significativi cartoni animati, appositamente realizzati per scopi educativo-didattici.
Le lingue possono sicuramente ed adeguatamente essere integrate con il viaggiare: mi trovo in treno a Parigi, devo chiedere una strada a Londra,… come ordino da mangiare e cosa, se sono in Francia, se sono in Inghilterra,… come chiedere dove è il bagno,… si possono creare scenette situazionali utili per poter chiedere informazioni utili e di base al bar, in hotel, per la strada, al ristorante, in stazione, in aeroporto,…
Scenette utili, organizzate in cartelloni e/o in power point.
Vi sono in commercio semplicissimi vocabolari, sia per parole che situazionali elettronici, in diverse lingue.

La gita in FIAT potrebbe essere l’idea che W. porta in classe e quindi divenire una sua responsabilità organizzativa (in collaborazione con l’”Operatore-amico”). La gita in FIAT certamente avrà un grande successo e ne rimarrà un gradito ricordo di W., per tutta la classe, del suo merito (certamente, se lei prende contatti con gli appositi uffici FIAT, avranno documenti audio-visivi, cartoni animati, foto,… gadget,…).

Man mano che si amplieranno gli interessi di W. e man mano che lo metteremo in grado di collegare in trasversale (secondo il principio dell’ologramma) le conoscenze, gli eventi, man mano che saremo in grado di fargli acquisire la capacità di transfer, penso che la monotonia e il seguire percorsi ripetitivi e rigidi, richiedendo tutte le volte stessi percorsi, tale fenomeno o “abitudine acquisita” , diverrà sempre più debole, lasciandoci spazio per intervenire, facendogli comprendere la comodità della pluri-accessibilità all’apprendere (cfr.: ologramma).
Il voler percorrere sempre stessi itinerari io l’ho definita “abitudine acquisita” in quanto mi ricordo che al primo incontro ad un Convegno di Roma, una psicologa consigliava di frammentare il più possibile gli apprendimenti e di riproporre sempre stessi percorsi per apprendere. Tale errato consiglio che si riferisce ad uno sviluppo dell’apprendere tramite stimolo-risposta e premio è possibile sia stato un percorso messo in atto per addestrare W.. Tali modalità propongono una rigidità mentale che è di difficile demolizione.
Pertanto, vi consiglio di mettere in forte discussione le modalità addestrative, perché mi è parso di capire (anche se non ne sono sicuro), che la stessa psicologa di Roma gira tra le famiglie con persone affette da X-Fragile proponendo dei test per una ricerca finanziata dall’Associazione. Sottolineo che tali modalità ripetitive e frammentate rischiano di precludere la flessibilità necessaria per incorporare le esperienze. Un apprendimento secondo i principi dell’ologramma, potenzia l’architettura cognitiva, facendo divenire la persona intenzionalmente forte, orientandola verso una Vita Autonoma ed Indipendente. Al contrario, un itinerario d’apprendimento ridotto e frammentato, propone ritualizzazioni difficilmente poi contrastabili.
Se vi sono stati dati consigli in tal senso (lo dico sia alla famiglia Coralli che alle altre famiglie che leggeranno questa e-mail) è opportuno segnalarmelo, in quanto ciò produrrebbe un grave rischio di andare ad inficiare il percorso della nostra ricerca-formazione-azione.
Mi sembra opportuno inviarvi per punti chiave riferimenti sull’apprendere, risultato di una ricerca realizzata in un progetto internazionale denominato TEMPUS, circa dieci anni or sono.

5%APPRENDIAMO/ WE LEARN:
10% LEGGENDO/ READING
20% ASCOLTANDO/ HEARING
30% GUARDANDO/ SEING
50% GUARDANDO E ASCOLTANDO/ SEING AND HEARING
70% DISCUTENDO/ DISCUSSING
80% DALL’ESPERIENZA/ PERSONALE PERSONAL EXPERIENCE
95% SPIEGANDO AGLI ALTRI/ BY EXPLAINING TO OTHERS

Per quanto riguarda il non accorgersi di andare in bagno, è opportuno instaurare la regola di andare prima di porsi davanti al computer.

Teniamo anche sempre presente che vi possono essere strette relazioni tra l’alimentazione ed il controllo sfinterico.

Colgo l’occasione per inviare a tutti (visto che questa relazione sarà trasversale) unitamente ai miei Collaboratori gli auguri di prossime felici festività.

INicola Cuomo
INTERESSANTE DA LEGGERE PER APPROFONDIRE I CONCETTI DI UNA DIMENSIONE OLOGRAMMATICA
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Rivista Didattica - Maggioli Editore
OLOGRAMMA E PROSPETTIVA UNITARIA DELL’ATTIVITÀ EDUCATIVA E DIDATTICA di Umberto Tenuta
L’impostazione ologrammatica delle unità di apprendimento, dei Piani di studio personalizzati e del POF

Viene spontaneo domandarsi perché nelle INDICAZIONI NAZIONALI PER I PIANI DI STUDIO PERSONALIZZATI si ritrovano separate le discipline e l'educazione civile?

E perché invece non si ritrovano solo le discipline, le quali promuovono la formazione integrale della personalità nelle sue molteplici dimensioni?
È come volere frammentare la formazione della persona umana: da una parte l'educazione linguistica, matematica, scientifica eccetera, e dall'altra l'educazione alla convivenza civile, anche se poi si riconosce che l’una e le altre si identificano.
Anche se le discipline assumono sempre valenza formativa delle singole dimensioni della persona umana, occorre però tenere presente che in ciascun aspetto c'è il tutto (ologramma), c’è la persona umana, l'uomo come tutto (sistema integrato) [1].
Indubbiamente nell'uomo c'è il sistema nervoso, il sistema muscolare, il sistema circolatorio.…
Tuttavia ogni sistema non sta a sé, ma si lega, si correla, si integra nel tutto, e se un sistema non funziona, non funzionano gli altri e non funziona il tutto.
Nell'educazione matematica c'è l'educazione linguistica, storica, geografica, civile, sociale, religiosa…
Allora, l’ologramma è la persona umana (sistema integrato).
Precisano le INDICAZIONI NAZIONALI:
<<In relazione allo sviluppo delle competenze, infine la Scuola dell’Infanzia, consolida… le capacità sensoriali, percettive, motorie, sociali, linguistiche ed intellettive del bambino…>> (INDICAZIONI NAZIONALI SCUOLA DELL’INFANZIA);
la scuola primaria <<promuove nei fanciulli e nelle fanciulle l’acquisizione di tutti i tipi di linguaggio e un primo livello di padronanza delle conoscenze e delle abilità, comprese quelle metodologiche di indagine, indispensabili alla comprensione intersoggettiva del mondo umano, naturale e artificiale, nel quale si vive >> (INDICAZIONI NAZIONALI SCUOLA PRIMARIA).
<<La Scuola Secondaria di 1° grado, confermando una tradizione avviata nel 1963 e consolidata nel 1979, rinnova il proposito di promuovere processi formativi in quanto si preoccupa di adoperare il sapere (le conoscenze) e il fare (abilità) che è tenuta ad insegnare come occasioni per sviluppare armonicamente la personalità degli allievi in tutte le direzioni (etiche,religiose, sociali, intellettuali, affettive, operative, creative ecc…) e per consentire loro di agire in maniera matura e responsabile>> (INDICAZIONI NAZIONALI scuola secondaria di primo grado).
Più chiaramente, i Programmi didattici del 1985 per la scuola primaria parlavano di alfabetizzazione culturale come <<acquisizione di tutti i fondamentali tipi di linguaggio e un primo livello di padronanza dei quadri concet-tuali, delle abilità, delle modalità di indagine essenziali alla com-prensione del mondo umano, naturale e artificiale>>. Però anch’essi aggiungevano l’Educazione alla convivenza democratica.

LA VALENZA FORMATIVA DELLE DISCIPLINE

Le discipline sono strumenti di formazione della personalità, delle sue diverse dimensioni, che sono costituite da atteggiamenti, capacità e conoscenze[2].
La Lingua, parte costitutiva della personalità (senza lingua non si è persona umana completa), comporta conoscenze (fonemi e semantemi: le parole e i loro significati). Ma la Lingua comporta anche capacità, cioè una metodologia di indagine che è quella del linguista: come si costruiscono le regole? Ma comporta anche atteggiamenti: bisogni di comunicare, di ascoltare di leggere, di scrivere...
Ora, l'educazione, e l'educazione scolastica in particolare, deve favorire la formazione delle diverse dimensioni della personalità e quindi la formazione motoria, sociale, cognitiva, linguistica, matematica, storica, geografica ecc.

Però, si tratta di dimensioni integrate, seppure distinte.
Le discipline si integrano nell’unità della persona umana (prospettiva interdisciplinare) e, peraltro, in fondo, anche in se stesse non sono nemmeno separate, perché tutte collegate l'una all'altra: la logica matematica si collega alla logica linguistica, filosofica ecc. Pertanto, le discipline non possono essere concepite come compartimenti stagni, separate, ciascuna per suo conto. Ma vanno considerate nelle loro interrelazioni, sia nell'unità della persona umana, sia nella loro costitutiva natura: la Matematica è Storia, Lingua, Geografia...
Quindi le unità di apprendimento delle diverse discipline non possono essere separate ma integrate e pertanto richiedono una cooperazione dei docenti nel momento della loro elaborazione.
Quando il docente di Matematica predispone l'unità di apprendimento sui numeri decimali, il docente di Storia dovrebbe collegarlo al SMD che nasce dalla Rivoluzione francese ed ai diversi sistemi di numerazione che gli uomini hanno adottato nel corso dei tempi, alle situazioni storiche ed alle culture dei popoli delle diverse nazioni; il docente di Geografia dovrebbe collegarlo ai diversi sistemi di numerazione che gli uomini hanno adottato nei diversi paesi del mondo e il docente di Lingua ai termini decimo, decimale, centesimo, centesimale ecc.
Se il sistema decimale (ora SI) è un complesso organico di conoscenze della Matematica (numerazione e misure di lunghezza, di peso, di capacità...), esiste anche una mappa concettuale di elementi matematici, storici, geografici ecc.
Non ha ragione di essere una scuola dell'infanzia, una scuola primaria, una scuola secondaria di primo grado ed una scuola secondaria di secondo grado in cui le discipline vivano separate l'una dall'altra (con i loro docenti e le loro unità di apprendimento separate).
Ma la separazione delle discipline non ha ragione di essere nemmeno nell’unità della persona umana che tutte le conoscenze non acquisisce e non colloca in compartimenti distinti: il libro e il mondo della Storia, il libro e il mondo della Matematica, il libro e il mondo della Lingua… E ancora non ha ragione di essere nemmeno la separazione tra scuola ed extra scuola.
Tutto nasce dall'unità dell'uomo (impegnato a conoscere unitariamente il mondo)[3] e dall'unità del mondo che può essere riguardato nei suoi molteplici aspetti, distinti ma interferenti.
L'universo, e l'uomo in esso, non è forse un tutto unitario, un sistema integrato (se la luna spostasse la sua orbita, ne risentirebbe tutto il sistema solare e forse tutto l'universo).
D’altra parte, sappiamo che é bastata l'invenzione del motore a benzina a inquinare l'atmosfera ed a creare problemi di natura geografica, sociale,economica ecc.
Finora, spesso nelle scuole le discipline sono state insegnate ciascuna a sé stante: il docente di Storia ignorava quello che insegnava il docente di Matematica, il docente di Filosofia, il docente di Lingua ecc.
Dagli anni ‘70 si è cominciato a fare il discorso sulla interdisciplinarità[4] e nel Documento dei saggi sui saperi essenziali (1998) si è parlato dell'uomo come un sistema integrato.
Oggi, si utilizza il termine ologramma.

Si legge nelle INDICAZIONI NAZIONALI: SCUOLA DELL’INFANZIA: <<Per quanto presentati in maniera elencatoria, infine, va ricordato che gli obiettivi specifici di apprendimento obbediscono, in verità, ciascuno, al principio della sintesi e dell’ologramma: l’uno rimanda sempre funzionalmente all’altro e non sono mai, per quanto possano essere minuti e parziali, richiusi su se stessi, bensì aperti ad un complesso, continuo e unitario rimando reciproco>>.•

SCUOLA PRIMARIA E SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO:
<<La seconda consapevolezza ricorda che gli obiettivi specifici di apprendimento indicati per le diverse discipline e per l’educazione alla Convivenza civile, se pure sono presentati in maniera analitica, obbediscono, in realtà, ciascuno, al principio della sintesi e dell.ologramma: gli uni rimandano agli altri; non sono mai, per quanto possano essere autoreferenziali, richiusi su se stessi, ma sono sempre un complesso e continuo rimando al tutto. Un obiettivo specifico di apprendimento di una delle dimensioni della Convivenza civile, quindi, è e deve essere sempre anche disciplinare e viceversa; analogamente, un obiettivo specifico di apprendimento di matematica è e deve essere sempre, allo stesso tempo, non solo ricco di risonanze di natura linguistica, storica, geografica,espressiva, estetica, motoria, sociale, morale, religiosa, ma anche lievitare comportamenti personali adeguati alla Convivenza civile. E così per qualsiasi altro obiettivo specifico d’apprendimento.Dentro la disciplinarità anche più spinta, in sostanza, va sempre rintracciata l’apertura inter e transdisciplinare: la parte che si lega al tutto e il tutto che non si dà se non come parte. E dentro, o dietro, le educazioni. che scandiscono l’educazione alla Convivenza civile vanno sempre riconosciute le discipline, così come attraverso le discipline non si fa altro che promuovere l’educazione alla Convivenza civile e, attraverso questa, nient’altro che l’unica educazione integrale di ciascuno a cui tutta l’attività scolastica è indirizzati…A maggior ragione, infatti, a livello di obiettivi formativi si ripete, anzi si moltiplica, l’esigenza di riferirsi al principio della sintesi e dell’ologramma, già menzionato a proposito degli obiettivi specifici di apprendimento. Se non testimoniassero la traduzione di questo principio nel concreto delle relazioni educative e delle esperienze personali di apprendimento che si svolgono nei gruppi di lavoro scolastici difficilmente, del resto, potrebbero essere ancora definiti “formativi”. Per questo, sebbene formulati dai docenti in maniera analitica e disciplinare, vanno sempre esperiti a partire da problemi ed attività che, per definizione, sono sempre unitari e sintetici, quindi mai riducibili né ad esercizi che pretendono di raggiungerli in maniera atomistica, né alla comprensione dell’esperienza assicurata da singole prospettive disciplinari o da singole “educazioni”. Richiedono, piuttosto, sempre, la mobilitazioni di sensibilità e prospettive pluri, inter e transdisciplinari, nonché il continuo richiamo all’integralità educativa. Inoltre, aspetto ancora più importante, esigono che siano sempre dotate di senso, e quindi motivanti, per chi le svolge e per chi le propone>>.

Non può che essere così!
La frammentazione degli obiettivi specifici di apprendimento delle Indicazioni nazionali vale per i docenti, ma non sul piano didattico per gli alunni.
Che significa questo?
Non significa che debbano scomparire i diversi docenti, né nella scuola secondaria di secondo grado, né nella scuola secondaria di primo grado, né nella scuola primaria, né nella scuola dell'infanzia, per cui risulta inconcepibile la figura del docente prevalente anche nelle prime tre classi della scuola primaria.
L’ologramma non è la negazione della distinzione della specificità delle realtà umane, naturali e artificiali, e quindi delle diverse discipline, ma è l'affermazione delle loro interrelazioni, delle loro interferenze. Il sistema uomo, il sistema circolatorio, il sistema respiratorio ecc., così come le relative discipline, sono distinti ma interferiscono.
Occorre perciò che i docenti non annullino le singole discipline ma siano sempre impegnati nella loro costruzione.
Ecco, fosse potremmo dire: discipline interferenti!
I saperi che gli alunni apprendono nella scuola (e nella vita) non sono saperi separati, incomunicanti, a sé stanti, sibbene saperi distinti, ciascuno con la sua logica, la sua sintassi, il suo lessico, ma che interloquiscono. perché aiutano l’alunno a comprendere il mondo umano, naturale e artificiale.
Il che comporta, assieme alla distinzione delle discipline, la specializzazione dei docenti, ma nello stesso tempo la loro cooperazione: dalla scuola dell'infanzia alla scuola secondaria di secondo grado.
I docenti cooperano nell'affrontare da diverse angolazioni disciplinari le stesse situazioni problematiche che gli alunni, opportunamente stimolati, avvertono.
Ma i docenti cooperano anche sul piano metodologico-didattico nell’elaborazione del Portfolio, nell’adozione di strategie di apprendimento coerenti, di criteri e di strumenti di valutazione omogenei.
Innanzitutto, è unitaria, ologrammatica, la raccolta degli elementi conoscitivi che, per la elaborazione del POF, i diversi docenti realizzano dei singoli alunni, diversi nei livelli di maturazione e di apprendimento, negli stili e nei ritmi di apprendimento, nelle motivazioni ecc.
Poi, i docenti cooperano ancora nell’elaborazione dei piani di studio personalizzati e delle unità di apprendimento.
Non c'è più spazio per i docenti delle diverse discipline che si ignorano.
Tutto questo non significa. però, lo si ribadisce, che ogni docente non operi dalla sua prospettiva disciplinare e che in ogni unità di apprendimento vi debbano essere tutte le prospettive disciplinari: le discipline impegnate ed integrate possono essere due, tre, quattro... o una sola!
Vi sono unità di apprendimento che riguardano tematiche specifiche di una sola disciplina: l’unità di apprendimento sull’addizione con riporto è l’unità di apprendimento del solo docente di matematica, così come l’unità di apprendimento sul congiuntivo riguarda il solo docente di Lingua italiana e al più di Lingua straniera.
Pertanto, le unità d'apprendimento possono essere mono-pluri-inter-transdisciplinari, (riguardanti due o più discipline e addirittura tutte le discipline).

L’EDUCAZIONE CIVILE

Infine, il discorso dell’educazione alla convivenza civile. Sebbene riportate a parte, esse non esistono, non costituiscono discipline: non esiste una disciplina che si chiama educazione alla cittadinanza, educazione ambientale, educazione alla salute, educazione alimentare, educazione all'affettività.
Queste educazioni non sono educazioni a sé stanti ma il risultato degli apprendimenti che gli alunni realizzano nell’apprendimento delle diverse discipline di studio.
Evidentemente, vale l'indicazione che anche l’educazione civile si integra nell'unitario processo di apprendimento che gli alunni realizzano, appunto, secondo la prospettiva ologrammatica della persona umana e dell'apprendimento attraverso lo studio delle singole discipline.

DISCIPLINE E UNITARIETA’ EDUCATIVA E DIDATTICA

Vi sono, sempre, sin dalla scuola dell'infanzia, le discipline, intese come specifici linguaggi, metodi di indagine e quadri concettuali distinti.
Ma le discipline non sono che strumenti, lenti colorate e di ingrandimento, strumenti sofisticati ed apparecchiature sempre più avanzate che gli uomini hanno costruito e costruiscono per conoscere il mondo umano, naturale e artificiale e soprattutto per formare le loro capacità e i loro atteggiamenti personali nel processo mai compiuto e sempre unitario di formazione della loro
personalità.
Come tali, le discipline i bambini cominciano ad apprenderle sin dalla nascita (protodiscipline)[5], nel loro innato bisogno di crescere, di autorealizzazione, di umanizzazione (<< pieno sviluppo della persona umana>>).
Due consapevolezze, però, occorre avere sempre ben presenti e chiare.
Innanzitutto l'apprendimento non è mai solo istruzione (acquisizione di conoscenze), ma sempre educazione, cioè formazione di capacità e di atteggiamenti (competenze)[6].
Le agenzie formative, formali (come la scuola), non formali (come la famiglia, le chiese ecc.) e informali (come la società, i mass media ecc.), mirano a fare acquisire conoscenze, ma mirano anche e soprattutto a fare acquisire competenze (capacità e atteggiamenti).
Purtroppo, troppo spesso nella scuola l'attenzione è rivolta alla sola acquisizione di conoscenze.
La seconda consapevolezza riguarda l'unitarietà dei processi apprenditivi.
Persiste ancora la concezione illuminista, nozionistica, cumulativa dei saperi che si aggiungono l'uno all'altro, l'uno accanto all'altro, l'uno dopo l'altro, e soprattutto l’uno separato dall'altro. Questa concezione occorre superare, non solo costruendo unità di apprendimento che riguardino obiettivi formativi di diverse discipline, opportunamente integrati, ma, anche quando si tratta dell’obiettivo formativo di una sola disciplina, occorre tenere presenti le possibili interferenze o correlazioni con le unità di apprendimento delle diverse discipline.
Questa impostazione comporta la cooperazione dei diversi docenti impegnati sullo stesso gruppo classe, soprattutto nel momento dell'elaborazione dei piani di studio personalizzati e, in particolare, delle unità di apprendimento: occorre che i diversi docenti tengano sempre presente che:
a) il destinatario degli apprendimenti è sempre lo stesso alunno;
b) le diverse azioni formative debbono risultare coerenti;
c) le diverse azioni formative debbono integrarsi nel senso che debbono convergere alla formazione delle stesse capacità e degli stessi atteggiamenti ed alla acquisizione delle stesse conoscenze;
d) occorre evitare perciò discrasie, incoerenze, contraddizioni.

LA COOPERAZIONE DEI DOCENTI
In tale prospettiva, si rende necessaria una stretta cooperazione di tutti i docenti che, pur nella diversificazione dei contenuti e degli apporti formativi, debbono mirare unitariamente alla formazione integrale, originale e massimale dei singoli alunni.
Seppure distinti per discipline, i vari docenti operano sempre come un gruppo unitario (team teaching)[7], facendo proprio il principio fondante di questa metodologia didattica (<<preparare un orario in modo tale che l’insegnante più adatto si trovi nell’aula giusta, con il materiale più opportuno, al momento opportuno, per il ragazzo o per il gruppo di ragazzi che possano trarne il massimo beneficio>>)[8].
La convergenza degli interventi formativi dei diversi docenti può realizzarsi anche indipendentemente dalla scelta di una situazione problematica unitaria, a condizione però che le attività di apprendimento promosse dai singoli docenti risultino sempre personalizzate (adattate) e motivate (significative).
In sintesi, le attività di apprendimento promosse dai singoli docenti debbono integrarsi nell’unitaria formazione della personalità dei singoli alunni, tenendo presente che l'unitarietà va intesa come integralità, cioè come formazione nella quale i diversi apporti formativi si integrano, sono parte di un tutto che viene sempre tenuto presente e non restano invece frammenti che
l'alunno non riesce a ricondurre ad unità.
Le “chiare e dolci acque” sono le acque sorgive della fonte che nasce dalle pendici del monte ma che sono il risultato delle piogge invernali, quando i raggi del sole non sono perpendicolari sulla faccia della terra, perché si è nella stagione invernale (Geografia), ma sono espressione dei sentimenti per Laura del Petrarca che viveva in una certa epoca (Storia) e che portava a
complemento il passaggio dalla Lingua latina, ancora viva nel Medio Evo (Storia, Religione), alla Lingua italiana (ancora Lingua) e nell'ambito di un processo che portava al recupero della cultura classica, compresa la Filosofia.
Questa impostazione didattica ologrammatica può essere resa più agevole, sia dalla conoscenza delle mappe cognitive dei singoli alunni, sia dalla costruzione di mappe concettuali che coinvolgano il maggior numero possibile di discipline e quindi di obiettivi specifici di apprendimento. Essa è resa possibile dai docenti tutti della classe e della scuola che operano sempre come un gruppo, un gruppo paritario, nel quale il tutor è solo un coordinatore che ha la specifica responsabilità di assicurare che il processo formativo dei singoli alunni sia unitario (ologrammatico).

23 novembre 2004
[1] <<idea di persona come sistema integrato, alla cui formazione e al cui equilibrio dinamico concorrono la componente percettivo-motoria, quella logico-razionale e quella affettivo-sociale>>(DOCUMENTO SUI SAPERI ESSENZIALI>> (1988).
[2] In merito cfr.: Cresson, E., , Insegnare ad apprendere. Verso la società conoscitiva, Libro bianco su istruzione e formazione, Lussemburgo, Commissione Europea. 1995;. In merito cfr.: CAMBI F. (a cura di), Nel conflitto delle emozioni – Prospettive pedagogiche, Armando Editore, Roma, 1999; TENUTA U., I contenuti essenziali per la formazione di base: homo patiens, habilis, sapiens, in Rivista dell’istruzione, Maggioli, Rimini, 1998, N. 5; TENUTA U., Verificare le conoscenze essenziali, ma soprattutto le capacità ed anche gli atteggiamenti, in Rivista dell’istruzione, Maggioli, Rimini, 2002, n. 4; TENUTA U., Atteggiamenti: non solo conoscenze, non solo capacità, Il Dirigente scolastico, ScuolaSNALS, Roma, gennaio 2002; TENUTA U., Conoscenze Capacità Atteggiamenti; TENUTA U., Obiettivi Formativi da Raggiungere; TENUTA U., Obiettivi Formativi e Competenze; TENUTA U., Obiettivi Specifici di Apprendimento; TENUTA U., Obiettivi: come districarsi?; TENUTA U. , Atteggiamenti Capacità Conoscenze,nel sito http://www.edscuola.it/archivio/didattica/index.html; TENUTA U.,
Atteggiamenti, capacità e conoscenze , in RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: http://www.rivistadidattica.com/
[3] <<Il programma, necessariamente articolato al suo interno, mira ad aiu¬tare l'alunno, impegnato a soddisfare il suo bisogno di conoscere e di comprendere, a possedere unitariamente la cul¬tura che apprende ed elabo¬ra>> (Programmi didattici del 1985 per la scuola primaria).
[4] In merito cfr.: ANTISERI D., I fondamenti epistemologici del lavoro interdisciplinare, Armando, Roma, 1975; PENATI G., Interdsciplinarità, La Scuola, Brescia, 1976; GIUNTI A., Ricerca e lavoro interdisciplinare, La Scuola, Brescia, 1978; SCURATI C., DAMIANO E., Interdisciplinarità e didattica, La Scuola, Brescia, 1974; RAVAGLIOLI F. (a cura di), Interdisciplinarità, Armando, Roma, 1974; RUSSO AGRUSTI T. , Interdisciplinarità e scuola, Le Monnier, Firenze, 1976. In merito cfr. TENUTA U., Obiettivi Formativi da Raggiungere; Obiettivi Formativi e Competenze Obiettivi.- come districarsi? In DIDATTICA@EDSCUOLA.COM, nel sito: http:/www.edscuola.com/dida.html.
[5] In merito cfr.: TENUTA U., Pluralità dei docenti; TENUTA U., Enti locali e scuola; il sistema formativo integrato, in RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: www.rivistadidattica.com; Syllabus defli obiettivi formativi o ancora Programmi?, in METODOLOGIA E DIATTICA: http://www.edscuola.it/archivio/didattica/
[6] In merito cfr.: Cresson, E., , Insegnare ad apprendere. Verso la società conoscitiva, Libro bianco su istruzione e formazione, Lussemburgo, Commissione Europea. 1995; CAMBI F. (a cura di), Nel conflitto delle emozioni – Prospettive pedagogiche, Armando Editore, Roma, 1999; TENUTA U., I contenuti essenziali per la formazione di base: homo patiens, habilis, sapiens, in Rivista
dell’istruzione, Maggioli, Rimini, 1998, N. 5; TENUTA U., Verificare le conoscenze essenziali, ma soprattutto le capacità ed anche gli atteggiamenti, in Rivista dell’istruzione, Maggioli, Rimini, 2002, n. 4; TENUTA U., Atteggiamenti: non solo conoscenze, non solo capacità, Il Dirigente scolastico, ScuolaSNALS, Roma, gennaio 2002; TENUTA U., Conoscenze Capacità Atteggiamenti; TENUTA U., Obiettivi Formativi da Raggiungere; TENUTA U., Obiettivi Formativi e Competenze; TENUTA U., Obiettivi Specifici di Apprendimento; TENUTA U., Obiettivi: come districarsi?; TENUTA U. , Atteggiamenti Capacità Conoscenze, nel sito http://www.edscuola.it/archivio/didattica/index.html; TENUTA U., Atteggiamenti,capacità e conoscenze , in RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: http://www.rivistadidattica.com/
[7] BAIR M., WOODWARD R.G., La pratica del team teaching, Loescher, Torino, 1973.
[8] In merito cfr.: BAIR M., WOODWARD R.G., La pratica del team teaching, Loescher, Torino, 1973, p. 36.

Il 21 dicembre il prof Cuomo e la dott.ssa Imola rispondono alle domande di Elisa
:
Gentilissima Elisa,
per quanto riguarda il foglio-agenda confrontati con Andrea. Per quanto riguarda quelle che tu chiami stereotipie devi evidenziare a Walter la realtà: che è monotono, che ripete le stesse cose, che ha un atteggiamento da bambino che lo fa sembrare stupido. Pertanto devi sottolineare che se continua a far così tu ti vergogni ad uscire con lui. Tieni presente, vattelo a rileggere, che il progetto amico a cui tu fai riferimento ha come base il principio di realtà e il non tollerare gli atteggiamenti infantili dei ragazzi come nel contempo non vanno messi in atto atteggiamenti infantili e infantilizzanti degli operatori, la famosa "voce da fatina"!!!Non devi tollerarlo, devi essere ferma! Abbiamo sempre sottolineato che bisogna avere un ordine alimentare perchè abbiamo l'impressione che Walter non abbia tale ordine. Abbiamo sottolineato che il ragazzo necessita di una dieta. Il disordine alimentare unito ad un disordine emozionale molto spesso propone le condizioni che ci descrivi. Altra abitudine che bisogna prendere è quella di fare in modo che tutte le volte che lui si sporca, autonomamente deve fermare quanto sta facendo, andare in bagno, cambiarsi, pulirsi e lavarsi, senza alcun aiuto degli altri ed in piena autonomia. Tale abitudine e norma deve essere molto rigida e messa in atto da tutti: in famiglia, a scuola, ... La norma deve essere neutra, non deve avere toni né di derisione né di rimprovero. Abbiamo sempre sottolineato che i comportamenti violenti non sono il risultato di essere affeti da x fragile. Pertando assolutamente non devi accettare tali comportamenti, non fare il "broncino", ma rispondere arrabbiandosi in maniera molto seria e con risposte corporee. Quando tu hai appuntamento con Walter la famiglia deve saperlo a far sì che lui sia pronto quando arrivi. Questo è di responsabilità della famiglia!!! Concludiamo sottolineando che mentre ci dici il comportamento di Walter ci chiedi dei consigli ma non ci dici quali sono le tue risposte e le tue azioni, o le tue ipotesi di azioni al comportamento di Walter. Questo denota una tua insicurezza nell'agire in certe situazioni. Tale insicurezza la devi superare perchè Walter la percepisce. Devi imparare ad autovalutare i tuoi interventi in relazione ai materiali scritti che ti abbiamo inviato e a quanto gli incontri di informazione propongono. Rimanendo in attesa di attesa di quali sono state le tue reazioni ai coportamenti invio
cordiali saluti
Nicola Cuomo
Alice Imola


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