X Fragile - Il Filo di Arianna
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Messaggio  Admin Gio Giu 02, 2011 11:47 pm

Il 5 novembre il dottor Davolio, tutor di Elisa, invia il resoconto della supervisone via skype:
Supervisione skype
Elisa – Coralli
30ottobre 2010
Elisa riferisce che non riesce a coinvolgerlo in nulla, nemmeno in quello che gli piace. Allora il consigliato è stato quello di partire da ciò che non può evitare di fare anche se non vuole, ad esempio il mangiare. Far mancare quello che gli piace in casa e "costringerlo" ad uscire se vuole comperarlo per mangiare: in modo da eliminare l'effetto magia e da cominciare ad inserirlo nel processo di quella situazione (ho fame, vado a fare la spesa, cucino, mangio). Quindi proporre una attività con una finalità chiara che faccia riferimento ad una sua necessità forte. Creare la necessità di uscire o di fare qualcosa.
La proposta di Elisa di uscire per andare a fare la spesa (con la fame del ragazzo e col frigorifero vuoto) troverà più disponibilità da parte di Elisa che non verrà vissuta come “quella che mi obbliga sempre a lavorare” ma come quell’amica gentile che di fronte ad un mio problema (ho fame e il frigo è vuoto) mi aiuta, mi accompagna, mi da consigli per riuscire.
Allargando a macchio d’olio questa situazione si creeranno le giuste basi per introdurre il listino prezzi e il progetto album.
Vediamo come reagisce il ragazzo di fronte a questa nuova ipotesi progettuale e poi facciamola evolvere.

Il 21 novembre l’operatrice amica di Walter invia al professor Cuomo uno scambio di mail avvenuto tra lei e la mamma di Walter
:

Buongiorno,
vi invio una mail che mi ha mandato la mamma di Walter e la mia risposta.
Ho pensato di farvela leggere perchè penso che ci possiate dare un utile rimando rispetto alle cose scritte.
Penso che solo il lavoro congiunto di tutti possa portare a risultati soddisfacenti. Sto cercando di muovermi in modo da fare cose costruttive e quello che voi mi suggerite. E' vero che i risultati sono ancora pochi e che anch'io vorrei fare tante cose con Walter, vi chiedo come muovermi e come poter fare di più.
A presto.
Elisa B.

Ciao Elisa
Oggi sono andata da mia sorella e ho visto quello che sta facendo Ramona e,sinceramente, non mi aspettavo che lei (senza filo di Arianna) sia andata cosìavanti (con due bambini XF) rispetto a noi che stiamo lavorando da mesi.
Ammetto che sono amareggiata!
Ramona ha preparato 3 quaderni: uno x lei, uno x N., uno per Antonio.
Ogni volta che escono si fanno delle foto con una macchina fotografica che Ramona ha portato e che lascia a casa dei bambini. Poi si scarica le foto, se le stampa e le attaccano insieme. Ognuno da solo nel proprio quaderno. Ramona racconta in modo semplice quello che hanno fatto. N. e Antonio. scrivono quello che vogliono (la festa di Hallowen “non mi è piaciuta”, “no
passeggiata”, mi sono divertito ecc.).
Sono andati in piscina, al cinema, in pullman, alla festa di Halloween ecc.
Ha preparato uno schema per imparare da soli a farsi lo zaino.
Ha attaccato in bagno figurine su come lavarsi bene i denti (sopra, sotto, ai
lati) ecc.
Ramona ha due bambini e fa tutto da sola.

E noi?
Abbiamo pensato al corso di cucina ma nulla s’è fatto. Lo so che Cuomo ha detto che dev’essere Walter a chiederlo ma se non si propone niente, lui che ne sa? Perché non fargli vedere intanto la cucina (magari con tutte le sue cose appese). Con una scusa lo porti in lì, magari vi comprate qualcosa e fate merenda; la volta seguente ci si inventa qualcos’altro. Bisogna proporre cose
nuove altrimenti ci si fossilizza.

Hai comprato cartoncini e squadrette e lei hai lasciate lì. Idem, Cuomo ha detto … ma proponiamo piccole cose per arrivare ad altre e poi ad altre ecc.
Se pensiamo ma non proponiamo a che serve?

Abbiamo pensato di lavorare sul denaro, ma secondo me Walter quando esce da scuola ha fame, se porti a fare la spesa tutte le volte rischi di creare ansia.
Elisa = spesa = crisi???

Ribadisco quello che dico a tutti, e probabilmente lo sai meglio di me, ma bisogna prepararsi! Esempio: Walter deve sapere che vai a prenderlo, mangiate e poi andate al cinema – parco – piscina ecc.
La volta seguente potete stare a casa, ma a fare cosa? Computer e puzzle? NO, sia ben chiaro, stiamo a casa ma facciamo una caccia al tesoro o giochiamo a nascondino (sono le prime cose che mi vengono in mente ma tu sai fare sicuramente di meglio!).
Andiamo a fare la spesa? OK ma ci sono delle regole, scegli le cose che vuoi e le paghi senza fare casino. Io (Elisa) mi impegno a non fare il supervisore ma la tua amica che viene insieme a te e magari compro mezzo litro di latte x Luca e pago con i miei soldi. Prima tu così gli trasmetti la serenità necessaria, poi lui. Se non riesce con i soldi lo aiuti tranquillamente, la prima volta
glielo fai, la seconda suggerisci, la terza indichi ecc. Con calma.

Io (Valeria) vado da sola alle Gru con Walter e Giada a fare la spesa alle Gru di SABATO mattina.
Quando usciamo siamo super-preparati, sull’orario, sulla lista, sui tempi, sulle regole (scendere dalla macchina, no versi, ci si aspetta, non si lascia il carrello incustodito ecc.). Perché? Perché io non ho più voglia di queste crisi da bimbi piccoli, tu sei grande e io esco con te solo ed esclusivamente se ti comporti come tale. Quindi prima facciamo prima veniamo a casa a giocare.

Io non pretendo grandi cose, ma piccole cose. Mi sembra che le cose ci stiano sfuggendo.
Ho l’impressione che Walter abbia classificato Elisa come “spesa” e Gianluca come “giro in macchina”. Deve farlo perché è obbligato e se “mi fanno arrabbiare mi faccio la cacca addosso! O rompo un piatto o mi butto per terra”.

Con Chiara invece era “quando viene la mia amica? La chiamo? Devo andare … a
che ora arriva?”

Esempio: con Chiara: Andiamo a vedere le paperette al Valentino? OK. Chiara lo chiamava il mercoledì e il venerdì sera per ricordargli tutto quello che dovevano fare. Il sabato mattina ricordarsi delle regole: non ci si butta per terra perché è una gita piacevole, non si mangia perché dobbiamo andare a vedere le paperette e abbiamo poco tempo. Attesa alle fermate, contare le fermate nella pensilina (foto), ricordarsi dove si scende (foto), arrivare alle paperette attraverso degli indizi o indicazioni, fotografarle. Tornare indietro tenendo presente tutte le cose
fatte. Stampare foto nei giorni successivi poi la volta seguente attacchiamo nel quaderno.
Chiara faceva tutto questo ma ogni volta proponeva una cosa diversa quindi ero io che attaccavo le foto e loro se le guardavano solo e ricordavano gli eventi accaduti.

L’altro giorno hai detto che provavi ad andare a prenderlo a scuola a piedi (era in fondo una bella giornata). Mi ha detto Gianluigi che avreste fatto attenzione al percorso e che avreste stampato tragitto e rivisto insieme, così da affrontare l’orientamento e come si va da scuola a casa e viceversa… L’ha fatto? Sei andata a prenderlo a piedi? Avete fatto attenzione al percorso?
Avete stampato la cartina e rivista insieme? O almeno rivista al pc e dargli come compito di stamparla quando arrivava a casa mamma?
Sia ben chiaro, non ti sto criticando, sono preoccupata!

Hai bisogno di più tempo? Poco più di due ore e mezzo un giorno e tre l’altro, sono troppo poche? vieni più volte. In fondo gli altri educatori del filo di Arianna vanno due volte la settimana x 400 euro (sono 4800 euro l’anno). Con i 20.000 euro se, hai bisogno di lavorare di più su di lui, puoi farlo senza rimetterci.
Preparati delle cose. Se sei a corto di idee (considerate le caratteristiche di Walter) chiama Chiara o Ramona, organizza un’uscita insieme. Se ti va fai delle uscite in piscina, vai a vedere una partita di hockey o di calcio o di rugby (dove si sporcano tutti e ci puoi ridere sopra)…. Fallo anche se, detto tra noi, dovresti essere tu a dare idee e consigli a Ramona, visto che dovresti conoscere meglio la ricerca ed è il tuo compito all’interno del progetto della borsa di studio è quello di aiutare Ramona. Almeno, questo è quello che mi ha detto Gianluigi.

Ma soprattutto non avere paura di lui perché se me ne sono accorta io, figurati Walter.
E lì parte la sberla, il piatto e la caccaHai paura quando è in macchina, hai paura di portarlo a casa a piedi, hai paura se si pianta. Cambia atteggiamento nei suoi confronti. Avete diritti e doveri entrambi. Non farti spaventare.

È solo uno sfogo ma spero ti sia utile.
Ciao
Valeria
Risposta di Elisa:

Ciao Valeria,
ho letto la mail, sono molto dispiaciuta.
Mi spiace che non si vedano risultati. E credimi, sto studiando e pensando alle cose da poter fare con Walter. E mi piacerebbe fare molto di più...
Per quanto riguarda il corso di cucina mi è spiaciuto tantissimo non averlo messo in pratica, avevo preparato tutto con entusiasmo ma sono passata come la rompiscatole che voleva far fare a Walter i biscotti o la pizza. A Walter la cosa piaceva e probabilmente ha solo bisogno di superare l'ansia per poter fare le cose che gli piacciono.
Posso provare a portarlo con una scusa a vedere la cucina ma voglio chiedere prima a Bologna se può essere un'idea giusta e come proporla perchè mi era stato detto che il desiderio doveva nascere da Walter stesso e non doveva essere un'imposizione o un compito da fare.
Mi dici
"Hai comprato cartoncini e squadrette e lei hai lasciate lì. Idem, Cuomo ha detto … ma proponiamo piccole cose per arrivare ad altre e poi ad altre ecc.
Se pensiamo ma non proponiamo a che serve?"
Per quanto riguarda il foglio agenda, ho scaricato delle immagini che rappresentassero i momenti della giornata in attesa di foto di Walter (che mi avete inviato ieri mattina), preparato cartoncini, pennarelli,... ma quando gliel'ho proposto lui ha buttato tutti i fogli per terra. Mi chiedo se serva
farlo da sola e portare il foglio da appendere già preparato senza farlo insieme.

"Abbiamo pensato di lavorare sul denaro, ma secondo me Walter quando esce da scuola ha fame, se porti a fare la spesa tutte le volte rischi di creare
ansia.
Elisa = spesa = crisi???"

Per quanto riguarda questo punto l'andare con Walter a fare la spesa era un modo trovato in supervisione per far sì che fosse un qualcosa proposto da lui. Non fargli trovare le cose da mangiare a casa era un modo per far sì che si trovasse in una situazione in cui lui avesse un bisogno (la fame) e che io fossi lì ad aiutarlo a risolvere il problema facendo una lista, o seguendo
una lista fatta da te o Gianluigi per poi andare a prendere le cose insieme, pagarle e
prepararle. Ti mando quello che Andrea Davolio mi ha scritto come linea guida dopo la supervisione.
"Far mancare quello che gli piace in casa e "costringerlo" ad uscire se vuole comperarlo per mangiare: in modo da eliminare l'effetto magia e da cominciare ad inserirlo nel processo di quella situazione (ho fame, vado a fare la spesa, cucino, mangio). Quindi proporre una attività con una finalità chiara che faccia riferimento ad una sua necessità forte. Creare la necessità di uscire
o di fare qualcosa.
La proposta di Elisa di uscire per andare a fare la spesa (con la fame del ragazzo e col frigorifero vuoto) troverà più disponibilità da parte di Elisa che non verrà vissuta come “quella che mi obbliga sempre a lavorare” ma come quell’amica gentile che di fronte ad un mio problema (ho fame e il frigo è vuoto) mi aiuta, mi accompagna, mi da consigli per riuscire.
Allargando a macchio d’olio questa situazione si creeranno le giuste basi per introdurre il listino prezzi e il progetto album.
Vediamo come reagisce il ragazzo di fronte a questa nuova ipotesi
progettuale e poi facciamola evolvere."
In seguito alla supervisione di ieri mi è stato detto di fare un progetto album del supermercato con 5-6 foto significative. Per quanto riguarda l'uso del denaro io sto cercando di fare da specchio. La spesa la facciamo insieme, io ho sempre una mia lista di cose che mi servono e Walter mi aiuta, io
pago per prima e lui dopo di me.

“L’altro giorno hai detto che provavi ad andare a prenderlo a scuola a piedi (era in fondo una bella giornata). Mi ha detto Gianluigi che avreste fatto attenzione al percorso e che avreste stampato tragitto e rivisto insieme, così da affrontare l’orientamento e come si va da scuola a casa e viceversa… L’ha fatto? Sei andata a prenderlo a piedi? Avete fatto attenzione al percorso?
Avete stampato la cartina e rivista insieme? O almeno rivista al pc e dargli come compito di stamparla quando arrivava a casa mamma?”

Venerdì non sono andata a prenderlo a piedi perchè ne avevo parlato due ore prima con Gianluigi e gli ho detto che ne avrei parlato il giorno dopo in supervisione e sarei andata a prenderlo a scuola a piedi da lunedì.
Così ho fatto. E' sembrata una buona idea se si mette in un progetto. Andrea Davolio mi ha consigliato di non stampare da internet una cartina ma di costruirla insieme con delle foto fatte insieme a dei punti di riferimento che troveremo sulla strada. Così faremo.
Per quanto riguarda le uscite con Ramona e i cugini di Walter penso sia un'ottima idea.
Penso di mandare questa mail a Bologna in modo che ci aiutino a vedere le cose e gli errori nel modo più costruttivo possibile.
Voglio sottolineare che sono molto affezionata a Walter e che in queste ultime settimane, a parte venerdì, abbiamo avuto una bella sintonia ed è stato un piacere stare insieme...lui sa trasmettere anche tante emozioni positive.
Vi stimo come famiglia e non vorrei che i nostri rapporti si rovinassero, vi invito a dire le cose che non vanno volta per volta per non dovermi trovare di fronte ad una mail come questa che non mi aspettavo ma che spero porti a una situazione migliore.

Elisa

Il professor Cuomo risponde:

Gentilissima signora Valeria,

mi sembra che nello scambio di e-mail tra lei e la sua operatrice vien fuori che forse si è compreso tutto il contrario di quanto già da un anno andiamo sottolineando e che è esplicitato nel forum.
Lei SCRIVE:
“…Abbiamo pensato al corso di cucina ma nulla s’è fatto. Lo so che Cuomo ha detto che dev’essere Walter a chiederlo ma se non si propone niente, lui che ne sa? Perché non fargli vedere intanto la cucina (magari con tutte le sue cose…” non ho mai detto “… che dev’essere Walter a chiederlo…” ma perfettamente il contrario!!!
Ho sempre sottolineato che l’amico deve stimolare, implicare, sedurre,… trascinare verso le attività. Non ingiungere né costringere ma provocare ed implicare ATTIVAMENTE proprio come fa l’operatrice Ramona che, molto probabilmente o ha letto le lettere del forum o … si è mossa saggiamente.
Poi lei prosegue:
“…Hai comprato cartoncini e squadrette e lei hai lasciate lì. Idem, Cuomo ha detto … " cosa ho detto? Certamente, coerentemente al metodo, avrò detto di invogliare, sedurre, trascinare, provocare W.al fare proprio come interviene l’operatrice Ramona, difatti lei, signora Valeria, continua giustamente scrivendo “… proponiamo piccole cose per arrivare ad altre e poi ad altre ecc.”.
Non capisco perché l’operatrice racconta il contrario di quanto noi, sia io che i tutor, gli proponiamo e sollecitano di fare.

Mi faccia sapere.

Nicola Cuomo

Il 22 novembre Elisa scrive al professor Cuomo:

Buonasera,
prima di tutto tengo a sottolineare che la mia precedente mail era indirizzata a lei, per chiedere aiuto e comprendere cosa ci sia che non va, mai mi sarei aspettata una cosi marcata mancanza di rispetto nell'accorgermi che la sua risposta è stata invece solo indirizzata alla mamma; detto questo mi si accusa di raccontare il contrario di quanto voi proponete e sollecitate di fare, questo non mi pare rispecchi la reale situazione.
E' ovvio che non abbia mai pensato che debba essere W. a chiedere le cose ma che devo essere io a proporgliele in un modo talmente coinvolgente ed entusiasmante che sia invogliato a farle.
Mi sembra che nella lettera che le avevo mandato il 20/10/10 lei mi abbia detto che le cose su cui intendevo lavorare andassero bene.
Nella stessa le descrivevo anche le modalità con cui ho proposto il foglio agenda.
Le riporto le sue parole:

"Gentilissima,
non sono il contenuto il problema che riguarda W. ma gli aspetti reattivi inadeguati ed imprevedibili del bambino pertanto il problema, oggi e dal mio punto di vista, è primariamente di carattere medico e pertanto bisognerà confrontarsi con Albertini andando a Roma.
Quello che lei propone va benissimo se W. non gli infila una matita in un occhio!!!
"
Era quindi il contenuto o le mie proposte che non andavano bene oppure si come dalla sua mail?

Per quanto riguarda il corso di cucina ne avevo parlato già diverse volte con W., cercando delle ricette insieme, portandogliene una io con immagini e descrivendogli la cucina che avremmo usato. Ero veramente entusiasta all'idea di questo progetto che avremmo potuto fare insieme. W stesso mi ha detto più volte che avrebbe voluto fare delle ricette insieme, poi però il giorno stabilito non ha più voluto.
Dalla prima supervisione via skype è venuto fuori che, e le allego l'estratto della mail mandata al supervisore:

"Andrea Davolio ha sottolineato il fatto che fare proposte è controproducente in quanto Walter mi vede solo come l’operatore di turno che vuole fargli fare qualcosa. Si deve creare una necessità, una situazione in cui Walter non possa dire di no. Si è pensato quindi di far leva su cose su cui non possa rifiutarsi, su qualcosa di forte che lo coinvolga e lo motivi a uscire di casa.
Dal momento che spesso pranzo con W. perché lo vado a prendere quando esce da scuola, ed è un momento in cui siamo soli, si è pensato di non far trovare le cose che Walter mangia in modo che impari a desiderarle. Se manca il cibo e lui ha fame, posso proporgli di andarlo a comprare al supermercato vicino casa oppure andare al bar e ordinare qualcosa, in modo che si possa fare una cosa con una chiara finalità (andare a comprare cibo perché si è affamati, cercare il cibo negli scaffali giusti, sapersi muovere al supermercato, fare la coda alla cassa, maneggiare i soldi e prendere il resto). Se poi la mamma lasciasse una piccola lista della spesa, si può fare in modo che W. si assuma la responsabilità di questa.
Nei prossimi 15 giorni intendo dunque sperimentare quanto detto."

ed infatti il 30 ottobre il supervisore mi scrive:

"Elisa riferisce che non riesce a coinvolgerlo in nulla, nemmeno in quello che gli piace. Allora il consigliato è stato quello di partire da ciò che non può evitare di fare anche se non vuole, ad esempio il mangiare. Far mancare quello che gli piace in casa e "costringerlo" ad uscire se vuole comperarlo per mangiare: in modo da eliminare l'effetto magia e da cominciare ad inserirlo nel processo di quella situazione (ho fame, vado a fare la spesa, cucino, mangio). Quindi proporre una attività con una finalità chiara che faccia riferimento ad una sua necessità forte. Creare la necessità di uscire o di fare qualcosa.La proposta di Elisa di uscire per andare a fare la spesa (con la fame del ragazzo e col frigorifero vuoto) troverà più disponibilità da parte di Elisa che non verrà vissuta come “quella che mi obbliga sempre a lavorare” ma come quell’amica gentile che di fronte ad un mio problema (ho fame e il frigo è vuoto) mi aiuta, mi accompagna, mi da consigli per riuscire.
Allargando a macchio d’olio questa situazione si creeranno le giuste basi per introdurre il listino prezzi e il progetto album.
Vediamo come reagisce il ragazzo di fronte a questa nuova ipotesi progettuale e poi facciamola evolvere.
Ovviamente cerco di non proporre le cose da fare insieme come un lavoro, ma come tali vengono recepite. Sarà il mio modo di fare che non va, non ho mai avuto problemi a rapportarmi con bambini e ragazzini in anni di lavoro e siccome è la prima volta che capita vorrei capirne il perchè. Con questo non voglio togliermi le colpe, se le cose non vanno, ma sentirmi dire che dico e faccio tutto il contrario di quello che mi proponete, e che ribadisco non corrisponde alla realtà, proprio non mi sembra corretto.

Elisa B.

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