PARTE SECONDA

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Messaggio  Admin il Mer Mar 31, 2010 12:43 pm

Il 28 settembre 2009 Licia risponde:

Gentilissimo dott. Cuomo,
il momento in cui a Rimini avete parlato di strumenti facilitanti (tazzine, bicchieri…) io non lo ricordo. Evidentemente mi è sfuggito questo passaggio perché ero in bagno o mi stavo confrontando con qualche operatore; sono stata presentissima e attentissima per tutti i giorni, ma forse in quel momento mi ero distratta e di questo me ne scuso profondamente.
Circa i consigli che ha dato alla mamma di Alessandro io non ne sapevo assolutamente niente e di conseguenza non conoscevo la risposta che ho appreso solo due minuti fa;
quindi non sapevo dell’appunto sulla forma dei biscotti altrimenti ovviamente non avrei rifatto la stessa domanda della mamma di Alessandro. Attraverso la mamma di Alessandro ho saputo che in colloquio con lei, avevate pensato di tagliare le spugne per il bagnetto in varie forme e colori ( cerchio rossi, triangolo giallo, quadrato celeste…) e fare il bagno ogni giorno con una diversa; quindi credevamo di utilizzare anche i biscotti in questo modo seguendo il suo consiglio; poi io non ero presente a quell’incontro e quindi non so se la mamma di Alessandro ha capito male. In ogni caso abbandoneremo la questione delle forme geometriche. Nessun problema e se ho frainteso mi scuso anche di questo.
Circa le fotografie, posso dirle che la preparazione dei biscotti è stata fotografata nei suoi momenti salienti che diverranno oggetto di un mini album monotematico sui biscotti, mentre ne faremo altri concernenti altre attività cosi possiamo avere a disposizione più album, ciascuno riguardante un progetto e scegliere fra le varie possibilità quale attuare; una specie di menu di attività.
Per quanto riguarda invece la proposta delle uscite e delle passeggiate, l’abbiamo pensato perché Alessandro in casa non è per nulla collaborativo e se dovessi spostare tutto ciò che lo attira, quando arrivo dovrei svaligiare la casa perché ogni stanza è piena di telefonini, computer, telecomandi, macchinine, calcolatrici, dvd, maxi schermi( difficili da spostare) e chi più ne ha più ne metta. Anzi, la concentrazione maggiore di tutti questi oggetti si trova proprio nelle due stanze e in cui di solito stiamo insieme perché dobbiamo escludere la camera dei genitori ( per ovvie ragioni), la cameretta di Sara in cui lei studia e non vuol essere disturbata e i due bagni. Quindi non saprei dove altro portarlo in casa, di qui la decisione di uscire il più possibile per ottenere la collaborazione del bambino. Le uscite avrebbero avuto un senso, un motivo che di volta in volta avrei trovato, ma se nelle uscite, di tanto in tanto, ci mettevamo un po’ di regole civiche credevo potesse essere solo una cosa in più e non in meno che forse aggiungeva qualcosa alle conoscenze di Alessandro, ma di certo non toglieva nulla. So che devo insistere sulle regole con lui partendo da quelle in casa, ma avevo paura di tralasciare anche le regole fuori casa che sempre regole sono.
Di qui l’idea di invitare qualche amico a casa; avevo detto ad Alice che l’obiettivo era proprio suscitare in Alessandro il rispetto delle regole attraverso i giochi di gruppo e di socializzazione in cui bisogna collaborare, rispettare il turno degli altri, lavorare per la squadra, attenersi al regolamento del gioco, essere puniti in caso di scorrettezza. Se si impara la regola in un gioco, forse la si può trasportare anche nelle attività di casa.
Non so quale motivo avrei trovato per giustificare la presenza di qualche amichetto a casa, forse nessuno, forse gli avrei detto: “ giovedì verranno Luigi e Giovanni a trovarti perché vogliono passare il pomeriggio con te a fare un bel gioco e poi merenda insieme. E’ sempre bello ricevere visite dagli amici ed essere amati” oppure avrei preparato insieme a lui una macedonia e gli avrei chiesto di invitare alcuni amichetti per assaggiarla insieme l’indomani.
Sono molto dispiaciuta che le mie considerazioni siano state fuori pista, prive di senso e senza corrispondenza con Alice; volevo dare qualsiasi impressione fuorché questa.
Da quando è iniziato questo progetto, sono praticamente diventata ossessiva, in ogni cosa che faccio e in ogni situazione in cui mi trovo, cerco di trovare spunti divertenti, utili da proporre.
Penso costantemente a cosa poter fare, a come farlo, a cosa potrebbe piacere ai ragazzi, a cosa sanno fare benissimo e cosa un po’ meno.
Ho solo un pensiero dal mattino alla sera e cioè come trascorrere il tempo con Alessandro e Paolo in modo costruttivo e coerente col progetto.
Ho solo un interrogativo che ininterrottamente mi frulla in testa : “ come fare per essere all’altezza del compito e del progetto- amico?”
Ho persino tralasciato lo studio per la terza prova dell’esame di stato di psicologo clinico per dedicarmi totalmente ai ragazzi e ho pressoché appiattito la mia vita affettiva e sociale perché torno a casa ogni sera alle 21 e a quell’ora comincio a scrivere le relazioni.
Sto con Paolo dalle 16.00 alle 19.00 circa, ma esco di casa alle 13.00 e torno alle 21.00 perché la distanza è troppa e i treni per giunta costano molto, ma lo faccio con tutta la passione e la partecipazione di cui sono capace.
Se ho sbagliato tutto, sono la prima ad esserne addolorata e afflitta perché sto investendo tutto il mio tempo e le mie energie su questo.
Addolorata e afflitta, ma non scoraggiata o demotivata: non avevo mai sentito parlare di X fragile, mai avuto a che fare con percorsi educativi, mai con persone speciali… mai con niente di niente che riguardasse ciò che faccio oggi; sto imparando sbagliando tutto in queste settimane. E ho tutte le intenzioni di continuare ad imparare. Cercherò di impegnarmi ancora di più (se possibile più di cosi) per acquisire e interiorizzare i percorsi da seguire.
Gentilissimo prof. Cuomo, sicuramente non potrà contare sulla mia esperienza, sulla mia preparazione professionale in questo campo, ma potrà certamente contare sulla mia instancabile tenacia e sulla mia indefessa ostinazione.

Il primo ottobre 2009 Licia racconta il suo incontro con Alessandro:

QUINTO INCONTRO
1 ottobre 2009

Quando sono arrivata a casa di Alessandro, la mamma non lo aveva ancora svegliato perché voleva parlarmi circa la possibilità che io incontrassi la maestra di sostegno per scambiarci un po’ di idee e consigli reciproci..
Per me non c’è nessun problema, anzi era una cosa che avevo già proposto a Rimini..
Siamo rimaste d’intesa che martedì pomeriggio Alessandro e io prepariamo dei biscotti (perché Alessandro ne ha parlato tantissimo alla sua maestra, le ha detto che lui è uno chef ormai, tanto che lei gli ha chiesto di prepararne alcuni perché vuole assolutamente assaggiarli e lui ha accettato), cosi mercoledì mattina vado prestissimo da Alessandro, passo a prendere il piccolo dalla casa, prendiamo i biscotti fatti il giorno prima per portarli alla maestra e lo accompagno all’asilo. Ovviamente io mi fermerò a scuola per parlare con lei, ma in questo modo Alessandro non si accorgerà di nulla. Andare a prenderlo e accompagnarlo all’asilo è, inoltre, per me un modo per stare con lui in un momento diverso della giornata che non sia il solito pomeriggio dalle 17.00 alle 20.00. Inoltre anticiperò negli incontri precedenti questo programma.
Appena abbiamo finito di parlare di questa cosa, la mamma lo ha svegliato e lui, appena arrivato in cucina, mi ha dato la mano e mi ha portato a vedere il suo libro di Supermario che ha acquistato pochi giorni fa.
Gli ho fatto notare che non mi aveva nemmeno salutato e che volevo un grande grandissimo bacio da lui e me l’ha dato.
Dopo che abbiamo sfogliato più volte il libro, gli ho ricordato che domani è la festa dei nonni (per fortuna anche all’asilo hanno insistito molto su questa cosa tanto che domani mattina all’asilo ci saranno solo bambini e nonni a giocare e a preparare la merenda) e che sarebbe stato bellissimo comprare un regalo per la nonna! “Alessandro che ne dici di uscire a comprare un bel regalo per la nonna, così domani mattina che viene qui glielo dai?” Figuriamoci, è stato contentissimo, ha chiesto alla mamma di aiutarlo a vestirsi e al di là dei pantaloni che sa mettere da solo, per il resto l’ho aiutato un po’ a mettere la maglietta e le scarpe.
La mamma gli ha dato dei soldi che lui ha prontamente messo nel marsupio aprendo e richiudendo la cerniera da solo, abbiamo salutato la mamma e la sorella che era a letto con il mal di gola e siamo usciti.
Come vi ho spiegato, non è possibile prendere i mezzi, cosi abbiamo preso la macchina, ma l’abbiamo parcheggiata subito, appena entrati in città!
Lui sa benissimo che deve immediatamente mettersi la cintura e in effetti lo fa sempre.
Siamo partiti verso la città, inutile dire che mi ferma sempre quando è rosso…
Arrivati in centro, abbiamo parcheggiato e siamo scesi per una bella passeggiata; abbiamo trovato una cartoleria molto fornita e ci siamo entrati.
Ho lasciato che scegliesse Alessandro il regalo per la nonna e dopo aver girato in lungo e in largo tutta la cartoleria, ha scelto un portachiavi molto carino. Siccome questi portachiavi erano costituiti da letterine, noi abbiamo preso la lettera N di nonna.
Poi siccome Sara era a letto ammalata, gli ho proposto di comprare un pensierino anche a lei, per farla felice, lui si è indirizzato subito verso alcune penne e ne abbiamo comprata una di High School o una cosa del genere.
Alessandro si è eccitato tantissimo quando la commessa ci ha fatto le due confezioni regalo!
Era al settimo cielo, a lui ho dato la busta gialla di Sara e io ho tenuto quella celeste per la nonna.
Alessandro ha pagato con i suoi soldini, ha preso il resto e lo ha rimesso nel marsupio. Si è ricordato di chiudere la cerniera; ha ringraziato e detto buonasera una decina di volte e siamo usciti.
Abbiamo passeggiato un bel po’ perché la macchina l’ho parcheggiata volutamente lontano e mentre camminavamo, ci preparavamo per il momento in cui avremmo dato i regali.
Per Sara abbiamo pensato di andare tutti e due sul letto con lei e di darle il pensierino; per la nonna, invece, gli ho consigliato di cantare, l’indomani, la canzoncina “Tanti Auguri” e darle il suo regalo.
Alessandro ha cominciato già a cantarla quando eravamo insieme e diceva : “Tanti auguri a te, tanti auguri a te, tanti auguri alla nonna, tanti auguri a teeee”. Insomma aveva capito che nella canzone doveva nominare la nonna!
Mentre andavamo verso la macchina, Alessandro aveva molta sete perché in effetti avevamo camminato molto.
Ci siamo fermati in un bar e lui ha chiesto una bottiglia d’acqua liscia.
Gli ho detto di prendere le monete dal suo marsupio e cosi ha pagato, ha preso il resto e lo ha rimesso a posto.
Per Alessandro aprire una bottiglia d’acqua è troppo difficile, ci vuole troppo forza che non ha, quindi mi ha chiesto una mano.
Ci siamo rimessi in macchina e siamo tornati a casa. Durante il tragitto al di là del fatto che era contento dei regali presi e che continuavamo a fare le prove, mi ha indicato anche la scuola di Sara e il suo asilo.
Arrivati a casa, abbiamo trovato Sara in piedi, lui felicissimo gli è corso incontro per dargli il suo regalo, lei è stata contenta e ha dato un bacio sulla fronte al piccolo.
Abbiamo raccontato alla mamma dove siamo andati e cosa abbiamo fatto e poi Alessandro mi ha voluto portare in camera sua .
Mi ha dato la mano e l’ho seguito, mi ha portata dritto dritto ad un armadio, l’ha aperto e ha preso il puzzle di Mcqueen, una macchina rossa con gli occhi e la bocca che a lui piace un sacco.
Ha rovesciato i pezzi del puzzle per terra ed io immediatamente mi sono seduta accanto a lui. Lo abbiamo completato in poco tempo perché era costituito da massimo 15 pezzi, lui ne ha messi veramente parecchi; bastava che fossero incastrati almeno 3 pezzi e il quarto lo inseriva perfettamente.
Dopo averlo realizzato, lo ha distrutto tutto perché il divertimento è anche questo.
Mentre facevamo il puzzle eravamo soli in camera, ovviamente. Maria e Sara erano in cucina.
Intanto era arrivato il momento di andare via, l’ho salutato con un grande bacio e gli ho dato appuntamento all’indomani.

A proposito dei prossimi incontri….
Sempre per trovare supporti quotidiani per la discriminazione dei colori, avevo pensato di comprare 4 colori diversi di tovaglioli perché 4 sono i componenti della famiglia cosi tutti i giorni a colazione, pranzo e cena, ciascuna utilizza il proprio colore e chi apparecchia (spesso Alessandro) dovrà ricordare di mettere il colore giusto al posto giusto. Ho pensato quindi, di andare con lui al supermercato e di comprare i tovaglioli cosi sceglie lui i colori e sceglie anche il suo di colore.
Circa le uscite in pullman, poiché non ci sono pullman che passano da casa di Alessandro, l’unica possibilità è prendere un pullman che ha la fermata vicino casa di Alessandro, ma che è diretto a T..
Siccome i nonni paterni abitano là, potremmo prendere svariate volte il mezzo per andare a trovare i nonni, per prendere qualcosa che serve alla mamma del bambino oppure per portare a loro qualcosa, insomma ci sarebbe un motivo ogni volta.
E’ l’unica soluzione per prendere i mezzi pubblici nella prospettiva che impari il tragitto, gli orari e tutto quanto serva con l’obiettivo di prendere il pullman da solo un giorno, per andare dai nonni; non è una cosa a breve temine perché Alessandro è ancora molto piccolo, ma sicuramente è una cosa fattibile in futuro.
Quindi la mia prossima uscita sarebbe dedicata, se per voi va bene, all’acquisto dei tovaglioli e alla richiesta di informazioni, presso la stazione, degli orari e delle linee degli autobus.

Il professor Cuomo risponde:

Gentilissima Licia,
penso che lei debba prepararsi per parlare con gli insegnanti e per tale motivo dovrebbe fornire a questi le spiegazioni molto chiare e semplici relative al progetto "Il filo di Arianna". Per tale motivo si ricordi che lei deve avere ben chiaro i punti forti e per non sbagliarsi ed anche per lasciare una traccia di quanto è caratterizzante la ricerca bene che lei si organizzi uno schema per punti traendolo dalla documentazione in suo possesso. I punti dovranno da una parte mettere in rilievo la struttura portante, dall'altra essere indicatori di come utilizzare le lettere che ormai dovrebbero essere state consegnate da tempo agli insegnanti. Penso che se lei mi invia la griglia da lei pensata posso eventualmente darle una mano.
Per quanto riguarda i punti, si ricordi le piste di lavoro che avendo come elemento base la concatenazione fanno riferimento a:
- progetto armadio
- la lente
- il nastro adesivo
- vissuto/subito
ed in particolare le regole.
Un percorso che Alessandro sta seguendo ed evolvendo in maniera originale anche se parallela a quella di Alessandro.
Inoltre, le attività di collage in una scuola dell'infanzia possono dar vita ad una creazione che coinvolge un piccolo gruppo. Si ricordi anche che vanno eliminati quegli esercizi monotoni e ripetitivi.
Per quanto riguarda il colore dei tovaglioli da attribuire a ciascun membro della famiglia bisogna stare molto attenti che non diventi una verifica da maestrina tipo "...ti ricordi chi usa il tovagliolo rosso?... ti ricordi che il verde?...se il rosso lo utilizza papà dove si siede?...". Tale condizione produrrebbe una sorta di interrogazione permanente ed è facile che Alessandro si rifiuti. Tenga conto che noi dobbiamo creare le condizioni facilitanti, pertanto qualcuno prima che Alessandro utilizzi i tovaglioli deve creare uno sfondo facilitante tipo delle tovagliette sottopiatti per cui la mamma metterà prima i sottopiatti di diverso colore al posto giusto per poi dire ad Alessandro "bene, ora finisci tu di apparecchiare (e pilotando A.) mettiamo il tovagliolo rosso sul sottopiatto rosso, quello verde sul sottopiatto verde...".
Penso che sia molto più semplice trovare di diversi colori sottopiatti, sottobicchieri e portatovaglioli che i tovaglioli.
Si ricordi che è necessario uno sfondo facilitante.
Ci faccia sapere com’è andata con le insegnanti.

Nicola Cuomo

Il 5 ottobre 2009 Licia risponde:

IDEE PER L'INCONTRO CON L'INSEGNANTE DI ALESSANDRO

Gentili dottoressa Imola e dottor Davolio,
dopodomani andrò a scuola di Alessandro Tasselli per parlare con l’insegnante di sostegno.
I punti che credo di toccare sono i seguenti:
1. Dare un senso e un significato a tutte le attività da fare evitando che oggetti, materiali, merendine e qualsiasi cosa appaiano magicamente;

2. Evitare le attività frammentarie e non concatenate fra loro; evitare gli apprendimenti fini a se stessi;

3. Caricare qualsiasi attività di contenuto emozionale e affettivo;

4. Suscitare il desiderio di conoscere preparando con anticipo qualsiasi attività si intenda fare descrivendola come attraente e utile;

5. Anticipare le cose, le azioni e i progetti per aumentare la capacità di giudizio e per ridurre l’ansia;

6. Fornire al bambino strumenti e/o percorsi facilitanti che lo aiutino nello svolgimento di qualsiasi progetto;

7.Coinvolgere Alessandro attivamente nei compiti in classe; assegnargli un ruolo o più ruoli individualmente o assieme ad un compagno al fine di fargli sperimentare la sensazione di essere utile e di aiuto a qualcuno cosi da innestare un circolo virtuoso del tipo: svolgo un compito- mi sento utile- allora sono bravo!- mi impegno ancora di più per svolgere altri compiti.

8. Aiutare Alessandro a capire che esistono le regole non come entità astratte, ma come realtà concrete dotate di un senso e di un’utilità sociale;

9. Aiutarlo a rispettare le regole non per timore di essere puniti o per accettazione passiva delle stesse, ma per piena consapevolezza e interiorizzazione delle regole; in una scuola sono moltissimi i momenti favorevoli per acquisire le regole: l’orario di entrata, l’orario del pranzo, i giochi, l’uso del materiale, lavarsi le mani prima di mangiare, non sottrarre i giochi ai compagni….

10. Attività vantaggiose sono rappresentate dai collage realizzati con materiali diversi e da tutte quelle attività ludico-socializzanti che hanno una dimensione laboratoriale; una dimensione del saper fare e dell’imparare facendo che è molto più efficace del dire sterile;

11. Ascoltare Alessandro! Solo dopo aver ascoltato quello che ha da dire, possiamo parlare con lui dicendo cose che hanno un senso per il bambino e per noi; ascoltarlo significa dargli valore e merito e dargli un buon esempio cosi anche lui saprà ascoltare.
Le lettere relazione sono già state date alle insegnanti, io le porterò comunque con me per leggere insieme alcuni punti per es. il vissuto/ subito o qualche altro passaggio che durante la conversazione potrebbe essere utile leggere. Chiederò inoltre di sapere come si sono organizzati gli insegnanti per questo nuovo anno; quali sono i percorsi che intendono seguire, quali attività intendono svolgere, quali strumenti facilitanti hanno pensato per Alessandro…
Darò, infine, la mia più completa disponibilità ad una collaborazione che duri per tutto l’anno attraverso incontri di persona, scambi di e-mail e telefonate.

Il 6 ottobre 2009 il professor Cuomo e la dottoressa Alice Imola inviano dei suggerimenti per l’incontro con gli insegnanti di Alessandro a Licia:



Gentilissima dott.ssa Licia,

con la dott.ssa Alice abbiamo pensato di inviarle in vista dell'incontro con gli insegnanti un itinerario operativo denominato "raccoglitori".
Tale itinerario sarà inviato di seguito a tutte le famiglie ed operatori in quanto pensiamo che sia estremamente utile per intessere tra le famiglie e la scuola una cooperazione con il rispetto dei ruoli reciproci.
Il progetto raccoglitori sarà anche oggetto di studio sabato a Bologna.

Quanto lei ha indicato come principi nella lista della sua e-mail potrebbe trovare alcune contestazioni da parte degli insegnanti (tipo lo facciamo già, ma in pratica come si può fare...)Da parte di quegli insegnanti che non vanno in profondità operativa nei percorsi didattici e pertanto il progetto raccoglitori, essendo molto operativo, l'aiuterà, lo speriamo, a superare le perplessità sempre presenti da parte degli insegnanti.
Buon lavoro




IL PROGETTO RACCOGLITORI


Per ogni area didattica, italiano, matematica, storia... (dal mio punto di vista nominerei quattro o cinque aree scientifiche chiave) si possono definire sette, otto punti chiave del percorso didattico. Sette, otto riferimenti base che il bambino deve sapere in italiano, così in storia, etc.
Ogni punto chiave all'interno dell'area disciplinare va organizzato con immagini, didascalie, cartoline, documenti... in modo abbastanza sintetico (puntiamo sulla qualità e non sulla quantità dei dati); ogni punto chiave va registrato su cassetta audio in modo da fornire al bambino la possibilità di ascoltare (la cassetta potrebbe essere dinamizzata con sottofondo musicale). Inoltre, risulta fondamentale anticipare i contenuti che si tratteranno in classe, area disciplinare per area disciplinare. A tale proposito si potrebbero cercare videocassette, film e/o documentari che in maniera piacevole e globale introducano il bambino all'argomento.
Il bambino in tal modo, avendo visto il filmato, ha la possibilità di riconoscere a scuola l'argomento. Anche i film visti andranno segnati nel raccoglitore.

Le attività, i contenuti programmati dagli insegnanti andrebbero quindi, lo ribadisco, anticipati con una modalità non didattistica dai genitori attraverso occasioni che non devono fornire al bambino la sensazione del prolungamento del tempo scolastico a casa, ma ugualmente essere da riferimento culturale. Gli insegnanti forniranno ai genitori i loro programmi e se per esempio si sta svolgendo in storia un percorso didattico sul Medioevo, i genitori potrebbero far vedere al bambino un film su Robin Hood (senza far riferimento a scuola, il collegamento deve avvenire spontaneamente (se avviene) da parte del bambino, così pure film o documentari su fiumi, foreste...

I principi della ricerca simboleggiati nel titolo “il filo di Arianna” ci sollecitano ad ipotizzare per bambini con x-fragile attività organizzate in modo complesso e multimediale ci proviene dal fatto che i bambini si lasciano implicare nelle attività più attivamente quando queste (come nel progetto “album”) gli offrono un senso di continuità, di successione, avvicendamento, concatenamento con seguiti sensati quella che io definisco "struttura narrativa dell'esperienza" e "continuità di fondo".
La riflessione è emersa dalle osservazioni multidisciplinari fatte presso la San Raffaele. Dai dati emersi nel confronto risulta estremamente positivo avere una continuità di fondo che permanentemente in qualche modo guidi il bambino sollecitando la sua attenzione.
La continuità di fondo va progettata ed attuata sia con ausili multimediali sia attraverso contesti, situazioni, eventi, avvenimenti, che il bambino deve riconoscere sia fisicamente, percettivamente che emozionalmente appartenenti ad un ordine del discorso, ad una trama, ad una vicenda, ad una successione sensata di eventi, a concatenazioni relazionali significative sul piano affettivo ed emozionale.
La continuità di fondo quindi va dal bambino riconosciuta e per far si che ciò avvenga deve essere anticipata.
Facciamo un esempio riferendoci al progetto "Raccoglitori” che strutturalmente propone le condizioni per la continuità di fondo e occasioni per integrarsi nel gruppo a più livelli di competenze.
Prendiamo un argomento quello del medio evo, ho accennato prima al fatto che il bambino può vedere a casa un film su Robin Hood. In classe le immagini (foto, collage, ritagli di giornali, ...) dei castelli, delle armature, costituiranno la continuità di fondo insieme alle musiche, ai rumori del film(colonna sonora), ad oggetti. La multimedialità dei riferimenti, la complessità forniranno al bambino numerosi appigli per la memoria, per evocare riconoscendo, l'ambientazione; gli aspetti emozionali collaboreranno a stimolare e sostenere l'evocazione della trama anche se non ricordata nei suoi aspetti logici, nei tratti sequenziali, ma globalmente, quanto basta per non far sentire estranei quegli ambienti, quelle atmosfere.

L’organizzazione materiale degli apprendimenti che la realizzazione dei raccoglitori comporta, fornisce, man mano che il bambino si evolve e matura, una rappresentazione concreta di come vanno organizzati i contenuti, le conoscenze. Il costruire il “raccoglitore” è un fare più importante dei contenuti che si organizzano all’interno del raccoglitore stesso. L’organizzare le pagine, il suddividere in categorie i contenuti, il cambiare l’organizzazione delle pagine quando si sono raccolti un certo numero di contenuti, il poter raggruppare integrandoli all’occorrenza(rendendo visibile la interdisciplinarietà) contenuti storici con quelli geografici, con quelli di letteratura,…questo movimento organizzativo estremamente concreto propone, attraverso l’esperienza organizzativa pratica, l’impadronirsi di capacità mentali per incorporare e strutturare le conoscenze, le esperienze. Il fare ed il disfare, l’organizzare ed il riorganizzare del raccoglitore (ecco il perché è importante un raccoglitori ad anella) offre materialmente, visivamente, praticamente, in un percorso vissuto, i riferimenti concettuali per organizzare la memoria, i ricordi, i concatenamenti tra conoscenze. Un riferimento concreto nel fare e disfare, nell’organizzare e riorganizzare che è difficile spiegare con le parole, è difficile far capire con le spiegazioni (non solo a bambini con x-fragile).
Il lavorare sull’organizzazione dei contenuti, su come questi vanno organizzati, categorizzati, ordinati, correlati,… in raccoglitori questa pratica porta Alessandro a snellire la capacità di collegamento tra i pensieri, suggerisce e produce snellezza al sistema cognitivo. L’organizzare immagini e didascalie inoltre produce praticamente la possibilità di scoprire una organizzazione della memoria che nella sintesi, nello schematismo trova opportunità sintetiche per ricordare e dinamicamente dalla sintesi può passare al riallargare, all’ampliare - attraverso la narrazione - la discorsività quanto la sintesi ha favorito nel ricordo.
Le foto sinteticamente, propongono il ricordare, un ricordare attraverso una immagine che contiene una complessità estesa ed articolata di eventi che possono essere scritti nelle didascalie. La foto quindi propone una evocazione rapida che viene, è estesa nello scritto. Le foto quindi sollecitano la memoria rapida, globale e conducono, pilotano, accompagnano, fungono da interfacce, da mediatori verso il discorso più ampio, articolato, particolareggiato.
I bambini sempre di più necessiteranno di competenze organizzative per ricordare, per esprimersi e il portarli a soffermarsi sulle dinamiche organizzative attraverso i raccoglitori è una attività fondamentale.
Bisognerà quindi tener di grandissimo conto il progetto raccoglitori molto di più che un altro modo di usare il vecchio quaderno ma come l’occasione materiale per far acquisire un metodo per organizzare la memoria, l’apprendere.
L’attività organizzativa e riorganizzativa con i raccoglitori propone un allenarsi alla sintesi ed alla sua estensione, tale attività è di carattere metodologica ed è importante, peri bambini con x-fragile , forse di più dei contenuti.

Torniamo a riflettere sulle occasioni

Per quanto riguarda le occasioni la musica può essere un mediatore provocatore di occasioni di apprendimenti da sviluppare e un fortissimo evocatore, sollecitatore della memoria, di continuità operativa e di attenzione.
Per esempio in un progetto di attività teatrale che può prendere spunto dal film di Robin Hood (che a sua volta nel progetto raccoglitori è attività di storia) può divenire un soggetto per un laboratorio teatrale provocando l'integrazione dell'area storica, linguistica, di laboratorio musicale...si potrebbe implicare il bambino nell'allestimento con i compagni dei diversi contesti (sfondi delle scene) che potrebbero a loro volta essere associati con una musica (colonna sonora) che sottolinea le situazioni, le azioni delle diverse scene e avvenimenti. Il bambino, che ha partecipato alla creazione delle scenografie, potrebbe essere il tecnico del suono che alle diverse scene cambia le colonne musicali. Ciò sollecitando l'attenzione del bambino allo svolgimento della trama, degli eventi recitati, quindi ai contenuti in una modalità attiva.
La musica fungerà da evidenziatore di significati da sostegno mnemonico alla trama, da evocatore che provocherà la trama, le successioni, la struttura ricorsiva della storia che si sta recitando, il "filo della narrazione".
Successivamente l'insieme della narrazione prenderà una sua forza che coinvolgerà nelle successioni dei significati.
E l'azione unificante della musica sarà fortificata dall'azione unificante delle scene, degli allestimenti, dei contesti, delle situazioni, della struttura narrante.
L'anticipare, il progetto rotocalco, il laboratorio teatrale, la multimedialità costituiscono un progetto complesso e diversificato ma con una unità di struttura, con uno stile metodologico e progettuale che offre la possibilità di riconoscere la ricorsività, la continuità di fondo che, in un sistema, trova collegamenti sensati pur nella diversità delle azioni, delle situazioni singole.
Molti bambini con x-fragile hanno tempi brevi di attenzione ed una sola specifica attività rischia di divenire monotona se si prolunga nel tempo d'altra parte se si frammentano le attività in funzione dei tempi di attenzione il rischio è quello di fornire contenuti frammentati, spezzettati, senza senso, senza i collegamenti che li concatenano (rischiando dei danni cognitivi) Inoltre il mantenersi su tempi brevi comporta un non raggiungere o raggiungere difficilmente o troppo lentamente l'obiettivo di estendere i suoi tempi di attenzione. La struttura della narrazione, la continuità narrante permette di avere delle diverse unità (quindi il lavorare sui tempi brevi) senza essere monotoni ne frammentari in un itinerario che ha uno svolgimento in tempi lunghi con numerosi e differenti quadri (unità significative interne alla trama) in contesti e situazioni diverse.
L'utilizzo della struttura narrativa ci permette di coniugare tempi brevi, diverse unità significative senza rischio di monotonia ne di frammentazione, con attività complessa e con tempi lunghi.
Ogni unità, pur essendo autosignificante, in tale dimensione, non sarà una monade, ma avrà il suo significato se pensata nel collegamento anteriore e/o successivo (parallelo, simultaneo, collaterale, simmetrico, trasversale...) alle altre unità che prendono e forniscono senso a ciascun tratto nella globalità dell'intero sistema.

Se pensiamo agli atti che le ipotesi che vi ho delineato propongono (prendere, dare, andare per, ricevere, trasportare, mescolare,..., attività con l'ausilio di oggetti e persone mediatrici, attività con senso, con chiari significati operativi e finalità, con una molteplicità di occasioni relazionali ed affettive), possiamo ritrovare quelle opportunità che da una parte riducono i rischi e dall'altra offrono spunti, per orientare e ampliare qualitativamente i progetti didattico-educativi.

Numerose sono le piste di lavoro che se progettate con i riferimenti sopra esposti possono potenziare le competenze di bambini con x-fragile e nello stesso tempo elevare la qualità della didattica e dell'educazione per tutti, ne riporto alcune:
attività di piccolo teatro che ripropongono gli itinerari esposti nell'attività di laboratorio teatrale ma con delle marionette. Anche qui attività di sceneggiatura, di colonne sonore, rumori, testi, luci, foto, diapositive, ...

Attività di cucina: preparare i biscotti, una macedonia, una pizza, il toast... Costruzione di un ricettario con foto degli itinerari di preparazione (le quantità si possono determinare con l'uso di contenitori quali bicchieri, cucchiai: "...tre bicchieri di farina quattro cucchiaini di olio ...).

Attività di uscita, per osservare il cane che passa, il bambino sul triciclo, la carrozzina, gli odori, i rumori,...

Attività di disegno in gruppo: quattro bambini con un grande foglio di carta da pacchi che a turno tracciano un segno (con colori a dita, pennarelli, gessetti,..., incollare forme di diverso colore) e ciascuno trasforma il segno il segno dell'altro attribuendogli significati.
Concludendo
I raccoglitori conterranno ciò che il bambino sa fare e potranno essere utilizzati per le valutazioni e verifiche in modo da presentare il bambino nella sua parte migliore.

16 ottobre 2009, Licia scrive:

Stamattina sono andata a prendere Alessandro da casa sua alle 9.00 in punto e l’ho accompagnato all’asilo. Gli avevo anticipato già ieri pomeriggio che sarei passata stamattina e lui è stato contento di andare all’asilo con la “macchina di Licia”.
Quando siamo arrivati a scuola io ovviamente non sapevo dove andare, cioè non sapevo in che classe entrare e cosi non ho detto nulla; ho lasciato che Alessandro mi guidasse e siamo andati senza esitazione nella sua classe.
Ha salutato tutte le maestre e si è tolto il giubbotto portandolo al suo posto prestabilito. Ho notato quindi, che Alessandro ha interiorizzato almeno queste prime regole di comunità.
Ho parlato molto con la sua insegnante di sostegno,innanzitutto ho parlato di tutti quei punti che vi ho scritto nella scorsa mail e che non ripeto ( anticipazione, concatenamento, continuità di fondo, occasioni di apprendimento, dare un senso alle attività, dare una traccia emotiva alle cose…) inoltre le ho fatto numerose domande circa lo svolgimento delle attività, le modalità utilizzate, gli strumenti pensati per facilitare Alessandro, gli eventuali laboratori che svolge con lui, il programma che ha pensato di portare avanti …
L’insegnante mi ha detto che Alessandro trascorre tutto il tempo nella sezione con gli altri bambini,anzi, guai a sottrarlo dagli altri, ma circa una volta a settimana, Alessandro e altri 4 o 5 bambini ( quelli più legati a lui e con cui lui lavora meglio) vengono portati fuori dalla sezione, in un’aula dove svolgono delle attività tipo colorare, ritagliare, incollare foto, dipingere …
Gli strumenti facilitanti pensati per Alessandro sono appunto le immagini e le foto.
Ho chiesto all’insegnante di darmi il programma che intende svolgere quest’anno e mi ha detto che non c’è un programma, ma che ci sono delle unità di apprendimento che vengono programmate mese per mese, e mi ha promesso che ogni mese mi farà recapitare l’unità; questo perché le ho parlato del progetto raccoglitore e siamo rimaste d’intesa che lo avremmo svolto “insieme” nel senso che siamo accordate sulle modalità e sui tempi. L’insegnante mi ha descritto un Alessandro che non conoscevo: oppositivo, iperattivo, con aria di sfida, aggressivo … facevo fatica a pensare ad Alessandro in questi termini; con me non è mai stato cosi, ma quando ho finito di parlare con lei, sono rimasta un po’ in classe ad osservarlo facendo in modo che non si accorgesse che lo osservavo perché scrivevo, chiacchieravo con le altre maestre, giocavo con i bambini.
Riassumo le mie osservazioni di seguito strutturandole in momenti:
· Momento preghiera: Alessandro non conosce la preghiera, ogni tanto dice solo qualche finale di parole,ma è attento e fa il segno di croce;
· Momento trenino: non compie i movimenti con le braccia che fanno gli altri e ad un certo punto corre al contrario rispetto alla fila cosi può spingere i bambini con le sue spalle;
· Momento della narrazione di una storia: quando tutti i bambini si siedono per ascoltare la storia e si mettono in posizione d’ascolto, lui è tranquillo. Per la prima parte della narrazione Alessandro ascolta, poi si distrae, toglie gli occhiali, vuole alzarsi e diventa irrequieto. Al momento della drammatizzazione, corre , spinge i bambini che si stanno preparando per recitare, bacia e abbraccia tutti ( irritandoli molto perché col pericolo dell’influenza, hanno ricevuto l’ordine di non baciarsi, ma di stringersi la mano quando vogliono salutarsi o scambiarsi affetto). Ad Alessandro viene dato un ruolo da recitare, ma lui non sta al suo posto, quando arriva il suo turno Alessandro non c’è e devono fare a meno di lui sebbene tutti (insegnanti e bambini) lo invitino a partecipare . Mentre gli altri sono impegnati nella “recita”, Alessandro prende degli altri giochi presenti nella stanza e li sbatte contro il muro, li sbatte anche contro i compagni. Si reca in un angolo dove c’è un piccolo tavolo e un finto lavandino e dove ci sono piatti e bicchieri colorati e lui apparecchia e sparecchia questo tavolino lavando (per finta) le stoviglie. Ho spiegato all’insegnante che a casa i genitori stanno insistendo molto su questa attività ed è sicuramente per questo motivo che Alessandro la mette in atto anche all’asilo. In questi casi mi chiedo: è utile lasciarlo fare oppure bisogna richiamarlo con gli altri? O ancora, potrebbe essere un’idea quella di lasciarlo fare per un po’ e poi vedere se da solo ritorna insieme agli altri bambini?
· Rimprovero: quando viene rimproverato, anche se gli si dice il perché del rimprovero, non mostra senso di colpa e le sue due reazioni sono o il pianto finto e furbo o la risata;
· I compagni: ho notato una cosa molto strana, Alessandro spinge i compagni, toglie loro i giochi, qualche volta tira anche qualche schiaffo, ma nessuno di loro reagisce! Solo qualcuno rare volte dice all’insegnante di rimproverare Alessandro, per il resto tutti sono accondiscendenti con lui. Ho chiesto all’insegnante se fossero cosi sempre o se fossero particolarmente “clementi” con Alessandro e lei mi ha risposto che i bambini sono più sensibili alla problematica del bambino e per questo motivo non si ribellano a lui (Non so quanto bene faccia questo comportamento assistenziale).
· Corre, corre, corre: Alessandro ha corso ininterrottamente! Era sudatissimo, ma correva sempre. Ho proposto all’insegnante di non bloccarlo perché spesso non si ottiene nulla, ma di chiedergli dei favori mentre corre del tipo: “Alessandro passami quella penna per favore. Portami quel cd. Butta quella carta per cortesia. Passami quei fogli…” In questo modo lui comunque corre, ma non viene lasciato a se stesso e svolge dei piccoli compiti condividendoli con lei.
· Atteggiamento oppositivo: tutte le volte che la maestra lo richiama nel gruppo , Alessandro dice di non voler andare e corre via, quando l’insegnante chiede ad Alessandro di andare in bagno a lavarsi le mani perché è ora di mangiare, Alessandro non vuole andare; addirittura si stende per terra e si irrigidisce! Non l’avevo mai visto cosi! Solo in quel momento sono intervenuta, gli ho detto che se non si fosse lavato le mani non avrebbe mangiato mentre tutti i compagni sarebbero scesi a mensa, gli ho detto che anche io dovevo lavarmi le mani,ma non sapevo dove fosse il bagno quindi gli ho chiesto di accompagnarmi. Ho faticato un po’, ma alla fine siamo andati in bagno e ha anche fatto la pipì da solo.
· La mensa ( non l’ho osservata di persona ma mi è stato riferito dalle insegnanti): Alessandro non mangia nulla, le maestre insistono molto affinché almeno assaggi, ma lui non ne vuole sapere col risultato che diventa nervosissimo dopo la mensa e che torna a casa e non mangia nemmeno le cose che gli piacciono tanto. Le ho detto che alla mamma del bambino non importa quanto mangi a scuola, purché stia seduto con gli altri e impari l’uso delle posate e del bavaglino. Quindi forse meglio non insistere per evitare che il momento pranzo diventi un incubo. Forse adesso la quantità di cibo mangiato non è importante, ma son importanti le regole a tavola; tanto poi quando arriva a casa Alessandro mangia, di certo non muore di fame.
Ho chiesto alla maestra di sostegno di girare dei video relativi a più momenti cosi da inviarveli per capire se ci sono degli antecedenti comuni a più situazioni che rendono il bambino cosi irrequieto e agitato.
Ho cercato di cogliere alcune cause, ma sinceramente è molto difficile perché quando Alessandro spinge o tira schiaffi lo fa senza che nessuno gli faccia nulla, nessuno gli sottrae un gioco o si comporta male con lui; nessuno lo provoca. Talvolta, forse nemmeno Alessandro vuole spingere i compagni, ma semplicemente li travolge nella sua continua corsa.
Infine, il giorno 20 ottobre, parteciperò al Gruppo H e, se voi siete d’accordo, chiederò al dirigente Scolastico di accordarmi il permesso per andare a scuola circa una volta al mese e passare lì un paio d’ore.

La Dott.ssa Alice Imola riporta i punti fondamentali affrontati nell’incontro di supervisione del 24 ottobre 2009 con Licia:

Carissima Licia,
e per c.c. fam Tasselli,

ti scrivo alcuni appunti che abbiamo affrontato oggi nell'incontro di supervisione via Skype.

1. CASA: l'importanza delle regole, vissute attivamente da Alessandro non subite. Da quanto ci dici la mamma di Alessandro ha pensato di far sparire gradualmente TV, DVD ecc..., ma questo rischia di provocare una sorta di "effetto magia" che sicuramente farà innervosire Alessandro poichè non ne capirà le motivazioni. E' molto meglio invece dire la verità mettendo in evidenza le regole.
TV, CD, DVD ecc... si usano dalle... alle... questa è la regola.
In questo modo il bambino vivrà la fermezza e l'autorevolezza come dato che ti connota e anche se sbraiterà, piangerà o metterà il muso, questo suo comportarsi non farà altro che rafforzare la fiducia in te proprio perchè Alessandro è nella coerenza che ritrova i riferimenti su cui costruire la fiducia. La coerenza e la fiducia costituiscono i presupposti per abbandonarsi nelle tue braccia con il desiderio e l'emozione di conoscere.

2. SCUOLA: per quanto riguarda la scuola dici di non aver descritto il contesto perchè era assente, passivo, ignorava Alessandro e non proponeva nessun intervento operativo, ma devi considerare che il contesto è sempre presente e quando ignora il bambino lo è ancora di più pertanto è importante che tu lo descriva. Inoltre devi chiedere (nuovamente) alle insegnanti il progetto che intendono mettere in atto e che deve essere fatto da loro in modo tale che noi possiamo lavorarci sopra. A quel punto vediamo cosa rispondono.

Ciao e buon fine settimana

Il 6 novembre 2009 la famiglia di Alessandro scrive al professor Cuomo:

Gentilissimo prof. Cuomo,
in questo ultimo periodo Alessandro sta facendo progressi dal punto di vista dell’autonomia e del linguaggio.
Almeno a casa è più collaborativo e sta accettando le poche regole propostegli. Come Lei ci ha consigliato, la nintendo Wii non l’abbiamo fatta scomparire, è sempre al suo posto ma l’utilizzo è permesso dopo le ore 20.00. Ha accettato la regola di buon grado tanto che un pomeriggio, mentre la sorellina svolgeva i compiti di scuola, si è seduto d’avanti alla scrivania e mi ha proposto ( per la prima volta)
di colorare insieme.
Si è affezionato molto a Licia e credo sia per Alessandro un punto di riferimento. Tutto ciò che fa con Licia, con piccole frasi, ce lo racconta, a differenza delle attività che fa in classe che dobbiamo quasi forzarlo a raccontare e di solito risponde a monosillabi.
Un pomeriggio fecero insieme un puzzle e la mattina dopo “propose lui” alla maestra di farlo in classe.
Vediamo il bambino più attivo e più attento a quello che accade intorno a lui. Prima quando uscivamo era più taciturno adesso invece lo senti dire: “mamma, piove?”; “mamma c’è il sole?”; “papà è verde si parte”; “papà è rosso stop”; mamma l’autobus preso con Licia”; “mamma l’ufficio di papà”; “papà il supermercato è aperto”.
Va volentieri dalla logopedista e della nuova psicomotricista, private, (l’anno scorso piangeva appena entrava nella Asl). Dopo la riunione con l’equipe interdisciplinare e grazie all’ottimo intervento di Licia, siamo riusciti ad “entrare in classe” a dare le informazioni alle insegnanti ed a suggerire metodi per far integrare Alessandro nel gruppo classe. Le attività che faranno in quest’anno scolastico, verranno riproposte a casa con foto, video, filmati , poi riprese a scuola. Le insegnanti da dopo la riunione ci sembrano più collaborative, e anche Alessandro sembra essere più tranquillo. Abbiamo chiesto all’insegnante di sostegno di descrivere in un diario il comportamento di Alessandro a scuola, quando inizia ad essere ingestibile ed oppositivo a svolgere qualsiasi attività, a parte correre e spingere i compagni , e descrivere il contesto scolastico in quei momenti.
Ad oggi la scuola non ci ha ancora comunicato il programma di novembre.
Parlando con Licia e la maestra di sostegno, stavamo pensando di ideare un progetto, avente come oggetto il Natale, per stimolarlo al lavoro di gruppo e alla socializzazione. L’idea era quella di realizzare un laboratorio a casa e uno a scuola per la creazione di statuine da presepio o di palline decorate per l’albero. Naturalmente è necessaria la collaborazione delle mamme dei 4 o 5 bambini che faranno parte del gruppo di lavoro.
Prima di cominciare però è per noi importante il suo parere riguardo questo progetto.
Infine abbiamo constatato che il chiedergli una mano nelle attività domestiche (apparecchiare, sparecchiare, lavare la verdura, condire l’insalata, svuotare la lavastoviglie, sistemare le posate nel cassetto, usare le mollette per stendere le calze) lo “distrae” dai DVD e dai videogiochi.
Volevo inoltre sottolineare il fatto che anche e soprattutto il nostro modo di guardare Alessandro è cambiato, ci stiamo sforzando di non sostituirlo nei compiti quotidiani, nel vestrirlo, di aiutarlo solo nei
momenti di vera difficoltà.
Cordiali saluti
Famiglia Tasselli

Il 6 novembre 2009 Licia scrive:

Riflessioni e progetti:
Oggi pomeriggio dovrò stare in casa con Alessandro e devo dire che la cosa mi mette una buona quota di ansia.
Fino alla settimana scorsa siamo sempre usciti perché dovevamo sempre fare delle commissioni per esempio comprare il pane perché la mamma del piccolo non poteva oppure sviluppare delle fotografie che avrebbe portato l’indomani a scuola. Tutte queste uscite le abbiamo fatte con l’autobus e devo dire che Alessandro ha capito un po’ come si utilizza il mezzo di trasporto. È per lui una cosa nuova che lo diverte molto e per questo, usciamo molto volentieri.
Oggi pomeriggio staremo invece a casa a fare insieme l’agenda calendario. Mi sono procurata tutto l’occorrente e la farò come prestabilito: giorni della settimana, momenti e orologio…
Fra un po’ è il compleanno di Alessandro e ho pensato di organizzare assieme a lui la sua festa, ma in realtà i genitori hanno preso accordi con una ludoteca la quale si occupa di tutto (inviti, festoni…), dovrò chiedere quindi ai genitori se almeno gli inviti li lasciano fare a me con Alessandro.
Oggi sono molto in ansia come ho già scritto perché so già che Alessandro starà sull’agenda solo pochi minuti e poi si annoierà di penne, colori e righelli e vorrà fuggire e a quel punto io non saprò come comportarmi!
Insomma si presenterà la stessa situazione di sempre quando siamo in casa.
Alessandro non ha più a disposizione la wii, cioè la mamma e io ormai da 2 settimane stiamo insistendo sull’orario in cui gli è concesso giocare alla wii. Lui sa che può giocare solo dalle 20.00 alla 21.00 cioè prima di cena.
L’altro giorno infatti, mentre eravamo in giro lui mi chiedeva costantemente che ore fossero e mi chiedeva se eravamo vicini alle 20.00 oppure no… credo che almeno le prime nozioni di tempo le stia interiorizzando. Inoltre quel giorno siamo tornati a casa alle 19,45 circa e lui dopo pochi minuti ha cominciato a chiedere di giocare cosi io mi sono avvicinata all’orologio, gli ho fatto vedere che erano effettivamente le 20,00 perché le lancette erano posizionate su quell’ora e gli ho detto che poteva giocare.
Stavo pensando al possibile utilizzo di una sveglia da mettere vicino al televisore (quello che usa per giocare) che alle 20,00 in punto suona e lo avvisa che è arrivato il momento del gioco,ma non so se è una buona idea, lo chiedo a voi.
Inoltre avevo pensato ad un piccolo progetto per invitare degli amichetti a casa.
L’obiettivo è quello di osservare (e videoregistrare per poi mandare a voi) il comportamento di Alessandro con gli amici a casa visto che a scuola lo abbiamo almeno in parte visto, e soprattutto osservare i comportamenti degli amici nei confronti del piccolo Alessandro in un contesto diverso da quello della sezione.
Siccome ci avviciniamo piano piano al Natale, la scusa per invitare gli amici a casa sarebbe quella di preparare il materiale per il presepe. I bambini insieme potrebbero dipingere statuette, creare colline e montagne con la carta pesta, produrre personaggi con la pasta sale e fare mille altre realizzazioni da portare poi a scuola per fare il presepe di classe; si potrebbe dividere la classe in due o tre gruppi, a ciascun gruppo viene affidato il “compito” di occuparsi di una parte del presepe per esempio un gruppo si occupa di produrre e dipingere gli animali, un altro si occupa dei personaggi e un altro ancora delle case e del paesaggio. La scadenza per la presentazione dei lavori di gruppo è il 4 dicembre. In quella giornata ciascun gruppo porta a scuola il proprio lavoro e si realizza tutti insieme il presepe. Insomma un cooperative learning pratico e laboratoriale che evidenzi non solo l’importanza del collaborare, ma che intensifichi i rapporti di amicizia e che sfrutti la dimensione del fare, muovere, toccare, alzare tanto utile a tutti i bambini e in primis ad Alessandro. È chiaro anche che la realizzazione pratica sarebbe supportata dalla narrazione della storia di Gesù che verrebbe interiorizzata e appresa in questo modo superando la solita poesia mnemonica…

Il sig. Tasselli chiederà l’autorizzazione al Dirigente Scolastico per creare a scuola un piccolo laboratorio in cui svolgere lo stesso tipo di lavoro (sempre la classe divisa in gruppetti ecc. ecc.) nel caso in cui le mamme dei bambini siano restie ad accompagnarli nel pomeriggio a casa dei vari compagni o siano poco disponibili a mettere a disposizione casa propria per questo tipo di attività.
Se il dirigente dovesse accettare, il giorno in cui è stabilita l’attività di gruppo andrei io a scuola ad osservare e a videoregistrare il tutto.

Insomma faremmo lo stesso tipo di lavoro però a scuola.
In quel caso penserò ad un altro motivo per invitare alcuni amici di Alessandro a casa al fine di osservare quei comportamenti di cui sopra.
Grazie a presto.

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